ve la giro subito
ve la giro subito


Testo unificato sul Mobbing. Dichiarazione di Nirvana Nisi,
Segretaria Confederale UIL
Da tempo la UIL denuncia la palese sottovalutazione del fenomeno “mobbing” da parte degli organi giudiziari e legislativi.
Pensavamo che nel Testo Unico che raccoglie i numerosi disegni di legge e normative in materia di “tutela dei lavoratori dal mobbing”, attualmente in discussione presso l’XI Commissione del Senato, venisse finalmente fatta chiarezza sull’entità del fenomeno ad iniziare dalla stessa definizione, al fine di dare alle vittime la legale certezza del riconoscimento del danno subito e del risarcimento dovuto. Questo non è avvenuto e riteniamo che ciò contribuisca ad alimentare le confusioni che sul mobbing si stanno creando a discapito di una reale protezione dei lavoratori da situazioni discriminatorie a carattere persecutorio.
La UIL affrontando il problema dal punto di vista prettamente negoziale, da tempo ha messo in atto azioni di prevenzione – anche all’interno dei Contratti Collettivi – allo scopo di limitare l’insorgere del fenomeno. Tuttavia siamo assolutamente convinti che il problema non può essere risolto senza i necessari supporti legislativi, che chiariscono i contenuti stessi del fenomeno dando così corpo a proficue azioni di tutela.
Per questo, fin dall’inizio, abbiamo visto con favore la nascita di un Testo unificante i diversi disegni di legge che da più parti sono stati presentati in questa legislatura, allo scopo di evitare sovrapposizioni di normative già esistenti nel nostro ordinamento giudiziario, e interpretazioni ambigue del fenomeno, non ultimo la sua sottovalutazione.
Abbiamo sempre pensato ad una legge-quadro che desse una definizione rigorosa del fenomeno mobbing, indicando, al contempo, la possibilità di definire, tra le diverse fattispecie di danno riconosciute (biologico, psicologico, morale) anche il danno esistenziale per le sue nefaste conseguenze sulle vittime, fornendo precisi indicatori e criteri per l’eventuale risarcimento.
Questo permetterebbe di determinare azioni di prevenzione, informazione e controllo dell’insorgere del fenomeno; di analizzare cause ed effetti; di individuare precise responsabilità disciplinari con il ricorso alla conciliazione ed in giudizio per dare praticabilità ad azioni di tutela.
Questa, da sempre è la nostra posizione e con sconcerto ci rendiamo conto, che – nonostante l’impegno profuso in questi anni - i passi da compiere sono ancora tanti, soprattutto se a “remare contro” ci provano gli organismi istituzionali preposti.
Ci auguriamo che le nostre proposte vengano perlomeno ascoltate dalla XI Commissione del Senato, competente in materia, per non vanificare sofferenze, infelicità patite dai lavoratori e attività di tutela messe in atto dal sindacato in uno status di vacanza normativa.
Roma 28 luglio 2005


Quello di leo è molto più stringato ed efficace,per ora sta vincendo.![]()










comprateli, morto di fame
Chi Ha Letto Questa Discussione negli Ultimi 365 Giorni: 0