
Originariamente Scritto da
Gallo Senone
Il Sole 24 ORE di oggi, pubblica un'interssante articolo che tratta dell'assenteismo dei DIPENDENTI PUBBLICI. Il dato medio da questi valori -espressi in giorni-:
Malattia 11,3
Permessi retribuiti 6,0
Ferie 29,6
Altre assenze 3,3
Per un totale di 50,2 giorni di assenza ogni anno, esclusi il sabato, la domenica e le altre feste infrasettimanali.L'articolo entra poi nello specifico di alcune categorie ed emergono altre peculiarità diciamo molto particolari.
I pubblici dipendenti più con più assenze? I lavoratori della Presidenza del Consiglio, con 70 giorni/anno di assenza.Un'altra categoria molto fragile di salute sono le donne che lavorano in Polizia, le quali si assentano per malattia 23,7 giorni/anno ed alle quali vengono concessi 13,7 giorni di permessi retribuiti. E dire che per essere assunti/arruolati in Polizia è necessario dimostrare di possedere sana e robusta costituzione fisica.
A fronte della salute cagionevole delle poliziotte, si riscontra invece l'assiduità al lavoro dei militari; le donne soldato "marcano visita" solo 5 giorni/anno e richiedo solo 2,8 giorni di permessi retribuiti.
Per valutare questi numeri è necessario confrontarli con quanto si riscontre nel settore privato.
Bene nel settore privato le assenze per malattia sono intorno ai 6 giorni anno e le aziende normalmente non concedono permessi, sopratutto quando li concedono, non retribuiscono il lavoratore.
I dati di cui sopra sono vergognosi e sono un affronto per tutti i cittadini che lavorano e pagano le tasse.
Ma se accadono di questi fatti, la responsabilità non è solo del lavoratore assenteista, ma è condivisa con chi deve controllare e non lo fa. Questo a salire fino ai vertici dello Stato.
Presidente Prodi, io l'ho votata perchè attuasse una politica severa e rigorosa, non soltanto attraverso una Finanziaria pesante, ma anche e sopratutto per dare un importante segnale di moralità. Nel settore pubblico, l'unica cosa che ho visto è stata la firma di un contratto di lavoro premiante e costoso, del quale beneficeranno anche gli "stakanovisti" sopra citati.