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Discussione: TFR all'INPS

  1. #11
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    Citazione Originariamente Scritto da cal451 Visualizza Messaggio
    Cerco di riassumere un attimo cosa succederà al TFR dal 1° gennaio 2007.
    O almeno quello che ho capito che potrebbe succedere (senza dare giudizi positivi o negativi).

    Mi scuso se alcuni aspetti sono già stati trattati nel 3D "Finanziaria" ma scorrerlo pagina x pagina è improponibile...

    Succesivamente questo 3D si potrà spostare in Finanziaria.
    Grazie.

    Da gennaio il TFR che non sarà destinato alle forme di previdenza complementare resterà in azienda per il 50% e per il restante 50% andrà all'INPS.
    Naturalmente si parla del solo TFR maturato dal 2007.
    Se il TFR è interamente destinato al fondo pensione non ci sarà alcuna quota versata all'INPS.

    Alla cessazione del dipendente l'azienda dovrà pagare l'INTERO TFR maturato (quindi anche la parte versata all'INPS) comprensivo anche delle rivalutazioni sull'intero TFR (chissà chi si accollerà il costo della rivalutazione della quota INPS? L'INPS stessa o le aziende?).
    Da quel momento potrà incominciare a recuperare la quota INPS (TFR versato in precedenza all'INPS, mese x mese) con minori versamenti dei contributi previdenziali da versare mese x mese per il personale in forza.
    Stesso procedimento per l'erogazione di anticipi sulla liquidazione.
    Se così fosse per il lavoratore non sarebbe cambiato nulla.
    è una rapina. sto pensando seriamente di spostare la mia azienda all'estero perché in itagghia non c'è alcun rispetto per chi rischia sulla propria pelle.
    questa del tfr è un legge che non può passare, perché ci sono gli estremi per la violazione dei diritti umani. ma come si può pensare che sia più produttivo dare soldi in mano a dipendenti pubblici che non sanno neppure cosa sia il lavoro?

  2. #12
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    Citazione Originariamente Scritto da trilex Visualizza Messaggio
    ue' quando ti toccano la saccoccia diventi capitalista!
    sono un elettore pentito di prodi. l'ho già dichiarato altrove.
    mai pensavo che la finanziaria la facessero scrivere per davvero a rizzo.

  3. #13
    vae victis
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    Citazione Originariamente Scritto da sicilia_libera Visualizza Messaggio
    sono un elettore pentito di prodi. l'ho già dichiarato altrove.
    mai pensavo che la finanziaria la facessero scrivere per davvero a rizzo.

    Eppure sembrerebbe che l'abbiano scritta lui e Giordano!!!

  4. #14
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    Citazione Originariamente Scritto da Repubblica Visualizza Messaggio
    Per il lavoratore, secondo me c'è la garanzia dell'INPS in più... se l'imprenditore o datore fallisce, l'INPS copre..
    Ma quale garanzia... L'INPS è allo sfascio, ha sempre fatto da fondo per tutti gli assistenzialismi italiani degli ultimi 50 anni, inesistenti pensioni di invalidità, cassa integrazione, indennità di disoccupazione.

    Le entrare dell'INPS sono solitamente inferiori alle uscite e l'ente previdenziale è allo sbando.

    Questa manovra sui TFR non è stata fatta per tutelare il patrimonio dei lavoratori, questa è la scusa per fare fessi i sinistri ed i sindacati, è stata fatta per rimandare, ed attenzione ho detto rimandare, il collasso del sistema previdenziale.

    Io sarei più tranquillo ad avere il TFR dal datore di lavoro, ora come ora hai più garanzie rispetto a quelle dell'INPS.

  5. #15
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    Citazione Originariamente Scritto da medsim Visualizza Messaggio
    Ma quale garanzia... (1) L'INPS è allo sfascio, 2ha sempre fatto da fondo per tutti gli assistenzialismi italiani degli ultimi 50 anni, inesistenti pensioni di invalidità, cassa integrazione, indennità di disoccupazione.

    (3)Le entrare dell'INPS sono solitamente inferiori alle uscite e l'ente previdenziale è allo sbando.

    Questa manovra sui TFR non è stata fatta per tutelare il patrimonio dei lavoratori, questa è la scusa per fare fessi i sinistri ed i sindacati, (4)è stata fatta per rimandare, ed attenzione ho detto rimandare, il collasso del sistema previdenziale.

    (5)Io sarei più tranquillo ad avere il TFR dal datore di lavoro, ora come ora hai più garanzie rispetto a quelle dell'INPS.
    1)L'INPS non e' affatto allo sfascio.L'attivita' previdenziale istituzionale e' in leggero attivo.Lo stato ha girato all'INPS nel 2005 68,0 miliardi a fronte di prestazioni NON PREVIDENZIALI che lo stato ha delegato all'INPS [ pensioni di invalidia' , pensioni non coperte da contributi ( coltivatori diretti , clero ) , integrazioni varie rispetto alla pensione competente dai contributi )
    vedere bilancio 2005 sul sito INPS
    2) E' vero : e' stato obbligato da leggi dello Stato che pero' copre queste uscite improprie. ( vedi punto 1 )
    3) E' vero solo se non consideri il conto pagato dallo Stato per prestazioni NON PREVIDENZIALI.
    4) e' falso : L'INPS e' solo il gestore , il fondo e' in un conto della TESORERIA dello STATO ( vedere parte in verde della legge )
    Lo Stato puo usare i soldi ( in prestito pagato con la rivalutazione TFR di legge ) per la realizzazione di infrastutture.
    5) se uno non dovesse dormire tranquillo per avere il 50% del TFR c/o INPS dovrebbe esserlo a maggior ragione per attendersi dall'INPS la pensione.
    Fra le altre cose l'Inps GESTISCE GIA' IL FONDO DI GARANZIA TFR ed eroga le liquidazioni a quei lavoratori che non la ottengono dal datore di lavoro in bancarotta.
    Come detto prima l'INPS e' solo il gestore.

    Cio' detto :
    a) Non discuto sulla correttezza contabile dell'operazione.
    Sara' l'Ecofin che se usera' lo stesso metro usato per l'operazione Cassa Depositi e Prestiti di Tremonti credo la approvera'.

    b) In ultimo vorrei dire che affermare che le imprese vengono derubate di 5 miliardi e' una falsita'.
    I 5 miliardi sono e restano dei lavoratori.
    Alle imprese viene impedito di "autoprestarseli" ad un tasso che oggi vale 2,125% ( 1,5% + 0.75 * 2,5% - inflazione )
    La stessa cifra potra' essere reperita dalle imprese sul mercato emettendo bonds ( le grandi ) ad un tasso del 4,75% , dalle banche al 6% 7%.
    Le imprese sono pertanto espropriate AL MASSIMO di 244 milioni DIMINUITI dall'ammontare delle misure compensative previste dalla legge ( parte in rosso ) alle quali non so dare un valore.
    Ma CONFINDUSTRIA grida sempre : sono sicuro che quando lo Stato arrivera' alla bancarotta l'ultimo euro sara' per Confindustria.

    Art. 84

    Istituzione presso la tesoreria dello Stato del Fondo per l’erogazione dei trattamenti di fine rapporto)

    1. All’articolo 23 del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252 ovunque ricorrano, con esclusione dei commi 3 e 4, le parole "1° gennaio 2008" e "31 dicembre 2007" sono sostituite rispettivamente da "1° gennaio 2007" e "31 dicembre 2006".

    2. Con effetto dal 1° gennaio 2007, è istituito il "Fondo per l’erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine rapporto di cui all’articolo 2120 del codice civile", che viene gestito, per conto dello Stato, dall’INPS su un apposito conto corrente aperto presso la Tesoreria statale. Il predetto Fondo garantisce ai lavoratori dipendenti del settore privato l’erogazione dei trattamenti di fine rapporto di cui all’articolo 2120 del codice civile, per la quota corrispondente ai versamenti di cui al comma 3, secondo quanto previsto dal codice civile medesimo.

    3. Con effetto sui periodi di paga decorrenti dal 1° gennaio 2007, al fine del finanziamento del Fondo di cui al comma 2, al medesimo Fondo affluisce un contributo pari al 50 per cento della quota di cui all’articolo 2120 del codice civile, al netto del contributo di cui all’articolo 3, ultimo comma, della legge 29 maggio 1982, n. 297, maturata a decorrere dalla predetta data, e non destinata alle forme pensionistiche complementari di cui al decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252. Il predetto contributo è versato mensilmente dai datori di lavoro al Fondo di cui al medesimo comma 2, secondo le modalità stabilite con il decreto di cui al comma 4. La liquidazione del trattamento di fine rapporto e delle relative anticipazioni al lavoratore viene interamente effettuata dal datore di lavoro, che provvede a conguagliare la quota corrispondente ai versamenti al Fondo di cui al comma 2 in sede di corresponsione mensile dei contributi dovuti agli enti previdenziali e al predetto Fondo, secondo le modalità stabilite con il decreto di cui al comma 4.

    4. Le modalità di attuazione dei commi 2 e 3 sono stabilite con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze da emanarsi entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

    5. Le risorse del Fondo di cui al comma 2, al netto delle prestazioni erogate, della valutazione dei maggiori oneri derivanti dall’esonero dal versamento del contributo di cui al comma 8, e degli oneri conseguenti alle maggiori adesioni alla previdenza complementare, derivanti dall’applicazione della presente disposizione, nonché dall’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 8 del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, come modificato dalla presente legge, nonché dagli oneri di cui al comma 9, sono destinate, nei limiti degli importi di cui all’elenco n. 1, al finanziamento dei relativi interventi, nei limiti delle risorse accertate con il procedimento di cui al comma 6.

    6. Con il procedimento di cui all’articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241 sono trimestralmente accertate le risorse del predetto Fondo, al netto delle prestazioni e degli oneri di cui al comma 5.

    7. Gli stanziamenti relativi agli interventi di cui al comma 5, nei limiti ivi specificati sono accantonati e possono essere utilizzati subordinatamente alla decisione delle Autorità statistiche comunitarie in merito al trattamento contabile del Fondo ed alla conseguente compatibilità degli effetti complessivi dello stesso comma 5 con gli impegni comunitari assunti in sede di valutazione del Programma Italiano di Stabilità.

    8. All’articolo 10, comma 2, del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, dopo le parole "conferito alle forme pensionistiche complementari" sono aggiunte le seguenti: "e al Fondo per l’erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine rapporto di cui all’articolo 2120 del codice civile". Al medesimo articolo 10, il comma 3 è soppresso.

    9. Ai fini della realizzazione di campagne informative intese a promuovere adesioni consapevoli alle forme pensionistiche complementari nonché per far fronte agli oneri derivanti dall’attuazione delle connesse procedure di espressione delle volontà dei lavoratori di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252 è autorizzata, per l’anno 2007, la spesa di 17 milioni di euro. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Commissione di Vigilanza sui Fondi pensione (COVIP), da emanarsi entro trenta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalità di attuazione di quanto previsto dal predetto articolo 8, con particolare riferimento alle procedure di espressione della volontà del lavoratore circa la destinazione del trattamento di fine rapporto maturando, e dall’articolo 13 del citato decreto legislativo n. 252 del 2005.

    10.L'articolo 8 del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, e successive modificazioni e integrazioni è sostituito dal seguente:

    "Art. 8. Compensazioni alle imprese che conferiscono il TFR a forme pensionistiche complementari e al fondo per l’erogazione del TFR".

    "1. In relazione ai maggiori oneri finanziari sostenuti dai datori di lavoro per il versamento di quote di trattamento di fine rapporto (TFR) alle forme pensionistiche complementari ovvero al "Fondo per l’erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine rapporto di cui all’articolo 2120 del codice civile" istituito presso la Tesoreria dello Stato, a decorrere dal 1° gennaio 2008, è riconosciuto, in funzione compensativa, l'esonero dal versamento dei contributi sociali da parte degli stessi datori di lavoro dovuti alla gestione di cui all'articolo 24 della legge 9 marzo 1989, n. 88, per ciascun lavoratore, nella misura dei punti percentuali indicati nell'allegata tabella A, applicati nella stessa percentuale di TFR maturando conferito alle forme pensionistiche complementari e al predetto Fondo presso la tesoreria dello Stato. L'esonero contributivo di cui al presente comma si applica, prioritariamente considerando, nell'ordine, i contributi dovuti per assegni familiari, per maternità e per disoccupazione e in ogni caso escludendo il contributo al fondo di garanzia di cui all'articolo 2 della legge 29 maggio 1982, n. 297, nonché il contributo di cui all'articolo 25, quarto comma, della legge 21 dicembre 1978, n. 845. Qualora l'esonero di cui al presente comma non trovi capienza con riferimento ai contributi effettivamente dovuti dal datore di lavoro, per il singolo lavoratore, alla gestione di cui all'articolo 24 della citata legge 9 marzo 1989, n. 88, l'importo differenziale è trattenuto, a titolo di esonero contributivo, dal datore di lavoro sull'ammontare complessivo dei contributi dovuti all'I.N.P.S. medesimo. L'onere derivante dal presente comma è valutato in 455 milioni di euro per l’anno 2008 e in 530 milioni di euro a decorrere dall’anno 2009." Art. 85 (Misure in materia previdenziale) 1. Con effetto dal 1° gennaio 2007 le aliquote contributive per il finanziamento delle gestioni pensionistiche dei lavoratori artigiani e commercianti iscritti alle gestioni autonome dell'INPS sono stabilite in misura pari al 19,5 per cento. A decorrere dal 1° gennaio 2008, le predette aliquote sono elevate al 20 per cento.
    Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!

    DISSIDENTE POLITICO IN REGIME DA OPERETTA!
    OH CINCILLA' ... OH CINCILLA'!

  6. #16
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    alle imprese non deve essere tolto un capello, altro che euro. facessero il credito di imposta piuttosto e metteressero alla fame le banche e dipendenti pubblici, oziosi attori del sistema economico.

  7. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da sicilia_libera Visualizza Messaggio
    alle imprese non deve essere tolto un capello, altro che euro. facessero il credito di imposta piuttosto e metteressero alla fame le banche e dipendenti pubblici, oziosi attori del sistema economico.
    Le imprese non hanno maggiori diritti di nessuno, quindi se vuoi partire vai.. nessuno ti tratterà...

  8. #18
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    Citazione Originariamente Scritto da Repubblica Visualizza Messaggio
    Le imprese non hanno maggiori diritti di nessuno, quindi se vuoi partire vai.. nessuno ti tratterà...
    appunto. cominciassero perciò a pagare anche gli accattoni scialaquatori.
    le imprese sono già tartassate abbastanza. già per il solo fatto di essere succubi di uffici e pratiche burocratiche inutili. e ricordati che in veneto si stanno stracciando le vesti per il solo fatto che quattro aziende hanno aperto filiali all'estero. se dovessero andarci per davvero chiudendo del tutto le produzioni indigene, col cazzo che potreste mantenere i vostri vizi continuando a fare i perbenisti e moralizzatori. se le imprese sono inutili, allora chiudiamole tutte per legge e facciamo tutti i dipendenti pubblici. anche io voglio andare a fare la spesa o lo shampoo mentre mi pagano lo stipendio.

  9. #19
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    Citazione Originariamente Scritto da sicilia_libera Visualizza Messaggio
    appunto. cominciassero perciò a pagare anche gli accattoni scialaquatori.
    le imprese sono già tartassate abbastanza. già per il solo fatto di essere succubi di uffici e pratiche burocratiche inutili. e ricordati che in veneto si stanno stracciando le vesti per il solo fatto che quattro aziende hanno aperto filiali all'estero. se dovessero andarci per davvero chiudendo del tutto le produzioni indigene, col cazzo che potreste mantenere i vostri vizi continuando a fare i perbenisti e moralizzatori. se le imprese sono inutili, allora chiudiamole tutte per legge e facciamo tutti i dipendenti pubblici. anche io voglio andare a fare la spesa o lo shampoo mentre mi pagano lo stipendio.
    Il tuo ragionamento non stà ne in cielo ne in terra... Cmq ti ricordo:

    "Incentivi fiscali per le imprese che investono in ricerca: la Finanziaria prevede "un credito di imposta nella misura del 10% dei costi sostenuti per attività di ricerca industriale e di sviluppo precompetitivo". La misura sale al 15% "qualora i costi di ricerca e sviluppo siano riferiti a contratti stipulati con università ed enti pubblici di ricerca. Il tetto dei costi è fissato in 15 milioni di euro".
    Inoltre è previsto un piano straordinario di assunzione di ricercatori, mediante l'attribuzione dell'idoneità scientifica nazionale. Gli stanziamenti sono di 20 milioni per il 2007, 40 milioni per il 2008, e 80 milioni a decorrere dall'anno 2009."

  10. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da Repubblica Visualizza Messaggio
    Il tuo ragionamento non stà ne in cielo ne in terra... Cmq ti ricordo:

    "Incentivi fiscali per le imprese che investono in ricerca: la Finanziaria prevede "un credito di imposta nella misura del 10% dei costi sostenuti per attività di ricerca industriale e di sviluppo precompetitivo". La misura sale al 15% "qualora i costi di ricerca e sviluppo siano riferiti a contratti stipulati con università ed enti pubblici di ricerca. Il tetto dei costi è fissato in 15 milioni di euro".
    Inoltre è previsto un piano straordinario di assunzione di ricercatori, mediante l'attribuzione dell'idoneità scientifica nazionale. Gli stanziamenti sono di 20 milioni per il 2007, 40 milioni per il 2008, e 80 milioni a decorrere dall'anno 2009."
    inutili bruscolini. il credito serve sulle imposte e sulla tasse e non su nuovi costi. una azienda continua a fare ricerca per il solo fatto che sopravvive nel mercato e spesso questa ricerca non è quantificabile con un costo preciso e individuabile. ma i geniacci del ministero prevedono invece di farti caricare di costi inutile per ottenere un credito del 10%. vergogna. parla piuttosto del furto sul tfr e del cuneo fiscale promesso e non concesso. parla dell'aumento delle imposte locali (a proposito: lo sai che una azienda paga la tangente di circa 500 euro all'anno di TARSU per neanche 100 metri di locale commerciale?) e parla delle mancata riduzione dei costi dello stato. ma se vuoi continuiamo con le favolette del settore pubblico fondamentale per lo sviluppo economico. infine mi spieghi che cazzo vordì PRECOMPETITIVO?

 

 
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