D'Alema e il sistema tedesco
Quadro politico confuso e ricerca di nuove (o vecchie) soluzioni
Lo stato di confusione nel paese è altissimo, tale che sembra quasi impossibile riuscire ad arginarlo. Anche perché, ciascuno per parte sua, contribuisce ad alimentarlo. Pensiamo all'onorevole Di Pietro, impegnato in una campagna personale di moralizzazione della vita pubblica diretta contro il Presidente del Consiglio e i suoi sodali, mentre viene arrestata l'intera giunta regionale di centrosinistra in Abruzzo, ai confini del Molise dipietrista. Forse l'ex magistrato farebbe bene a guardare un po' dentro casa sua, prima di buttare fango su quella del premier. Il quale, a sua volta, dovrebbe muoversi con maggiore prudenza: presentando la norma blocca processi in determinati termini - per poi modificarli in modo sostanziale successivamente - ha dato adito ad infinite proteste che hanno contribuito ad avvelenare inutilmente il clima di questi giorni.
Il premier ha ragione a voler risparmiare alle alte cariche dello Stato il tritacarne giudiziario; e il lodo Alfano era già una soluzione sufficiente in questo senso. Per riportare invece la magistratura all'interno dell'ambito di competenze suo proprio, non ci sono scorciatoie possibili: occorre una grande riforma imperniata sulla separazione delle carriere, sulla riforma del Csm e sul ripristino, nel suo spirito originale, dell'articolo 68 della Costituzione, deliberatamente stravolto in una delle pagine più infauste della vita repubblicana.
Che vi sia l'esigenza di una riforma della legge elettorale è fuori discussione. Ne è convinto anche l'onorevole D'Alema, attivissimo con la sua Fondazione. Ma è proprio D'Alema, poi, a dare un contributo alla confusione imperante in materia, sostenendo che non sarà la legge elettorale a costringerci al bipolarismo. Così confondendo il bipartitismo, che non può essere imposto surrettiziamente per legge, con il bipolarismo, che da tempo è presente e consolidato in Italia, a prescindere dalla legge elettorale: anche con il proporzionale c'erano di fatto due poli, uno imperniato sulla Dc e l'altro sul Pci.
Il bipartitismo è un fenomeno più complesso e profondo, al quale non si arriva certo con la camicia di forza elettorale; mentre il bipolarismo non si può mettere in discussione cambiando la legge elettorale, perché appartiene - quello sì - alla coscienza del paese. Di certo l'onorevole D'Alema, rilanciando il sistema proporzionale alla tedesca, intende discutere - più che la legge elettorale in quanto tale - l'attuale equilibrio politico e cercare un nuovo sbocco, visto che evidentemente considera quello vigente bloccato. E il fatto che si guardi a lui con tanta attenzione, lascia supporre che siano in molti gli scontenti dell'attuale quadro politico. E forse con qualche ragione.
Non ci scandalizzeremmo se la nuova stagione passasse per D'Alema: lo diciamo a Andrea Romano che ha sollevato la questione con un editoriale sulla "Stampa" domenica scorsa. Piuttosto ci scandalizzeremmo se la nuova stagione puzzasse di vecchio; o se affogassimo in un pantano di mezze soluzioni, accorgimenti e scontri istituzionali perenni, come quello che sembra essersi profilato oggi, a pochi mesi dal voto dello scorso aprile. Cercare una strada per uscirne ci sembra indispensabile.
Roma, 14 luglio 2008
tratto da http://www.nuvolarossa.org/modules/n...p?storyid=5128




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