

Vergogna!!!
a tutti soprattutto a quelle sottospecie di comunisti!!!!![]()






Dai tuoi post si può desumere che tu appartieni a una razza superiore. Fenomenale.




Per il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, una sola intrusione. Per Berlusconi, tre. Il "lavoretto" contro Prodi è, al contrario, "di qualità", possibile soltanto per militari della Guardia di Finanza a cui è stato dato un ordine. E' un aggressione anche geograficamente circoscritta: gli accessi più sospetti fanno riferimento alla Guardia di Finanza di Milano. Una "bufala"? Quel che si vede è piuttosto un'offensiva che ha utilizzato settori e comandi della Guardia di Finanza per combinare contro il candidato dell'opposizione, e alla vigilia del voto, un'operazione politica tirata poi a lucido da giornalisti al soldo del Sismi e da giornali e network tv di proprietà di Silvio Berlusconi. "E' spionaggio politico consapevole che coinvolge militari che rispondono a catene di comando precise" dice Vincenzo Visco giusto in faccia all'imperturbabile stato maggiore delle Fiamme Gialle.
Maurizio Blondet
27/10/2006
Romano Prodi e la moglie Flavia Franzoni
«Spiati Prodi e sua moglie, nuova bufera»; strillano i giornali.
I telegiornali hanno aperto e urlato sulla presunta persecuzione del povero Prodi, su cui ignoti curiosi («ma l’Ulivo accusa Berlusconi e Tremonti») hanno curiosato - accedendo «abusivamente» all’Anagrafe Trubutaria - per vedere quanto paga di tasse e quanto dona, lui e altri personaggi del governo o amici del governo, fra cui diversi miliardari di Stato.
La magistratura milanese (la solita) ha aperto un’inchiesta.
Nuovo caso di spionaggio?
Un lettore ci scrive a proposito:
«L’Anagrafe Tributaria è un archivio informatico centralizzato (detto Siatel) gestito da una società (la Sogei) che fa capo al Ministero dell’Economia e che contiene i dati delle dichiarazioni dei redditi e dell’Ufficio Registro di tutte le persone fisiche e giuridiche italiane. L’accesso è consentito solo ad utenti appositamente abilitati dal Ministero; ogni accesso e ogni operazione vengono automaticamente registrati dal sistema. Per motivi di servizio vi sono molti soggetti, appartenenti ad Enti o Amministrazioni pubbliche, abilitati all’accesso. Io lavoro in un Comune di piccole dimensioni e, insieme ad altri 7 colleghi, ho l’accesso alla banca dati. Tenendo conto che in Italia vi sono 8.000 Comuni, immagino che gli utenti abilitati siano nell’ordine di alcune decine di migliaia.
Di fronte a tale abbondanza di dati consultabili, è assolutamente normale che venga la tentazione di andare a vedere quanto ha dichiarato e quanti rogiti notarili ha fatto un personaggio politico famoso, solo per curiosità. C’è da stupirsi pertanto che Prodi Romano abbia avuto, in due anni, solamente 128 accessi! (E chissà quanti ne ha avuti Berlusconi…).
Il dire che c’è una ‘mente’ che ha diretto l’operazione ha pertanto un chiaro intento politico.
A conclusione bisogna aggiungere che i dati in questione sono pubblici: chiunque, rivolgendosi all’Ufficio competente, può consultare Dichiarazioni dei redditi e Atti dell’Ufficio registro.
Spero che almeno lei dica, anche se il suo sito non ha molto peso nella formazione dell’opinione pubblica, le cose come stanno».
La lettera è firmata.
Non c'è bisogno di commentarla.
Se non con due brevi osservazioni:
1) I redditi di tutti i pubblici funzionari devono, per definizione, essere pubblici e pubblicabili; i contribuenti che li pagano, hanno il diritto di sapere quanto li pagano. Ciò avviene in ogni Paese civile, ma non in Italia: gli emolumenti dei miliardari pubblici sono un segreto privato. Padoa Schioppa quanto prende? E Draghi? Segreto di Stato.
2) Visco spia i conti correnti di tutti gli italiani, e si è dato il diritto di sindacare come e perché, e a chi, ciascuno di noi ha pagato 150 euro.
Possiamo gridare alla persecuzione anche noi, o solo madame Prodi?
www.effedieffe.com
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