Secondo voi, al giorno d'oggi, cosa significa essere di sinistra?


Secondo voi, al giorno d'oggi, cosa significa essere di sinistra?


linea teorica: stare con i più deboli
linea pratica: segare le leggi pro precariato, impegno per i diritti umani all'INTERNO e all'esterno, lotta all'evasione fiscale, lotta alla criminalità organizzata, rifuto della panzana sull scontro di civiltà etc etc etc


non lo so.
a grandi linee dovrebbe significare rendere meno amaro lo sterco che ci tocca ingoiare.
ma a volte è la sinistra che ci offre sterco che mangiamo per ''senso di responsabilità''.
mba..


non sapevo significasse ancora qualcosa...
Con le budella dell' ultimo prete impiccheremo l' ultimo re


Zapatero risponde così:
«Amore per il bene, ansia di pace, miglioramento sociale degli umili: il mio credo politico si riassume in questi tre principi. Essere di sinistra per me vuol dire estendere la democrazia fino alle ultime conseguenze, fino a limitare ed annullare qualunque forma di dominio dell'uomo sull'uomo. Questa democrazia “di sinistra” esige di forgiare cittadini forti, di estendere i diritti e le libertà individuali, di fomentare la diversità. In una parola, il mio socialismo è libertà».
«Mi definisco un socialista libertario, e con questa espressione intendo mettere l’accento su ciò che rappresenta per me l’idea di un socialismo moderno, ovvero un socialismo dei cittadini, che contiene la libertà nel cuore del suo progetto. Un socialismo in cui l’estensione della democrazia, delle libertà individuali, occupa un ruolo centrale. Sta in questo la sua potenza trasformatrice».
«Se difendiamo lo stato sociale non è perché siamo “statalisti”, ma perché siamo dalla parte dei cittadini contro tutti i poteri forti della società. E ci siamo resi conto, molto pragmaticamente, che l’indebolimento delle istituzioni statali voluto dalla destra non aveva prodotto alcun vantaggio per la gente. Detto questo, io non sono diventato socialista per edificare una società nella quale gli individui vengano sottomessi allo stato. Sono diventato socialista con l’idea di dare alla luce una società in cui tutti siano liberi, nella quale nessun uomo sia l’ombra di un altro uomo. E credo profondamente che se c’è un pensiero che pone al centro l’ideale della libertà, quel pensiero è il socialismo. La causa dell’emancipazione umana, di tutti gli esseri umani, è una causa socialista».
«Qualsiasi cosa implichi l’abolizione del dominio su un cittadino in quanto lavoratore, in quanto donna o in quanto appartenente a una razza o a un’altra, rappresenta l’essenza del mio socialismo».
«La sinistra deve mettere in pratica i suoi ideali. Non può andare al potere per gestirlo un po’ meglio della destra. Deve andare al governo mantenendosi fedele ai propri principi, che sono antitetici a quelli della destra, e attuandoli attraverso radicali riforme democratiche. Dobbiamo dimostrare agli elettori che non è lo stesso se governa la sinistra o se governa la destra. La sinistra deve dimostrare nei fatti che è diversa. Non esiste una politica di sinistra che meriti di essere definita tale se non si propone finalità autenticamente e profondamente trasformatrici».


per megli ideali di sinistra si basano su due valori: giustizià e libertà


In due parole anch'io dico giustizia e libertà. Poi se ne devo aggiungere altre... provo ad elencare i "miei" valori:
emancipazione - libertà - giustizia - eguaglianza - differenza - antifascismo - diritti - etica - laicità - solidarietà - ecologia - progresso - pace


Secondo me essere di sinistra oggi significa non lasciare solo nessuno. Questo deve applicarsi con una serie di leggi che vadano a limitare o rendere umano tutti quei fenomeni (ad esempio il precariato) che tendono ad alienare il cittadino. Il fine del non lasciare nessuno deve essere (Prodi docet) la felicità. Personalmente ritengo che debba essere questo il fine di ogni società: una società felice è una società che produce, che va avanti, è una società forte e ricca.


in genrale, comunque, essere di sinsitra oggi vuol dire loa stessa cosa che ha sempre significato
l'unica vera differenza che c'è adesso rispetto al 1848 è i lrispetto dela democrazia, il resto dell'idea è sempre uguale