
Originariamente Scritto da
Eternal_Summer
Sia l'ultralibertarismo senza arte nè parte di duruttibus che il proibizionismo forzanovista di Emiliano rappresentano,a mio modesto parere, approcci banali ed inconcludenti verso il problema droga
Personalmente detesto ogni tipo di droga (sia essa leggera o pesante) ma per questo motivo non mi sognerei mai di imporre le mie personalissime preferenze alla gioventù più o meno italica. Tieniamo poi conto del fatto che la gente (e non) consuma erba e cocaina da più di 40 anni , il che singifica che il consumo di droghe è un'abitudine ed un suo ultraradicata/o nel nostro paese come in tutto l'occidente.
Prima riflessione per i proibizionisti: per legge è vietato drogarsi ma la gente continuna a farlo! A che serve quindi "proibire"? Che dite? Bisogna proibire in maniera più severa? Ma allora le carceri saranno piene,colme....in poche parole non basteranno nemmeno!
Seconda considerazione per i proibizionisti: è stato scientificamente provato che l'uso di cannabis (NON trattata con schifezze chimiche o con merda di vario genere) non comporta rischi paragonabili a quelli dell'alcolismo anche se gli effetti psicofisici possono essere differenti da individuo ad individuo: per molti saranno simili a quelli di una sbronza per altri,ed è il mio caso, a qualcosa di più fastidioso e deleterio
allora,per tirare una conclusione, posso dire di essere favorevole alla legalizzazione della cannabis o,in alternativa, a forme di depenalizzazione per chi consuma questo tipo di sostanza.
Riguardo le droghe "pesanti" il discorso cambia: Se è vero che non concepisco lo stato come "etico" e fine a se stesso è anche vero che non amo uno stato disposto a distribuire ULTERIORE veleno ai propri cittadini. Se si parla di somministrazione di eroina controllata,ragionata e circoscritta in zone sorvegliate potrò farci un pensierino; altro discorso è ufficializzare e promuovere la vendita di sostanze realmente assassine.
i problemi,però, non finiscono qua. La mentalità para-pseudo-libertaria di Duruttibus e compagneria fumante crea un vero e proprio culto della droga, un culto dello sballo e dello "stonamento" che diventa essenziale per essere "giovani" e "anticonformisti". Questo culto,nato nel '68 e vivo tutt'oggi, costituisce,ora come in un futuro di tolleranza verso il consumo di marijuana, la religione giovanile più diffusa. Piuttosto che innalzare la famosa "foglia" a baluardo di civiltà sarebbe meglio informare in maniera corretta e scinetificamente impeccabile i giovani riguardo gli aspetti più oscuri e distruttivi del consumo di sostanze stupefacenti.
No al proibizionismo dunque... ma un secco no alla "drug culture" che sembra essere molto cara al "compagno" Duruttibus, spesso presente in discussioni di questo tipo per difendere il diritto insindacabile di fumare e di pippare