Ciao Giuseppe!!!


Ciao Giuseppe!!!


forse mi sono spiegato male io Edera Rossa e mi scuso..lungi da me qualsiasi elogio del localismo che non mi appartiene(condivido la tua riflessione che molti a livello locale si siano prestati a qualsiasi cosa..)...la mia riflessione nasce pensando a come il repubblicanesimo nei momenti di estrema difficoltà sia ripartito da quelle zone e realtà locali dove per tanti motivi meglio aveva attecchito..oggi un partito repubblicano per tanti motivi non riesce a competere ed incidere a livello nazionale e quindi secondo me bisognerebbe con grande umiltà che i repubblicani sparsi per l'Italia provassero a fare come hanno fatto i nostri antenati che hanno tenuto accesa la speranza repubblicana anche nei momenti più difficili...penso a persone come alcuni miei antenati che nelle campagne ravennati nonostante gli incendi ai circoli e le bastonature fasciste tennero in piedi un ritrovo per i repubblicani e anche da li' nel 1945 potè ripartire il PRI...come non sarebbe male ripensare a cosa volesse dire essere un amministratore locale repubblicano...ma qui si inizierebbe un discorso molto lungo..
Repubblicano


senza il quorum in Romagna, il PRI in almeno una occasione ( ma fore sono state di più) non avrebbe avuto neanche un deputato. Quanto tu accenni è il motivo per il quale preferisco essere iscritto alla mazziniana a Treviso , dove il repubblicanesi ebbe grandi affermazioni ( prima del fascismo si parlò di Repubblica del Montello) e dove i repubblicani riuscirono a difendere , militarmente, le loro sedi di partito e della Riscossa, dai fascisti che pensavano di andar a suonare e tornarono suonati.
Concordo quindi con quanto affermi, dopo il chiarimento che hai gentilmente fornito.


onf:
oh bella questa? e come avrebbe fatto?
non voglio enumerare meriti e difetti, sono sotto gli occhi di tutti; ma tu davvero pensi che se non ci fossero stati (e se non ci fossero) Pannella ed i Radicali, la laicità in Italia starebbe meglio?
Dai, fammelo immaginare...
non so che fonti hai, ma a me risulta che trattative ce ne siano state, tanto è vero che poi alla fine (c'è un post in cui riporto una dichiarazione prima di Rita Bernardini, poi ufficiale) in cui si dichiarava che non c'erano le condizioni per una "lista". Il che a me è dispiaciuto, e per quel che ho potuto ho detto la mia, ma è comprensibile.
E' comprensibile perché i Radicali hanno capito che qualunque aggregazione del genere, non aveva speranze di quorum, e dunque la si doveva usare come una occasione di denuncia dello stato comatoso della democrazia italiana.
Purtroppo, se questa è una analisi che penso sia condivisa da (molti) liberali e repubblicani (oltre che da Veronica Lario), non è decisamente nello stile di questi due partiti di condurre una campagna unicamente "di denuncia".
Specialmente perché in questi due partiti, in queste condizioni, non era facile superare, visto che non ne veniva nessun eletto, le remore dei molti radicalallergici che sicuramente vi allineano.
Io comunque voterò Bonino-Pannella. Per ora penso a dare la preferenza a Spadaccia, ma debbo risentire qualche suo intervento.






Non era certo la loro intenzione, anche se la cosa era prevedibilissima, ma la loro battaglia per l'uninominale, il bipartititco ecc. ha contribuito ad indebolire fortemente la possibilità dei laici di ragrupparsi attorno a più partiti politici per i quali la laicità fosse una caratteristica essenziale.


Caro edera sono d' accordo con quello che dici , ma proverei a guardare da un altro punto di vista.
E' riapparso in un pò di post il fantasma della scomparsa dei laici ( intesi come repubblicani e liberali) per colpa altrui.
Ma i radicali , pur con tutti i difetti e le giustificate ragioni di dissenso, stanno li a dimostrare che se una cultura politica ha una classe dirigente capace di agire per qualcosa che non sia solo la ricerca immediata di una qualche carica riesce a sopravvivere anche in condizioni avverse .
I suddetti laici sono scomparsi non per cattiveria altrui, quella va data per scontata , per l ' incapacità propositiva, programmatica organizzativa di quella pretesa classe dirigente, per l' assoluta mancanza di insediamento sociale , che non fosse un qualche folkloristica strutturina autoreferenziale tutta tesa a conservare brandelli di identità . anche con squallide vicende giudiziare.
Come abbiamo avuto modo di discutere in altri 3d, qui in emilia romagna gli unici personaggi di cultura repubblicana con un minimo di rilevanza elettorale sono due persone ( Roberto Balzani nel PD e Carlo Flamigni in SeL) che da tempo hanno abbandonato le battaglie identitarie.
Voglio precisare non critico tutti coloro che aspirano a militare in una struttura repubblicana identitaria ( piacerebbe anche a me) , constato che nel' attuale classe dirigente non c'è nessuno che possa rappresentare questa posizione con un minimo di dignità. Dubito ancora che i perpetui sforzi per raggranellare uno straccio di risultato elettorale siano il modo migliore per selezione nuovi quadri dirigenti.
E' necessaria una fase preliminare di apprfondiemnto culturale e propossitivo , ma che al contrario di quello che fa la Mazziniana , parta da una scelta di campo politico


concordo con gran parte del tuo post e con quelle che mi sembrano essere le motivazioni di fondo; mi sembra però che la forza dei radicali consista certamente nella capacità dei loro leader, ma pure nel fatto che hanno tirato anche qualche tiro birbaccione agli altri laici ed abbiano costantemente cercato di svilirne l'operato anche più di quanto talvolta questi meritassero. I radicali hanno finito con l'assumere una posizione nel mondo laico rafforzando se stessi , ma finendo anche col contribuire al calo della somma complessiva della rappresentatività delle forze laiche. E lo si è visto anche col povero Boselli.


aveva litigato con Pannellone, ma è stato sempre attivo nella Luca Coscioni. In più, a Roma era "garante dei diritti dei detenuti".
E' tornato a "collaborare" in occasione della Rosa nel Pugno, di cui la Coscioni era uno dei soggetti costituente (con RI, SDI, FGS). Poi, chiuso l'episodio, annunciò il rientro.