Pagina 2 di 4 PrimaPrima 123 ... UltimaUltima
Risultati da 11 a 20 di 34

Discussione: Torsello

  1. #11
    Memento Audere Semper
    Data Registrazione
    01 Jun 2006
    Località
    Regnum Siciliae
    Messaggi
    1,534
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Spartaco Visualizza Messaggio
    che approfondite argomentazioni

    ma di fronte a delle palesi fesserie cosa vuoi che ti si risponda??

    voi comunardi siete monotematici, dite sempre le stesse cose.....

  2. #12
    emiro omofobo meridionale
    Data Registrazione
    15 Apr 2009
    Località
    radio jolla
    Messaggi
    31,681
     Likes dati
    30,294
     Like avuti
    16,043
    Mentioned
    2814 Post(s)
    Tagged
    32 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Breitling Visualizza Messaggio
    bla bla bla

    altri argomenti??

    a sta storia del pagamento del riscatto oramai ci credete olo voi.....


    i 3 sono stati liberati da Sismi e dalla Delta Force

    i tre per ammissione di scelli, sono stati liberati dietro pagamento di un riscatto

  3. #13
    Memento Audere Semper
    Data Registrazione
    01 Jun 2006
    Località
    Regnum Siciliae
    Messaggi
    1,534
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Spartaco Visualizza Messaggio
    i tre per ammissione di scelli, sono stati liberati dietro pagamento di un riscatto

    fonte please

  4. #14
    emiro omofobo meridionale
    Data Registrazione
    15 Apr 2009
    Località
    radio jolla
    Messaggi
    31,681
     Likes dati
    30,294
     Like avuti
    16,043
    Mentioned
    2814 Post(s)
    Tagged
    32 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Breitling Visualizza Messaggio
    fonte please
    http://www.repubblica.it/2004/f/sezi...stliberi2.html


    Qui conviene, stare ai fatti. Anzi, al fatto più importante del giorno: la rivendicazione dell'assassinio degli italiani sul sito www. ansarnet. ws/vb della "cellula per le esecuzioni delle brigate Al Quds". Un primo vaglio di questo documento svela cinque incongruenze, alcune inquietanti, altre penose.

    Uno. Non si tratta del sito del gruppo terroristico Al Ansar Al Islam, ma del sito di Al Ansar Al Islamia. "Come confondere il destino con il delfino". Il sito delle Br con il sito della comunità dei fedeli di Cristo perché Al Ansar Al Islamia è, appunto, un "foro" on line dei seguaci dell'Islam.

    Due. Il sito non permette l'accesso. E' momentaneamente indisponibile perché "in aggiornamento". E' naturale chiedersi: che senso ha offrire la rivendicazione di un assassinio politico da un sito a cui nessuno ha accesso?

    Tre. Non esistono tra le formazioni terroristiche islamiche le "cellule per le esecuzioni". "Uccidere l'infedele" non è una specializzazione tecnica, ma un dovere religioso individuale. Pensare che possano esistere "cellule per le esecuzioni" è tipico della cultura occidentale, dove esiste la mente e il braccio. Lo stratega e l'assassino.

    Quattro. Le Brigate Al Quds non hanno nessun rapporto conosciuto con il gruppo Al Ansar Al Islam (il cui sito è stato oscurato dopo l'orrenda esecuzione di Nick Berg). Né le Brigate Al Quds hanno alcun rapporto con le Brigate Verdi di Maometto che, anche se sconosciute nel triangolo Bagdad-Falluja-Ramadi, hanno gestito il sequestro degli italiani.

    Cinque. Il testo della rivendicazione diffuso dalle "fonti investigative" non è completo. Se si entra in possesso della schermata (che pubblichiamo in queste pagine) è facile rendersi conto che non di rivendicazione si tratta. Ma di un "forum" in cui ciascuno rovescia in rete quel che pensa, immagina, strologa. C'è da dire che la rivendicazione non ha ottenuto gran successo in quel forum. Subito dopo il testo della presunta "cellula per le esecuzioni" c'è chi oppone: "Proprio strano... Questa liberazione degli ostaggi, a tre giorni dall'annuncio della loro uccisione... ". Quindi, la rivendicazione viene messa in rete l'8 giugno, il giorno stesso della liberazione degli ostaggi. Non devono essere delle aquile gli "esecutori di Al Quds", visto che rivendicano pubblicamente una sconfitta.

    Sono incongruenze che devono trovare una ratio. Ma una più forte evidenza deve trovare il comportamento del governo e in particolare del Presidente del Consiglio. Anche qui conviene stare ai fatti. Già nelle ore successive alla liberazione di Stefio, Cupertino e Agliana, il ministro dell'interno e della difesa sostenevano pubblicamente che i sequestratori stavano per "uccidere gli ostaggi".

    Curiosamente, dello "scenario peggiore, il più temuto e angosciante, l'uccisione dei nostri connazionali", Berlusconi non sa nulla. Nella maratona mediatica che lo ha visto impegnato l'8 giugno, il capo del governo ha più volte sostenuto che i tre italiani non erano in immediato pericolo di vita. Che "si poteva attendere ancora qualche giorno" per arrivare "a una soluzione concordata con i leader politici e le autorità religiose irachene".

    Perché attendere se i sequestratori avevano già "deliberato" l'assassinio? E se questa informazione, alla vigilia della liberazione, non era ancora in possesso dei due ministri, lo è stata sicuramente l'8 di giugno, quando il "forum" internet viene intercettato. E allora: perché non comunicarlo al presidente del Consiglio? Le domande potrebbero continuare.

    Quel che conta ora dire è che c'è puzza di bruciato. Ci sono troppe incongruenze nel comportamento del governo. Sono troppe le contraddizioni tra la ricostruzione del governo, questa rivendicazione che dovrebbe dirci che l'assassinio era imminente e le testimonianze che è stato possibile raccogliere. Tutte concordano su un punto. Sabato 5 giugno (i presunti assassini si preparano ad uccidere dopo aver già scritto la rivendicazione) è stato il giorno in cui la liberazione è maturata.

    Lo riferisce Maurizio Scelli: "Sabato mi chiama l'Ulema Al Kubaissi e mi dice che è questione di ore e Stefio, Cupertino e Agliana mi saranno consegnati". Lo confermano le forze americane che, in quel sabato, hanno la prova documentale che i tre italiani sono vivi insieme al prigioniero polacco, quasi ormai privi di sorveglianza. Lo raccontano gli stessi ostaggi ai magistrati di Roma: "Almeno un carceriere, negli ultimi giorni, tentò di far fuggire uno di noi". Lo riferisce a Repubblica Gino Strada: "L'Imam di Falluja ci avvertì, sabato, che era fatta. La liberazione era questione di qualche giorno".

    Sabato 5 giugno è quindi il giorno della "pacificazione" e non il giorno della morte. Se si prendono in considerazione le parole dei testimoni diretti e indiretti e non un breve testo estrapolato da un forum di un sito inaccessibile, firmato da una misteriosa e inedita "cellula per le esecuzioni".

    L'inaspettato arrivo sulla scena mediatica, addirittura della rivendicazione di un'esecuzione imminente, ha l'indubbio pregio di far scivolare in secondo ordine quel che, durante la giornata, poteva diventare una rogna per il governo. Anche qui, conviene stare ai fatti e alle testimonianze dirette.

    Maurizio Scelli, come raccontiamo in queste pagine, è furibondo. Dicono che a stento riesce a controllare la sua ira. Per un motivo comprensibilissimo. Il commissario straordinario della Croce rossa si sentiva a un passo dal successo della sua faticosa iniziativa umanitaria. Lo abbiamo già detto: sabato 5 giugno, Al Kubaissi lo informa che la liberazione è ormai cosa fatta. Fortunatamente sarà così.

    Gli ostaggi saranno liberati, ma soltanto per la favorevole circostanza che insieme a loro è un polacco; che l'intelligence polacca ha fatto un buon lavoro; che quei risultati si sono sovrapposti e incrociati con le informazioni delle forze armate americane che hanno individuato, grazie a una fonte prezzolata, il covo". Due minuti di blitz e tutto è fatto.

    Scelli rimane con le mani vuote. Eppure egli è convinto che la crisi degli ostaggi italiani poteva essere risolta in venti giorni se non ci fossero stati dei personaggi "che volevano comprare con 15 milioni di dollari la vita dei sequestrati". Ora, non c'è nessun privato cittadino o filantropo ricchissimo che di sua spontanea volontà raggiunge Bagdad con 15 milioni di dollari per trattare la soluzione di un sequestro.

    Il buon senso ci impone di pensare che chi, come racconta Scelli, se ne andava in giro per Bagdad promettendo quel denaro era l'emissario di un governo. Il buon senso ci impone di pensare che quell'emissario o quegli emissari fossero del governo italiano. A meno di non pensare che ci sia al mondo un altro governo interessato alla liberazione dei nostri ostaggi.

    Anche Gino Strada conferma che Bagdad era diventata un suk e racconta come "quando la vicenda era ormai risolta qualcuno, ci è stato detto, ha pagato 9 milioni di dollari. Per concludere, non si tratta di allungare ombre su una storia limpida per partito preso. Si tratta di farsi raccontare finalmente la storia. Perché quel che ci è stato detto finora sta in piedi come un sacco vuoto.




    http://www.articolo21.info/notizia.php?id=573


    LA TRATTATIVA - Tutti i segreti del «traditore»

    da Corriere della Sera di Fiorenza Sarzanini

    ROMA - La linea degli Stati Uniti l’aveva dettata pubblicamente il segretario di Stato Colin Powell il 30 aprile: «Bisogna mantenere fermezza di fronte ai sequestratori e ai terroristi, essere molto cauti e non dare l’impressione di cercare il compromesso». Per questo, quando la trattativa per portare a casa i tre italiani è entrata nella fase finale, gli americani hanno imposto la loro presenza. E hanno dettato le condizioni: l’operazione doveva essere presentata come un blitz. Ufficialmente non doveva esserci alcuna «consegna», alcuno scambio. Sia pur tra mille contraddizioni, versioni discordanti e circostanze celate, cominciano a delinearsi i contorni dell’operazione che ha consentito il rilascio di Salvatore Stefio, Umberto Cupertino e Maurizio Agliana. E i dettagli di un negoziato che, secondo quanto è stato riferito anche in ambienti istituzionali, ha consentito di «comprare» uno dei sequestratori convincendolo a tradire i suoi complici. In cambio all’iracheno è stato consentito di sfuggire alla cattura. Ma non solo. Ben più alta sembra essere stata la contropartita che l’Italia ha dovuto offrire per ottenere la soluzione della vicenda.
    Riprende consistenza l’ipotesi, più volte avanzata in questi mesi, del pagamento di un riscatto che il governo ha sempre ufficialmente smentito. E rispetto al quale circolano due diverse ricostruzioni che combaciano in alcuni dettagli. Entrambe parlano di soldi versati, ma differente è l’entità della cifra e il ruolo affidato ai mediatori.
    PRIMA FASE - La prima ruota intorno al ruolo dell’ intelligence e ai contatti coltivati a Bagdad. È una pista che prende consistenza negli ultimi quindici giorni, quando le continue richieste delle «Falangi verdi di Maometto» convincono gli 007 sul rischio che alla fine gli ostaggi saranno uccisi.
    Un iracheno dice di poter entrare in contatto con i rapitori. È una fonte e come tale va retribuita. In questi casi il prezzo pagato non è mai molto alto. Le cifre oscillano tra i 25.000 e i 50.000 euro. Ma altro deve essere aggiunto. Solitamente si tratta sulla concessione di beni, seguendo la stessa procedura utilizzata in Italia per i «collaboratori di giustizia». E dunque una casa, un’auto di grossa cilindrata, alcune garanzie per i familiari e, se occorre, i documenti necessari a trasferirsi in un Paese più sicuro.
    LE PROVE - Una settimana fa l’uomo comunica di essere entrato in contatto con uno dei sequestratori. Viene ritenuto attendibile, ma non basta. Gli si chiede una prova in vita degli ostaggi. Torna qualche ora dopo e fornisce un particolare che riguarda la vita privata di Cupertino. È un buon segnale, però non è ancora considerato sufficiente. Sabato mattina c’è un nuovo contatto. Così come gli era stato richiesto, la fonte comunica un ulteriore particolare per dimostrare il suo legame con almeno uno dei rapitori. E si fa portavoce delle sue richieste. Il terrorista-carceriere pretende impunità e soldi. In cambio è pronto ad indicare il luogo dove si trovano gli ostaggi. L’accordo viene raggiunto.
    L’INTELLIGENCE - Sono tre i servizi segreti impegnati: quello italiano, quello polacco e quello americano. Lo scambio informativo è continuo. Gli 007 di Varsavia sono sulle tracce di Jerzy Kos, l’imprenditore di Breslavia rapito cinque giorni prima. Un suo connazionale che è riuscito a fuggire ha fornito elementi importanti per risalire alla banda dei sequestratori. Si incrociano i dati e attraverso i «centri di ascolto» statunitensi che intercettano le comunicazioni (ieri gli ostaggi hanno confermato che i rapitori usavano i cellulari), arriva la conferma che la prigione indicata è quella giusta.
    Martedì mattina si decide di intervenire. Lo schieramento dei reparti speciali Usa dà copertura ad un’operazione già definita. Sono soltanto tre i carcerieri presenti in quel momento. Uno fugge. Mentre gli altri due vengono catturati, i militari entrano nel covo e portano via gli ostaggi.
    Alla stessa conclusione giunge anche un’altra versione dei fatti fornita dall’organizzazione umanitaria Emergency di Gino Strada, che ha tentato senza successo di riportare a casa gli italiani. Ma diversa è, secondo questa ricostruzione, la strada che ha consentito di ottenere il risultato. Molto più alta la posta in gioco. Per liberare Stefio, Agliana e Cupertino sarebbero stati versati nove milioni di dollari in due tranche . Il mediatore dell’affare viene indicato in Salih Mutlak, un commerciante iracheno sospettato di essere in contatto con le bande criminali del suo Paese, che agli inizi di maggio avrebbe soggiornato in Italia. Un viaggio d’affari che in realtà aveva lo scopo di mediare e ritirare i soldi del riscatto.
    GLI ULEMA - L’iracheno avrebbe agito in stretto contatto con Abdel Salam Al Kubaysi, membro influente del consiglio degli Ulema sunniti. È un nome ormai divenuto familiare a chi ha seguito la vicenda degli ostaggi italiani. Il 30 aprile fu lui ad incontrare il commissario straordinario della Croce Rossa Maurizio Scelli per annunciargli che entro poche ore gli ostaggi sarebbero stati liberati. Una promessa andata in fumo neanche un’ora dopo, quando la televisione araba Al Jazira trasmise un messaggio dei sequestratori che rilanciavano, sollecitando «un intervento del governo italiano per favorire il rilascio dei prigionieri iracheni detenuti in Kurdistan». Il giorno prima Al Kubaisy aveva fornito rassicurazioni sull’imminente ritorno a casa dei tre italiani anche all’ambasciatore italiano a Bagdad. Che cosa sia avvenuto in quelle ore rimane un mistero. Ma c’è il sospetto che, giocando su tavoli diversi, il religioso sunnita abbia finito per complicare la situazione provocando un nuovo stallo. La trattativa è stata ripresa qualche giorno dopo, tra mille difficoltà. E si è conclusa con un accordo

  5. #15
    Memento Audere Semper
    Data Registrazione
    01 Jun 2006
    Località
    Regnum Siciliae
    Messaggi
    1,534
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    quindi la fonte è gino strada??

    (nnamo bene.....)

  6. #16
    Forumista senior
    Data Registrazione
    15 Jan 2013
    Località
    tra la dorica e la dotta.
    Messaggi
    4,632
     Likes dati
    845
     Like avuti
    125
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Spartaco Visualizza Messaggio
    Torsello non è corregionale degli afghani, ma è un italiano, dato che convertirsi all'islam, non implica la cittadinanza afghana e la rimozione di quella italiana, dato che per fortuna in Italia esiste la libertà di culto, ed era in Afghanistan per fare il suo lavoro di giornalista.
    Come mai ti lamenti per i soldi spesi per lui, e non per stefio agliana e cupertino, andati in Iraq ad arricchirsi alle spalle della povera gente, aiutando una multinazionale di pescecani, a rubare il Petrolio agli iracheni?
    Come mai non ti lamenti, per avere contribuito a pagare, stipendi d'oro, agli inventori del nigergate, che per giustificare una guerra inutile, facevano falsi rapporti, per dimostrare che saddam voleva costruire la bomba atomica?
    Perché non ti lamenti dei soldi, buttati, per pagare i vari feltri, vespa e merde varie che raccontavano bugie sulle fantomatiche armi di distruzione di massa?
    E soprattutto, quali sono i motivi, per cui non ti lamenti dello sperpero di denaro publico, fatto per partecipate alle guerre inutili e criminali, e non volute dalla maggior pate del popolo italiano, in IraqIraq, in Afghanistan, in Kosovo servite solo a distruggere interi paesi e della recente missione militare in Libano?
    Quanto detto per Torsello è naturalmente estendibile anche ai soggetti ed ai casi da te riportati.

  7. #17
    Forumista senior
    Data Registrazione
    15 Jan 2013
    Località
    tra la dorica e la dotta.
    Messaggi
    4,632
     Likes dati
    845
     Like avuti
    125
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Spartaco Visualizza Messaggio
    Torsello non è corregionale degli afghani, [...]?

    Si è tratta naturalmente di un errore, già corretto nel trhead. Dovevo scrive "affinità religiose".

  8. #18
    Vox
    Data Registrazione
    08 Mar 2003
    Località
    Terra del sole e del mare
    Messaggi
    7,406
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Gallo Senone Visualizza Messaggio
    Quanto detto per Torsello è, naturalmente estendibile anche ai soggetti ed ai casi da te riportati.
    D'accordo... al di là di ogni affinità religiosa... personalmente nei riguardi di chi si avventura in zone a rischio non mostrerei più nessun interesse... altro che riscatto (ammesso che sia stato davvero pagato)... Gallo Senone scommettiamo che il free Torsello si presenterà alle prossime elezioni?

    B.

  9. #19
    emiro omofobo meridionale
    Data Registrazione
    15 Apr 2009
    Località
    radio jolla
    Messaggi
    31,681
     Likes dati
    30,294
     Like avuti
    16,043
    Mentioned
    2814 Post(s)
    Tagged
    32 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Breitling Visualizza Messaggio
    quindi la fonte è gino strada??

    (nnamo bene.....)


    tratto dall'articolo
    Maurizio Scelli, come raccontiamo in queste pagine, è furibondo. Dicono che a stento riesce a controllare la sua ira. Per un motivo comprensibilissimo. Il commissario straordinario della Croce rossa si sentiva a un passo dal successo della sua faticosa iniziativa umanitaria. Lo abbiamo già detto: sabato 5 giugno, Al Kubaissi lo informa che la liberazione è ormai cosa fatta. Fortunatamente sarà così.

    Gli ostaggi saranno liberati, ma soltanto per la favorevole circostanza che insieme a loro è un polacco; che l'intelligence polacca ha fatto un buon lavoro; che quei risultati si sono sovrapposti e incrociati con le informazioni delle forze armate americane che hanno individuato, grazie a una fonte prezzolata, il covo". Due minuti di blitz e tutto è fatto.

    Scelli rimane con le mani vuote. Eppure egli è convinto che la crisi degli ostaggi italiani poteva essere risolta in venti giorni se non ci fossero stati dei personaggi "che volevano comprare con 15 milioni di dollari la vita dei sequestrati". Ora, non c'è nessun privato cittadino o filantropo ricchissimo che di sua spontanea volontà raggiunge Bagdad con 15 milioni di dollari per trattare la soluzione di un sequestro.

    Il buon senso ci impone di pensare che chi, come racconta Scelli, se ne andava in giro per Bagdad promettendo quel denaro era l'emissario di un governo. Il buon senso ci impone di pensare che quell'emissario o quegli emissari fossero del governo italiano. A meno di non pensare che ci sia al mondo un altro governo interessato alla liberazione dei nostri ostaggi.


    mi vuoi spegare chi era questo signore, di cui parla scelli, che andava in giro per bagdad, ad offrite, 15 milioni di dollari ai rapitori?
    Era forse u filantropo, a cui stava a cuore la vita dei tre ostaggi?
    Ti ricordo che ufficialmente, i riscatti non sono stati pagati, neppure per Sgrena e le due Simone

  10. #20
    emiro omofobo meridionale
    Data Registrazione
    15 Apr 2009
    Località
    radio jolla
    Messaggi
    31,681
     Likes dati
    30,294
     Like avuti
    16,043
    Mentioned
    2814 Post(s)
    Tagged
    32 Thread(s)

    Predefinito

    http://liberazione04.rifondazione.co...e04/NM0327.htm


    La governatrice di Nassirya: «Pagato un riscatto». Ma il governo nega

    Mistero sulla sorte degli ostaggi

    Andrea Milluzzi

    Liberazione 22 aprile 2004


    Quella di ieri è stata una giornata a dir poco convulsa, per quel che riguarda la vicenda dei tre italiani, Maurizio Agliana, Umberto Cupertino e Salvatore Stefio, ancora prigionieri in Iraq. Di certo c'è solo che la loro prigionia non è finita, come invece molti si sarebbero aspettati. D'altronde, come non sperare in una svolta positiva dopo le dichiarazioni della tarda serata di martedì? Nell'ordine, il vice-presidente del Consiglio Fini («Sono certo che da qui a qualche tempo si possano accogliere in patria quei lavoratori italiani» dato che «il governo italiano ha fatto tutto quanto era in suo potere»), poi, da Mosca, il presidente Berlusconi («Siamo in fiduciosa attesa di eventi che dovrebbero verificarsi nelle prossime ore») e infine, da Washington il ministro degli esteri Frattini («Stiamo mantenendo un prudente ottimismo. Aspettiamo notizie positive») avevano fatto intendere ad un buon esito delle trattative avviate con i sequestratori.

    Teoria rafforzata anche da altre parole, come quelle di Maurizio Bettazzi, amico della famiglia Agliana: «E' solo una questione di tempo, ma sappiamo che la trattativa è andata», o quelle di Antonella Agliana, sorella di Maurizio: «L'invito che ci viene rivolto è ancora una volta quello di aspettare con fiducia. Ci è stato riferito che è in corso un grande movimento». E in mattinata, anche il Presidente Ciampi era intervenuto all'insegna dell'ottimismo: «Si ha fiducia in un esito positivo. Però io personalmente non ho elementi per poter alimentare attese, diciamo così, diverse».

    Ottimismo che con il passare delle ore ha comunque cambiato faccia, facendo tornare suoi propri passi Berlusconi che, in visita nel pomeriggio di ieri alla città russa di Liptsek, ha dovuto riconoscere un «rallentamento nelle operazioni di rilascio», precisando però che non ci sarebbe stato «alcun intoppo». Parole riprese dallo stesso Bettazzi che aveva dato per certa la soluzione positiva della vicenda, e che ha poi precisato: «L'autorizzazione alla Cri sono arrivati nel pomeriggio, anziché in mattinata». Proprio la Croce Rossa ha giocato, e continua a giocare un importante ruolo nelle trattative. Dopo il carico di aiuti umanitari che i convogli italiani hanno recapitato martedì alla popolazione stremata di Falluja e l'apertura ieri di un nuovo pronto soccorso, per oggi è previsto l'arrivo in città di un secondo carico di beni di prima necessità che dovrebbe servire anche a migliorare la nostra immagine agli occhi iracheni. Il commissario straordinario della Cri, Maurizio Scelli, ha inoltre assicurato, in base alle notizie fornite dai loro contatti, che gli ostaggi italiani «stanno bene e la cosa si risolverà, ma in tempi mediorientali», aggiungendo inoltre che il luogo di prigionia «dovrebbe essere fra Baghdad e Falluja» e che «la Croce Rossa non portava assolutamente con sè soldi per pagare un riscatto ai rapitori».

    L'ipotesi di un pagamento per riavere in patria i 3 italiani era stata respinta con decisione anche da Berlusconi, ma è direttamente la governatrice della provincia meridionale irachena di Dhi Qar, Barbara Contini a smentirlo durante un'intervista televisiva, in cui conferma che «è stato pagato un riscatto per la liberazione degli ostaggi e d'ora in poi agli italiani in Iraq non succederà più nulla». In serata però il premier, seguito poi da conferme governative, ribadisce di «non aver neanche mai parlato di riscatto». Se la Croce Rossa ha portato il suo carico umanitario a Falluja e se un riscatto è stato pagato, resta il mistero su cosa abbia impedito la liberazione dei 3 connazionali nel giorno in cui, fra l'altro, è stato rinvenuto il cadavere di un imprenditore danese, preso in ostaggio qualche giorno fa. Forse sarà solo questione di tempo, ma sicuramente non hanno giovato la ripresa degli scontri e l'entrata dei carri armati americani nella città di Falluja. Come, molto probabilmente, non saranno d'aiuto gli intenti del premier di trattenere le truppe anche oltre il 30 giugno. Ma il vero timore è che si stia cercando l'evento mediatico: l'ennesima bufera in casa Rai è scoppiata ieri, in seguito al permesso di recarsi in tutta urgenza in Iraq accordato dal presidente Cattaneo ad una troupe di Porta a Porta, dopo che, per motivi di sicurezza erano state richiamate a Roma le inviate del TG1 e del TG3, Gruber e Botteri. La presidente Annunziata ha immediatamente lamentato la «confusione di ruoli nell'azienda: l'informazione non può essere mescolata a spettacolo e intrattenimento. E le rubriche sono per ruolo legate alla episodicità». Secca la risposta del diretto interessato, Bruno Vespa: «Desidero precisare che Rosanna Santoro, è partita e già tornata in Italia con un aereo della Croce Rossa. Chi abbiamo danneggiato in questo modo?». In merito, è stata chiara anche l'accusa del senatore dei Verdi Stefano Boco, della commissione di vigilanza: «E' evidente l'iniziativa con la quale il governo tenta di preparare una speculazione sulla vicenda degli ostaggi».

 

 
Pagina 2 di 4 PrimaPrima 123 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Liberato Torsello
    Di Dottor Zoidberg nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 27
    Ultimo Messaggio: 05-11-06, 21:39
  2. Gabriele Torsello
    Di Kowalsky nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 03-11-06, 23:48
  3. Torsello è libero.
    Di FLenzi nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 03-11-06, 21:07
  4. Liberato Torsello
    Di murachelli nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 12
    Ultimo Messaggio: 03-11-06, 16:56

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito