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  1. #31
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    L’Altravoce, mercoledì 20 giugno 2007

    Uranio impoverito, cinquanta morti
    Tra poligoni e missioni
    altri soldati mandati allo sbaraglio

    di Marco Murgia


    L’UNIONE SARDA, 28 giugno 2007




    Il Sardegna, 28 giugno 2007

    Il dossier . Presentato il Libro nero realizzato dall'associazione presieduta da Falco Accade

    Un'Isola vittima dell'uranio killer
    sardi dieci morti su cinquanta


    L' ex presidente della commissione Difesa : i casi sono sicuramente in numero maggiore

    Sono dieci i militari sardi morti a seguito delle radiazioni provocate dall’uranio impoverito (50 in tutta Italia). È quanto emerge dal Libro nero realizzato dall’associazione delle vittime Ana-Va faf, presieduta da Falco Accame, in collaborazione con il portale Vittimeuranio.com, ideato e curato da
    Francesco Palese. Oltre che dalla Sardegna quasi tutte le vittime erano militari provenienti da Campania e Puglia. Ma i casi da esaminare - ha spiegato lo stesso Accame - sono presumibilmente in numero maggiore rispetto a quelli di cui dispone l’Ana-Va faf. Per questo occorre che vengano resi disponibili dal ministero della Difesa i documenti caratteristici dei singoli con le relative destinazioni e ove possibile le cartelle cliniche. «I dati vanno quindi presi come una semplice indicazione che non può servire come base per uno studio statistico scientificamente basato e ancor meno per uno studio epidemiologico».

    SECONDO QUANTO emerge dal Libro nero, tumori, leucemie e linfomi sono sempre le cause dei decessi. I luoghi interessa ti ai contagi sono i Balcani e i poligoni, ma anche la Somalia e la guerra del Golfo. Tra le 19 patologie, ci sono stati 2 tumori ai polmoni, 2 allo stomaco, uno alla laringe, al pancreas, al cavo orale e ai reni. Sono invece 11i casi di leucemia di vario tipo.
    «Un ’altra indicazione – secondo Falco Accame – finora non emersa con evidenza è quella che riguarda gli 11casi di tumore che si sono verificati nei nostri poligoni, quindi in Italia e non all’estero e né in missione.
    Da notare che nei poligoni, pur troppo, una larga parte dei nostri militari ha raccolto a mani nude proiettili e residua ti bellici nelle operazioni di pulizia del terreno». Secondo il dossier, alla situazione nei poligoni fanno fronte i 12 casi attribuibili, con le necessarie riserve, a militari che hanno operato in Bosnia e ai 30 complessivi attribuibili alla permanenza nei Balcani. Rispetto a indagini condotte nel passato emergono 2 casi di morte attribuibili alla permanenza nel teatro della Guerr a del Golfo del '91 e 5 casi attribuibili alla permanenza in Somalia nel '93. «L a grandissima maggioranza del personale deceduto - lamenta l’ex presidente della Commissione Difesa - non ha potuto disporre di protezioni come quelle che invece erano state applica te rigorosamente dagli Usa già dall’ottobre del 93 in occasione della missione Restore Hope in Somalia.
    Bisogna inoltre tener presente che se non si può affermare con certezza che il killer sia l’uranio impoverito allo stesso tempo non si può escludere con la stessa certezza che non lo sia (naturalmente possono esserci delle concause).
    Occorre infine ricordare – ha concluso - che se il personale militare e civile che è stato destinato ad operare in zone contamina te può proteggersi con adeguate misure, questo non è possibile per le popolazioni che vivono in quelle zone, per cui si impongono azioni volte a promuovere l’abolizione delle armi all’uranio impoverito».

  2. #32
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    Il Sardegna, 30 giugno 2007

    Il dossier. È stata promossa dalla commissione dopo la pubblicazione del Libro nero

    Inchiesta sull’uranio killer
    nei documenti c’è la verità


    Verranno sequestrati i fascicoli dei soldati morti custoditi nei distretti militari regionali

    Antonio Martinelli

    ■ Dopo la pubblicazione del libro nero sulle vittime dell'uranio impoverito, si apre un primo spiraglio. La commissione difesa ha dato il via all'inchiesta e sarà la polizia giudiziaria ad acquisire dai distretti militari e dagli organi della Difesa la documentazione relativa ai militari italiani impiegati nelle missioni all'estero. Questi dati, poi, saranno utili per fare luce sulle patologie riscontrate dai soldati italiani in relazione ai teatri dove sono stati impiegati.

    LA DECISIONE è stata presa dalla stessa commissione d'inchiesta, che detiene i poteri dell'autorità giudiziaria. Lo rende noto il portale Vittimeuranio.com, ideato e curato da Francesco Palese.
    A chiedere la disponibilità dei documenti da parte del ministero era stato Falco Accame, ex presidente della commissione che presiede l'associazione delle vittime Ana-Vafaf autrice del Libro nero col quale è stata denunciata la morte di 50 soldati (dieci sono sardi) a seguito delle radiazioni provocate dall'uranio impoverito.
    «Si tratta di una prima importante selezione - dice Francesco Palese - dei documenti da acquisire. Potrebbe riguardare proprio i nominativi dei 50 deceduti e menzionati nel Libro nero, a cui va dato il merito di aver reso pubblico, per la prima volta, l'elenco delle vittime causate da possibile contaminazione da uranio».
    Una seconda fase potrebbe riguardare l'acquisizione del materiale riguardante i casi di malattia già denunciati, e quindi non coperti da privacy, dei quali l'Ana-Vafaf sta predisponendo un elenco. Il lavoro comunque appare difficile e molto lungo. Dovrebbero essere esaminati centinaia di migliaia di documenti matricolari. Per accelerare i controlli, l'associazione si è riservata di individuare e segnalare alcuni dei possibili settori in cui può essere fattibile l'esame dei dati.

    LA DIVULGAZIONE dei numeri dei possibili morti dovuti alle radiazioni, ha scatenato molte prese di posizione. Mariella Cao, dell'associazione Gettiamo le basi, ha detto che il dato sardo di dieci vittime è il più preoccupante fra quelli contenuti nel dossier. «A quei dieci - dice - ne vanno aggiunti almeno altri tre. Comunque, il dato va rapportato con la popolazione dell'Isola. La Sardegna, quindi, ha il doppio dei morti rispetto alla Puglia e il triplo rispetto alla Campania». Poi Cao ha posto il problema dei poligoni sardi. «Non c'è stato un esame sufficiente». Dal Libro nero emerge infatti che “i militari in servizio avrebbero raccolto a mani nude proiettili e residuati bellici nelle operazioni di bonifica del terreno”. Quindi, un'esposizione notevole che va tutta verificata.
    «Servono nuovi controlli – ha chiesto Mariella Cao - e, soprattutto, va applicato l'articolo 3 del protocollo di Rio, disatteso dall'Italia». ■

    L’utilizzo dell’uranio 238
    È un metallo radioattivo pesante utilizzato dalle industrie belliche per inserirlo nei proiettili o nelle bombe che al momento dell'esplosione si fraziona in nanoparticelle.
    Queste poi rimangono sospese nell'aria come un gas.
    L'aria contaminata dalle particelle metalliche radioattive può essere respirata (con gravissimi danni) da qualsiasi creatura.

  3. #33
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    L’UNIONE SARDA, 2 luglio 2007


    Difficile immaginare tanto spregio per la propria terra, come dimostra il sig. Troncia.

  4. #34
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    LA NUOVA (Sardegna), 3 luglio 2007



    Il Sardegna, 3 luglio 2007

    Il dossier . Su incarico della commissione d' inchiesta verranno esaminati dagli esperti

    Via al sequestro dei fascicoli
    dei militari uccisi dall'uranio


    La presidente Lidia Menapace ha parlato anche delle deformazioni degli agnelli sardi

    Gian Basilio Nieddu

    Finalmente si fa sul serio.
    Dopo anni di denuncie, contestazioni, processi e soprattutto tanti giovani militari morti il Governo ci vuol vedere chiaro sulle cause dei decessi nelle zone militari. Merito dell'ultima decisione della Commissione parlamentare di inchies ta sull' uranio impoverito, guidata dalla senatrice Lidia Menapace, che ha deciso di acquisire informazioni sul campo.

    UN NUCLEO di agenti di polizia giudiziaria procederà, infatti, all’acquisizione dei dati epidemiologico-sanitari custoditi presso i distretti e le strutture sanitarie militari. In formazioni che riguardano sia il personale militare che quello civile. Un'i indagine scientifica che si avvale della collaborazione dell’Istituto superiore di sanità e della consulenza degli esperti della Commissione. Scienziati che, si spera, svelino i “misteri” alla base delle malattie che hanno provocato la morte di almeno 50 militari. Secondo la denuncia presentata recentemente dall' associazione delle vittime.
    L' acquisizione delle prove presso i distretti militari sarà seguita da sopralluoghi e indagini presso alcune basi militari in Italia e altri teatri operativi esteri. Naturalmente la Sardegna sarà al centro di questi sopralluoghi visto l'alto numero di basi e soprattutto di poligoni di tiro. In particolare l'attenzione si concentrerà su Perdas de Fogu dove l'esperta Antonietta Gatti, consulente della Commissione, in un sopralluogo precedente, relazionato nel mese di marzo, notò: « Ci rendemmo conto della scarsità e della incompletezza della documentazione esistente - spiega alla commissione d'inchiesta – tanto che non riuscimmo a comprendere come in realtà si operasse nella struttura».

    TESTIMONIANZA scientifica che ha suscitato la curiosità e lo sdegno dei parlamentari che hanno deciso di approfondire la questione per chiarire, una volta per sempre, questo enigma politico militare. Con forti ricadute anche sulla popolazione civile come ha sottolineato la dottoressa Gatti che ha parlato dei feti di agnello del paese sardo: «Senza occhi ma con orecchie al loro posto».
    In oltre alcune patologie riscontrate, in alcuni pazienti civili, possono essere messe in relazione ad alcune attività del poligono come la sperimentazione del motore del razzo aerospaziale Ariane. ?

  5. #35
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    Predefinito Ci vogliamo incazzare, almeno un pò?


    Dall'UNIONE SARDA
    Servitù, Parisi: "I poligoni di Teulada e Quirra restano"
    "Bene le dismissioni, ma alcuni poligoni servono e non si toccano". Così il ministro Parisi che boccia, quindi, la linea del governatore Soru sulla "totale smilitarizzazione".
    I poligoni militari di Capo Teulada e Salto di Quirra, in Sardegna, non verranno dismessi, perché si tratta di "strutture indispensabili" alla Difesa. E non verrà lasciato neanche il deposito di armi della Marina a Guardia del Moro nell'isola di Santo Stefano, anche se "c'è legittima e comprensibile opposizione" da parte della Regione. Lo ha detto il ministro della Difesa Arturo Parisi nel corso di un'audizione sulle servitù militari in commissione Difesa della Camera.

    LA POSIZIONE DI PARISI. I poligoni, sottolinea il ministro, sono fondamentali per due motivi. Il primo riguarda "l'addestramento delle forze armate, che devono saper utilizzare al meglio mezzi e strumenti a disposizione: tutto possiamo permetterci meno che forze armate di facciata da esibire in parata". Il secondo è più politico che tecnico. "Non vi sarebbero difficoltà a trovare altri poligoni, e con la presidenza del Consiglio si è anche valutata l'ipotesi di andare all'estero - spiega il ministro - ma servono ingenti risorse e bisogna tenere conto dei vincoli internazionali".

    NON TOTALE SMILITARIZZAZIONE. Insomma, non è possibile affidare la difesa del proprio territorio "a mani altrui".Per compensare lo sforzo chiesto alla Sardegna, aggiunge Parisi, "la Difesa si deve far carico di cercare soluzioni di mimino impatto", contribuendo non solo a livello economico allo sviluppo del territorio. Vanno in quest'ottica i provvedimenti già adottati o da adottare, tra cui la dismissione di 77 beni e delle strutture dell'isola di Santo Stefano alla Regione.

    17/07/2007 167






    Credo che non si possa essere più chiari di così...... Passato il periodo di elezioni si dimostra che, su questo e su altri argomenti, una cosa sono i programmi elettorali ed una cosa sono i fatti.
    Alla faccia della coerenza! E alla faccia del c.....
    In sostanza l'unica dismissione reale, e non certo per merito di questo governo, e neanche dell'altro che l'ha preceduto, ma della protesta montante dei sardi, e magari perchè agli USA non serviva proprio più, sarà stata (sempre che si avveri....) l'allontanamento degli USA dalla Maddalena....
    Tutto il resto rimane... Rimangono Teulada, Perdasdefogu, col suo carico di scheletri (per niente metaforici) nell'armadio relativamente ai morti per linfomi, resta Decimomannu, restano le aree immense vietate al transito e alla navigazione perchè dedicate all'addestramento, alle esercitazioni militari e alla sperimentazione di nuove armi..... Restano miriadi di piccole caserme, depositi, polveriere, stazioni radar ecc ecc....
    E restiamo noi presi ancora una volta per i fondelli, da qualcuno che poi....
    Il ministro dice che, si, potremmo anche esercitarci in altri paesi, ma che costerebbe troppo.... Non cerca neppure di ribadire che i Sardi son fortunati ad avere le basi militari, che li fanno vivere da gran signori. Parisi ha il pregio della chiarezza. Sa benissimo che esercitarsi in Sardegna non costa nulla o quasi.
    Lo sappiamo perfettamente anche noi.... Ho visto per cinque anni gli importi degli indennizzi pagati a questo o quel paese, sempre in ritardo, ma con certi sindaci che gliene scendeva la bava per essere riusciti a strappare un'elemosina....

    Ricordiamoci anche di questo quando, e non credo che passerà molto tempo, i signori del centro-sinistra verranno a chiedere i voti per evitare che al governo dell'italia si installi il centro destra...
    E' un ricatto che non può, che non deve più funzionare. Così come il centro destra non dovrà illudersi di ottenere i voti sardisti, magari con operazioni mascherate da “diritto di tribuna”
    Niente appoggio a questi partiti italiani del piffero, a questi Pinocchi in auto blu, e soprattutto a questi che di sardo sottolineano l'accento, ma che appartengono ad un mondo che di sicuro non appartiene a noi.
    Per essere ancora più chiari, intanto, parlo per me..........

  6. #36
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    Ottimo intervento, sa socca.
    Poco prima è stato inviato, in merito all'argomento, un comunicato stampa del Segretario, lo riporto nel prossimo post.

  7. #37
    Sardista po s'Indipendentzia
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    Predefinito Servitù militari, luglio.

    PARTIDU SARDU - PARTITO SARDO D'AZIONE
    Segreteria nazionale


    COMUNICATO STAMPA DEL 19 LUGLIO 2007

    SULLE SERVITU’ MILITARI


    Il diritto di noi Sardi alla salute, all’ambiente e al lavoro ancora una volta lo Stato Italiano ce l’ha calpestato, non mantenendo l’impegno riguardante le dismissioni dei Poligoni Militari.
    Prima promette di dimettere le servitù militari poi intensifica le esercitazioni e si prende i soldi degli affitti.
    Il Ministro della Difesa Sardo Arturo Parisi (non capisco che senso ha avere il Ministro della Difesa se siamo in Europa), del Partito Unico, da uno schiaffo, ancora, al suo compagno Renato Soru, dello stesso Unico Partito.
    Questo Governo sta diventando ancora più centralista, altro che federalismo.
    Gli oltre 24 mila ettari di Poligoni Militari sono e saranno sorgenti di malattie e di non lavoro se continuano ad essere amministrate da persone che non vogliono bene a tutti noi Sardi.
    Ancora una volta noi Sardi siamo stati presi in giro dallo Stato Italiano.
    Parisi e Soru, se vogliono bene alla Sardegna, mantengano gli impegni assunti.

    Il Segretario Nazionale
    Efisio Trincas
    (Efisiu Trincas)

  8. #38
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    Citazione Originariamente Scritto da sa socca Visualizza Messaggio



    Credo che non si possa essere più chiari di così...... Passato il periodo di elezioni si dimostra che, su questo e su altri argomenti, una cosa sono i programmi elettorali ed una cosa sono i fatti.
    Alla faccia della coerenza! E alla faccia del c.....
    In sostanza l'unica dismissione reale, e non certo per merito di questo governo, e neanche dell'altro che l'ha preceduto, ma della protesta montante dei sardi, e magari perchè agli USA non serviva proprio più, sarà stata (sempre che si avveri....) l'allontanamento degli USA dalla Maddalena....
    Tutto il resto rimane... Rimangono Teulada, Perdasdefogu, col suo carico di scheletri (per niente metaforici) nell'armadio relativamente ai morti per linfomi, resta Decimomannu, restano le aree immense vietate al transito e alla navigazione perchè dedicate all'addestramento, alle esercitazioni militari e alla sperimentazione di nuove armi..... Restano miriadi di piccole caserme, depositi, polveriere, stazioni radar ecc ecc....
    E restiamo noi presi ancora una volta per i fondelli, da qualcuno che poi....
    Il ministro dice che, si, potremmo anche esercitarci in altri paesi, ma che costerebbe troppo.... Non cerca neppure di ribadire che i Sardi son fortunati ad avere le basi militari, che li fanno vivere da gran signori. Parisi ha il pregio della chiarezza. Sa benissimo che esercitarsi in Sardegna non costa nulla o quasi.
    Lo sappiamo perfettamente anche noi.... Ho visto per cinque anni gli importi degli indennizzi pagati a questo o quel paese, sempre in ritardo, ma con certi sindaci che gliene scendeva la bava per essere riusciti a strappare un'elemosina....

    Ricordiamoci anche di questo quando, e non credo che passerà molto tempo, i signori del centro-sinistra verranno a chiedere i voti per evitare che al governo dell'italia si installi il centro destra...
    E' un ricatto che non può, che non deve più funzionare. Così come il centro destra non dovrà illudersi di ottenere i voti sardisti, magari con operazioni mascherate da “diritto di tribuna”
    Niente appoggio a questi partiti italiani del piffero, a questi Pinocchi in auto blu, e soprattutto a questi che di sardo sottolineano l'accento, ma che appartengono ad un mondo che di sicuro non appartiene a noi.
    Per essere ancora più chiari, intanto, parlo per me..........
    centro-destra non va bene , centro sinistra idem...
    che intenzioni ha il Partito Sardo d'Azione ?

  9. #39
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    ot efisio:effisi?

  10. #40
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    Predefinito .....?......

    Citazione Originariamente Scritto da Istèvene Visualizza Messaggio
    centro-destra non va bene , centro sinistra idem...
    che intenzioni ha il Partito Sardo d'Azione ?
    Tu, piuttosto, cosa suggeriresti?

 

 
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