Risultati da 1 a 6 di 6

Discussione: Sterminio

  1. #1
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    Predefinito Sterminio

    Una domanda sullo herem, ovvero lo sterminio.
    Nell'AT Dio ordina al popolo israelita di uccidere fisicamente donne, bambini ed anche animali. Come può tale ordine essere in accordo con la Bontà di Dio e con il 5° Comandamento?
    Anche perché come si può parlare di legittima difesa nei confronti di donne o bambini?
    Nella Bibbia CEI-UELCI mons. Garofalo dà questa spiegazione:
    Dalla nota a Gs 6:17


    17. Lo sterminio o anatema (cfr. Lv 27, 29-30. cfr. Dt 13, 15-18) era applicato nella guerra santa. Il nemico, in quella circostanza, era considerato nemico di Dio. La città distrutta e l'annientamento degli abitanti e delle bestie venivano offerti a Dio in riconoscimento del suo dominio. Si tratta di costume in armonia con i tempi antichi, ispirato a una morale imperfetta, che aspettava di progredire.
    Quindi Dio ha tollerato un costume dei popoli antichi o ha dato positivamente l'ordine di uccidere quelle popolazioni? E' un po' come la questione del divorzio: Dio ha tollerato un costume in linea con la morale del tempo secondo una sapiente pedagogia divina; o ha proprio detto di ammazzarli tutti?

    Dalla Bibbia del Ricciotti.
    Nota a Numeri 31.

    Questo modo di trattare un popolo vinto, ch'era idolatrico e aveva tentato di corrompere la fede ed i costumi degli Ebrei, era conforme ai principii d'inesorabile giustizia dell'Antico Testamento, non a quelli di carità da seguirsi in avvenire nel Nuovo Testamento.
    Nel Catechismo Romano si legge:

    Per le medesime ragioni non peccano neppure coloro che, durante una guerra giusta, non mossi da cupidigia o da crudeltà, ma solamente dall'amore del pubblico bene, tolgono la vita ai nemici.

    Vi sono anzi delle uccisioni compiute per espresso comando di Dio. I figli di Levi non peccarono quando in un giorno solo uccisero migliaia di uomini; dopo di ciò, Mosè rivolse loro le parole: "Oggi avete consacrato le mani vostre a Dio" (Es 32,29).
    Però se uno oggi ammazzasse dicendo che gli è stato ordinato da Dio farebbe peccato molto grave. Come si concilia l'ordine di uccisione con la Bontà di Dio?

    CIAO

  2. #2
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    Io sapevo che Gesù aveva cambiato la legge mosaica (non quella naturale) se no oggi sarebbe perfettamente lecito lapidare qualcuno perché è adultero/a.

    Il fatto del divieto morale a non sterminare donne e bambini è solo una paturnia pacifista, o un vero e proprio crimine orribile contro l'umanità contrario al diritto naturale?

    Io sapevo che Dio non ha ordinato direttamente, ma sono tollerato: che in realtà fu Mosè a dare l'ordine cruento.

    Si hanno due soluzioni:

    1)Se lo sterminio è contro il diritto naturale allora lo era anche prima. Dio non può ordinare di compiere il male, Dio tollera il male come è scritto nel Catechismo di San Pio X.
    Se Dio ha tollerato allora non è affatto vero che Dio abbia ordinato lo sterminio. Un conto è dire Mosé, un conto è dire Dio. Si può quindi affermare che Mosè, non Dio, abbia dato l'ordine di sterminio.

    2) Se però è stato un ordine divino esso era giusto e lo sarebbe giusto anche oggi se Dio ordinasse di fare una carneficina. In tal caso dovrei concludere che lo sterminio ordinato da Dio non è contro il diritto naturale, in fondo Dio è padrone della vita.

    Qualle delle 2?

    Riformulo megio:

    1) Dio ha dato positivamente l'ordine di sterminare quelle popolazioni. Visto che Dio non può ordinare il male, il comando dello sterminio era giusto. Se era giusto allora, è giusto anche oggi. Quindi lo sterminio dato per ordine di Dio è perfettamente conforme al diritto natuale e morale.

    2) Mosé, non Dio, ha dato l'ordine in buona fede di sterminare quelle popolazioni. Dio ha tollerato questo costume barbaro e non lo ha corretto secondo la sua pedagogia divina. L'odine di stermino era quindi contro il diritto naturale ed è stato solo tollerato da Dio. Lo sterminio è quindi ancora oggi contro il diritto natuale.

    3) L'espressione sterminio è un iperbole.

    Dio avrebbe positivamente ordinato il male: ovvero l'uccisione di esseri umani innocenti come donne e bambini? Ma è proprio il Catechismo di San Pio X a dire che Dio non può fare il male, ma solo tollerarlo. Un conto è fare il male (dare positivamente un ordine di per sé immorale come spiega il CCC ed il Magistero della Chiesa, non i pacifisti!), un conto è tollerare un male ispirato ai costimi sbagliati antichi (l'odine di per se immorale era in realtà solo di Mosé in buona fede).
    Tollerare il male, non è la stessa cosa che volere il male. Dio non può fare il male, ma può tollerarlo.

    Dio non può comandare ordini contro il diritto naturale perché Dio non può fare il male. Questo è quello che c'è scritto nel Catechismo di San Pio X.

    CIAO

  3. #3
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    Se uno ammazza delle persone innocenti come bambini non è affatto né giustizia né pena di morte dove si ammazza solo il colpevole quando non se ne può fare a meno per salvare la vita a persone innocenti.
    Nello sterminio gli isreaeliti facevano un'autentica strage ammazzando volontariamente persone innocenti.
    Se io vado a leggere testi del Magistero della Chiesa una simile strage è condannata senza mezzi termini come contro il diritto naturale. Devo quindi pensare che Dio abbia dato ordini contro il diritto naturale, oppure che le leggi di diritto naturale siano valide solo a partire da una certa data in poi e non connaturate alla natura umana.

    Dal Compendio del CCC:

    485. In caso di guerra, che cosa chiede la legge morale?

    2312-2314
    2328

    La legge morale rimane sempre valida, anche in caso di guerra. Essa chiede che si trattino con umanità i non combattenti, i soldati feriti e i prigionieri. Le azioni deliberatamente contrarie al diritto delle genti e le disposizioni che le impongono sono dei crimini che l'obbedienza cieca non serve a scusare. Si devono condannare le distruzioni di massa come pure lo sterminio di un popolo o di una minoranza etnica, che sono peccati gravissimi: si è moralmente in obbligo di fare resistenza agli ordini di chi li comanda.
    Dal CCC:

    2313 Si devono rispettare e trattare con umanità i non-combattenti, i soldati feriti e i prigionieri.

    Le azioni manifestamente contrarie al diritto delle genti e ai suoi principi universali, non diversamente dalle disposizioni che le impongono, sono dei crimini. Non basta un'obbedienza cieca a scusare coloro che vi si sottomettono. Così lo sterminio di un popolo, di una nazione o di una minoranza etnica deve essere condannato come un peccato mortale. Si è moralmente in obbligo di far resistenza agli ordini che comandano un genocidio.

    2314 “Ogni atto di guerra che indiscriminatamente mira alla distruzione di intere città o di vaste regioni e dei loro abitanti, è delitto contro Dio e contro la stessa umanità e con fermezza e senza esitazione deve essere condannato” [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 80]. Un rischio della guerra moderna è di offrire l'occasione di commettere tali crimini a chi detiene armi scientifiche, in particolare atomiche, biologiche o chimiche.

    2328 La Chiesa e la ragione umana dichiarano la permanente validità della legge morale durante i conflitti armati. Le pratiche contrarie al diritto delle genti e ai suoi principi universali, deliberatamente messe in atto, sono dei crimini.
    CIAO

  4. #4
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    Tratto da:
    http://www.vatican.va/roman_curia/co...braico_it.html


    Il tema della terra non deve far dimenticare il modo in cui il libro di Giosuè racconta l'ingresso nella Terra promessa. Molti testi 250 evocano l'atto di consacrazione a Dio dei frutti della vittoria, cioè l'anatema (herem). Questo atto implica, per impedire ogni contaminazione religiosa straniera, l'obbligo di distruggere i luoghi e gli oggetti di culto pagani (Dt 7,5), ma anche ogni essere vivente (20,16-18). Similmente, contro una città israelitica diventata idolatra, Dt 13,16-18 prescrive la messa a morte di tutti gli abitanti e la sua completa distruzione col fuoco.

    Al tempo della composizione del Deuteronomio — così come del libro di Giosué — l'anatema era un postulato teorico, poiché in Giuda non c'erano più popolazioni non israelite. È quindi possibile che la prescrizione dell'anatema sia il risultato di una proiezione nel passato di preoccupazioni posteriori. Il Deuteronomio, infatti, si preoccupa di rafforzare l'identità religiosa di un popolo esposto al pericolo dei culti stranieri e dei matrimoni misti. 251

    Per meglio comprendere questa menzione dell'anatema, bisognerà quindi tener conto di tre fattori di interpretazione, uno teologico, l'altro morale, e l'ultimo, piuttosto sociologico: il riconoscimento della Terra come dominio inalienabile del signore; la necessità di risparmiare al popolo ogni tentazione che poteva comprometterne la totale fedeltà a Dio; infine, la tentazione molto umana di mescolare alla religione le forme più aberranti di ricorso alla violenza.
    Ho trovato anche questo:

    http://www.santiebeati.it/dettaglio/92446

    CIAO

  5. #5
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    Tratto da:
    http://www.vatican.va/roman_curia/co...azione_it.html

    3. Esegesi e teologia morale

    Osservazioni analoghe possono essere fatte sui rapporti tra esegesi e teologia morale. Ai racconti concernenti la storia della salvezza la Bibbia unisce strettamente molteplici istruzioni sulla condotta da tenere: comandamenti, divieti, prescrizioni giuridiche, esortazioni e invettive profetiche, consigli dei sapienti. Uno dei compiti dell’esegesi consiste nel precisare la portata di questo abbondante materiale e preparare così il lavoro dei teologi moralisti.

    Questo compito non è semplice perché spesso i testi biblici non si preoccupano di distinguere precetti morali universali, prescrizioni di purità rituale e ordinamenti giuridici particolari. Tutto viene messo insieme. D’altra parte, la Bibbia riflette un’evoluzione morale considerevole, che trova il suo compimento nel Nuovo Testamento. Non basta perciò che una certa posizione in materia di morale sia attestata nell’Antico Testamento (per es. la pratica della schiavitù o del divorzio, o quello dello sterminio in caso di guerra) perché essa continui a essere valida. È necessario un discernimento che tenga conto del necessario progresso della coscienza morale. Gli scritti dell’Antico Testamento contengono elementi «imperfetti e caduchi» (Dei Verbum, 15), che la pedagogia divina non poteva eliminare subito. Lo stesso Nuovo Testamento non è di facile interpretazione nel campo della morale in quanto si esprime spesso in modo immaginifico o paradossale, o perfino provocatorio, e il rapporto dei cristiani con la legge giudaica è oggetto di aspre controversie.

    I moralisti hanno quindi buone ragioni di porre agli esegeti molti e importanti interrogativi, che stimoleranno la loro ricerca. In più di un caso è possibile che la risposta sia che nessun testo biblico tratta esplicitamente il problema posto. Ma anche allora la testimonianza della Bibbia, compresa nel suo vigoroso dinamismo d’insieme, non può mancare di aiutare a definire un orientamento profondo. Sui punti più importanti resta fondamentale la morale del decalogo. L’Antico Testamento contiene già i principi e i valori che guidano un agire pienamente conforme alla dignità della persona umana, creata «a immagine di Dio» (Gn 1, 27). Il Nuovo Testamento dà maggior luce a questi principi e valori, grazie alla rivelazione dell’amore di Dio nel Cristo.
    CIAO

  6. #6
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    un ordine divino nell'AT non necessariamente è un esposizione di una legge di diritto divino-naturale valida per tutti i tempi. In particolari casi nell'AT Dio ha ordinato norme, moralmente imperfette, tollerabili in quella circostanza e in quel particolare tempo, anche se quelle norme non avevano valore assoluto e saranno in seguito abolite nel NT in quanto contro il diritto divino-naturale di per se immutabile e assoluto.

    CIAO

 

 

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