
Originariamente Scritto da
sedix
Trovo bella questa testimonianza di un protestante che e' stato recentemente in pellegrinaggio a Medjugorje, e che riporto:
"Come membro della chiesa evangelica riformata sono stato a Medjugorje per il Festival dei Giovani all'inizio di Agosto 2006. Che il lettore non si aspetti nulla di spettacolare, ma un'onesto e aperto resoconto di un osservatore indipendente.
Introduzione
Anche se i miei genitori erano attivi nella chiesa evangelica, per molto tempo non ho avuto un rapporto speciale con la religione. Al tempo della scuola ero nella stessa classe con molti cristiani. Sotto l'influenza delle discussioni con loro e di una lettura relativamente intensiva della Bibbia trovai la mia via verso Gesù Cristo. Nell'estate del 1994 l'ho accettato come mio personale Salvatore dal peccato con un atto cosciente e riflesso. Da quel tempo io mi considero un convertito e un Cristiano nato di nuovo. Tale sono fino a oggi.
Per lungo tempo ho avuto una stretta attitudine anti – cattolica. Avevo tutti gli argomenti per questo, soprattutto per alcuni libri il cui contenuto mi aveva scioccato... Ho osservato gli eventi intorno alla morte del Papa in modo estremamente critico...
A quel tempo, nell'Università di San Gallen (Svizzera) dove lavoravo come assistente, conobbi una studentessa dall'Austria (più precisamente da Vorarlberg). L’intero corso degli eventi di questa conoscenza mi dice che Dio ha voluto questo incontro e che esso era importante. Io l’ho interpretato come se, in qualche modo, dovessi aiutare quella persona. (Io mi consideravo spiritualmente e moralmente più avanzato). Solo col tempo ho realizzato che – attraverso questo incontro – Dio voleva cambiare più me che lei…
Ho trovato rapidamente il punto iniziale dei miei sforzi: la giovane donna era membro di un gruppo cristiano all’Università ma, ovviamente, non era convertita nel modo in cui io comprendevo la conversione e, oltretutto, era anche Cattolica. Perciò ho iniziato presto a lavorare su di lei nel modo in cui pensavo di dover fare. Questi sforzi, comunque, portarono a irritazioni sempre più forti perché senza dubbio lei conosceva Gesù Cristo come suo Salvatore. Non dimenticherò mai come lei sorrideva e rispondeva alle mie spiegazioni: “Lo so già!”. Come se volesse dire: “Come puoi sprecare il tuo tempo in queste banalità!”.
Il gruppo cristiano all’Università in cui ho conosciuto questa persona, era interdenominazionale, ma determinato principalmente dagli Evangelici. La mia conoscente era molto aperta a questo riguardo. Comunque, quando una volta abbiamo parlato del Cattolicesimo e del Protestantesimo lei disse che forse le apparizioni di Maria a Medjugorje parlavano a favore del Cattolicesimo e che esse la rendevano in qualche modo incerta riguardo alla direzione Evangelica. Rifiutai questo in modo molto veemente e dissi che le apparizioni di Maria erano un completo non senso. Come sempre lei accolse questo in modo molto pacifico e rilassato. Probabilmente sperava che un giorno avrei capito meglio alcune cose…
Col tempo cominciai a pensare che avrei potuto vedere personalmente questo Medjugorje il cui nome riuscivo a mala pena a pronunciare. Molto presto, inaspettatamente, si presentò la possibilità di farlo: nell’estate 2006, in una conversazione con una amica, anche lei assistente a San Gallen e che veniva anche lei dall’Austria ricordai Medjugorje. Rispose spontaneamente: “Ah, ci andrò in Agosto!” ad un certo festival dei giovani. Volevo andare con lei? Promisi che ci avrei pensato. Comunque sembrava che tutti i posti nel gruppo fossero già prenotati, percui la questione sembrava risolta (cosa che non mi dispiaceva). Ma si liberò un posto e io, per diverse ragioni, potevo difficilmente rifiutare. E così il 30 Luglio 2006 con un gruppo dalla Svizzera, mi misi in viaggio verso Medjugorje.
A Medjugorje
La permanenza a Medjugorje ha comportato molti sforzi per me: non posso dire di amare particolarmente i gruppi di viaggiatori, né i viaggi in autobus. L’estate calda mi ha stressato già prima del viaggio e le temperature a Medjugorje, insieme a una permanente insufficienza di sonno, mi portò a una condizione fisica ancora peggiore. In più c’erano diversi pesi di tipo personale e professionale che portavo con me. Le mie prime impressioni a Medjugorje sono state molto varie. Ho notato alcune cose che mi sembravano dubbie: qui e là ho notato una certa maniera di leggere i testi delle preghiere che mi hanno fatto pensare a Mt 6,7. Gli onnipresenti venditori mi hanno ricordato l’episodio di Gesù nel tempio (Mt 21, 12ss). Il tema della conversione era particolarmente difficile per me: la conversione veniva frequentemente menzionata, ma non mi sembrava esserci una chiara concezione di ciò che essa è.
Le esperienze positive furono, comunque, più forti. Sono rimasto particolarmente colpito dalla Celebrazione Eucaristica. Ho notato ripetutamente con stupore – naturalmente io non ho fatto la Comunione - come i volti dei fedeli cambiassero improvvisamente nel momento in cui ricevevano il Pane. Anche coloro che sembrava partecipassero casualmente a quell'evento diventavano improvvisamente molto seri. Si può notare cosa significhi questo momento per tutti loro e cosa esso provochi in loro. Una volta, mentre osservavo i Sacerdoti scendere dall'altare con le ostie al canto dell' „Agnus Dei“, ho avuto un pensiero molto chiaro nella mia mente: „Questa è la verità“. Rimasi comunque critico rispetto a questi pensieri perché naturalmente vidi anche che l'atmosfera era emozionante.
La Celebrazione della Cena del Signore nella Messa Cattolica è radicalmente diversa dal culto evangelico. Il credere che Gesù realmente presente viene nella comunità dei fedeli, da alla Messa Cattolica un senso completamente diverso. Nella pensione a Medjugorje con i miei compagni di stanza abbiamo parlato molto di questo sotto il profilo biblico. La comprensione cattolica della Cena del Signore oggi mi sembra credibile, plausibile. In ogni caso sono divenuto cosciente dell'importanza di questa domanda che ai protestanti può apparire un peculiare tema minore.
Oltre all'Eucarestia a Medjugorje mi ha colpito prima di tutto l'Adorazione. Mai prima avevo sperimentato che tutto ciò che è umano viene messo sullo sfondo e si concentra completamente su Gesù Cristo.
Sperimentare questo proprio in un contesto cattolico mi ha sorpreso – io avevo sempre pensato che nel Cattolicesimo Gesù dovesse dividere il suo posto con numerosi „rivali“.
Io a Medjugorje ho realmente sperimentato una completa orientazione a Gesù Cristo. La Santa Messa e l'Adorazione in modo incomparabile portano all'adorazione ed esaltazione di Gesù Cristo. Qui non si tratta di pensieri umani, non si tratta del fatto che l'uomo deve portare qualcosa con sé. L'uomo si raccoglie per adorare Gesù e per creare uno spazio in cui Egli possa venire e toccare ogni persona in particolare.
Le ore serali della Messa e dell'Adorazione a Medjugorje appartengono a quelle che hanno più impressionato la mia vita di fede. Oggi quando sento melodie come „Dona la Pace“ o „O Dio crea in me“ in un attimo sono di nuovo lì: la luce, il profumo nell'aria, il terreno sassoso, il tetto bianco dell'altare esterno, le tante persone... Torno volentieri col pensiero a questa atmosfera unica...
Dopo Medjugorje
Nel periodo seguente al mio ritorno da Medjugorje innanzitutto ho preso un po' le distanze da tutta la tematica. Mi sono dedicato al mio lavoro e per un certo tempo non ho voluto riflettere su questioni di fede.
Tuttavia, improvvisamente, la preghiera del Rosario acquistò un grande significato per me. Ho pregato spesso l'Ave Maria che a Medjugorje avevo sentito così frequentemente... all'inizio per ammazzare il tempo, innanzitutto in treno. In seguito ho cominciato a dirla in modo più concentrato.
Quella che prima solitamente condannavo come una preghiera vuota e rituale, ora mi da gioia e pace. Ho riconosciuto la bellezza di questa preghiera: l'individualità si ritira completamente e si può dire che si unisce ad un'innumerevole moltitudine di fedeli ed esprime con loro devozione e amore. L'uomo non produce un suo pensiero personale, ma entra in una pace mentale e ciò lo rende libero di ascoltare e ricevere. L'uomo non cerca né chiede nulla, ma semplicemente dona il suo tempo.
Mi colpiscono in modo particolare le parole dell'Ave Maria e la loro vicinanza alle parole della Sacra Scrittura. Se qualcuno dal di fuori pensa che la devozione Mariana si pone a larga distanza dalla tradizione biblica, qui si vede proprio il contrario. Gli elementi dell'Ave Maria vengono direttamente dalla Bibbia (Lc 1,28; 42).
Sotto l'influsso di questa preghiera mi sono trovato in una relazione personale con Maria. L'ho conosciuta come una donna semplice e molto modesta. Lei non desidera assolutamente essere adorata. Ma Lei è piena d'amore per gli uomini ed è molto preoccupata per la confusione che regna nei nostri tempi. Ecco perché nei tempi recenti si rivolge in modo più forte agli uomini.
Le resistenze contro Maria come segno di immaturità nella fede
Maria mi era completamente sconosciuta prima di Medjugorje; ed ancor peggio: non l’amavo. Trovavo il culto attorno a questa Regina del cielo in qualche modo insipido. Come molti cristiani, ho visto in Maria una rivale di Gesù.
Considero oggi questa resistenza contro maria come indicazione di un'immaturità nella fede. Il rifiuto non è cattivo nelle sue radici: perché viene dall’amore per Gesù. Ma è anche un'espressione di insicurezza. Manca un po’ la fiducia. Uno ha paura di offendere Gesù con la venerazione di Sua madre.
Essere un cristiano completo senza comprendere Maria non mi sembra oggi possibile. Ha portato Dio dentro di se. Ha portato Dio al mondo. Da allora ha protetto ed educato Gesù. Il fatto che ha dovuto ritirarsi nel periodo della sua vita pubblica è naturale: "i legami familiari" non erano conciliabili con la missione di Gesù che riguarda tutta l’umanità. Ma il fatto che Gesù sulla croce abbia detto a uno dei suoi discepoli più cari: “Ecco tua Madre!” (Gv 19,27) indicano chiaramente la sua importanza. Sarebbe inconcepibile che Gesù in quella situazione avesse detto qualcosa di non importante o inconsiderato.
Maria è presente quando, dopo l'Ascensione di Gesù, i discepoli si sono riuniti e sono entrati in un tempo nuovo senza di Lui (At 1,14). Lei ha giocato un ruolo chiave all'incrocio tra la crocifissione e la fondazione della Chiesa. Perciò Lei può essere veramente considerata la madre spirituale della comunità dei discepoli. Credo che difficilmente possa esistere una Cristianità perfetta che elimini Maria. La donna più importante della storia del genere umano, la donna che ha dato i natali al Redentore deve avere un posto d'onore nella Comunità Cristiana. Una Chiesa che non ha un posto corretto per Maria non potrà esistere a lungo termine.
Questa inclusione di Maria non è un pericolo per Gesù. Maria non è una sua rivale. L'idea che venerare Lei significhi togliere qualcosa a Lui è troppo semplice. Non esiste una certa quantità stabilita di amore e di devozione che bisogna distribuire correttamente.
Non possiamo offendere Gesù se veneriamo Maria, come non possiamo offendere nessun uomo se onoriamo sua madre. Gesù non conosce nessuna „gelosia“ a questo riguardo. Al contrario gioisce per ogni uomo che ama sua madre e mantiene con lei un rapporto vivo.
La paura diffusa nei circoli protestanti che Maria possa ricevere lo stato di dea mi pare infondata. Ciò contraddice tutta la sua natura. A tutti coloro che conoscono Maria ciò sembra assurdo. Solo una venerazione di maria molto ignorante e immatura può considerarla come una dea.
Conclusione
Sento che attraverso Medjugorje sono arrivato a conoscere Maria personalmente. Lei è diversa da come un esterno può immaginarla. Lei non è una mezza dea seduta sul trono che spinge da parte Gesù, ma una donna umile, piena d'amore, compassione e calore. Maria è una Madre tenera che con tutte le forze cerca di togliere i pesi che opprimono i suoi figli. Tutto ciò che noi (spero) conosciamo come amore materno è presso di lei – diciamo – in modo incomparabilmente più forte.
Io oggi considero impossibile che qualcuno possa essere allontanato da Cristo per la venerazione di Maria. Al contrario, lei guida sempre a Lui e mostra – in particolare anche nei messaggi di Medjugorje – continuamente Gesù. Maria non vuole nulla per sé, ma tutto per Suo Figlio e per gli uomini.
Non so se uno possa giungere a questi pensieri stando a distanza, leggendo dei libri. Veramente non credo che ciò sia possibile. Probabilmente si deve entrare nel mondo di questa esperienza per capirlo. In questo senso io posso solo raccomandare a tutti un viaggio a Medjugorje. Esso insegnerà molto: riguardo alla Fede, alla Chiesa, alla Madre di Dio e riguardo a se stessi. "