
Originariamente Scritto da
pietro
ESSERE AUTONOMI
La manifestazione svoltasi a Roma il 30 settembre per il ritiro delle truppe italiane dai fronti di guerra in cui sono attualmente impegnate rappresenta un’occasione per far ripartire una forte iniziativa autonoma anticapitalista ed antimperialista.
La piattaforma della manifestazione organizzata da alcune organizzazioni come i COBAS, IL CAMPO ANTIMPERIALISTA, IL PCL,RED LINK e altre realta' ha creato non poco imbarazzo nella cd.sinistra radicale che partendo dal PRC investe anche molte realta’ che si definiscono “antagoniste” ma che hanno perso da tempo la loro reale autonomia dal ceto politicante del centro-sinistra.
Non a caso molte di queste forze paragovernative erano assenti in piazza e hanno cercato in ogni modo di boicottare l’iniziativa adducendo, come al solito, motivazioni pretestuose e allusioni su alcuni tra i promotori che servivano unicamente a mascherare la loro oggettiva connivenza con la politica del Governo Prodi.
Ma va detto che la loro mancata presenza alla manifestazione è stata un bene, perche’ ha fatto chiarezza sul campo tra chi sostiene le legittime lotte di liberazione nel mondo contro l’imperialismo americano e i suoi manutengoli europei e chi in modo ipocrita e surrettizio appoggia il medesimo coprendosi il capo con improbabili “cappelli” pacifisti che servono solo a giustificare le missioni militari all’estero.
Questa gente manovrata dal PRC e dai Verdi ha fatto il suo tempo ..la dimostrazione sta nella totale assenza di qualsivoglia iniziativa contro la guerra di questi furbetti da quando si è insediato il “loro Governo amico”, non una parola, tutti allineati e coperti . Al massimo si sono concessi la fallimentare marcia Perugia -Assisi , oramai squallida parata rituale per sepolcri imbiancati del pacifismo di comodo.
Il Re è nudo ed il gioco è scoperto…lo è tanto piu’ adesso a ridosso della manifestazione nazionale contro il precariato del 4 Novembre che ha visto furiosi attacchi da parte della stampa della sinistra governista ( Il Manifesto, Liberazione etc ) contro la Confederazione Cobas che in un comunicato aveva osato definire il Ministro del Lavoro, Damiano, “amico dei padroni”.Anche in questo caso il pretesto era pronto per cercare di far fallire l’iniziativa .
La vecchia politica togliattiana e berlingueriana di bollare come “irresponsabili” tutte quelle iniziative che non compiacciono le politiche antipopolari di questa sinistra imperiale,è sempre attuale, ma proprio per questo è ancora attuale riprendere un ‘iniziativa autonoma da parte delle forze che a questo gioco non ci stanno.
In questo senso bisogna lavorare per rafforzare e coagulare quell’area che si è espressa il 30 e che dovra’ trovare altri momenti di sintesi e di confronto su temi concreti quali l’antiimperialismo e l’anticapitalismo, senza rincorrere le sirene del “movimentismo” succube e paragovernativo che alberga in vari settori della sinistra radicale o estrema.
La costruzione di un percorso autonomo dalle pastoie e dagli inciuci che vari settori “pacifisti” hanno portato avanti in questi anni , è necessario , ma va portato avanti con maturita’ e la consapevolezza che in questo momento un movimento autonomo e di rottura con certi schemi, è minoritario e debole.
La forza la si puo’ acquisire solo con la credibilita’, la coerenza delle piattaforme e la capacita’di sottrarsi alla politica ricattatoria di quei settori pseudopacifisti e fintoantagonisti che hanno scelto di continuare con le solite battaglie di retroguardia che sanno benissimo non turbare i sonni dei loro sponsor governativi.
In quest’ottica bisogna lavorare per un Fronte Ampio che sappia parlare ed interloquire con ampi settori popolari e della societa’, senza fermarsi all’orticello ideologico di riferimento ,ma che possa coinvolgere settori sociali e culturali pronti a rendersi coscienti della posta in gioco che riguarda il nostro futuro .
Un esempio ci viene dal Venezuela dove nel Bolivarismo si ritrovano elementi culturali ed ideologici affini, ma non uguali, che pero’ sanno interloquire e crescere insieme per creare un nuovo pensiero anticapitalista e antimperialista .
Le prossime scadenze del 4 Novembre contro il precariato, del 18 Novembre per la Palestina e le altre scadenza previste dai promotori del 30 settembre ci daranno qualche prima indicazione su quale strada si è scelto di intraprendere.
LA REDAZIONE Di “COMUNITA’ E RESISTENZA”