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Discussione: È il mio orgoglio.

  1. #111
    M. Murelli
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da natoW Visualizza Messaggio
    Caro Maurizio,

    il tentativo di Clemente Graziani di sviluppare in senso politico le indicazioni evoliane lo conosco molto bene, forse meglio di te.
    Non ho alcun dubbio. Pratico Evola e Graziani per quel che posso e al mio livello, che sicuramente sta sotto il tuo.

    Esso - nonostante le più nobili finalità - si tradusse in fondo, come voleva del resto Evola, in un patteggiamento con quelle FORZE Armate di taglio conservatore e atlantico che volevano accellare il processo di tensione sociale e politica per provocare quella che Almirante chiamava la "soluzione greca" Soluzione che oggi, nonostante la stima che serbo in memoria di Graziani, mi permetto di definire assolutamente contraria ai principi metastorici della Rivoluzione Fascista.
    Questo lo dicono anche gente come Salierno, Vinciguerra, Jesi, Revelli, Nozza, Rusconi, e compagnia cantando. Io seguo un'altra "storeografia"...

    Come antitetico e grottesco è il tentativo Evola-Borghe se volto a sensibilizzare gli ambienti conservatori, cattolici, anche massonici per un colpo di stato meramente antisovietico che entrava nell'ottica geopolitica dei circoli della destra sionista e atlantica.
    Se lo dici tu, sarà vero...

    Dunque, principi morali, umani, spirituali certamente differenti da quelli delle squadre d'azione fasciste che realizzarono storicamente la più grande guerra rivoluzionaria della storia: quella del sangue contro l'oro.
    .
    Io mi limito a parlare di "etica". I principi "umani" e "morali" li lascio ad altri e in quanto a quelli spirituali preferisco non dire nulla.

    Insistere ancora con la definizione destra (radicale o meno) è insistere con un mondo, con un impulso alla controrivoluzione o alla conservazione. E' un abito mentale, un'immagine, un sentimento che non è mio. Il mio impulso, come quello dei fascisti d'un tempo, è semmai quello della Rivolta vera.
    Meglio insistere con fascismo, che presso la quasi totalità della popolazione in Italia e nel resto del mondo è sinonimo di bene, bellezza, virtù, grazia e vitalità... più altre cose.

    Infine, caro Maurizio, io non ti chiedevo di fare un passo indietro a te come Maurizio ma a te che consideravo e considero guida sicura per i nostri giovani.
    No grazie, io guido solo l'automobile, la bicicletta e il camper. Oggi sono solo un viandante che ogni tanto racconta di ciò che vede e ha visto. Ho dei compagni di strada. Altri li ho avuti: ad un bivio alcuni hanno preso altro sentiero. Non serbo rancori, sono contento delle altrui scelte. Io resto fedele alle mie.

    E' segno di intelligenza e rettitudine non persevare nell'errore.
    A questo ti invito, per il bene della nostra visione del mondo, che è -almeno per come io l'ho sempre intesa - ribelle e spontaneista, non dogmatica e ottusamente gerarchica.
    Io non mi permetto di dire agli altri che sono in errore. Affermo in positivo le mie prospettive e le mie visioni. Controbatto tesi con argomenti. Comunque, se il mio è un errore, come sempre pago di tasca mia e non coinvolgo mai gli altri. Vedi l'avatar che mi sono scelto è quello di un Maurizio ventenne, ma contrariamente a quanto qualcuno ha pensato non è per vanità in riferimento ad una freschezza giovanile che non c'è più. Quella foto è a me cara perché è stata scattata nell'istante stesso che la Corte mi condannava a 18 anni e passa di carcere. Lì io pagavo conti anche non miei. E non esiste nessuno che da me è stato trascinato al disastro. Pago sempre di tasca mia anche per chi ha meno. Per questo non è presunzione quando dico che non ho fatto errori. E non ho compiuto errore aderendo ad uno schieramento ideale quale quello della D.R.

    In conclusione, caro Maurizio, va detto alle nuove generazioni che noi, attaccandoci all'albero della Destra - per quanto radicale - ci siamo sempre più staccati dall'albero del Fascismo. Questo io, che ho avuto ormai chiaro l'errore, mi sento di dirlo alle nuove generazioni a noi vicine. E lo dirò. Per onore, fedeltà, per una morale di vera milizia. E ancor più per amore della verità.
    Che ci vuoi fare, io son di quelli che ritiene il fascismo morto nel 1945. E non credo possa resuscitare. Potrà venire una nuova forma del politico che non so come si chiamerà, che non sarà plasmata dalla Destra Radicale ma da qualcosa che verrà. Sarà però lo stesso tipo umano che fu fascista, fu Destra Radicale, che oggi è "popfascismo" e domani magari sarà "boh!".
    Questione di opinioni e convinzioni.

    Saluti
    Ricambio.

  2. #112
    M. Murelli
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    Sempre per natoW. Dimenticavo di dire che credo di essere uno dei pochi, in Italia, ad essere stato condannato per apologia di fascismo. Infatti, dopo la lettura della sentenza, salutammo romanamente la Corte che al saluto romano rispose con quello democratico: condanna a due anni di carcere per apologia di fascismo. Nel senso che, come già detto, dopo Ferlandia (saluto il simpatico Ferrini) fare e dirsi fascisti non paga più. Io mi son detto tale quando pagava...

  3. #113
    Enclave MUSSOLINISTA
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    Clemente Graziani, fondatore e capo del MOVIMENTO POLITICO Ordine Nuovo, gruppo totalmente diverso dall'ordine nuovo di rautiana memoria.
    Va detto e precisato per verità e giustizia.

  4. #114
    Enclave MUSSOLINISTA
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    Citazione Originariamente Scritto da M. Murelli Visualizza Messaggio
    fare e dirsi fascisti non paga più.
    Condivido, e in proposito ti ho espresso in privato i miei intendimenti, dove la parola fascista o fascismo non è mai citata.
    http://www.ilquadratoromano.altervista.org/index.htm
    Proprio perchè condivido in pieno quanto dici. E questo perchè come Te ho pagato sulla mia pelle per essermi manifestato fascista. Da minore ebbi il divieto di risiedere dove vivevano i miei. Poi oggi salvaguardano i minori...sic!

    Pertanto il mio invito è quello di iniziare a farla questa rivoluzione, iniziamo a essere e non limitiamoci a predicare.
    Questa rivoluzione deve iniziare prima di tutto dalle nostre menti, dal nostro modo di pensare e di agire. Si cerca invece l’impossibile, che è quello di far pensare tutti allo stesso modo. Tutti quanti cercano di aver ragione e di creare una scuola di pensiero dove formare classi dirigenti, educate ed indottrinate.

    Siamo allo sbando.

    Quello che ci ha reso grandi ci sta ora distruggendo.
    La grandezza di quella Idea vincente era proprio nell’unire le varie anime i vari pensieri e di fare in modo che assieme raggiungessero un obbiettivo.


    RICOMINCIARE DA ZERO !

    Ricominciare innanzitutto avendo a cuore la nostra spiritualità, coltivarla in senso non dogmatico, ma morale. Ma soprattutto "sacrificarsi" affinchè TUTTI COLLABORINO per il bene delle nostri genti. Questa per me è etica.

    Prima di ogni altra cosa bisognerà trovare le menti giuste. Non si può fare un miscuglio di genti, benchè tutti "bravi ragazzi" solo per "riunire" apparentemente una certa area che non esiste.
    Si formerà SOLO UN ALTRO PARTITO, UN'ALTRA DIVISIONE..!

  5. #115
    Enclave MUSSOLINISTA
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    Citazione Originariamente Scritto da M. Murelli Visualizza Messaggio

    Questo lo dicono anche gente come Salierno, Vinciguerra, Jesi, Revelli, Nozza, Rusconi, e compagnia cantando. Io seguo un'altra "storeografia"...


    .


    Volevo anche precisare, Maurizio, che la mia visione della destra neofascista come altra cosa rispetto ad un vero polo rivoluzionario non ha niente a che vedere con Vinciguerra, Salierno, Rusconi. Ma proprio nulla! Io l'ha lessi nel saggio "A Mano armata" di Valerio Fioravanti ed in Storia di Francesca Mambro e Valerio Fioravanti di Piero Corsini. La volontà prioritaria di combattere questo stato e i suoi rappresentanti. La volontà di differenziarsi dalle scelte di quanti (ON, AN ecc.ecc) vedevano nel "compagno" il nemico principale e erano disponibili ad intese con le forze istituzionali con finalità golpiste.

    Nulla a che vedere dunque con le interpretazioni storiografiche degli antifascisti di turno.

    Io, Maurizoo, non mi riconosco nè nella visione storiografica tua (quella del radicalismo di destra) nè tantomeno in quella antifascista o di Vinciguerra!
    E' una terza via.

  6. #116
    M. Murelli
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    Fatalmente la discussione comincia ad avvitarsi. Quanto avevo da dire sulla Destra Radicale l'ho detto. Se poi si arriva al punto di addirarmi quali esempi Mambro e Fioravanti, allora mi astraggo. E non perché li volglio giudicare: solo perché so di essere su di un altro pianeta rispetto a loro, che, tra l'altro, tutto avevano in testa tranne che un progetto politico. Mi pare si rifacessero ad una sorta di "spontaneismo armato" che fa il paio con certo "soggettivismo" di recente rilanciato. Così stando le cose, auguro di cuore la buona notte.

  7. #117
    Enclave MUSSOLINISTA
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    Citazione Originariamente Scritto da M. Murelli Visualizza Messaggio
    Fatalmente la discussione comincia ad avvitarsi. Quanto avevo da dire sulla Destra Radicale l'ho detto. Se poi si arriva al punto di addirarmi quali esempi Mambro e Fioravanti, allora mi astraggo. E non perché li volglio giudicare: solo perché so di essere su di un altro pianeta rispetto a loro, che, tra l'altro, tutto avevano in testa tranne che un progetto politico. Mi pare si rifacessero ad una sorta di "spontaneismo armato" che fa il paio con certo "soggettivismo" di recente rilanciato. Così stando le cose, auguro di cuore la buona notte.

    Sono punti di vista. Come dicevi giustamente tu sopra, nessuno di noi vuole convincere l'altro. Io mi sento di esprimere dal profondo del cuore riverenza verso Mambro, Fioravanti, Cavallini e gli altri Caduti.

    Ti ripeto che non me ne frega niente del fatto armato e violento, ma sono rimasto fortemente attratto dal sacrificio volontario e cosciente di quei pochi ragazzi. Chiamali pure "spontaneisti" non cambia la sostanza, almeno per me. Sono stati loro i primi a riconoscere (con una certa fierezza) di non aver progetti politici o sogni irreali di conquiste del potere e dei palazzi d'inverno.

    Grazie della conversazione e buona notte a te!

    PS Che cosa intendi per "soggettivismo" di recente riemerso?

  8. #118
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    Citazione Originariamente Scritto da M. Murelli Visualizza Messaggio
    Sempre per natoW. Dimenticavo di dire che credo di essere uno dei pochi, in Italia, ad essere stato condannato per apologia di fascismo. Infatti, dopo la lettura della sentenza, salutammo romanamente la Corte che al saluto romano rispose con quello democratico: condanna a due anni di carcere per apologia di fascismo. Nel senso che, come già detto, dopo Ferlandia (saluto il simpatico Ferrini) fare e dirsi fascisti non paga più. Io mi son detto tale quando pagava...
    Non capisco. Possiamo chiamare le cose Pluto o Paperino, ma la scelta relativa immagino possa dipendere solo da due considerazioni: o una definizione è meno equivoca e più storicamente plausibile, oppure è più conveniente.

    La domanda è: "destra radicale" è la prima cosa? Mi si dice che non è questo il problema, perché le definizioni vengono dopo, te le danno gli avversari, etc. etc.

    E' la seconda? Direi che la rispettabilità storica del termine "fascista" o "neofascista", foss'anche nel "male", è certamente competitiva, e comunque meno restrittiva.

    Non che proponga seriamente di usare il secondo, ma mi sfugge il perché sulla base di questi criteri meriterebbe mai di essere bocciato a favore invece di una collocazione, comunque qualificata, in una "destra" di cui tutte le altre famiglie mi sembrano radicalmente agli antipodi di quello che un certo mondo avrebbe voluto o dovuto (malgrado le sue compromissioni) rappresentare.

  9. #119
    M. Murelli
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    Citazione Originariamente Scritto da Baba Yaga Visualizza Messaggio
    Non capisco. Possiamo chiamare le cose Pluto o Paperino, ma la scelta relativa immagino possa dipendere solo da due considerazioni: o una definizione è meno equivoca e più storicamente plausibile, oppure è più conveniente.

    La domanda è: "destra radicale" è la prima cosa? Mi si dice che non è questo il problema, perché le definizioni vengono dopo, te le danno gli avversari, etc. etc.

    E' la seconda? Direi che la rispettabilità storica del termine "fascista" o "neofascista", foss'anche nel "male", è certamente competitiva, e comunque meno restrittiva.

    Non che proponga seriamente di usare il secondo, ma mi sfugge il perché sulla base di questi criteri meriterebbe mai di essere bocciato a favore invece di una collocazione, comunque qualificata, in una "destra" di cui tutte le altre famiglie mi sembrano radicalmente agli antipodi di quello che un certo mondo avrebbe voluto o dovuto (malgrado le sue compromissioni) rappresentare.
    Veramente sono io che non capisco questa obbiezione. È stato spiegato e rispiegato sia in questa discussione che in altre che "destra radicale" è una linea che ha radici antiche che attraversano anche il fascismo. Un preciso "tipo umano" dotato di originaria concezione del mondo e dell'uomo opera nella storia. Anche nel fascismo e nel fascismo è promotore dello Stato organico. A fascismo defunto, quand'anche per forza d'innerzia e per mille altre ragioni dette e ridette si continua a utilizzare il termine "fascismo" si definisce la "destra Radicale" a partire dalla rielaborazione evoliana che muove dalle considerazioni che si fanno DOPO il 1945.
    Evola definisce il concetto "di destra" e coloro che operano nel "politico" e si rifanno a lui coniano la definizione "destra radicale".
    Nel dibattere il senso di questa definizione c'è chi sostiene che è più giusto riappropriarsi della definizione fascista/fascismo. Io su questo non concordo ma aggiungo che a suo tempo non ho avuto difficoltà a definirmi tale stoppando chi insinua ragioni di opportunismo o altro.
    Quindi: "destra radicale" è una specificità. Non è né prima né seconda. Dopo di che è pur vero che tu ti puoi definire paperino e gli altri ti chiameranno fascista. Per esempio quando ci si è definiti in altro modo rispetto a fascismo/fascista del tipo "nazionalrivoluzionari" o "nazionalpopolari" o altro ancora, quelli di "sinistra" che alla mattina si fanno spremute d'aquila dicevano: "Sì, sì, si definiscono così ma sempre fascisti sono". Dal loro punto di vista fascismo è dispregiativo, per i "nazionalrivoluzionari" no: semplicemente non lo ritenevano congruo e calzante. Resta il fatto che poi data la potenza mediatica dei "sinistri" tu, quand'anche sei paperino, fascista vieni chiamato.
    Perchè fascismo dovrebbe essere bocciato? Perché 10.000 fascisti hanno oggi 10.000 idee diverse di fascismo e ognuno si va a beccare l'elemento costitutivo che meglio corrisponde alla propria soggettività. Fascismo non definisce e necessariamente deve continuamente essere declinato, oltre tutto facendo fronte all'idea mondiale secondo la quale il fascismo è paradigma di male e totalitarismo, assenza di libertà e repressione. Questo è un motivo. Ma ce ne sono mille altri che a me paiono di tutta evidenza. Ci si può definire fascisti - a mio avviso - se non si vuol fare politica e semplicemente affermare una originaria identità.
    In definitiva, è proprio quel "meno restrittiva" che è poco convincente. A mio avviso "destra radicale" fu aggiornamento all'altezza dei tempi. Se oggi non lo è più e serve uleriore aggiornamento è un altro paio di maniche. Io qui, in questa discussione, lo ripeto, ho difeso "detra radicale" dallo storpiamento in corso.

  10. #120
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    Citazione Originariamente Scritto da M. Murelli Visualizza Messaggio
    È stato spiegato e rispiegato sia in questa discussione che in altre che "destra radicale" è una linea che ha radici antiche che attraversano anche il fascismo. Un preciso "tipo umano" dotato di originaria concezione del mondo e dell'uomo opera nella storia. Anche nel fascismo e nel fascismo è promotore dello Stato organico. A fascismo defunto, quand'anche per forza d'innerzia e per mille altre ragioni dette e ridette si continua a utilizzare il termine "fascismo" si definisce la "destra Radicale" a partire dalla rielaborazione evoliana che muove dalle considerazioni che si fanno DOPO il 1945.
    Evola definisce il concetto "di destra" e coloro che operano nel "politico" e si rifanno a lui coniano la definizione "destra radicale". ...
    Perchè fascismo dovrebbe essere bocciato? Perché 10.000 fascisti hanno oggi 10.000 idee diverse di fascismo e ognuno si va a beccare l'elemento costitutivo che meglio corrisponde alla propria soggettività. Fascismo non definisce e necessariamente deve continuamente essere declinato, oltre tutto facendo fronte all'idea mondiale secondo la quale il fascismo è paradigma di male e totalitarismo, assenza di libertà e repressione. Questo è un motivo.
    Esistono una serie di cose che senza polemica mi piacerebbe capire da Maurizio Murelli:
    - se la "destra radicale" rappresenta soltanto una componente (mi pare di capire solo quella evoliana) del fascismo e del neofascismo, perché usarla per definire tale mondo? ho la sensazione infatti che l'ambiente in questione non abbia mai seriamente discriminato la sinistra fascista, mentre si sia reciprocamente discriminato eccome con la destra non-fascista;
    - si parla di fascismo "defunto"; ma se si intende "militarmente sconfitto" la destra, tanto più radicale, sarebbe defunta molto prima, o no? e se si pensa che le idee sopravvivano ad uomini e regimi, come capita che il principio si applichi in modo diverso a seconda delle tendenze? in fondo, il fascismo è una visione del mondo, la destra in generale come riconosce Evola stesso non esiste che in rapporto ad una "sinistra"...
    - "il fascismo avrebbe bisogno di essere definito perché ne esistono tante visioni diverse": il fatto stesso che sia necessario parlare di destra *radicale* mi sembra indicare che l'enorme campo semantico della parola destra moltiplichi di ordini di grandezza il problema ipotizzato per il fascismo.

    Ma - salvo il diritto ovvio di Maurizio Murelli di definirsi come vuole - la questione è se i diecimila tipi di fascismo passati e contemporanei abbiano in effetti qualcosa in comune o meno, e se ce l'abbiano i centomila tipi di destra storicamente noti (neocon, evoliana, berlusconiana, missina, libertaria, malagodiana, lefebvriana, tecnocratica, legittimista, borbonica, demonazionale, likudiana, confindustriale, wahabita, etc.).

    Se la risposta è quello che penso io, il primo termine una qualche utilità la conserva almeno come riferimento storico, il secondo per un certo mondo è unicamente riconducibile ad una collocazione tattica e momentanea (o ad oggettivi deviazionismi reazionari legati anche al trauma della seconda guerra mondiale, ed alla reinterpretazione in tale luce del proprio pensiero precedente) che oggi sono unicamente fonte di equivoci e di automatica autocastrazione politico-culturale.

    Solo la mia opinione personale, naturalmente.

 

 
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