

«Beato chi, in mezzo alla confusione dei princìpi contraddittori, libero da ogni ricerca di popolarità, discepolo fin nelle minime cose di questa Chiesa a cui appartiene l'avvenire del tempo e quello della eternità, avrà saputo attraversare una così terribile crisi senza aver sacrificato sulla via la sia pur minima parte di verità».
Dom Prosper Guéranger


La Chiesa, nè con le sue massime né con la sua pratica, si oppose mai a che i fedeli abbracciassero la carriera militare, né mai osteggiò l'esercizio delle armi.
a) San Giovanni Battista non disse mai ai soldati che andavano ad ascoltarlo di abbandonare la loro professione, ma solo di osservare la giustizia.
b) Gesù Cristo accolse benevolmente il centurione romano e gli guarì un soldato infermo.
c) S. Paolo ripete: "Ciascuno rimanga nella condizione in cui era quando fu chiamato" (I ai Corinzi, VII, 20).
La sposa divenuta cristiana, doveva dunque continuare a vivere col marito pagano, e lo schiavo cristiano, doveva rimanere a servire ed obbedire (nelle cose lecite, ovviamente) il padrone pagano e idolatra...
"Hai abbracciato la Fede mentre eri sotto le armi? -dice Clemente Alessandrino- obbedisci al capo, il cui ordine è giustizia!"
d) Tertulliano testimonia: "Noi cristiani abbiamo riempito la vostra curia, il foro... e persino i vostri accampamenti militari".
I cristiani erano i migliori soldati dell'Impero.
Mentre pregavano per Cesare (nonostante fossero perseguitati a motivo della religione), non presero mai parte ad alcun movimento rivoluzionario contro gli Imperatori; nelle risposte dinanzi ai persecutori, non dissero mai una parola di avversione alla Roma imperiale.
Alcuni esempi: La XII Legione fulminata di Armenia era composta quasi tutta da cristiani, e durante la spedizione contro i Quadi salvò l'armata di Marco Aurelio col prodigio della pioggia ottenuta con la sua preghiera.
Di cristiani erano formate anche la II Troiana forte, stanziata in Egitto; la II Partica; la III Augusta di Numidia.
Gli Atti di S. Maurizio ce lo mostrano comandante di una legione quasi interamente cristiana, la Legione Tebea.
Pretoriani erano i Santi Nereo e Achilleo a Roma; ufficiale dei pretoriani, San Sebastiano...
Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui.


I cristiani si rifiutarono di offrire sacrifici all'imperatore, negandone la divinità, il che era un atto diretto contro l'autorità imperiale ed il fondamento stesso dello Stato romano.
Inoltre fu proprio un soldato romano a tradire Giuliano e ad ucciderlo
Maurizio e Sebastiano erano così buoni soldati e buoni romani, che furono giustiziati.


[QUOTE=Arjuna;4840696]Il tuo fine non è uccidere l'altro, ma difendere i deboli. Ma in questo mondo non esiste la giustizia perfetta, perciò si deve combattere per essa. Ripeto non vedo proprio la contraddizione che vi sarebbe invece se Cristo comandasse di rimanere inerti dinanzi ad una vedova che viene derubata ad esempio...!
Amare il nemico significa appunto combattere senza odiare e esercitare la virtù della carità e della pietà anche nella battaglia. Non so se hai letto Il Signore degli anelli, quando Theoden si risveglia e si rende conto del male che Vermilinguo aveva causato a lui e al suo popolo... che fa? prende la spada e fa per ucciderlo. Sarebbe giusto per carità, sarebbe occhio per occhio. Ma la pietà cristiana invece è Gandalf che gli dice "Lascia stare, troppo sangue è stato versato". Il Cavaliere combatte veramente per la pace, non ama la guerra in se stessa ma è per lui sacrificio per un fine superiore.Non disse proprio Gesù che bisogna amare il proprio nemico? perchè anche i pagani amano i propri amici?
Questo nel risvolto "pubblico" del comandamento. Nel lato privato sta davvero nel perdonare coloro che ti feriscono. Un po' come Degrelle quando dice di prepararsi a ricevere le percosse da chi non te lo aspetti dopo che hai tanto faticato per portarlo sulla Vetta. e di sopportarlo. ("Soffri ancora per l'ingiustizia quando si tratta solamente di te?" Militia).
[QUOTE]Certo si può combattere contro un nemico senza odiarlo, ma solo perchè nemico, ma questo lo facevano anche i pagani e anche per i pagani non era giusto difendere ed aiutare i deboli?
eh... insomma... vi erano opinioni discordanti di cosa fare dei poveri e di coloro che non erano in grado di difendersi da soli... vedi Sparta...
Si ma l'Amore e la Carità non si esprimono mica solo con le carezze!Dov'è la grandezza del messaggio cristiano? Non si trova forse nell'amore incondizionato? Nel perdonare ed amare chi ti uccide?
Anzi uno schiaffo può fare molto più bene di cento paroline dolci.
E il perdono è davvero in tutto invenzione (nel senso di "in-venio" scoprire), e il vedere nel povero e nell'ammalato oltre che l'immagine di Cristo Crocifisso anche la Verità sull'Uomo: sei polvere e polvere tornerai, quindi non ti insuperbire ma si Uomo, a immagine e somiglianza del Dio eterno.
I primi cristiani non andavano incontro al martirio felici, glorificando Dio e senza odio, ma perdonando i loro aguzzini?
... anche i martiri di oggi se è per questo e quelli di ogni tempo... gli stessi legionari cristiani che combattevano per roma quando furono martirizzati lo fecero col sorriso, ma questo che c'entra?
Con Pilato si stava parlando d'altro. Pialto gli stava domandando chi Lui fosse veramente, e se veramente era una minaccia per il potere di Roma...Per l'incontro con Pilato, invece, la questione era fondamentale: se il Regno dei Cieli è di questo mondo, allora è giusto lottare per realizzarlo e ci sarà chi combatte per esso, ma se il Regno non è di questo mondo è sbagliato combattere per realizzarlo.
giusto ed armonico...
mi sembrano cose ovvie queste però...![]()
«Beato chi, in mezzo alla confusione dei princìpi contraddittori, libero da ogni ricerca di popolarità, discepolo fin nelle minime cose di questa Chiesa a cui appartiene l'avvenire del tempo e quello della eternità, avrà saputo attraversare una così terribile crisi senza aver sacrificato sulla via la sia pur minima parte di verità».
Dom Prosper Guéranger


e beh non lo so, laddove Cesare si prende quello è di Dio, il soldato cristiano si rifiuta. Lex iniqua non obligat. E poi la divinizzazione dell'Imperatore era un'infiltrazione orientale... "allogena" come ditr sempre voi. (e non tirate fuori i divini re di roma perhcè è tutta un'altra cosa!)
«Beato chi, in mezzo alla confusione dei princìpi contraddittori, libero da ogni ricerca di popolarità, discepolo fin nelle minime cose di questa Chiesa a cui appartiene l'avvenire del tempo e quello della eternità, avrà saputo attraversare una così terribile crisi senza aver sacrificato sulla via la sia pur minima parte di verità».
Dom Prosper Guéranger


L'obiezione di die Vernichtung, alla quale io ho risposto, è diversa. Infatti lei asseriva che chi diventava cristiano, doveva lasciare le armi, e le ho dimostrato che ciò non era vero!
Detto questo. La divinizzazione dell'Imperatore era qualcosa di estraneo alla religione romana, infatti, pure tra gli stessi pagani, trovò all'inizio delle resistenze! Inoltre il riconoscimento dell'Imperatore come dio non escludeva il riconoscimento dell'Imperatore come legittimo sovrano.
Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui.


[quote=Patrizia;4844093][quote=Arjuna;4840696]
Il tuo fine non è uccidere l'altro, ma difendere i deboli. Ma in questo mondo non esiste la giustizia perfetta, perciò si deve combattere per essa. Ripeto non vedo proprio la contraddizione che vi sarebbe invece se Cristo comandasse di rimanere inerti dinanzi ad una vedova che viene derubata ad esempio...!
Io invece ci vedo una grande ipocrisia, se uno mi fa un torto lo perdono e subisco, ma se lo fa ad un altro intervengo.
Anche l'altro dovrebbe subire e perdonare e quindi non volere il mio intervento. Se lavedova viene derubata, offrirà la sua sofferenza a Dio e sarà sicura che ciò l'avvicina al Paradiso.
D'altra parte la giustizia non è di questo mondo no?
Ripeto la visione che sostieni tu non è niente di più di quella pagana, anzi Ghandi, fedele al precetto di non arrecare sofferenza ad alcuna creatura, rifiutò la violenza in ogni circostanza, da quel che dici, il suo messaggio è molto più rivoluzionario di quello cristiano!
Amare il nemico significa appunto combattere senza odiare e esercitare la virtù della carità e della pietà anche nella battaglia. Non so se hai letto Il Signore degli anelli, quando Theoden si risveglia e si rende conto del male che Vermilinguo aveva causato a lui e al suo popolo... che fa? prende la spada e fa per ucciderlo. Sarebbe giusto per carità, sarebbe occhio per occhio. Ma la pietà cristiana invece è Gandalf che gli dice "Lascia stare, troppo sangue è stato versato". Il Cavaliere combatte veramente per la pace, non ama la guerra in se stessa ma è per lui sacrificio per un fine superiore.
Questo nel risvolto "pubblico" del comandamento. Nel lato privato sta davvero nel perdonare coloro che ti feriscono. Un po' come Degrelle quando dice di prepararsi a ricevere le percosse da chi non te lo aspetti dopo che hai tanto faticato per portarlo sulla Vetta. e di sopportarlo. ("Soffri ancora per l'ingiustizia quando si tratta solamente di te?" Militia).
E ci voleva il cristianesimo? Clementia Cesaris![]()
E Gesù risponde che il suo Regno non è terreno!
Con Pilato si stava parlando d'altro. Pialto gli stava domandando chi Lui fosse veramente, e se veramente era una minaccia per il potere di Roma...
giusto ed armonico...
mi sembrano cose ovvie queste però...![]()


Quello che il prossimo decide di fare fa parte del suo libero arbitrio. io NON POSSO cristianamente rimanere a braccia conserte! ma che c'è di complicato io davvero non capisco...![]()
E ci voleva il cristianesimo? Clementia Cesaris![]()
eh non è la stessa cosa... e possono dirtelo in coro tutti i pagani del forum.
E Gesù risponde che il suo Regno non è terreno![/QUOTE]
ho capito ma non c'entra niente col rimanere indifferenti e pavidi dinanzi alle ingiustizie!!!!!
«Beato chi, in mezzo alla confusione dei princìpi contraddittori, libero da ogni ricerca di popolarità, discepolo fin nelle minime cose di questa Chiesa a cui appartiene l'avvenire del tempo e quello della eternità, avrà saputo attraversare una così terribile crisi senza aver sacrificato sulla via la sia pur minima parte di verità».
Dom Prosper Guéranger


ottimi interventi patrizia,hai reso l'idea ottimamente..
combattere senza odiare sta qua la nobiltà.
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