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Risultati da 41 a 50 di 121

Discussione: È il mio orgoglio.

  1. #41
    M. Murelli
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    Citazione Originariamente Scritto da Marco-Torino Visualizza Messaggio
    orion all'inizio diceva "punto nero nella galassia rossa, punto rosso nella galassia nera"?

    è ancora attuale secondo te?

    P.S. a me come definizione piaceva molto...
    Quando "Orion" diceva quelle cose io riuscivo a parlare persino nei centri sociali. Avevo stabilito ponti con chi aveva militato e combattuto sotto insegne rosse. In mezza Europa si formavano raggruppamenti che volevano, come noi, andare al di là delle ortodossie ideologiche. Con alcuni che pure avevano fatto la lotta armata in Prima Linea tenni conferenze fino in Spagna e si trovò un comune terreno d'intesa, un punto di partenza. Quel treno là è stato perso, per la stessa ragione che oggi quello che noi definiamo ambiente, sta perdendo altri direttissimi. Ci si perde nella caccia al musulmano come ieri, per altro a tempo scaduto, ci si perdeva nella caccia al compagno. Siamo nell'epoca del post turbocapitalismo e della globalizzazione in salsa cinese, e pensiamo di risolvere tutto con la socializzazione. La stessa concezione dei partiti è, per chi veramente vuole essere fuori dal sistema, qualcosa di... inadatto. Quand'anche si trattasse di partiti extraparlamentari o di "destra radicale" (cioè di raggruppamenti che non aspirano al Parlamento ma alla creazione di un Movimento anti Sistema). Il partito è paragonabile all'esercito concepito per la guerra di trincea. Statico. Arroccamento che presuppone l'utilizzo del '80% delle energie poste a difesa, piuttosto che per l'attacco e l'aggressione.
    Tornando alla domanda, posso dire che è venuto meno il rosso e il nero è stato omologato.

  2. #42
    M. Murelli
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    Citazione Originariamente Scritto da ORGOGLIOdelLUPO Visualizza Messaggio
    beato te
    Se mi spieghi la battuta. Non ci arrivo...

  3. #43
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    Citazione Originariamente Scritto da M. Murelli Visualizza Messaggio
    Coloro che si definiscono fascisti o ritengono giusto tornare a definirsi tali hanno le loro motivazioni. Se ne infischiano di cosa pensa il resto del mondo e quale valore viene attribuito al termine fascista. Personalmente questo "infischiarsene" io lo ritengo poco politico. Ma è opinione mia.
    Di quale repressione delle libertà parli? Nulla è più repressivo dell'autentica libertà che il totalitarismo democratico.

    Le scrivo con il rispetto e la modestia di chi sa mooolto meno di Lei:

    Credo che aver imposto un partito unico, l'aver bastonato gli oppositori(se non proprio l'aver ucciso il leader socialista Matteotti), l'aver collaborato coi nazisti contro gli ebrei, bè insomma, tutto questo forse rappresenta una soppressione delle libertà.

    Oggi certo siamo sotto la dittatura della democrazia massmediatica e globalizzante, ma non è detto che a questa si possa porre rimedio con la testa rivolta a certe impostazioni stile ventennio.

    Questo non vuol dire mettere in sordina i valori che personalmente ritengo positivi di quella esperienza e che mi portano a rifiutare il materialismo, il globalismo, il rifiuto della italianità, sia chiaro.

  4. #44
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    A me piacevano moltissimo gli articoli di galmozzi (a proposito che fine ha fatto? l'ho perso di vistadopo la conferenza del 99 sulla Serbia organizzata da Limes...)
    Bellissmo anche il suo libro sull'esperienza fiumana
    Bazooka!!!

  5. #45
    M. Murelli
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    Citazione Originariamente Scritto da mimo121 Visualizza Messaggio
    Le scrivo con il rispetto e la modestia di chi sa mooolto meno di Lei:

    Credo che aver imposto un partito unico, l'aver bastonato gli oppositori(se non proprio l'aver ucciso il leader socialista Matteotti), l'aver collaborato coi nazisti contro gli ebrei, bè insomma, tutto questo forse rappresenta una soppressione delle libertà.

    Oggi certo siamo sotto la dittatura della democrazia massmediatica e globalizzante, ma non è detto che a questa si possa porre rimedio con la testa rivolta a certe impostazioni stile ventennio.

    Questo non vuol dire mettere in sordina i valori che personalmente ritengo positivi di quella esperienza e che mi portano a rifiutare il materialismo, il globalismo, il rifiuto della italianità, sia chiaro.
    Non è semplice controbattere. Il fascismo è dottrina, è sistema politico, stile di vita e tante altre cose. Durante quel regime la criminalità non è stata estinta e neppure certi metodi di lotta politica. Ma pensiamo all'America, dove la democrazia è di casa. Là sono stati ammazzati oppositori e persino presidenti. Che c'entrano quelle uccisioni con il sistema (per altro schifoso) politico e sociale? Là c'è la democrazia (che viene assimilata alla libertà) ma è notizia di oggi che il Cogresso reputa valida la tortura per i prigionieri musulmani e la loro detenzione senza imputazione.
    Sul delitto Matteotti, poi, tanti e squallidi sono i retroscena che sull'argonmento sono stati scritti non pochi libri.
    La questione collaborazione con i nazisti e le leggi antiebraiche. Non si può liquidare con una battuta. Ma la libertà che c'entra?
    Il Ventennio è andato e non tornerà più. Non mi pare di aver auspicato un suo ritorno. Per me esiste un tipo umano che di buon grado si è riconosciuto e ha fatto il fascismo, come prima aveva aderito ad altre forme di espressione "politica" e altrettanto farà in futuro.
    Sul concetto di libertà con un esempio estremo. Si può sostenere la libertà di drogarsi (o di bere alcool) ma quando uno è un drogato o un alcolista è libero o dipendente?

  6. #46
    M. Murelli
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    Citazione Originariamente Scritto da bazooka Visualizza Messaggio
    A me piacevano moltissimo gli articoli di galmozzi (a proposito che fine ha fatto? l'ho perso di vistadopo la conferenza del 99 sulla Serbia organizzata da Limes...)
    Bellissmo anche il suo libro sull'esperienza fiumana
    È "in sonno". Anche lui ha avuto i suoi casini per aver tentato quell'avventura. Penso che il suo maggior interesse oggi sia lo stadio. Cercherò di risentirlo prossimamente. Quella di ripartire dall'esperienza fiumana era una bella idea. Si evitava la polemica sul fascismo e si trovava un punto di partenza condiviso. Peccato ci abbiano dato addosso in tanti...

  7. #47
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    Citazione Originariamente Scritto da M. Murelli Visualizza Messaggio
    Non è semplice controbattere. Il fascismo è dottrina, è sistema politico, stile di vita e tante altre cose. Durante quel regime la criminalità non è stata estinta e neppure certi metodi di lotta politica. Ma pensiamo all'America, dove la democrazia è di casa. Là sono stati ammazzati oppositori e persino presidenti. Che c'entrano quelle uccisioni con il sistema (per altro schifoso) politico e sociale? Là c'è la democrazia (che viene assimilata alla libertà) ma è notizia di oggi che il Cogresso reputa valida la tortura per i prigionieri musulmani e la loro detenzione senza imputazione.
    Sul delitto Matteotti, poi, tanti e squallidi sono i retroscena che sull'argonmento sono stati scritti non pochi libri.
    La questione collaborazione con i nazisti e le leggi antiebraiche. Non si può liquidare con una battuta. Ma la libertà che c'entra?
    Il Ventennio è andato e non tornerà più. Non mi pare di aver auspicato un suo ritorno. Per me esiste un tipo umano che di buon grado si è riconosciuto e ha fatto il fascismo, come prima aveva aderito ad altre forme di espressione "politica" e altrettanto farà in futuro.
    Sul concetto di libertà con un esempio estremo. Si può sostenere la libertà di drogarsi (o di bere alcool) ma quando uno è un drogato o un alcolista è libero o dipendente?

    Si, la democrazia e la civiltà USA sono una grande presa per i fondelli, sono perfettamente daccordo!

    Il punto che volevo sottolineare è che la difficoltà di definirsi fascisti oggi sta nella identificazione di nostalgia verso un regime ch come anche dice Lei non può più tornare!

    A questo punto Le chiedo: non sarebbe saggio che i fascisti di oggi, riconoscano oltre ai grandi valori spirituali e morali anche i torti di quanto durante il Ventennio è accaduto?
    Sarebbe un grande atto di Verità, quella che la cultura antifascista e resistenziale ha sempre negato a questa Nazione, non crede?

    PS: sulla questione ebraica, bè insomma non conosco nei dettagli la storia, ma le leggi antiebraiche del 1936, qualche limitazione della libertà l'hanno provocata ai "non ariani", o sbaglio?

  8. #48
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    Citazione Originariamente Scritto da Murelli
    Il Ventennio è andato e non tornerà più. Non mi pare di aver auspicato un suo ritorno. Per me esiste un tipo umano che di buon grado si è riconosciuto e ha fatto il fascismo, come prima aveva aderito ad altre forme di espressione "politica" e altrettanto farà in futuro.
    Oltre a "non tornare " bisogna aggiungere che la responsabilità de fallimento di tale esperienza è da rintracciare in primis tra le file dello stesso Partito / Regime, per cui il neofascismo riflette tale fallimento proiettandolo in un contesto diverso. Superare il fascismo, inteso quale espressione politica contingente - non solo di un tipo umano, ma della romanitas (che ci appartiene), significa riconoscere la postmodernità e liberarsi dell'involucro "ventennale".

  9. #49
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    Lo stadio? minchia quindi già ai vostri tempi c'era chi si rincoglioniva con il calcio? (immagino che sia milanista...); scherzi a parte cerca di recuperarlo , scriveva cose molto interessanti (anche lo speciale Origini su Pareto è molto bello)
    Bazooka!!!

  10. #50
    M. Murelli
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    Citazione Originariamente Scritto da Ostilio Visualizza Messaggio
    Oltre a "non tornare " bisogna aggiungere che la responsabilità de fallimento di tale esperienza è da rintracciare in primis tra le file dello stesso Partito / Regime, per cui il neofascismo riflette tale fallimento proiettandolo in un contesto diverso. Superare il fascismo, inteso quale espressione politica contingente - non solo di un tipo umano, ma della romanitas (che ci appartiene), significa riconoscere la postmodernità e liberarsi dell'involucro "ventennale".
    Detta così forse è un po' troppo semplificata. Credo che bisogna porsi all'altezza dei tempi e riuscire a determinare nuove forme del politico. È quel che tutti fanno. L'"uomo democratico" lo fa in maniera mirabile. Infatti l'"uomo democratico" ha determinato strutture all'alteza dei tempi nell'800, poi nel '900 e ora, in piena globalizzazione si mantiene al giusto livello nel terrzo millennio. L'uomo "a-democratico" (lo definisco così altrimenti dovrei specificare in mille maniere: uomo differenziato, uomo della Tradizione, etc.) a partire dalla caudta del fascismo non riesce ad andare oltre quella forma. Si attorgiglia sempre attorno a modelli superati e anacronistici. Basta guardare alla questione dell'immigrazione. Siamo sicuri che l'alternativa è tra rifiuto categorico e accettazione incondizionata? Eppure c'è una terza via. Così per il mondo del lavoro, l'economia. Ma l'uomo che noi concepiamo non prende atto dello scenario attuale e indica vie palesemente impraticabili. C'è l'idea che si trasgredisca all'ortodossia. Persino nel modo di definirsi. Io qui ho difeso l'idea di "destra radicale" ma non mi nascondo certo il fatto che a) così come si era proposta (sul piano della prassi) ed aveva agito è oggi fuori dal tempo (altro è se stiamo sul piano dei valori e delle idee); b) non ha più truppe né ascari. Quindi bisogna andare oltre. Ma senza rinnegamenti, senza disconoscere, senza perdere di vista la catena...

 

 
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