Concordo come più non potrei con Bart Colleoni e Motozappa_Blind.
Per ingenerare una cultura della solidarietà e del rispetto ci vogliono le leggi, ma le leggi da sole non servono a un cazzo, se non applicate. E perchè siano applicate non si può lasciare tutto all'iniziativa privata (che in alcuni casi è davvero la salvezza delle famiglie con problemi di questo tipo, credetemi). Perchè l'iniziativa privata aiuta, accoglie, assiste, cura, fa terapia... Tutto entro certi limiti. Ma poi le scuole? Gli ospedali? Le strutture pubbliche? Il "dopo di noi"?
Le famiglie oggi sono sole. Chi ha istruzione, soldi, contatti... Si salva. Ma gli altri no.
E attenzione, quando si parla di portatori di handicap non si parla solo di stampelle o sedie a rotelle o down ma anche di autismo o gravi ritardi o comunque situazioni in cui il soggetto non sa o non riesce a esprimere compiute volontà ed è totalmente dipendente dagli altri. Quindi è inutile dire che "tranne nei casi gravi" (cito Emiliano) tutto si risolve. Perchè non è così, spesso nemmeno nei casi "non gravi".
Il problema (o meglio, la palla da cogliere al balzo per chi appartiene a un'area spesso troppo distante dai problemi concreti e reali e troppo persa in disquisizioni cicliche e sempre uguali e convegni su cose a 5000 km o a secoli di distanza da noi) non sono quattro cazzoni che insultano il disabile.
Il problema è: che cazzo di fine fa l'invalido al 100% che non parla o ha un forte ritardo, se la sua famiglia per mille motivi non può pre-disporre per lui un futuro decente? è possibile che non vi siano specialisti assistenti per problemi comuni che capitino a soggetti "speciali" e che le famiglie debbano sottoporsi a viaggi lunghissimi per la cura di una carie? è possibile che in Calabria o in Puglia non vi sia negli Ospedali o comunque nelle Asl un servizio di assistenza, per esempio di anestesia o pronto interventi in caso di crisi di qualsivoglia natura durante una visita? è possibile che ancora vengano costruite scuole con mille barriere architettoniche e prive di servizi? è possibile che non vi sia ancora stata una seria "professionalizzazione" degli insegnanti di sostegno e degli assistenti? è possibile che si taglino i finanziamenti al settore privato e al volontariato? è possibile che i dirigenti scolastici non abbiano idea delle terapie oggi in uso per tale o talaltra tipologia di handicap psichico?
Eccetera. Problemi concreti. Non la società della perfezione e le solite menate para-anti-moderniste. Che saranno e sono pure vere ma non risolvono in cocnreto un'emerita cippa.
E allora i soliti slogan e le solite astrazioni (in principio condivisibili) sulla società cattiva, materialista e bla bla bla, lasciano il tempo che trovano.
Ci si vuole interessare del problema? Bene, lasciamo fottere le prediche e guardiamo ai fatti e a come i principi e i diritti vengono (non) garantiti e applicati. E si intervenga in questo senso.
Se l'area si interessasse in questo modo al problema sarebbe non uno ma un milione di passi in avanti. Perchè così come le leggi portano alla solidarietà e al rispetto, allo stesso modo l'azione politica sensibilizza e istruisce chi la pone in essere.




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