Dopo che le nostre (eroiche?) forze dell'ordine sono riuscite ad assicurare alla giustizia quella pericolosa latitante bielorussa di poco più di 10 anni, si attendeva che la Magistratura si pronunciasse sul ricorso presentato dai genitori affidatari.
Ma è facoltà del giudice prendere tempo prima di decidere... magari con la scusa delle perplessità che il caso presenta... o forse per fiutare l'aria che tira e che nelle ultime ore stava cambiando in favore della ... "latitante".
Non vorremo mica che un giudice sforni una sentenza senza rispettare il comune sentimento popolare...?!? Ne andrebbe della serietà del'istituzione "giudicheska"... forse anche dell'incolumità stessa dei giudikanti...
Certo, se si fosse trattato di un giocatore di basket ruandese che chiedeva asilo politico si sarebbe potuto prendere in esame la faccenda ... anche perché un watusso in squadra può sempre far comodo... Ma una bambina! piccola e puzzolosa, che forse non parla nemmeno italiano... perché mai la si dovrebbe ascoltare? Una bambina che chiede solo amore e affetto...
Ma che... scherziamo? Amore e affetto non sono argomenti da codice civile o penale! Roba da preti e suore, romanticherie... Meglio che se ne occupi qualche psicolabile-psicologa e che torni a casa sua...
Per cui, coraggiosamente, i nostri baldi giudici hanno deciso di passare la patata bollente nelle mani di quell'altra istituzione (quella gobiernativa) che altrettanto coraggiosamente, di notte come i ladri, senza render conto a nessuno, fra un emendamento alla finanziaria e una litigata con Mastella, ha trovato il tempo di risolvere una pericolosa crisi internazionale e, nel contempo, placare le angosce di quell'altra masnada di trentamila "coraggiosi" che si ritenevano privati del loro diritto di esternare il loro becero buonismo d'accatto.
E io? Coraggioso pure io che in questi giorni non ho trovato nemmeno il tempo per scrivere una lettera di protesta al nostro lucente Kapo dello Stato che, visto che pontifica e chiacchiera su tutto e di tutto, magari su questa cosa poteva anche intervenire... Ah, già. Quello stava in Ungheria a farsi perdonare le schifezze di gioventù...
Non ho fatto niente forse perché mi fidavo dei giudici? Forse perché speravo che prevalessero i sentimenti e non la ragion politica? O semplicemente perché sono un asino, un idiota, un illuso idealista convinto che esistano ancora i valori di un tempo? La Patria, la Famiglia, i Figli...
Non sprecatevi a giudicare, mi sono già risposto... Magari se avessi fatto qualcosa ora avrei la coscienza placata e appagata: "Ho provato! E' andata male... pazienza".
E, infine, ci state voi che leggete questa coraggiosa autocritica: come vi sentite?
Coraggiosi pure voi?




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