



Io lo ho detto e lo ripeto fino alla morte: la linea politica in questo caso è secondaria. 1-perchè si può cambiare (e lo si è fatto) senza problemi e senza essere vincolati da una mozione congressuale; 2-perchè il problema oggi è il modo in cui viene gestito il partito, come dato pre-politico.
Ascoltatevi l'ultimissimo intervento della Sbarbati e, probabilmente, capirete una volta ancora cosa significa.................


me l'avete fatta arrabbiare!


ehi, Martino, adesso dà una cooptata ai giovani; magari se ti penti...


in tema di ordini del giorno, pernsavo di avere visto il massimo, quando Mosci&C al 1° (o 0°?) congresso cercarono di fare approvare mentre la gente se ne andava degli ordini del giorno che criticavano la politica estera usa.
Ma gli ordini del giorno approvati senza leggerli, sono stati davvero uno spasso...


Gli ultimi dispacci provenienti da Roma parlano di una Sbarbati rieletta "per acclamazione"...
Che fine ha fatto l' Arsena? Sparito nella mischia?




Bravo luciferuccio, ascolta lo scempio...così poi ne parliamo tutti assieme. Per una volta, poi, potremo andare alle riunioni avendo notizie di prima mano e non i report fatti da altri.


grazie alla canarina mannara...
quasi quasi avviso pannella e turci, così la staniamo, sulle sue aperture di dialogo
Caduto (dal seggiolone) ci sarai tu!
Noi (io e Paolo da soli contro tutti, compresi gli "amici" traditori) abbiamo preso sberle ma li abbiamo fatti cagare sotto a tutti quanti! alla fine sono venuti a chiederci se potevamo "non presentare" la nostra mozione scegliendo di scendere a patti con noi.
Altro che caduti....!! presi tanti calci in culo, ma ci siamo sempre rialzati ed abbiamo continuato fino alla fine!
Noi non siamo "ominicchi"!!
Una delusione completa invece moltissimi "amici" lombardi...
Ha ragione Martino, ognuno ha il coraggio che gli è stato concesso alla nascita... i coglioni o ce li hai e li dimostri nei momenti cruciali come questi o ti riveli il quaquaraqua che sei!
In questo congresso, l'unica cosa che ha vinto, è stata la pavidità di mezzi uomini.