Io non credo che glocal e global siano due concetti necessariamente distinti, questo diventa un discorso di interpetazioni.Rep, una precisazione personale:
Global, no-global e glocal sono dei termini ben precisi, uno non è l'altro ne vuole sfuggire agli altri.
Già global, che io definirei in-global, è contro le minoranze (sociali,economiche,politiche e militari), è attuato contro questi in quanto li ingloba appunto, li fa sparire e restano solo gli interessi di chi invece ha i vari poteri che esercita a danno di chi non li ha.
No-global è contro i primi, non vuole la globalizzazione e la combatte senza fornire alternative ai fini di una vera internazionalizzazione.
Glocal invece è a favore dell'uno e dell'altro ma non per stare un po la e un po qua ma per dire si alla globalizzazione ma, per far si che sia realmente globalizzazione -internazionale-, si mette il punto di partenza e partecipazione: quello locale, delle minoranze, quindi è a favore anche di questi.
Per noi è importantissimo ribadire la glocalizzazione, è quella che vogliamo, è quella che non ci farà schiacciare e annientare, un giorno saremo parte politica di questo e avremo diritto alla partecipazione attiva e lo sarà solo con la glocalizzazione.
Non capisco quindi la domanda che hai posto, manca ( per me) di una sincera ed onesta analisi dei termini, ma questo te lo ripeto in continuazione.
Se fossimo indipendenti, potreemmo benissimo decidere cosa e come importare prodotti, già oggi avviene ma con il bypass di istituzioni terze, a ciò si deve unire la mancanza di marchi d'origine, etc.
Il più forte los arà sempre a prescindere ed imporrà le sue quote di mercato, il mercato non può essere condizionato. Ma questo non vieta ai piccoli operatori del sistema di esistere, anzi, prendiamo addirttura esempi come Tiscali, non mi pare che in Europa siano stati presi a calci al loro debutto, piuttsto siamo noi sardi che con tale azienda abbiamo imposto un nostro modelo di globalizzazione, ma è il mercato, lo possiamo definire glocal o global, con tutti i suoi difetti il mercato è questo.
Non capisco la dicitura glocal incosa possa mutare le linee del mercato internazionale, mi pare più un modo di riaffermare una maggiore equità nel commercio tra piccoli e grandi operatori, ma nulla di più.
Siamo d'accordo, ma questo non cambia nulla nella realtà in cui la Sardegna dovrà operare, nè inciderà sulle regole e sulle convenzioni internazionali in tal senso.
Insomma, non abbiamo bisogno delle diciture "glocal" per fare quello che dobbiamo fare.
Tutto il resto, ordine militare, etc, è anch'esso geopolitica, non è necessariamente una imposizione, da indipendenti si potrebbe decidere che posizione prendere,anche in questo caso la dicitura "glocal" perde di significato.
Possiamo benissimo essere parte della comunità internazionale così come tutti, senza creare etichette che invece di promuovere una data politica finisce magari per compicare le cose e generare potenziali incomprensioni anche di natura ideologica.
Che il mondo sia dominio dei potentati è ovvio, ma sono processi difficoltosi e storici che necessitano ancora di tempo per riassestare una maggiore equità in questa globalizzazione e limitare errori ed orrori.
Ci sarebbe piuttosto da riformae alcuni criteri del FMI e del WTO.




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(Ovviamente non è per l'amico MU.
