Pagina 3 di 4 PrimaPrima ... 234 UltimaUltima
Risultati da 21 a 30 di 38

Discussione: Fine della Messa.

  1. #21
    Iscritto
    Data Registrazione
    20 Dec 2005
    Località
    On ne peut bien écrire que de ce qu'on ignore
    Messaggi
    1,036
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da sedix Visualizza Messaggio
    Cioe', non e' che il vento spirituale c'e' solo se il prete e' alto biondo con gli occhi azzurri e parla in maniera colta ed impeccabile
    Pur essendomi effettivamente espresso male, spero fosse chiaro per tutti che non all'aspetto del prete (che mi è assolutamente indifferente e che anzi vorrei non avesse alcun aspetto individualizzato) davo importanza, ma all'esattezza e alla perfezione formale del gesto liturgico.

    Grazie, B.

  2. #22
    Forumista
    Data Registrazione
    18 Jun 2009
    Messaggi
    322
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da VeteroCatholico Visualizza Messaggio
    Le vere domande da porsi e che includono tutte le altre sono:
    "Che valore diamo all'Eucaristia?"
    "Quanto della nostra vita ruota attorno alla Messa?"
    "Quanto incide e trasforma la nostra vita l'Eucaristia e il ritrovarsi come comunità attorno alla mensa eucaristica?".

    Da queste discende se è importante arrivare in orario oppure no. Se andare via subito oppure no. Le altre questioni sono dettagli.
    Assolutamente d'accordo!
    Che senso ha spiegare ad una persona che non ha maturato la giusta sensibilità e l'amore per l'eucaristia quanti minuti prescrive la norma ecc ecc...

    E' nel cuore delle persone che deve essere accolto Cristo non è una gara a chi fa meglio il pit-stop domenicale...

  3. #23
    Logiké Latreía
    Data Registrazione
    28 Mar 2009
    Località
    Italia
    Messaggi
    9,444
     Likes dati
    30
     Like avuti
    662
    Mentioned
    4 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Ha sempre senso, inquanto esiste l'oggettività delle cose.

  4. #24
    Ecumenista
    Data Registrazione
    02 Nov 2006
    Località
    www.chiesaveterocattolica.org
    Messaggi
    1,412
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Barsanufio Visualizza Messaggio
    Eh, ma sfortunatamente Dio si trova proprio nei dettagli. Non ricordo chi esattamente ha inventato questa espressione: chiunque fosse, fu geniale, almeno in quel momento.

    Dalle tue parole sembra che esista, nel pensare e nel far esperienza di Dio, una specie di 'centro' gravido di senso, fondamentale, importante, e - man mano che ci si allontana - delle periferie sempre meno significative e valorizzate. A mio parere non è così.
    Rispetto il tuo parere. Hai colto in pieno quanto volevo affermare: esiste un centro di gravità attorno al quale ruota tutto. Esiste un centro discriminante. Questo centro non è fatto di dettagli, di regolamenti, di minuti prima o minuti dopo: questo centro è il Cristo!

    Anzi, tutto ormai io reputo una perdita di fronte alla sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero come spazzatura, al fine di guadagnare Cristo
    (Fil 3,8).

    Esiste un centro, il Cristo. Quando ci si allontana da QUESTO centro, il resto è spazzatura.




    Lui è il mio discriminante. Per lui vado e da laico (come direbbe Cantalamessa) concelebro l'Eucaristia, lo incontro sotto le specie eucaristiche, lo incontro nell'omelia del prete sudaticcio, lo incontro nella Parola proclamata, lo incontro nel mio fratello o sorella di panca (anche lei con la mano sudaticcia), lo incontro in quello che sta in fondo alla chiesa.



    Se pertanto siete morti con Cristo agli elementi del mondo, perché lasciarvi imporre, come se viveste ancora nel mondo, dei precetti quali
    «Non prendere, non gustare, non toccare»?
    Tutte cose destinate a scomparire con l'uso: sono infatti prescrizioni e insegnamenti di uomini! Queste cose hanno una parvenza di sapienza, con la loro affettata religiosità e umiltà e austerità riguardo al corpo, ma in realtà non servono che per soddisfare la carne.
    (Col 2,20-23)

    Discussioni su minuti e secondi, quando manca il cuore, quando soprattutto non si scopre il valore dell'evento eucaristico, di questo "miracolo", sono assolutamente prive di senso. E' come se di fronte ad un bambino appena nato mi preoccupassi se il ciuffo è a destra invece che a sinistra...

    Stiamo scherzando????

    Tutte queste cose, direbbe san Paolo hanno una parvenza di religiosità ed io appaio ai vostri occhi come un eretico. Al contrario l'eccessiva attenzione ad insegnamenti umani non servono altro che a soddisfare la carne.

    Infine, abbiamo dimenticato tutti gli scontri che ebbe Gesù con i farisei? Non è che i farisei fossero i "cattivi" della situazione. Al fine di obbedire con una maggiore certezza i Comandamenti e specialmente a quello relativo al Sabato, avevano sviluppato un sistema di leggi complicatissimo. L'intento era cattivo? No. Ma il cuore della legge era altrove. Gesù rimprovera i farisei di aver costruito una selva intricata e impenetrabile che invece di aiutare a servire il Signore, serviva a distaccarsene. Infatti erano arrivati perfino a sdegnarsi per le guarigioni che Gesù faceva in giorno di Sabato.

    La lagge deve aiutare l'uomo. Non soggiogarlo.

    Così, tutte queste regole suggerite dalla Chiesa non vogliono far altro che ricordarci la SACRALITA' di questo momento. E' questo il cuore.

    Mi dispiace Barsanufio, esiste un cuore, un centro di tutto, il centro è il Cristo, il centro è l'amore verso Dio e verso il prossimo.

    ... Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti (Mt 22,40).

    Ecco che allora certi "regolamenti" andrebbero visti come un tentativo di aiuto, ben consapevoli che il centro, il motore, è altrove!

    Citazione Originariamente Scritto da Barsanufio Visualizza Messaggio
    Pensare Dio centralmente diventa sempre meno plausibile, perché - anche grazie al (o 'per colpa del') nostro ingresso nella tardo modernità, l'epoca dei grandi concetti e delle grandi appartenenze sembra essere irreversibilmente tramontata.
    Dio non lo si pensa, lo si incontra!

    Citazione Originariamente Scritto da Barsanufio Visualizza Messaggio
    L'esperienza di Dio pare ancora essere possibile come esperienza di 'soglia' e di dettaglio, e non di pacifico possesso (intellettuale o spirituale). Si può - per esempio - cogliere la pienezza di Dio in un gesto liturgico perfettamente eseguito, in una antifona gregoriana accuratissimamente modulata. Molte grandi anime si sono arrese a Dio - dopo lunghe ed estenuanti lotte dell'intelligenza e del cuore - per esperienze di questo genere. Quasi nessuna - che io sappia - per una predica sul valore dell'Eucarestia, o sul ritrovarsi come comunità attorno alla mensa eucaristica.

    Il vento, come è noto, è inaudibile. Lo si può udire se fa vibrare una fronda, se smuove una tegola, se fischia in un camino. Lo si può anche vedere sulle foglie e sull'acqua. La liturgia non curata - magari strutturata per consentire a un prete grassottello, sudaticcio e con gli occhi bovini di blaterare per venti minuti a povera gente costretta ad ascoltarlo - è segno assolutamente inconfondibile di assenza del vento spirituale.

    Le domande che per te sono le vere domande (e che ti qualificano come cattolico professionista in servizio catechistico permanente effettivo, specie a noi vagabondi particolarmente invisa e a cui non piace mescolarci, preferendo di gran lunga i santi teneri e feroci e i peccatori ardenti e divertenti) per me sono domande assolutamente prive di senso. E noiose, per giunta. E sono precisamente le domande che terrebbero qualunque persona dotata di buon gusto intellettuale e spirituale millemiglia lontana dal cristianesimo, per ulteriore giunta.
    Non crederai davvero che oggi come oggi una persona venga attratta da una liturgia ben fatta, dalla precisione militaristica delle persone che entrano ed escono dalla chiesa? Sarebbe davvero ridicolo.

    Le conversioni le fanno persone come Madre Teresa e probabilmente non per la perfetta liturgia.

    Al contrario conosco persone alquanto disgustato dal perbenismo e formalismo cristiano senza sostanza. Tutto fumo!

    Poi quando si tratta di tirarsi su una manica... fanno come il sacerdote della parabola del buon samaritano: passano dall'altra parte.

    No. Le persone sono attratte solo dall'amore di Dio. Se una liturgia riesce a manifestare questo bene. Se le persone presenti riescono a coglierlo, bene. Se riescono ad essere trasformate da quella Messa, per non dire solo "è stata una bella Messa, emozionante", ma magari "questa Messa mi ha lasciato in crisi, devo convertire ancora qualcosa di me".
    Se fare Messa significasse anche fare comunità.
    Se fare Messa significasse soprattutto incontrare il Signore della Vita.

    Le persone si accalcherebbero alle porte della chiesa e non per un regolamento di minuti, ma perchè in quella Messa trovano il sostentamento per la loro vita, il Pane Eucaristico!

    Citazione Originariamente Scritto da Barsanufio Visualizza Messaggio
    Scusami, non voglio affatto aggredirti. Grazie a Dio la sua casa ha molte dimore: e - se Lui lo consentirà - ce ne sceglieremo due sufficientemente lontane :- ).

    Grazie, Barsanufio
    Al contrario, io non sono per le divisioni di tenda o di dimore. Esiste una sola casa, la Chiesa di Cristo.

    Pace & bene.

  5. #25
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    20 Jun 2010
    Messaggi
    8,722
     Likes dati
    17
     Like avuti
    123
    Mentioned
    32 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da VeteroCatholico Visualizza Messaggio
    Rispetto il tuo parere. Hai colto in pieno quanto volevo affermare: esiste un centro di gravità attorno al quale ruota tutto. Esiste un centro discriminante. Questo centro non è fatto di dettagli, di regolamenti, di minuti prima o minuti dopo: questo centro è il Cristo!

    Anzi, tutto ormai io reputo una perdita di fronte alla sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero come spazzatura, al fine di guadagnare Cristo
    (Fil 3,8).

    Esiste un centro, il Cristo. Quando ci si allontana da QUESTO centro, il resto è spazzatura.




    Lui è il mio discriminante. Per lui vado e da laico (come direbbe Cantalamessa) concelebro l'Eucaristia, lo incontro sotto le specie eucaristiche, lo incontro nell'omelia del prete sudaticcio, lo incontro nella Parola proclamata, lo incontro nel mio fratello o sorella di panca (anche lei con la mano sudaticcia), lo incontro in quello che sta in fondo alla chiesa.



    Se pertanto siete morti con Cristo agli elementi del mondo, perché lasciarvi imporre, come se viveste ancora nel mondo, dei precetti quali
    «Non prendere, non gustare, non toccare»?
    Tutte cose destinate a scomparire con l'uso: sono infatti prescrizioni e insegnamenti di uomini! Queste cose hanno una parvenza di sapienza, con la loro affettata religiosità e umiltà e austerità riguardo al corpo, ma in realtà non servono che per soddisfare la carne.
    (Col 2,20-23)

    Discussioni su minuti e secondi, quando manca il cuore, quando soprattutto non si scopre il valore dell'evento eucaristico, di questo "miracolo", sono assolutamente prive di senso. E' come se di fronte ad un bambino appena nato mi preoccupassi se il ciuffo è a destra invece che a sinistra...

    Stiamo scherzando????

    Tutte queste cose, direbbe san Paolo hanno una parvenza di religiosità ed io appaio ai vostri occhi come un eretico. Al contrario l'eccessiva attenzione ad insegnamenti umani non servono altro che a soddisfare la carne.

    Infine, abbiamo dimenticato tutti gli scontri che ebbe Gesù con i farisei? Non è che i farisei fossero i "cattivi" della situazione. Al fine di obbedire con una maggiore certezza i Comandamenti e specialmente a quello relativo al Sabato, avevano sviluppato un sistema di leggi complicatissimo. L'intento era cattivo? No. Ma il cuore della legge era altrove. Gesù rimprovera i farisei di aver costruito una selva intricata e impenetrabile che invece di aiutare a servire il Signore, serviva a distaccarsene. Infatti erano arrivati perfino a sdegnarsi per le guarigioni che Gesù faceva in giorno di Sabato.

    La lagge deve aiutare l'uomo. Non soggiogarlo.

    Così, tutte queste regole suggerite dalla Chiesa non vogliono far altro che ricordarci la SACRALITA' di questo momento. E' questo il cuore.

    Mi dispiace Barsanufio, esiste un cuore, un centro di tutto, il centro è il Cristo, il centro è l'amore verso Dio e verso il prossimo.

    ... Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti (Mt 22,40).

    Ecco che allora certi "regolamenti" andrebbero visti come un tentativo di aiuto, ben consapevoli che il centro, il motore, è altrove!



    Dio non lo si pensa, lo si incontra!



    Non crederai davvero che oggi come oggi una persona venga attratta da una liturgia ben fatta, dalla precisione militaristica delle persone che entrano ed escono dalla chiesa? Sarebbe davvero ridicolo.

    Le conversioni le fanno persone come Madre Teresa e probabilmente non per la perfetta liturgia.

    Al contrario conosco persone alquanto disgustato dal perbenismo e formalismo cristiano senza sostanza. Tutto fumo!

    Poi quando si tratta di tirarsi su una manica... fanno come il sacerdote della parabola del buon samaritano: passano dall'altra parte.

    No. Le persone sono attratte solo dall'amore di Dio. Se una liturgia riesce a manifestare questo bene. Se le persone presenti riescono a coglierlo, bene. Se riescono ad essere trasformate da quella Messa, per non dire solo "è stata una bella Messa, emozionante", ma magari "questa Messa mi ha lasciato in crisi, devo convertire ancora qualcosa di me".
    Se fare Messa significasse anche fare comunità.
    Se fare Messa significasse soprattutto incontrare il Signore della Vita.

    Le persone si accalcherebbero alle porte della chiesa e non per un regolamento di minuti, ma perchè in quella Messa trovano il sostentamento per la loro vita, il Pane Eucaristico!



    Al contrario, io non sono per le divisioni di tenda o di dimore. Esiste una sola casa, la Chiesa di Cristo.

    Pace & bene.

    se lo dice Cantalamessa ........

  6. #26
    Ecumenista
    Data Registrazione
    02 Nov 2006
    Località
    www.chiesaveterocattolica.org
    Messaggi
    1,412
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da apoliticos Visualizza Messaggio
    se lo dice Cantalamessa ........
    Beh, Cantalamessa è autorevole, ma opinabile.

    Un po' meno opinabile dovrebbe essere la Parola di Dio. La Legge è Santa, se ci conduce alla Fede, tutto il resto viene dalla carne.

    Pace & bene.

  7. #27
    Iscritto
    Data Registrazione
    20 Dec 2005
    Località
    On ne peut bien écrire que de ce qu'on ignore
    Messaggi
    1,036
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Infine, abbiamo dimenticato tutti gli scontri che ebbe Gesù con i farisei?

    Amen quippe dico vobis: Donec transeat caelum et terra, iota unum aut unus apex non praeteribit a lege donec omnia fiant. Qui ergo solverit unum de mandatis istis minimis, et docuerit sic homines, minimus vocabitur in regno caelorum; qui autem fecerit et docuerit, hic magnus vocabitur in regno caelorum. Mt 5, 18-19

    E, rispetto al tuo esser contro la pluralità di dimore, lascia che io ti chieda chi secondo te disse: In domo Patris mei mansiones multae sunt.

    Sì, ma ci vuol così poco a tirare il Vangelo dalla propria. E mi trattengo dal manipolare ancora queste parole: ti inviterei però a fare altrettanto, e a cavar fuori argomenti dal tuo.

    Se tu pensi che, parlando della perfezione e della bellezza del gesto liturgico, io avessi in mente un plotone di credenti che entra o esce inquadrato in una chiesa, voglio dire, se tu pensi questo...
    ...in primo luogo non hai letto nulla di quel che ho scritto finora - e di questo non ti faccio certo una colpa; però devo anche dire che la tua fantasia è piuttosto carente.

    Ho conosciuto personalmente Madre Teresa, e ho trascorso con lei una giornata intera - fu molti anni fa, a Calcutta. Le cose che mi disse non mi impressionarono affatto, neppure me le ricordo. Erano cose semplici, non tanto interessanti, e per di più pronunciate con tonalità devozionale. Molto più mi parlò il suo sedersi a gambe incrociate sulla moquette grigiazzurra e logora della grande cappella quadrata, davanti all'Ostensorio. Il suo sedersi così, nei pressi dell'angolo destro, come una vecchia qualunque, con il suo volto incartapecorito e il sari da vedova. Il suo sedersi semplice ma incredibilmente elegante, flessibile ma dritto, morbido però immobile, assorto eppure vigile, regale sebbene povero. Molto mi parlarono le giovani e giovanissime suore che ritornavano dalla missione nel ventre di quella città dolcissima e spaventosa, le loro sommesse risate nel buio del cortile - era novembre - la loro bellezza, sì, la loro bellezza di vergini felici nell'harem dello Sposo. Alla luce di una lampadina elettrica da poche candele i loro gesti (poggiare le cose, lavarsi i piedi a una canna di plastica arrotolata nel cortile...) erano assolutamente perfetti. Probabilmente erano esauste: eppure il loro atteggiamento mostrava in ogni singolo istante una cura e una precisione estrema, e nei miei occhi questo veniva colto come bellezza. Sì, questa era testimonianza, questo mi convertiva davvero. Aggiungere parole mi sarebbe sembrato inutile o nocivo).



    La naturale perfezione del gesto liturgico a cui faccio riferimento non ha a che fare con l'inquadramento militare (anche se alcune cerimonie militari nel loro genere sono bellissime, ed esiste un'estetica delle armi - come aveva ben capito per esempio Dino Buzzati), e neppure con la ricchezza degli arredi o dei riti. Può avvenire nella assoluta povertà.


    C'era un maestro Zen giapponese che - vedendo i suoi discepoli americani nipponizzarsi senza criterio, assumendo stili e riti come fossero dei travestimenti - li condusse un giorno nel cuore di New York, nel Central Park. Era un autunno gelido. Si fece dare un bicchiere di carta colmo d'acqua bollente da un chiosco, poi frugò in qualche cestino della spazzatura fino a trovare delle bustine usate di tè, preparò uno spazio liturgico spargendo foglie cadute color giallo e oro, e celebrò senza alcun orpello la più solenne cerimonia del tè che si potesse immaginare. Senza una parola.

    Invece qualche domenica fa sono stato a Messa. In una chiesa francescana. Prima dell'orazione di colletta, il celebrante parla e commenta per qualche minuto. Prima della prima lettura un commentatore spiega, poi c'è la lettura, poi un ulteriore commentino del prete. Di nuovo il commentatore, poi la seconda lettura, poi il commentino sacerdotale. E l'Alleluia, e il commentatore, e il vangelo e una lunghissima omelia. E la preghiera dei fedeli commentatissima. E i commentini prima durante e dopo la consacrazione. E prima della comunione. E alla fine, prima della benedizione. E gli avvisi.

    La liturgia era una povera cosa annegata da parole piene di senso e completamente insignificanti.

    Grazie, B.

  8. #28
    Ecumenista
    Data Registrazione
    02 Nov 2006
    Località
    www.chiesaveterocattolica.org
    Messaggi
    1,412
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Mi dispiace. Se mi fai le domande in italiano forse riesco a risponderti.

    Ti ringrazio per la tua testimonianza su Madre Teresa... cose vissute. Anche per il racconto zen e quello francescano.

    Concordo sul fatto che bellezza non sempre coincide con ricchezza. Concordo con il fatto che l'eccesso di verbalismo nasconda infine il Centro, il Cristo.
    Concordo che la bellezza è qualcosa che ci attrae verso Dio, bellezza intesa non solo in senso estetico.

    Ma io non ho criticato niente di tutto questo. Ho criticato una visione legalistica della Messa, quella per cui Dio starebbe con il cronometro a guardare a che ora arrivi e quando te ne vai.

    Ripeto che nell'Eucaristia io trovo il sostentamento della mia vita spirituale. La cura dei particolari è segno di amore. Quando si esce con la fidanzata/o si curano molti dettagli.
    Ma i dettagli non sono cosa buona in se stessa, ma perchè c'è un Incontro. A quell'incontro ci si prepara non solo con il vestito "esteriore", ma anche e soprattutto con quello interiore.

    L'eccesso di cura della perfezione liturgica rischia qualche volta di essere come l'eccesso di verbalismo e di nascondere il Centro.

    Vedi che alla fine esiste un Centro attorno al quale il resto, se non vi è orientato, se non trova la sua spiegazione in esso, è deviante e san Paolo la chiamerebbe "spazzatura", cose fatte per soddisfare la propria "carne", cioè l'ego.

    L'Eucaristia è fatta per fare comunione verticale e orizzontale. Se non c'è questo, la liturgia può essere bella quanto vuoi, può essere commovente, perfetta, ma alla fine non rimane niente, non converte proprio niente.

    La liturgia è fatta per incontrare Cristo. Non per essere apprezzata in se stessa. Non ce lo dimentichiamo. La domanda vera (scusa se insisto con le mie inutili e noiose domande "vere") dovrebbe essere: questa liturgia, questo modo di interpretare i minuti prima e dopo, mi aiutano ad incontrare il Signore o no?

    Pace & bene.

  9. #29
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    20 Jun 2010
    Messaggi
    8,722
     Likes dati
    17
     Like avuti
    123
    Mentioned
    32 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Ratzinger dixit: il Benedictus sia cantato dopo la consacrazione

    Nella messa celebrata nella basilica di San Pietro domenica 19 novembre dal cardinale di Vienna Christoph Schoenborn e accompagnata dai Wiener Philharmoniker con le incantevoli musiche di Mozart è accaduto un fatto insolito e di grande rilievo: il Sanctus è stato cantato prima della consacrazione e il Benedictus dopo.
    Questa è stata per secoli la prassi liturgica usuale. Il canone era recitato a voce sommessa e sopra di esso il coro cantava prima il Sanctus e poi, dopo la consacrazione, il Benedictus. Anche i musicisti componevano il Benedictus avendo in mente che lo si cantava separatamente e in quel momento.
    Ma dopo il Concilio Vaticano II è divenuto praticamente obbligatorio cantare di seguito Sanctus e Benedictus, prima che il celebrante inizi a pronunciare a voce alta l’intero canone eucaristico.
    Qual è il pensiero, in proposito, di papa Joseph Ratzinger?
    L’ha espresso chiarissimamente in una conferenza tenuta a Ratisbona nel 1994, raccolta nel volume “Cantate al Signore un canto nuovo”, edito da Jaca Book. Ecco alcuni passaggi tratti dalle pagine 168-172:
    “La preghiera silenziosa del canone da parte del sacerdote non è sopraggiunta perché ad esempio il Sanctus era diventato così lungo che bisognava già cominciare a pregare per guadagnare tempo. La sequenza è alla rovescia. Sicuramente a partire dall’epoca carolingia, ma forse anche prima, il sacerdote esordiva col canone in silenzio; il canone è il tempo del puro silenzio come preparazione alla vicinanza di Dio. A volte si è poi imposto un officio di preghiera e di accompagnamento, paragonabile alle Ektenie orientali, come velo esteriore sopra la silenziosa preghiera del canone da parte del celebrante. Più tardi fu il canto del coro che – come disse Jungmann – ‘continua a mantenere l’antica dominante del canone, ringraziamento e canto di lode, e per l’orecchio dei partecipanti lo estende anche al di là del canone’”.
    “Ma come stanno le cose con il Benedictus? L’affermazione secondo cui non potrebbe in nessun modo venire separato dal Sanctus è stata messa in piedi con tanta insistenza e apparente competenza, che solo poche anime forti sono in grado di contrapporvisi. Ma essa non è né storicamente, né teologicamente, né liturgicamente giustificabile”.
    “Sanctus e Benedictus hanno il loro posto nella Scrittura e si sono perciò sviluppati anche separatamente… Il Sanctus è subordinato all’eterna gloria di Dio; il Benedictus si riferisce invece alla venuta del Dio fatto uomo in mezzo a noi. Cristo, colui che è venuto, è anche sempre colui che sta per venire; la sua venuta eucaristrica, l’anticipazione della sua ‘ora’, fa diventare la promessa una presenza e riunisce il futuro al nostro oggi. Per questo il Benedictus è sia un andare incontro alla consacrazione, sia un’acclamazione al Signore divenuto presente grazie ai gesti eucaristici. Il grande momento della venuta, la straordinarietà della sua presenza reale negli elementi della terra, esige formalmente una risposta: elevazione, genuflessione, suono delle campane sono un tale balbettante tentativo di risposta”.
    “La riforma liturgica – parallelamente al rito bizantino – ha formulato un’acclamazione del popolo: ‘Annunciamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua resurrezione…’. La domanda circa ulteriori possibili acclamazioni di saluto per il Signore venuto e che sta per venire è però posta, e per me è evidente che non c’è acclamazione più adeguata e più profonda, e allo stesso tempo più suffragata dalla tradizione, che appunto questa: sia benedetto Colui che viene nel nome del Signore. La separazione di Sanctus e Benedictus è cioè non necessaria, ma altamente sensata. Se il Sanctus e il Benedictus vengono cantati insieme dal coro, l’interruzione tra il prefazio e il canone può in effetti diventare troppo lunga, cosicché non è più utile all’entrata silenziosa e compartecipe nella cosmica liturgia di lode, poiché la tensione interiore non resiste. Se invece dopo la transustanziazione vi è ancora spazio per un silenzio pieno e un interiore saluto al Signore, ciò corrisponde assai profondamente all’intima struttura dell’evento”.
    “La messa al bando, da parte dei maestri di cappella, di una tale suddivisione, sorta non senza fondamento durante lo sviluppo storico, la si dovrebbe dimenticare il più presto possibile”.

  10. #30
    Iscritto
    Data Registrazione
    20 Dec 2005
    Località
    On ne peut bien écrire que de ce qu'on ignore
    Messaggi
    1,036
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da VeteroCatholico Visualizza Messaggio
    : questa liturgia, questo modo di interpretare i minuti prima e dopo, mi aiutano ad incontrare il Signore o no?
    Sì, però forse non ci capiamo completamente.

    Tu hai detto che Dio è più nei discorsi che nei dettagli. Io questo l'ho contestato. L'atteggiamento adeguato al rapporto con Dio-in-sé è un silenzio apofatico. E tuttavia Dio può essere osservato laddove colpisce e fa risplendere una porzione di realtà, un gesto, una parola (anche), un concetto (rarissimamente), uno sguardo. Il gesto liturgico perfetto, perfettamente eseguito, è certamente un dettaglio: ed è in quel dettaglio - come in ogni altro dettaglio anche extraliturgico, ovviamente - che si gioca tutta la relazione con Dio.

    Se dovessi scegliermi un direttore spirituale, un maestro, uno staretz, io guarderei più a come si allaccia le scarpe che alla profondità dei suoi discorsi. Primo: perché - senza umiltà ipocrite - discorsi profondi riesco a farmene di bellissimi da solo. Secondo: perché se mi parla appassionatamente (con unzione, come si diceva un tempo) del valore spirituale dell'Eucarestia ma si allaccia male, distrattamente, sgraziatamente le scarpe, significa che dentro di lui c'è una scissione e che parte della sua persona non è ancora investita dalla Luce. Quindi non può essermi maestro e guida.
    Sceglierò come maestro quel tale che - mentre, senza che lui se ne accorga, lo osservo - si allaccia le scarpe in modo perfetto (non tecnicamente perfetto...) come se in questo gesto semplice si giocasse interamente la sua relazione col Mondo e con Dio.

    La bellezza non guida a Cristo. La bellezza è Cristo, è l'orlo della sua veste. Se io aggiungessi alla contemplazione della bellezza un discorso (qualunque, anche elevato, tipo: sì-bello-ma-solo-in-quanti-mi-conduce-a-lodare-Dio) sarebbe già una mezza bestemmia. Sarebbe come se un monaco, recluso nel suo eremo nella foresta, dicesse che è buono il silenzio perché gli consente di ascoltare la voce di Dio. Un discorso assurdo, dal momento che quel silenzio è la voce di Dio. Sarebbe come se un innamorato dicesse alla sua donna: 'E' buona la bellezza del tuo corpo, perché mi facilita l'amarti'.

    E veniamo ai minuti da dedicare al ringraziamento, che tanto ti sembrano aridi e formalistici.

    Sai, io ho tanti amici ebrei ortodossi, e te li vorrei far conoscere. Potresti vedere con quale amoroso scrupolo essi osservano i loro precetti, e separano il latte dalla carne, il lino dalla lana, e rispettano il riposo sabbatico, e applicano altre sei centinaia di mitzvot. Amano i precetti perché essi li hanno preservati dall'assimilazione, dallo sciogliersi nelle genti - quindi: dal rinnegare l'elezione divina. E i rabbini esclamavano commossi: 'Com'è santo questo popolo! In diaspora ha portato con sé i precetti e ha lasciato i discorsi!' (cfr Chaim Nachman Bialik, Halachah e Aggadah. Sulla legge ebraica, Torino: Bollati Boringhieri 2006).

    Forse non ce ne rendiamo conto: ma le ore sono fatte di minuti. E i giorni sono fatti di minuti. E gli anni sono fatti di minuti. E le vite, le vite, sono fatte di brevi e semplici minuti: circa duecento milioni di minuti, di media. Quanti ne dedicheremmo, senza l'aiuto dei precetti, al ringraziamento dopo la comunione?

    C'è bisogno che la fede prenda forma, prenda forme. Come un metallo fuso che deve essere colato e rappreso negli stampi del precetto, delle regole, degli stili. Come delle parole poetiche che per dar suono debbono inserirsi nelle cornici rigide della metrica e della rima.

    Grazie, Barsanufio

 

 
Pagina 3 di 4 PrimaPrima ... 234 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Don Gallo fa partire Bella Ciao a fine messa!
    Di SteCompagno nel forum Sinistra Italiana
    Risposte: 8
    Ultimo Messaggio: 22-12-12, 17:20
  2. La fine della mente è la fine della vita
    Di Strapaesano nel forum Filosofie e Religioni d'Oriente
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 15-09-11, 20:25
  3. La Messa tradizionale che fine ha fatto?
    Di didestra87 nel forum Cattolici
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 24-05-07, 12:21
  4. Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 16-05-05, 18:47
  5. chiediamo la messa alla corte suprema la messa al bando della DRS
    Di benfy nel forum Prima Repubblica di POL
    Risposte: 17
    Ultimo Messaggio: 04-10-04, 12:51

Chi Ha Letto Questa Discussione negli Ultimi 365 Giorni: 0

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito