RINGRAZIAMENTO DOPO LA DIVINA LITURGIA:
Ti ringrazio, o Signore mio Dio, perché non mi hai respinto, benché
peccatore, ma mi hai reso degno di comunicarmi con i tuoi
santi misteri.
Ti ringrazio, perché tu hai voluto che io, benché indegno, fossi
partecipe dei tuoi purissimi e celesti doni. Ma tu, Sovrano amico
degli uomini, che per noi sei morto e resuscitato e ci hai donato
questi tremendi e vivificanti misteri a beneficio e santificazione delle
anime e dei corpi, fa’ che essi siano anche per me salute dell’anima
e del corpo, vittoria contro ogni avversario, illuminazione agli occhi
del mio cuore, pace alle mie potenze spirituali, fede senza rossore,
amore sincero, pienezza di sapienza, osservanza dei tuoi comandamenti,
aumento della tua divina grazia e possesso del tuo
regno. Fa’ che io, da essi conservato nella tua santità, mi ricordi
sempre della tua grazia e non viva più per me, ma per te, nostro
Sovrano e Benefattore. E così, partendo dalla vita presente con la
speranza della vita eterna, possa arrivare al riposo senza fine, dove
è l’incessante cantico di quanti ti festeggiano e l’infinito godimento
di quanti contemplano l’ineffabile bellezza del tuo volto.
Tu sei infatti, o Cristo Dio, il vero desiderio e l’inesprimibile
giubilo di coloro che ti amano, e tutto il creato a te dà gloria in
eterno. Amìn.
Per una meditazione orante ....
se vi capiterà di assistere a un servizio divino (...)
entrerete in contatto con ciò di cui realmente vive la Chiesa,
e vedrete come essa vive.
E una volta venuti in contatto con essa anche voi,
per qualche ora o per un istante, potrete diventare un'altra persona.
Durante quel lungo, tormentoso eppur lieto star ritti in una chiesa
sentirete (se aprite il vostro cuore) - come nel punto di intersezione di due raggi o di due torrenti ininterrotti: pentimento e grazia -
che si scioglie e si dilegua tutto ciò che è accumulato, etico, solidamente razionale,tutto ciò che è necessario alla vita civilizzata,tutto ciò che è troppo individuale,tutto ciò che è mediamente umano.
E questo momento di gioia spirituale - se riuscite a incorporarvi in essa -deve colmare totalmente di sé la vita.
Ma per giungere a un fine così inconcepibilmente elevato è indispensabile distinguere totalmente le passioni terrene, troncare la volontà propria, dedicarsi al digiuno, alla preghiera, a una lunga, volontaria crocifissione.
La concezione ortodossa non è umana in senso ontologico;
non conosce infatti concetti come quelli di "natura umana" o "legge di natura" nella loro accezione neutra;
ogni uomo in quanto dato è uno strumento ,
che deve essere accordato attraverso un duro lavoro spirituale
perché renda gloria al Creatore..."________
Vladimir Zelinsky
(da: "Convertiti alla Chiesa")




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