



L'Italia ha inserito la sua cultura in Sardegna e da tutto il 900 (soprattutto), abbiamo nuove generazioni completamente italiane."Con tutto il rispetto", ma itte ga..u ses nende Rep?
Como unu sardu (si est sardu, s'at a jamare Rossi o Pierobon...) narat chi nos devimus intendere italianos proitte semus italianos et nois li devimus faghere sos cumprimentos![]()
Deo no resesso a cumprendere comente rejonasa : "bravu Lux ses italianu et nois cun tegus" gasi deven rispondere sos indipendentistas Rep? A bias mi paret chi no ses sincaru...
Non si capisce perchè ignorare questo processo storico e far finta di nulla.
Legittimarne l'esistenza non è solo un fattore di principio, ma anche politico, perchè spinge (cosa che non avviene per manifeste incapacità politiche e di bottega) la politica identitaria a lavorare per riformarsi e raccogliere il suo bacino elettorale di pertinenza, che parte dall'analisi del sardismo diffuso.
Come si intende risvegliare la coscienza di popolo? Sparando nel mucchio con addirittura movimenti spesso radicali?
Ma per cortesia.
Occorre un lavoro serio, intanto identificare un'elettorato su cui concentrarsi, e solo dopo, con serie capacità di governo restaurare gradualmente elementi strutturali di coesione sociale: Lingua, pubblica istruzione, sicurezza, etc.
Solo così le prossime generazioni rientreranno in possesso delle ns peculiarità natzionali.
Le generazioni che oggi si sentono italiane lo rimarranno perchè lo sono a tutti gli effetti.
Dobbiamo concentrarci sul sardismo diffuso e con chi non si sente italiano al 100% elaborando soggetti politici adeguati.
Vedi anche Question Time.
Siamo al paradosso per cui oggi chi parla di lingua unica (ad esempio) ed avvia un processo politico per realizzarla non è questo indipendentismo ma l'unionismo, Renato Soru.
Se non si riflette seriamente su queste cose lasciando gli slogan e le opere missionarie non si và da nessuna parte.




Segue dal post 42.
Devo sintetizzare.
Ti faccio un esempio con l'azionismo giacchè sono ospite di questo forum di IRS. Credete che a Roma non si accorgano di tutte le dinamiche politiche?
Una parte di popolazione è ormai italiana e basta, scordatevela.
Ci rimane il sardismo "diffuso" su cui operare.
Il PSDAZ intendeva "sardizzare" buona parte della politica sarda e ci è riuscito, oggi tutti gli unionisti e non, veicolano messaggi identitari.
Perchè dicevo "manifeste incapacità politiche e di bottega"? Sul PSDAZ perchè ad esempio non ha colto questa dinamica politica (sardismo diffuso) intuito da Melis. Per quale motivo? Perchè riconoscere altri sardismi significa riconoscere la perdita di centralità politica su cui si basa il Partidu Sardu in tale ambito. Quindi per salvarsi devono dire che loro sono i sardisti "originali" e delegittimare gli altri.
Questa è la questione di bottega, ma produce DIVISIONE da tutti gli altri sardismi che Roma ha saputo cogliere con puntualità, vedi FP.
Se ne evincono 3 problemi essenziali per l'indipendentismo:
1- Alienarsi dal moderatismo maggioritario diffuso presso l'elettorato.
2- Non identificare una chiaro bacino elettorale su cui concentrarsi che parte dallo studio del sardismo diffuso. Questi movimenti viaggiano a tastoni nel buio e nel mucchio.
3- Conservatorismo ideologico, uno degli elementi principe che impedisce all'indipendentismo di riformarsi ed aprirsi nuove strade nella politica sarda che strappino dalle mani dell'unionismo ciò in cui Roma ci ha preceduti.
Su URN Sardinnya nell'area Democratzia (parti 1 e 2), stiamo ragionando su quale processo può condurre ad un fronte unitario e coerente.
A poco a poco è sorto un lavoro complesso che richiede anche lo studio statistico e sondaggistico (di cui non abbiamo risorse per realizzare).
Intanto si è dovuto capire perchè esiste il sardismo diffuso, dove fallisce l'indipendentismo, quali sono i motivi.
Cosa ha prodotto il sardismo azionista e cosa ha rinnegato facendo il gioco implicito dell'unionismo.
Non stò a riassumere tutto, per chi volesse leggerlo stà lì. Quello che è certo è che si è rivelato fondamentale legittimare l'esistenza della popolazione italiana sul nostro territorio, a livello pratico è acqua calda, a livello politico per l'indipendentismo ha rappresentato invece il punto di partenza per identificare un bacino elettorale trasversale e da lì si è tentato di capire come dovrebbe essere composto un ipotetico Fronte.
In sintesi ciò che molti con buonsenso già sanno per coprire la rappresentatività identitaria, ma nessuno ha idea nè di quali forze, nè tantomeno di quali Sardi dovrebbero votare, nè quali processi dovrebbero muoversi.
Il lavoro non è terminato e forse non lo sarà mai, ma se capitasse qualche lettore munito di buone idee al riguardo (da proporre anche nel vostro movimento) potete scrivere al nostro indirizzo urn.mediterraneo@gmail.com , non sarete presi per matti, nè insultati, le vostre idee pubblicate, non importa a quale movimento appartenete, basta che siate Sardi ed indipendentisti che non si accontentano di slogan e percorsi nebulosi.
Il portale è di tutti, non di pochi che "sfidano altri".




L'Italia è una nazione nata dall'esigenza dei popoli che la abitavano di potersi rapportare in termini militari ed economici alla pari con le altre potenze mediterranee e atlantiche....adesso non vorrei deludere qualcuno ma mi risulta che la prospettiva di confrontarci alla pari con le altre culture o nazioni fosse uguale allo zero prima di finire sotto la corona Savoia!
Faccio memoria che venivamo da un occupazione spagnola che aveva ridotto la popolazione a livello economico e culturale da fame ancorati ad un ordinamento di carattere feudale!
Vorrei ricordare che si subivano impunemente attacchi barbareschi che depredavano le coste oltre che di beni anche di uomini e donne poi forzatemente castrati e sodomizzati i primi e ingravidate le seconde con tanto di forzata islamizzazione!
Se la passavano poco bene anche gli altri staterelli!
Adesso dire che aver costituito l'Italia non ha prodotto una miglioria alla condizione, non solo nostra, ma di tutti gli italiani...mi sembra un punto di vista un tantino forzato.
Non è mia volontà o intenzione partecipare o assistere alla scomparsa delle nostre tradizioni ma non pensi che potremo farlo all'interno di una comunità nazionale più grande?
Tu stesso mi dici che la cultura italiana ti ha dato tanto e allora perchè sacrificarla?
P.S. non ho capito a quale post ti riferisci!


Perdona la mia poca comprensione o ignoranza ma non capisco cosa vuoi dire con "inventare"....ho fatto un affermazione chiara e semplice!
Quella italiana la considero mia come cultura quindi su questo credo non possiamo trovarci d'accordo...visto che tu la consideri come straniera!
Abbiamo combattuto ma siamo stati sconfitti ahimè...se per indipendenza tu mi citi il periodo di eleonora...mi sembra francamente pochino...tra l'altro la miss d'Aragona era alla ricerca di aiuti d'altre parti!
Anche fiorentini e senesi erano due popoli separati e stranieri....e per loro i sardi potevano essere italiani!...seguo il tuo ragionamento...
Napoleone era un conquistatore e basta...
Gli austriaci e gli italiani hanno 100 anni di guerra....e pensa che sono stati i nostri corregionali a suonargliele definitivamete!






Una Nazione (dal latino natio, "nascita", derivato da nasci, "nascere") è un raggruppamento di persone che hanno in comune la lingua, la cultura e, normalmente, l'etnia.
Hai presente l'Italia? Forzatamente possiamo asserire che in comune ci può essere la lingua, ma sicuramente non si può parlare nè di cultura e nè tantomeno di etnia comune. Una nazione che si fonda su concetti "militari ed economici" può essere considerata una non-nazione, un vuoto all'interno delle altre realtà europee e mondiali.
Sei sicuro che la prospettiva di confrontarci alla pari con le altre culture o nazioni fosse uguale allo zero? Hai mai letto qualcosa su Eleonora d'Arborea?
Quindi non siamo italiani... siamo spagnoli! La tua teoria la devi applicare sempre! Se siamo italiani in virtù di accordi militari ed economici, siamo stati spagnoli poichè, in virtù di una dominazione, abbiamo contratto accordi militari ed economici.Faccio memoria che venivamo da un occupazione spagnola che aveva ridotto la popolazione a livello economico e culturale da fame ancorati ad un ordinamento di carattere feudale!
Vorrei ricordare che si subivano impunemente attacchi barbareschi che depredavano le coste oltre che di beni anche di uomini e donne poi forzatemente castrati e sodomizzati i primi e ingravidate le seconde con tanto di forzata islamizzazione!
Se la passavano poco bene anche gli altri staterelli!
Naturalmente tralasciamo da questo discorso la grande civiltà nuragica perchè non essendo presente sui libri della scuola italiana non fa testo.
Il limite è quello di interpretare la storia iniziando da un periodo storico a piacimento.
E' come se io considerassi la storia dell'Italia e degli Italiani partendo dalla grande emigrazione dell'inizio del 1900: non avrei nessun problema a definire il "popolo italiano" popolo di mafiosi e delinquenti nonchè analfabeti.
Miglioria alla condizione? Bisogna sempre rapportare tutte le cosiddette "migliorie" al periodo storico di riferimento. Guardati intorno e valuta quanti investimenti infrastrutturali sono stati promossi dallo stato italiano in Sardegna e confrontali al resto d'Italia. Non potrai non notare un notevole gap che abbiamo e continuiamo a subire che non ci permette di essere economicamente competitivi a nessun livello.Adesso dire che aver costituito l'Italia non ha prodotto una miglioria alla condizione, non solo nostra, ma di tutti gli italiani...mi sembra un punto di vista un tantino forzato.
Eppure le tasse le paghiamo, ma vista la miglior condizione, lo stato non ci rende neanche quanto dovuto.
Ragionando in questo modo non fai altro che affossare la tua cultura.Non è mia volontà o intenzione partecipare o assistere alla scomparsa delle nostre tradizioni ma non pensi che potremo farlo all'interno di una comunità nazionale più grande?
Ciao