| Venerdi 10 Novembre 2006 - 16:06 | Christian Bouchet |

Si parla molto, e in modo ricorrente nella stampa politicamente corretta, del pericolo nucleare iraniano. Si evoca anche abbondantemente, in modo più specifico, il pericolo nucleare coreano. La situazione di questi due Paesi è comunque abbastanza diversa. Uno avrebbe già l’arma nucleare, l’altro potrebbe averla a medio termine. Stranamente, è quest’ultimo Paese che preoccupa di più... È vero che è geograficamente più vicino all’entità sionista e più impegnato a favore della lotta di liberazione nazionale dei popoli del Vicino-Oriente...
In ogni caso, secondo il principio ben noto “quando si vuole annegare il proprio cane lo si accusa di avere la rabbia”, tutti i mass media d’occidente svolgono il loro ruolo e tutti dedicano un articolo, o un servizio, o una serie di brevi notizie, alla situazione delle popolazioni infelici obbligate a vivere sotto la frusta implacabile del padrone di Teheran o di Pyongyang. Ma, nessuno fra noi ignora che la libertà di pensare e di esprimere il suo pensiero è molto più grande a Teheran che a Parigi. Quanto alla Corea del Nord, non è più il marxismo leninismo che vi è applicato ma un’ideologia interessante nominata Djutché, basata sull’imperativo dell’indipendenza nazionale, che garantisce alla popolazione una vita degnitosa e tradizionale.
Tutto il blabla dei mass media serve soltanto ad una cosa: designare il nemico, farcelo temere o odiare, ecc.. Ma per difendere cosa? Il mondo libero? Senza alcuno dubbio, ma nella sua versione minimalista: gli USA e l’entità sionista...
Viene scritto, nonostante le cautele dello zio Sam, che un conflitto militare è poco probabile e che il gendarme del mondo non teme realmente per la sua sicurezza militare. Ciò che lo preoccupa è senza dubbio anche la sua leadership mondiale nel settore energetico quanto uno sviluppo del nucleare civile che non potrebbe controllare. Nello stesso tempo del resto, si hanno a Washington altri timori e altre esigenze che concernono il controllo dei cieli...
Così il 18 ottobre scorso, Bush ha approvato una dichiarazione sulla “national space policy” che nega a tutti i concorrenti degli USA il diritto ad usare tecnologie spaziali che possono mettere in pericolo gli Stati Uniti e che prevede che Washington non firmerà mai nessun trattato che proibisce le “armi dello spazio”. Essendo la tecnologia ciò che è, l’avvertimento non è destinato ai piccoli “Stati canaglia” ma alla Russia e alla Cina.
Iran, Corea, Russia, Cina. L’Impero vuole imporre la sua legge. Facendo ciò, designa coloro che dovrebbero essere gli alleati dell’Europa unita e libera.