Cari amici,
avevo intenzione di pubblicare questo messaggio appena chiuse le urne, ma le ultime dichiarazioni di Templares accelerano i tempi. Apro una discussione a parte perchè i temi che qui intendo trattare sono particolarmente importanti per la natura di Pir della Libertà e per il futuro del centrodestra.
Innanzitutto, è chiaro che il PDL ed il centrodestra non escono bene da queste elezioni. Esce meglio sicuramente il PCF, ma non per grandi apporti dell'elettorato del centrodestra moderato.
Diciamoci la verità: ques'ultimo appare quasi volatilizzato. Vuoi per pigrizia, per assenze prolungate, per problemi famigliari, per oggettiva ma sorprendente scarsità numerica, sono mancati parecchi voti. Per il PDL e per Forza Pir, voto più voto meno.
Il PDL si salva (ma in modo malconcio) soprattutto alla Camera, e grazie all'apporto di molti conservatori.
Ebbene, non posso fare a meno di rendere pubbliche le perplessità di questa fetta d'elettorato - sempre preziosa per il centrodestra - nei confronti del PDL, appoggiato alla Camera ma non al Senato, e in certi casi neppure alla Presidenza. Perplessità e dubbi che nascono per la presenza di elementi radicali nella dirigenza del PDL, e per la delusione derivante dalle frantumazioni e dalle scissioni.
Personalmente, non me la sento di "additare" in malo modo gli elettori, diciamo così, più radicali, quelli che per intenderci definiscono Silvio Berlusconi il "Presidente Eterno", ma che poi, sul programma, si discostano rispetto - cito un esempio a caso - alla politica filo-israeliana del Governo. Io li capisco benissimo: non concordano su tutto il programma, non sono certo moderati, ma rispetto al pericolo derivante dalle sinistre, ed in omaggio all'innegabile carisma del Cavaliere, vogliono contribuire al successo del PDL reale e di quello virtuale.
Tuttavia, è forse il tempo di chiarire meglio le identità, e di assicurare da un lato al PDL una linea maggiormente liberal-conservatrice e coerentemente moderata, e ai cosiddetti "Arditi della Libertà" la possibilità di continuare a propagandare le proprie idee più "forti" senza i lacci del moderatismo governativo, ma allo stesso tempo collaborare con le altre forze per il trionfo della destra, in opposizione alla sinistra laicista, atea, materialista.
Non mi spingo fino a prefigurare la creazione di due gruppi distinti ed ostili, ma si potrebbe forse pensare a due gruppi con simboli e programmi separati, ma comunque federati. In questo senso, si potrebbero rassicurare gli elettori conservatori, e restituire coerenza interna al PDL.
Io lancio questo sasso ma fin da ora posso respingere al mittente eventuali osservazioni irrisorie della sinistra: non accettiamo lezioni da chi si appoggia sui voti comunisti ed anticlericali, e non siamo fessi. Il contributo della destra è essenziale in un gioco virtuale come questo, e non ne faremo a meno.
In secondo luogo, proprio per rassicurare conservatori, moderati e liberali, propongo ai vertici del mio partito una nuova dirigenza (un triumvirato?) nella quale possano trovare posto elementi garanti dell'equilibrio e persone di riconosciuto valore. Non indico altri nomi al di fuori del mio, ma indico per l'appunto il mio, sperando di non risultare arrogante: con tutta sincerità, ho voglia di impegnarmi ancora per il PDL e di contribuire personalmente al suo successo, forte non tanto delle preferenze attribuitemi nell'urna - comunque importanti - ma dei riconoscimenti espressi da altri leaders del centrodestra. Intendo spendere il mio nome non per ambizione, ma per giungere ad un buon compromesso, se non veri e propri accordi, con tutti gli altri gruppi del centrodestra. Decideremo poi, tutti assieme, cari amici del PDL, come costruire la dirigenza del futuro.
Per quanto riguarda Forza Pir, io lo dico subito e chiaramente: la divisione non ha più alcun senso e anzi ci ha dannggiato entrambi. Dobbiamo necessariamente risolvere le polemiche passate una volta per tutte, ed istituire una sorta di "patto d'onore" fra elettori/iscritti ed eletti. Sulle cose non fondamentali, sono del parere che va preservata la massima libertà all'eletto; sui voti essenziali (soprattutto sull'ordinamento del Gioco) credo sia un bene istituire sin da ora la regola che prevale l'opinione maggioritaria del Gruppo, espressa dagli iscritti liberamente, a pena di provvedimenti, purchè il rappresentante abbia la possibilità di spiegare le sue ragioni, senza intimidazioni, tantomento esterne. Non devono pertanto essere minacciate/applicate espulsioni ed allontanamente, ma lasciare agli iscritti l'ultima parola (che ovviamente l'eletto dovrà rispettare, come si conviene). Gli alleati vanno rispettati, ma non riveriti in ogni occasione.
Ma al di là di tutto questo, io credo che i problemi maggiori derivino da dissidi e difficoltà di natura personale. Senza giri di parole: ci sono caratteri inconciliabili. Ma davvero dobbiamo sopportare ancora questa situazione? E' così impossibile un accordo, un compromesso, fra - ad esempio - Newborn e Ronnie? Non sono domande retoriche, perchè ne va davvero il futuro stesso del centrodestra.
Concludo questo mio messaggio con un inciso molto importante: non ho davvero voglia di leggere, come messaggi di risposta, frasi del tipo "bravo, bene, è tutto giusto, però X deve smettere fare così, però Y non lo voglio vedere, però Z prima deve promettere..."
Con veti, ultimatum, espulsioni, insulti non si va avanti. Semplicemente, si allunga l'agonia di un centrodestra oggi moribondo.
Per cui io in sintesi vorrei chiedervi:
a) cosa ne pensano gli iscritti al PDL delle mie proposte sul futuro del partito e sulla sua natura;
b) cosa ne pensano gli esponenti di altri partiti del centrodestra sulla possibilità di una nuova fusione fra PDL e ForzaPIR, sulla base di un nuovo "patto d'onore" elettori/eletti;
c) cosa ne pensano questi esponenti su una Federazione di centrodestra;
d) cosa pensate tutti su una mia candidatura alla dirigenza del PDL in funzione di un progetto di dialogo e leale collaborazione.
Per quanto consta il ballottaggio alle Presidenziali ancora non mi esprimo, perchè potrebbe benissimo vincere l'esponente della sinistra sin dal primo turno, ma io - oggi mi sento in vena di lanciare sassi - tendo ad immaginare (io personalmente per adesso, non parlo a nome del mio gruppo), in caso di secondo turno - un patto fra tutti i gruppi di centrodestra, per votare compattamente o Grifo o Popolare, in segno di unità e di rinnovata intesa. Popolare non è esattamente un uomo di centrodestra, ma è sostenuto da un partito composto in maggior parte da cristiani e anche da conservatori. Meglio lui che il trionfo della sinistra più becera e senza valori. Spero di trovare uguale disponibilità per Grifo, tutto qui.
Ecco, ho espresso l'essenziale, spero solo che nessuno si senza colpito o addirittura tradito per proposte che sono - credo - di buon senso e che tendono a rasserenare il clima e a garantire un percorso utile per il centrodestra.
Ditemi cosa ne pensate, e via![]()





