Roma. Quello che con più passione difende l’impopolare indulto (anche dopo che un sondaggio effettuato dai Ds fa schizzare le critiche al provvedimento e il tema dell’immigrazione clandestina al primo posto nelle preoccupazioni degli italiani: più 20 per cento in un mese) è Paolo Gambescia, ex direttore dell’Unità e del Messaggero, adesso parlamentare dei Ds. “L’alternativa è una sola: costruisci più carceri, tutti dentro e butti la chiave. Ma questo non è un sistema civile, né un deterrente efficace. Sicurezza non è isolare, ma vigilare”.
Sarà pure. Ma certo dentro il maggior partito della coalizione un certo disagio si respira. “Sapevamo benissimo che l’indulto era impopolare, anche tra i nostri elettori - piega Gianni Cuperlo – Se volevamo calcolare le emozioni e le paure non si sarebbe fatto. Se poi sia un atto di coraggio non so, certo è un atto di coerenza, visto che è scritto nero su bianco nel programma dell’Unione”.
E appunto, come sostengono molti nel partito, “mica quattro mesi dopo possiamo dire che abbiamo sbagliato, sarebbe ancora peggio”, ma l’impatto – “colpa pure di certe campagne giornalistiche” – è stato forse più clamoroso del previsto.
E a riprova di questo, ecco l’opinione di un diessino certo ben poco forcaiolo come Franco Grillini, leader storico dell’Arcigay. Lui non usa le cautele dei suoi compagni.
“Adottando quel provvedimento abbiamo sottovalutato i temi della criminalità - ammette – Non ce l’aveva mica ordinato il medico di fare l’indulto come primissimo provvedimento. Si poteva almeno fare in modo diverso”.
Grillini è un fiume in piena: “L’argomento che siccome le carceri scoppiano si deve fare l’indulto non regge. Si possono fare carceri nuove, addirittura ce ne sono sette già pronte e che non sono ancora utilizzate”.
In molti, nel partito, a mezza bocca dicono che è stata un’altra concessione alle richieste della sinistra radicale dell’Unione.
Opinione che non è proprio quella di Grillini. “Macché sinistra radicale! Anche qui siamo di fronte a un atto d’ossequio al Vaticano, mica all’estrema sinistra. E il Vaticano che è buonista con i carcerati e feroce con gli omosessuali”.
Proprio nella “sinistra radicale” della maggioranza il sondaggio dei Ds crea un certo allarme.
Si teme che il partito di Fassino, visto come la pensano anche i suoi elettori, possa dare una stretta non tanto sull’indulto (ormai è andato, si possono solo conteggiare quelli che man mano tornano dentro) quanto sulle politiche dell’immigrazione.
Dice Graziella Mascia, di Rifondazione comunista: “Penso che quelle emerse dal sondaggio siano paure ingiustificate, perché la gente non ha avuto informazioni corrette. E credo che tra i compiti dell’Unione ci sia proprio quello di cancellare tutto ciò che in questo paese è diventato senso comune dopo cinque anni di governo della destra, come l’equazione immigrato uguale criminale”. Secondo l’esponente del Prc “nella politica della sicurezza per l’immigrazione i quattro quinti dei soldi sono utilizzati in senso repressivo, mentre solo un quinto in senso inclusivo. Bisogna rovesciare questo rapporto”.
E il verde Paolo Cento, sottosegretario all’Economia, concorda.”si abbia il coraggio, nella maggioranza, di difendere l’indulto come scelta civile.
Impegno preso durante la visita del Papa, atto di dignità”.
Per Cento “non abbiamo una leadership con il coraggio di spiegare all’opinione pubblica la decisione presa, tutti tendono a nascondere la mano. Io non sono pentito e sono pronto a rispondere alle critiche. Sennò aveva ragione Almirante quando chiedeva la pena di morte”. “Eviterei di mettere in discussione la nostra strategia sull’immigrazione per un monitoraggio sugli ultimi mesi – insiste Cuperlo – Politica d’inclusione per chi viene con un’aspettativa di lavoro o di scuola, forte repressione per chi viene per delinquere”.
E Gambescia: “Forse non era l’indulto che volevo, ma bisogna anche saper comunicare le decisioni prese. Non si può sempre cavalcare tutto, in un paese civile, sennò si finisce con i muri del sindaco di Padova”.
E anche Luigi Manconi, sottosegretario alla Giustizia, difende l’indulto.
Ma l’impressione a sinistra è che sull’argomento ci siano parecchi grilliani “velati”.
saluti




Rispondi Citando