E' troppo comodo parlare di democrazia quando i cattolici sono in maggioranza.
Il compito di uno stato è tutelare i diritti di TUTTI, non tradurre in legge le regole morali della religione preponderante. Altrimenti non siamo molto diversi dall'IRAN!


E' troppo comodo parlare di democrazia quando i cattolici sono in maggioranza.
Il compito di uno stato è tutelare i diritti di TUTTI, non tradurre in legge le regole morali della religione preponderante. Altrimenti non siamo molto diversi dall'IRAN!


Non voglio ricominciare qui i discorsi fatti in altri 3d perchè è chiaro che un confronto così serve a poco visto che nessuno dei due recede dalle proprie convinzioni.
Tutelare i DIRITTI di tutti... parole grosse. Ma come si stabilisce cosa sia un diritto e cosa no? Come si decide se un diritto lede i diritti altrui? Ognuno ne ha un'opinione ed una "convenzione" personale. Non essendoci nulla di oggettivo vale la democrazia. Se i cattolici sono in maggioranza potrebbe anche voler dire che trovano maggior conforto nella fede che nel razionalismo scientifico spinto all'eccesso.


Concordo, ma molte posizioni non vedono uno scontro fra diritti, tra i quali si deve scegliere quale privilegiare e in cui la contrapposizione democratica non può che essere l'unico strumento valido, come nel caso dell'aborto.
A volte semplicemente si cerca di imporre la propria moralità anche su argomenti che non ledono nessun altro.
Questa imposizione, seppur democratica, si percepisce come ingiustificata e la percepirebbe come tale chiunque, anche il credente se gli venisse negata la propria libertà e gli venisse imposta una moralità diversa dalla sua per legge.
Tale è il caso ad esempio dell'eutanasia e del riconoscimento dell'unione delle coppie di fatto.
La posizione laica non obbliga e non vieta mai, finché non si ledono altri, alcuna libertà, lo stesso non si può dire della posizione religiosa che lo fa sistematicamente per affermare le proprie verità di fede.




Questo è vero, ci sono posizioni che neanche io condivido. Sull'eutanasia, per dirne una, distinguerei tra morte provocata e staccare la spina ad una persona che, coscientemente, lo chiede, e mi comportererei di conseguenza se si facesse un referendum.
Sulla fecondazione assistita ero contro il sacrificio di tre embrioni per impiantarne uno, ma non sarei stato contrario a praticarlo ad una donna sola come invece chiedevano i prelati (d'altronde restare incinta in maniera naturale senza essere neanche fidanzata è una cosa, volendo, facilissima...)
quindi credo che un cattolico, prima di votare o di esprimersi, comunque valuti da se l'opinione del papa, e lo dimostra il fatto che, quando le sue opinioni sono scomode, non ci si fanno troppi problemi ad ignorarle. Se c'è stato un seguito così ampio, credo che lo si dbba al fatto che, oltre a proporre una linea ecclesiale, il papa si sia fatto anche portavoce (inconsapevolmente o meno) di sentimenti latenti che la gente sentiva.






Nonostante le nostre divergenze su aborto ed altri temi, rinnovo i miei complimenti per esprimere una linea cattolica moderata.
Indubbiamente, la mia infatti non era una critica al metodo (democratico), ma alla sostanza.quindi credo che un cattolico, prima di votare o di esprimersi, comunque valuti da se l'opinione del papa, e lo dimostra il fatto che, quando le sue opinioni sono scomode, non ci si fanno troppi problemi ad ignorarle. Se c'è stato un seguito così ampio, credo che lo si dbba al fatto che, oltre a proporre una linea ecclesiale, il papa si sia fatto anche portavoce (inconsapevolmente o meno) di sentimenti latenti che la gente sentiva.



