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    Predefinito Il torto di aver avuto ragione

    Come volevasi dimostrare, negli ultimi quindici anni l'Italia non era spaccata fra destra e sinistra, ma fra mascalzoni e persone perbene.
    E le prime due categorie non coincidono sempre con le seconde, anche se non era mai capitato, nemmeno nei tempi più bui della Prima Repubblica, che per cinque anni un governo proteggesse un tale esercito di ladri e spioni.

    - C'è il caso del sequestro di Abu Omar a opera della joint venture Cia-Sismi, che incredibilmente anche l’attuale governo ha deciso di coprire col segreto di Stato.
    (o meglio, con la «bugia di Stato», per dirla con Claudio Fava, l’unico esponente dell’Unione che si batte contro quella plateale violazione dei diritti umani)

    - C'è la centrale di spionaggio e disinformatija Sismi del leggendario Pio Pompa, braccio destro del direttore del servizio militare Nicolò Pollari, scoperta in Via Nazionale a Roma, da cui partivano i dossier-bufala per screditare e «disarticolare» magistrati perbene, giornalisti perbene, politici perbene, comprensibilmente invisi al governo Berlusconi.
    Collaboravano alle grandi manovre politici e giornalisti venduti.
    (ma qualcuno lo faceva anche gratis: come diceva Victor Hugo, «c’è gente che pagherebbe per vendersi»)
    Uno, il prode Renato Farina in Betulla, pubblicò un dossier-patacca per dimostrare che Prodi, dall’Europa, aveva autorizzato i rapimenti Cia.

    - Poi c’era la banda Telecom di Tavaroli & C.: anche loro spiavano e dossieravano giornalisti, magistrati e politici, ma solo quelli perbene.
    Dunque, anche Prodi.
    Dunque, meglio sorvolare.

    - Poi, è notizia di ieri, c’erano settori «deviati» delle Fiamme Gialle e dell’agenzia delle Entrate che hanno spiato i conti di vari personaggi, compresi Prodi e la moglie (almeno 128 volte), senza cavarne un ragno dal buco.
    (altrimenti il Giornale e Libero ci avrebbero informati in tempo reale)
    «Deviati», poi, si fa per dire, essendo altamente improbabile che dei semplici impiegati e marescialli prendano iniziative tanto gravi senza coprirsi le spalle.
    Avevano al governo uno dei più illustri evasori fiscali che la storia ricordi, ma spiavano Prodi per trovargli qualche bottone fuori posto.

    - Infine abbiamo le telefonate dei vari Mancini & C., incriminati per il sequestro di Abu Omar, che cercavano sponde nel solito Gianni Letta, ma anche nel centrosinistra, anche nella cosiddetta «sinistra radicale», e immancabilmente ne trovavano.

    Fino a ieri, ci veniva autorevolmente e trasversalmente spiegato che il pericolo per la privacy viene dai giudici cattivi che fanno le intercettazioni legali e dai giornali che legalmente le pubblicano.
    Chissà se ora cambierà qualcosa.
    Anche perché la lista dei nemici da «destabilizzare», «disarticolare», «neutralizzare», «ridimensionare» è piuttosto interessante.
    Comprende politici come Violante, Visco, Veltri, Arlacchi e Leoluca Orlando, direttori come Flores d’Arcais, magistrati come Caselli, Borrelli, Bruti Liberati, gli interi pool di Milano e Palermo, vari pm romani, baresi, napoletani.
    Quel grande precursore di Totò Riina aveva dato la linea fin dal ’94:
    «Il governo Berlusconi si deve guardare dai Violante, dai Caselli, dagli Arlacchi».
    Le stesse cose, più o meno, le aveva poi ripetute il Cavaliere, senza nemmeno versargli il copyright.

    È una vera fortuna che quell’elenco esista e sia venuto alla luce.
    Dimostra che l’Italia dei mascalzoni le persone perbene da cui guardarsi le ha individuate tutte, o quasi.
    Curiosamente, si tratta delle stesse persone perbene che ampi settori «dialoganti» e «riformisti» del centrosinistra attaccano da anni come «demonizzatori», insultano come «giustizialisti», isolano come «estremisti», accusano di «esagerare» e di «girotondare».
    La destra più putrida del mondo sa bene chi sono i suoi nemici.
    La sinistra, non tutta e non sempre.

    Quando Gherardo Colombo, uno dei «disarticolandi», disse che gli inciuci bicamerali erano figli del ricatto e che la P2 non era mai morta, mancò poco che lo arrestassero: qualcuno gli chiederà scusa?
    A mano a mano che si scoprirà il doppiofondo dell’ultimo quinquennio, la parola «regime» usata dai noti demonizzatori de l’Unità, Micromega, Repubblica, Espresso, Diario, ma anche da Montanelli, Biagi, Sartori, Sylos Labini, Barbara Spinelli, potrebbe rivelarsi un leggiadro eufemismo.
    Ma non facciamoci illusioni.
    Nessuno si scuserà con chi ha avuto il torto di avere ragione.

  2. #2
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    Questione democratica
    di EZIO MAURO

    Non avevamo dunque torto, un mese fa, a parlare di "attacco alla democrazia" davanti al disvelamento di un'operazione massiccia di spionaggio di cittadini inconsapevoli, all'ombra di Telecom e dei servizi segreti. Non avevamo torto, ma non sapevamo tutto.

    Dopo le illegalità del Sismi, che secondo i magistrati assoldava giornalisti-spie contro la legge e spiava senza nessuna autorizzazione i reporter di Repubblica, dopo la schedatura di massa operata dai servizi di sicurezza di un'azienda privata, ecco l'anello mancante: la politica. Romano Prodi, oggi presidente del Consiglio, è stato spiato insieme con la moglie per due anni - quand'era leader dell'opposizione - in tutti i suoi dati fiscali con una lunga serie di accessi abusivi alle banche dati del ministero dell'Economia.

    Con Prodi, sono state controllate altre venti "posizioni", tra cui quelle di Silvio Berlusconi, di Piero Fassino, di Massimo D'Alema e addirittura di Giorgio Napolitano, prima di diventare Capo dello Stato.

    La politica finisce dunque direttamente sotto scacco dei poteri oscuri che da qualche anno sono tornati a pesare prepotentemente sulla vita pubblica italiana, come ai tempi della P2, tra dossier, intercettazioni, disinformazioni che tendono una rete invisibile di ricatti e di abusi sotto la fragile superficie istituzionale che regge il Paese: con l'inevitabile contorno italiano di calciatori e veline, che sostituiscono i Noschese e i Costanzo dell'epoca di Licio Gelli.

    Al centro di tutto, motore invisibile, naturalmente si muovono i servizi, o ciò che oggi sono diventati. E nel mirino, altrettanto naturalmente, c'è la sinistra e la magistratura. È di due giorni fa la scoperta di un dossier del Sismi che si proponeva apertamente di "disarticolare con azioni traumatiche" un gruppo di "nemici" di Berlusconi, con i nomi di Violante, Brutti, Salvi e Bruti Liberati, parlamentari dell'Unione e magistrati.

    Bisogna accertare le responsabilità di questi abusi illegali, com'è ovvio, e capire intanto chi ne ha tratto un lucro politico. Ma bisogna prima ancora ridare autonomia alla politica, liberarla dal gioco di paure e di ricatti che svuota le istituzioni e falsa il gioco democratico, alle spalle dei cittadini. A cominciare da un'operazione di pulizia nei servizi, che chiuda quest'epoca inquinata e apra una fase nuova. Subito.

    Si pone una questione democratica, che come tale interpella tutti, maggioranza e opposizione: e naturalmente il Quirinale, dove per fortuna abita un galantuomo.

    (27 ottobre 2006)


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  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da MrBojangles Visualizza Messaggio
    Come volevasi dimostrare, negli ultimi quindici anni l'Italia non era spaccata fra destra e sinistra, ma fra mascalzoni e persone perbene.
    E le prime due categorie non coincidono sempre con le seconde, anche se non era mai capitato, nemmeno nei tempi più bui della Prima Repubblica, che per cinque anni un governo proteggesse un tale esercito di ladri e spioni.

    - C'è il caso del sequestro di Abu Omar a opera della joint venture Cia-Sismi, che incredibilmente anche l’attuale governo ha deciso di coprire col segreto di Stato.
    (o meglio, con la «bugia di Stato», per dirla con Claudio Fava, l’unico esponente dell’Unione che si batte contro quella plateale violazione dei diritti umani)

    - C'è la centrale di spionaggio e disinformatija Sismi del leggendario Pio Pompa, braccio destro del direttore del servizio militare Nicolò Pollari, scoperta in Via Nazionale a Roma, da cui partivano i dossier-bufala per screditare e «disarticolare» magistrati perbene, giornalisti perbene, politici perbene, comprensibilmente invisi al governo Berlusconi.
    Collaboravano alle grandi manovre politici e giornalisti venduti.
    [I](ma qualcuno lo faceva anche gratis: come diceva Victor Hugo, «c’è gente che pagherebbe per vendersi»).
    Uno, il prode Renato Farina in Betulla, pubblicò un dossier-patacca per dimostrare che Prodi, dall’Europa, aveva autorizzato i rapimenti Cia.

    - Poi c’era la banda Telecom di Tavaroli & C.: anche loro spiavano e dossieravano giornalisti, magistrati e politici, ma solo quelli perbene.
    Dunque, anche Prodi.
    Dunque, meglio sorvolare.

    - Poi, è notizia di ieri, c’erano settori «deviati» delle Fiamme Gialle e dell’agenzia delle Entrate che hanno spiato i conti di vari personaggi, compresi Prodi e la moglie (almeno 128 volte), senza cavarne un ragno dal buco.
    (altrimenti il Giornale e Libero ci avrebbero informati in tempo reale)
    «Deviati», poi, si fa per dire, essendo altamente improbabile che dei semplici impiegati e marescialli prendano iniziative tanto gravi senza coprirsi le spalle.
    Avevano al governo uno dei più illustri evasori fiscali che la storia ricordi, ma spiavano Prodi per trovargli qualche bottone fuori posto.

    - Infine abbiamo le telefonate dei vari Mancini & C., incriminati per il sequestro di Abu Omar, che cercavano sponde nel solito Gianni Letta, ma anche nel centrosinistra, anche nella cosiddetta «sinistra radicale», e immancabilmente ne trovavano.

    Fino a ieri, ci veniva autorevolmente e trasversalmente spiegato che il pericolo per la privacy viene dai giudici cattivi che fanno le intercettazioni legali e dai giornali che legalmente le pubblicano.
    Chissà se ora cambierà qualcosa.
    Anche perché la lista dei nemici da «destabilizzare», «disarticolare», «neutralizzare», «ridimensionare» è piuttosto interessante.
    Comprende politici come Violante, Visco, Veltri, Arlacchi e Leoluca Orlando, direttori come Flores d’Arcais, magistrati come Caselli, Borrelli, Bruti Liberati, gli interi pool di Milano e Palermo, vari pm romani, baresi, napoletani.
    Quel grande precursore di Totò Riina aveva dato la linea fin dal ’94:
    «Il governo Berlusconi si deve guardare dai Violante, dai Caselli, dagli Arlacchi».
    Le stesse cose, più o meno, le aveva poi ripetute il Cavaliere, senza nemmeno versargli il copyright.

    È una vera fortuna che quell’elenco esista e sia venuto alla luce.
    Dimostra che l’Italia dei mascalzoni le persone perbene da cui guardarsi le ha individuate tutte, o quasi.
    Curiosamente, si tratta delle stesse persone perbene che ampi settori «dialoganti» e «riformisti» del centrosinistra attaccano da anni come «demonizzatori», insultano come «giustizialisti», isolano come «estremisti», accusano di «esagerare» e di «girotondare».
    La destra più putrida del mondo sa bene chi sono i suoi nemici.
    La sinistra, non tutta e non sempre.

    Quando Gherardo Colombo, uno dei «disarticolandi», disse che gli inciuci bicamerali erano figli del ricatto e che la P2 non era mai morta, mancò poco che lo arrestassero: qualcuno gli chiederà scusa?
    A mano a mano che si scoprirà il doppiofondo dell’ultimo quinquennio, la parola «regime» usata dai noti demonizzatori de l’Unità, Micromega, Repubblica, Espresso, Diario, ma anche da Montanelli, Biagi, Sartori, Sylos Labini, Barbara Spinelli, potrebbe rivelarsi un leggiadro eufemismo.
    Ma non facciamoci illusioni.
    Nessuno si scuserà con chi ha avuto il torto di avere ragione.
    Dici che non ha pagato royalties? E la depenalizzazione del falso in bilancio, che non aiuta solo Mediaset o tante società con fondi neri, ma anche qualche subappalto sulla Salerno-Reggio Calabria? E la riduzione dei termini di prescrizione? Siamo sicuri che non sia stata pagata nessuna royalty? Spiare giudici e oppositori, da parte di apparati deviati dello stato non è una novità e da Portella della Ginestra in poi chi ne è stato più danneggiato non è mai stato sicuramente vicino a certe "cupole".
    Forse sono stati pagamenti involtari e coincidenze anche quelle. E' possibile.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da MrBojangles Visualizza Messaggio
    Come volevasi dimostrare, negli ultimi quindici anni l'Italia non era spaccata fra destra e sinistra, ma fra mascalzoni e persone perbene.
    E le prime due categorie non coincidono sempre con le seconde, anche se non era mai capitato, nemmeno nei tempi più bui della Prima Repubblica, che per cinque anni un governo proteggesse un tale esercito di ladri e spioni.

    ......
    È una vera fortuna che quell’elenco esista e sia venuto alla luce.
    Dimostra che l’Italia dei mascalzoni le persone perbene da cui guardarsi le ha individuate tutte, o quasi.
    Curiosamente, si tratta delle stesse persone perbene che ampi settori «dialoganti» e «riformisti» del centrosinistra attaccano da anni come «demonizzatori», insultano come «giustizialisti», isolano come «estremisti», accusano di «esagerare» e di «girotondare».
    La destra più putrida del mondo sa bene chi sono i suoi nemici.
    La sinistra, non tutta e non sempre.

    Quando Gherardo Colombo, uno dei «disarticolandi», disse che gli inciuci bicamerali erano figli del ricatto e che la P2 non era mai morta, mancò poco che lo arrestassero: qualcuno gli chiederà scusa?
    A mano a mano che si scoprirà il doppiofondo dell’ultimo quinquennio, la parola «regime» usata dai noti demonizzatori de l’Unità, Micromega, Repubblica, Espresso, Diario, ma anche da Montanelli, Biagi, Sartori, Sylos Labini, Barbara Spinelli, potrebbe rivelarsi un leggiadro eufemismo.
    Ma non facciamoci illusioni.
    Nessuno si scuserà con chi ha avuto il torto di avere ragione.

    Leggendo il tuo post, per un attimo mi è parso di rivivere una delle puntate della "Notte della Repubblica" di Sergio Zavoli, una delle più cupe.

    Dopo le stragi, i morti eccellenti di mafia, la P2, Tangentopoli, non siamo ancora un Paese normale.
    Anzi, a volte ho l'impressione che non ci siamo nemmeno avvicinati ad un paese normale: è come se ci fosse un demone, ogni volta con facce diverse, che esce da un tombino putrido e cerca di trascinarci sotto ogni volta che sembra ce ne siamo liberati definitivamente.

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    Citazione Originariamente Scritto da Curioso Visualizza Messaggio
    Leggendo il tuo post, per un attimo mi è parso di rivivere una delle puntate della "Notte della Repubblica" di Sergio Zavoli, una delle più cupe.

    Dopo le stragi, i morti eccellenti di mafia, la P2, Tangentopoli, non siamo ancora un Paese normale.
    Anzi, a volte ho l'impressione che non ci siamo nemmeno avvicinati ad un paese normale: è come se ci fosse un demone, ogni volta con facce diverse, che esce da un tombino putrido e cerca di trascinarci sotto ogni volta che sembra ce ne siamo liberati definitivamente.
    Quoto. Ma quanto ci vorrà per uscirne?

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Nelson Visualizza Messaggio
    Dici che non ha pagato royalties?
    E la depenalizzazione del falso in bilancio, che non aiuta solo Mediaset o tante società con fondi neri, ma anche qualche subappalto sulla Salerno-Reggio Calabria? E la riduzione dei termini di prescrizione? Siamo sicuri che non sia stata pagata nessuna royalty? Spiare giudici e oppositori, da parte di apparati deviati dello stato non è una novità e da Portella della Ginestra in poi chi ne è stato più danneggiato non è mai stato sicuramente vicino a certe "cupole".
    Forse sono stati pagamenti involtari e coincidenze anche quelle. E' possibile.
    Se l'ha fatto; l'ha fatto di certo estero su estero: o, come dici tu, in "natura".

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Curioso Visualizza Messaggio
    Leggendo il tuo post, per un attimo mi è parso di rivivere una delle puntate della "Notte della Repubblica" di Sergio Zavoli, una delle più cupe.

    Dopo le stragi, i morti eccellenti di mafia, la P2, Tangentopoli, non siamo ancora un Paese normale.
    Anzi, a volte ho l'impressione che non ci siamo nemmeno avvicinati ad un paese normale: è come se ci fosse un demone, ogni volta con facce diverse, che esce da un tombino putrido e cerca di trascinarci sotto ogni volta che sembra ce ne siamo liberati definitivamente.
    Ecco.
    Infatti Zavoli non lo si vede più in questa televisione; era "troppo" bravo.

    E' una sensazione ricorrente, comunque: hai ragione.
    Ed il guaio, nostro, è che non produce l'effetto collaterale di stimolarci la memoria.
    Con tanto mare e tanto pesce, siamo carenti di fosforo.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da MrBojangles Visualizza Messaggio
    Se l'ha fatto; l'ha fatto di certo estero su estero: o, come dici tu, in "natura".
    La storia dice che è il tipo di pagamenti più accettati in quel tipo di affari.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Nelson Visualizza Messaggio
    Quoto. Ma quanto ci vorrà per uscirne?
    Non lo so davvero. Perchè quel demone è il nostro "alter ego", il nostro lato oscuro, è parte integrante di questo paese, mi chiedo come si faccia a liberarsene.
    Berlusconi in fondo è solo quello più in vista fra i tanti. Uscito di scena lui, si farà avanti qualcun altro, in forme diverse, in base al principio che la politica, come la fisica, prevede il riempimento degli spazi vuoti: c'è una parte d'Italia che non vuole essere rappresentata dai Fassino, dai D'Alema, dai Rutelli, ma nemmeno dai Fini e dai Casini, anche se temporaneamente può votarli. Il demone, in gran parte, è lì.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Curioso Visualizza Messaggio
    Leggendo il tuo post, per un attimo mi è parso di rivivere una delle puntate della "Notte della Repubblica" di Sergio Zavoli, una delle più cupe.

    Dopo le stragi, i morti eccellenti di mafia, la P2, Tangentopoli, non siamo ancora un Paese normale.
    Anzi, a volte ho l'impressione che non ci siamo nemmeno avvicinati ad un paese normale: è come se ci fosse un demone, ogni volta con facce diverse, che esce da un tombino putrido e cerca di trascinarci sotto ogni volta che sembra ce ne siamo liberati definitivamente.
    Adamo Bove come Calvi, anche se su una scala minore.
    Che ne pensi?
    (e che ne pensano gli altri?)
    There is no calamity greater than lavish desires.
    There is no greater guilt than discontentment.
    And there is no disaster greater than greed.

    Lao-Tzu

 

 
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