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  1. #21
    Amore vince la morte
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    E Sono Contento Che Non Sia Straaffollato...

  2. #22
    Antiokos
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    Citazione Originariamente Scritto da pfjodor Visualizza Messaggio
    Saprebbe per caso dirmi la dottrina della preesitenza delle anime di stampo platonico, in cosa differisce e in cosa assomiglia a quella vedica?
    Citazione Originariamente Scritto da =DADOUKOS= Visualizza Messaggio
    Su questo dovremmo interrogare il nostro Antiokos.
    Ahimé non sono un conoscitore delle dottrine orientali!
    Citazione Originariamente Scritto da pfjodor Visualizza Messaggio
    SPERIAMO ANTIOKOS SUPERI LA SUA NATURALE DIFFIDENZA NEI MIEI CONFRONTI, NATURALE E IN PARTE GIUSTA, DICIAMOLO PURE.
    Citazione Originariamente Scritto da pfjodor Visualizza Messaggio
    PS.
    PUO¨CHIEDERE A ANTIOKOS DI DARCI QUELLE INFO DI CUI ABBIAMO GIA¨PARLATO?
    PURTROPPO, CON ME NON PARLA.
    Citazione Originariamente Scritto da =DADOUKOS= Visualizza Messaggio
    Non so se l’esimio Antiokos ci stia leggendo, comunque potrà intervenire se lo riterrà opportuno. Io non so cosa sia intercorso fra voi, l’unico invito che posso fargli è quello, pitagorico, a ‘rimuovere da lui l’ampolla dell’aceto’…
    Premessa

    Accolgo l'invito dell'amico Simposiarca Dadoukos, e da buon simposiasta mi unisco a voi in questa interessante discussione. Colgo l'occasione per mettere da parte le ruggini passate e stringere la mano tesa di Pfjodor, che anche tempo fa mi mandò un messaggio privato di riappacificamento, sperando che in futuro ci si possa confrontare, perchè no, anche amichevolmente, come già successo con l'utente cristiano Franfrafra. Non avendolo fatto prima quindi, dò anch'io il benvenuto a Pfjodor nel Circolo Neoplatonico "Platonopolis", come avrai notato Pfjodor, per merito di Dadoukos, e anche per la natura specifica del tema trattato, questo forum ha un atmosfera diversa, più "pacata", rispetto ad altri fora più "battaglieri", anche se pure Paganesimo e Politeismo sotto la guida di Mjollnir è un Forum con un certo stile, con me come moderatore invece... speriamo... mah giudicherà il tempo.

    Sull'Anima

    La dottrina della preesistenza delle anime è presente nei Veda, e più in generale nell'Induismo, col Neoplatonismo non ci sono sostanziali differenze su questo.
    L'Anima, chiamata Jiva, o Atman (che a volte viene usato come sinonimo di Brahman, ingenerando così confusione) è una parte, una porzione, del Brahman, ed è appunto preesistente, esistente dall'Eternità e per l'Eternità, nella Bhagavad Gita l'anima è chiamata Purusha ed anche in questo contesto viene descritta come particella di "Dio" non-nata e non-morta, immutabile, eterna.
    L'Anima per l'Induismo ha queste tre principali caratteristiche:

    I. Sat (Esistenza, a volte tradotto anche come Verità).
    II. Chit (Consapevolezza o Conoscienza).
    III. Ananda (Beatitudine).

    Spero di aver risposto esaustivamente alla tua domanda, pur essendo stato stringato, se c'è altro che vuoi chiedermi sono a tua disposizione (tempo permettendo, in questo periodo purtroppo ho poco tempo, e tra l'altro è pure tardi... è infatti l'una di notte...).

    Saluti

  3. #23
    Amore vince la morte
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    Oh Che Bella E Piacevole Sorpresa!!



    Grazie Delle Parole..

    Volevo Esprimere La Mia Felicita E Ora Vado A Leggermi Quello Che Hai Scritto.

    Si Platonopolis Non Solo Non Deve Morire Ma Subire Una Bella Bella Metamorfosi.

  4. #24
    Amore vince la morte
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    Sull'Anima

    La dottrina della preesistenza delle anime è presente nei Veda, e più in generale nell'Induismo, col Neoplatonismo non ci sono sostanziali differenze su questo.

    ECCO QUESTO E¨IL PUNTO CENTRALE.
    CONSIDERATA L IMPORTANZA DEL DISCORSO, VORREI PUNTUALIZZARE PRIMA DI PROSEGUIRE.
    QUELLO CHE VORREI APPROFFONDIRE, SE NON TI DISTURBA, E¨QUEL TUO NON CI SONO SOSTANZIALI DIFFERENZE.
    QUANTO AMPIO E¨LO SPETTRO IN CUI CI MUOVIAMO?
    INTENDO DIRE, DAVVERO NEI VEDA LA CONCEZIONE DELL ANIMA (JIVA-ATMAN-PURUSHA) TU NON RISCONTRI LA BENCHE MINIMA DIFFERENZA CON IL CONCETTO ELLENICO DI PSICHE.
    SCUSAMI MA L ARGOMENTO E¨MOLTO DELICATO E PERSONALMENTE CI TENGO A ESSERE PRECISO PRECISO.
    POI MAGARI TI INVITO A LEGGERE IL CONTRIBUTO N 2 DI UN MIO COLLEGA SUL CONCETTO DELLA ANIMA NEL CONTESTO EBRAICO, CHE POI MAGARI RAGIONIAMO CON MAGGIOR PERIZIA.



    L'Anima, chiamata Jiva, o Atman (che a volte viene usato come sinonimo di Brahman, ingenerando così confusione) è una parte, una porzione, del Brahman, ed è appunto preesistente, esistente dall'Eternità e per l'Eternità, nella Bhagavad Gita l'anima è chiamata Purusha ed anche in questo contesto viene descritta come particella di "Dio" non-nata e non-morta, immutabile, eterna.

    QUESTO E¨STUPENDO..

    NON NATO NON MORTO, CREDO FURONO LE PAROLE DI SHAKYAMUNI NELL ATTIMO DELLA REALIZZAZIONE DEL NIRVANA, QUELLA CHE POI LA TRADIZIONE VOLLE DEFINIRE COME IL NOBILE SENTIERO DI MEZZO.


    L'Anima per l'Induismo ha queste tre principali caratteristiche:

    I. Sat (Esistenza, a volte tradotto anche come Verità).
    II. Chit (Consapevolezza o Conoscienza).
    III. Ananda (Beatitudine).


    ECCO, GIA QUI CE QUALCOSA DI DIFFERENTE ALLA CONCEZIONE NEOPLATONICA DELL ANIMA, O SBAGLIO?

    MAGARI APPROFONDIAMO QUI.

    CIAO

  5. #25
    Antiokos
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da pfjodor Visualizza Messaggio
    ECCO QUESTO E¨IL PUNTO CENTRALE.
    CONSIDERATA L IMPORTANZA DEL DISCORSO, VORREI PUNTUALIZZARE PRIMA DI PROSEGUIRE.
    QUELLO CHE VORREI APPROFFONDIRE, SE NON TI DISTURBA, E¨QUEL TUO NON CI SONO SOSTANZIALI DIFFERENZE.
    QUANTO AMPIO E¨LO SPETTRO IN CUI CI MUOVIAMO?
    INTENDO DIRE, DAVVERO NEI VEDA LA CONCEZIONE DELL ANIMA (JIVA-ATMAN-PURUSHA) TU NON RISCONTRI LA BENCHE MINIMA DIFFERENZA CON IL CONCETTO ELLENICO DI PSICHE.
    SCUSAMI MA L ARGOMENTO E¨MOLTO DELICATO E PERSONALMENTE CI TENGO A ESSERE PRECISO PRECISO.
    POI MAGARI TI INVITO A LEGGERE IL CONTRIBUTO N 2 DI UN MIO COLLEGA SUL CONCETTO DELLA ANIMA NEL CONTESTO EBRAICO, CHE POI MAGARI RAGIONIAMO CON MAGGIOR PERIZIA.
    Citazione Originariamente Scritto da pfjodor Visualizza Messaggio
    L'Anima per l'Induismo ha queste tre principali caratteristiche:

    I. Sat (Esistenza, a volte tradotto anche come Verità).
    II. Chit (Consapevolezza o Conoscienza).
    III. Ananda (Beatitudine).


    ECCO, GIA QUI CE QUALCOSA DI DIFFERENTE ALLA CONCEZIONE NEOPLATONICA DELL ANIMA, O SBAGLIO?

    MAGARI APPROFONDIAMO QUI.

    CIAO
    Saluti Pfjodor , quando ho usato la frase non ci sono sostanziali differenze non intendevo dire che le dottrine Hindu e Neoplatoniche (ed in generale greche) sull'Anima nel suo complesso siano identiche, tale che Jiva è esattamente una copia carbone di Psyche. Tu mi hai chiesto riguardo alla dottrina della Preesistenza e su questo io ho asserito che riguardo alla Preesistenza delle anime non ci sono sostanziali differenze, infatti ho scritto:

    La dottrina della preesistenza delle anime è presente nei Veda, e più in generale nell'Induismo, col Neoplatonismo non ci sono sostanziali differenze su questo.

    Forse mi hai frainteso, o ti ho sviato io approfondendo un pò il concetto di Jiva, ma ovviamente non ho inteso appiattire l'argomento "anima" su un generico "non ci sono differenze".

    L'Anima è Eterna, non-creata, parte del Brahman, emanata da esso, indistruttibile, appunto Eterna, esistente ab aeterno e ad aeternum.

    Citazione Originariamente Scritto da pfjodor Visualizza Messaggio
    L'Anima, chiamata Jiva, o Atman (che a volte viene usato come sinonimo di Brahman, ingenerando così confusione) è una parte, una porzione, del Brahman, ed è appunto preesistente, esistente dall'Eternità e per l'Eternità, nella Bhagavad Gita l'anima è chiamata Purusha ed anche in questo contesto viene descritta come particella di "Dio" non-nata e non-morta, immutabile, eterna.

    QUESTO E¨STUPENDO..

    NON NATO NON MORTO, CREDO FURONO LE PAROLE DI SHAKYAMUNI NELL ATTIMO DELLA REALIZZAZIONE DEL NIRVANA, QUELLA CHE POI LA TRADIZIONE VOLLE DEFINIRE COME IL NOBILE SENTIERO DI MEZZO.
    contento che ti sia piaciuta la citazione della Gita, i termini non-nata non-morta stanno a significare proprio ciò che ho appena detto:

    "L'Anima è Eterna, non-creata, parte del Brahman, emanata da esso, indistruttibile, appunto Eterna, esistente ab aeterno e ad aeternum."

    Purtroppo ora non posso, ovviamente ci tengo a continuare il Simposio, credo che siano state chiarite certe "incomprensioni" superficiali, che hanno generato le tue domande, ovviamente se vuoi affrontare il tema nel dettaglio: Jiva e Psyche "somiglianze" e/o "differenze" lo faremo prossimamente.

    Si potrebbe cominciare col confrontare le caratteristiche del Jiva:

    Sat - Chit - Ananda

    con quelle dell'Anima (Psyche) platonica:

    Logos - Thymos - Eros

    E inoltre, in collegamento a questo si potrebbe affrontare il tema Prana/Pneuma.

    Di carne al fuoco ce ne è molta, si continuerà nei prossimi giorni.

    P.S. Mi interessa anche il concetto ebraico di Anima, come da te proposto.

    Saluti

  6. #26
    megaelleno
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    Credo proprio che con gli ultimi interventi questa discussione sia entrata nel suo aspetto più vivo – e spinoso.

    Le questioni già toccate sono ormai talmente tante che potremmo star qui a discutere, solo su di esse, per anni. Ma Platonopolis è anche questo… festina lente!

    Ricordiamo che i Neoplatonici stessi non sono concordi sulla tradizione platonica dell’anima, la quale a sua volta presenta non poche difficoltà.

    A tutto questo aggiungiamo l’aver tirato in ballo (alcune) concezioni vediche ed ebraiche dell’anima: non è difficile capire che siamo già in un mare magnum.

    Pensiamo alla preesistenza. Quando, ad esempio, se l’anima è ingenerata, si distingue dalle altre? Come? Perché?

    Potremmo riempire dieci pagine di forum solo accumulando gli interrogativi sull’anima che hanno tormentato i platonici di tutti i tempi…

    Antiokos, da quel po’ che ho capito le singole anime sono parte di un unico Brahman.
    Sono ad esso consustanziali?
    Se l’anima singola è parte di un’unica Anima con tutte le altre, ci troviamo di fronte al medesimo problema con il quale si sono confrontati i nostri platonici, con soluzioni diverse e talora addirittura contrastanti.
    In che modo le singole anime si distinguono dall’unica Anima e tra di loro?
    Come viene risolto in Oriente questo problema?

  7. #27
    Amore vince la morte
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    Brindo, e sembra che io sia il primo a brindare per questa NASCITA!

    Complimenti a voi Dadoukos e Antiokos e tutti quelli che hanno lavorato a questo progetto.
    Mi complimento per l'ottenimento di questo spazio in prima linea.


    Riguardo al contenuto invece, ora leggo meglio le vostre considerazioni e poi RICOMINCIAMO

    ciao e buona domenica..

    ps. come potete notare sono tornato a una scrittura normale, e sono contento pure di questo.

  8. #28
    Antiokos
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    Citazione Originariamente Scritto da =DADOUKOS= Visualizza Messaggio
    Credo proprio che con gli ultimi interventi questa discussione sia entrata nel suo aspetto più vivo – e spinoso.

    Le questioni già toccate sono ormai talmente tante che potremmo star qui a discutere, solo su di esse, per anni. Ma Platonopolis è anche questo… festina lente!

    Ricordiamo che i Neoplatonici stessi non sono concordi sulla tradizione platonica dell’anima, la quale a sua volta presenta non poche difficoltà.

    A tutto questo aggiungiamo l’aver tirato in ballo (alcune) concezioni vediche ed ebraiche dell’anima: non è difficile capire che siamo già in un mare magnum.
    Si, è vero i temi da sviluppare sarebbero tanti... troppi... forse, per uno spazio telematico.

    Citazione Originariamente Scritto da =DADOUKOS= Visualizza Messaggio
    Pensiamo alla preesistenza. Quando, ad esempio, se l’anima è ingenerata, si distingue dalle altre? Come? Perché?

    Potremmo riempire dieci pagine di forum solo accumulando gli interrogativi sull’anima che hanno tormentato i platonici di tutti i tempi…
    Sono domande che mi faccio da anni...

    Citazione Originariamente Scritto da =DADOUKOS= Visualizza Messaggio
    Antiokos, da quel po’ che ho capito le singole anime sono parte di un unico Brahman.
    Sono ad esso consustanziali?
    La maggiorparte dei Filosofi Hindu asseriscono questo, tranne la Scuola Dvaita (Dualista). I singoli Atman sono Cosustanziali al Barahman, ma cè una differenza principale tra la Scuola Advaita (nelle sue correnti principali, quelle che seguono Shankara per intenderci) e la Vishishtadvaita (a cui mi sento più vicino). Semplificando moltissimo per l'Advaita gli Atman personali sono "Illusori", l'Henosis col Brahman significa il dissolvimento delle Anime nell'Indefinito Non-Essere (A-Sat), cioè al di là della manifestazione, al di là dell'Essere (Sat) (e non si intende solo a livello della Physis ma è oltre persino all'Essere nel Metafisico), in poche parole la Coscienza personale dell'Atman si annulla in quella Assoluta, nell'Indefinito Tutto o meglio al di là del Tutto nel Non-Essere, che alla fine secondo me è come il Sunya un Indefinito "Nulla"...
    La Vishishtadvaita invece non trova nessuna dicotomia tra il Molteplice, la Pruralità degli Enti ed il Brahman, che è appunto Uno e Molteplice, il Brahman è il substrato comune di Tutto, è la Unità sottostante che lega tutti gli Esseri appunto, perchè sono parte di un'unica Essenza che E' e lega a Sè Tutto. Non c'è nessun annullamento, gli Atman personali e gli Dèi sussistono nella loro personalità, hanno la loro Consapevolezza (Chit) personale, e quindi mantengono la loro Esistenza come singoli Enti pur essendo parte ed immersi nel Brahman, che è la Coscienza ed Esistenza Assoluta sottostante, il Molteplice non si trasforma in Indefinito, il Tutto necessariamente non può annullare il Molteplice, perchè appunto annullerebbe il Tutto e quindi se stesso..., è quì che nasce il paradosso del Non-Essere e dell'Advaita (della scuola di Shankara)... ma non tutti gli Advaita però la pensano allo stesso modo:

    "All'inizio mio caro, null'altro vi era che l'Essere (Sat) Senza Dualità (Advaita). Altri in verità dicono 'All'inizio vi era il Non-Essere (A-sat) senza dualità; da questo Non-Essere nacque l'Essere'. Ma come potrebbe essere possibile? come può l'Essere nascere dal Non-Essere? In verità al principio delle cose c'era l'essere puro, unico e senza secondo (Advaita)".

    Il saggio Aruni, Chandogya Upanishad VI, 2,1-2.

    Sul Non-Essere potrebbe dirti di più visto che ci sto "battagliando" da un pò Testadiprazzo, che appunto seguendo Shankara, e Osho... sostiene che dall'Infinito-Indefinito Non-Essere è emanato l'Essere e la Molteplicità, ma poi Tutto verrà riassorbito nell'Indefinito Non-Essere e non ci saranno più distinzioni, nè Anime nè Dèi, saremo tutti l'Assoluto al di là del Tutto... ma saremo l'Assoluto o saremo il Nulla? perchè l'Assoluto così inteso mi pare la negazione di se stesso... l'Advaita mi fa venire il mal di testa... e la Filosofia Indiana è intricata a volte... per questo preferisco la Filosofia Greca, la trovo più congeniale... comunque dipende dalle correnti di pensiero, perchè se rispecchiano la propria ottica, e se sono assorbite bene, possono dare spiegazioni che alle volte nella Filosofia Greca mancano.

    Citazione Originariamente Scritto da =DADOUKOS= Visualizza Messaggio
    Se l’anima singola è parte di un’unica Anima con tutte le altre, ci troviamo di fronte al medesimo problema con il quale si sono confrontati i nostri platonici, con soluzioni diverse e talora addirittura contrastanti.
    In che modo le singole anime si distinguono dall’unica Anima e tra di loro?
    Come viene risolto in Oriente questo problema?
    in effetti su questo punto spinoso non ho ben chiaro... farò ricerche tra le mie scartoffie e libri...

    Vale Optime!

  9. #29
    Amore vince la morte
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    Credo proprio che con gli ultimi interventi questa discussione sia entrata nel suo aspetto più vivo – e spinoso.


    e che bello




    Ricordiamo che i Neoplatonici stessi non sono concordi sulla tradizione platonica dell’anima, la quale a sua volta presenta non poche difficoltà.


    si, non bisogna perdere di vista questa importante precisazione.



    Antiokos, da quel po’ che ho capito le singole anime sono parte di un unico
    Brahman.
    Sono ad esso consustanziali?


    gia, domada sottile e interessante.


    Se l’anima singola è parte di un’unica Anima con tutte le altre, ci troviamo di fronte al medesimo problema con il quale si sono confrontati i nostri platonici, con soluzioni diverse e talora addirittura contrastanti.
    In che modo le singole anime si distinguono dall’unica Anima e tra di loro?


    quoto la domanda, il problema INDIVIDUALE-GENERALE, o SINGOLO-UNIVERSALE è un problema ed è gigantesco.
    non posso assicurare che sia una questione facilmente risolvibile



    ciao


  10. #30
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    Ciao!!






    La maggiorparte dei Filosofi Hindu asseriscono questo, tranne la Scuola Dvaita (Dualista). I singoli Atman sono Cosustanziali al Barahman, ma cè una differenza principale tra la Scuola Advaita (nelle sue correnti principali, quelle che seguono Shankara per intenderci) e la Vishishtadvaita (a cui mi sento più vicino). Semplificando moltissimo per l'Advaita gli Atman personali sono "Illusori", l'Henosis col Brahman significa il dissolvimento delle Anime nell'Indefinito Non-Essere (A-Sat), cioè al di là della manifestazione, al di là dell'Essere (Sat) (e non si intende a livello della Physis ma è oltre persino all'Essere nel Metafisico), in poche parole la Coscienza personale dell'Atman si annulla in quella Assoluta, nell'Indefinito Tutto o meglio al di là del Tutto nel Non-Essere, che alla fine secondo me è come il Sunya un Indefinito "Nulla"...

    Sul Non-Essere potrebbe dirti di più visto che ci sto "battagliando" da un pò Testadiprazzo, che appunto seguendo Shankara, e Osho... sostiene che dall'Infinito-Indefinito Non-Essere è emanato l'Essere e la Molteplicità, ma poi Tutto verrà riassorbito nell'Indefinito Non-Essere e non ci saranno più distinzioni, nè Anime nè Dèi, saremo tutti l'Assoluto al di là del Tutto... ma saremo l'Assoluto o saremo il Nulla? perchè l'Assoluto così inteso mi pare la negazione di se stesso... l'Advaita mi fa venire il mal di testa... e la Filosofia Indiana è intricata a volte... per questo preferisco la Filosofia Greca, la trovo più congeniale... comunque dipende dalle correnti di pensiero, perchè se rispecchiano la propria ottica, e se sono assorbite bene, possono dare spiegazioni che alle volte nella Filosofia Greca mancano.






    Gia me lo vedo Testa arrivare con le sue precisazioni






    in effetti su questo punto spinoso non ho ben chiaro... farò ricerche tra le mie scartoffie e libri...


    attendo pure io



 

 
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