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  1. #1
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    Predefinito Contemplativi e contemplative

    Mi piacerebbe aprire una discussione sul valore della vita monastica e - soprattutto - qual è il monachesimo possibile per chi vive nel mondo.

    Una volta posi questa domanda a un saggio monaco, egli mi rispose: il tuo monachesimo consiste nella nostalgia di esserlo e nel non poterlo essere, come la mia vita attiva consiste nella nostalgia di essa e nel rinunciarvi.

    La nostalgia come cifra vocazionale dell'incompiutezza: è sufficiente?

    Pro-vocatoriamente (o pro-vocazionalmente) aggiungo il Lamento di una monaca del mio amato RM Rilke.

    Gesù Signore - piegati
    a una come tante.
    Tu sei ricco e possiedi
    i più splendidi ammanti
    del cielo su di te.

    Le donne che ti sei scelte
    un giorno, a te sono rese:
    puoi leggere con loro
    e giocare, e a Teresa
    mostrare le tue stanze.

    Tua madre in cielo ora
    è una dama e fiorisce
    il suo nome regale
    dalle nostre preghiere,

    qui da questi giardini
    d'inverno, dove a volte
    tu guardi, e strani cespi
    trai dalle nostre voci.

    Gesù Signore - hai tutte
    le donne che tu ami.
    Il mio grido che importa
    se si perda o ti chiami?

    Si perde in un lamento
    e lo spazio lo strema.
    Altre voci tu senti;
    non ti ingannare: appena

    dal mio cuore mi accosto
    al mio viso che canta.
    E vorrei farti male,
    Signore, ma mi manca

    l'animo: se sollevo
    verso di te la mia pena
    subito ricade mite
    e fredda come neve.

    Fuori fossi rimasta
    dove ho cominciato,
    il giorno sarebbe angoscia
    e la notte peccato.

    Forse mi avrebbe presa
    un uomo, e sarei sola,
    e un altro sarebbe venuto
    e la mia bocca ancora

    soffrirebbe dei baci.
    E un terzo a piedi l'avrei
    seguito, ma, Signore,
    per averne pietà;

    e per stanchezza e paura
    a un quarto mi sarei data
    per non giacere più sola
    e abbracciare una creatura.

    Ma se nessuno ha dormito
    accanto a me, tu mi salvi?
    Dov'ero quando cantavo?
    Chi chiamo nei nostri salmi?

    La mia vita è lontana -
    Gesù, dimmi: è con te?
    L'hai tu vista venire?
    E sono in te, Signore?
    E sono in te Gesù?

    Pensa: così finisce
    nel rumore del giorno.
    Ciascuno la rinnega,
    nessuno più conosce
    la mia vita, Gesù.

    Ed era la mia vita,
    Gesù Signore, sei certo?
    Non un'altra in cui pure
    nessun morso abbia aperto
    un suo segno, Gesù?

    O la mia vita forse
    non è con te, ma langue
    spezzata, e intanto piove,
    piove e l'acqua la bagna,
    e gela dentro, Gesù?

  2. #2
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    scritto alle 23:14 del 24 Novembre.

    Possibile che questo argomento così importatne non interessi a nessuno ?

  3. #3
    Logiké Latreía
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    Forse non attira, oppure non è stato ben posto...

  4. #4
    שמע ישראל
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    ...forse i cristiani hanno altri problemi quotidiano sui quali e con i quali misurare la propria fede....

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Barsanufio Visualizza Messaggio
    Mi piacerebbe aprire una discussione sul valore della vita monastica e - soprattutto - qual è il monachesimo possibile per chi vive nel mondo.
    cosa intendi con la frase "per chi vive nel mondo"? il monachesimo in un certos enso è un rinuncia a gran parte del mondo (la città dell'uomo) per concentrarsi e vegliare in attesa di quello che è il regno di Dio.
    O almeno, così ho sempre capito io.

  6. #6
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    [QUOTE]
    Citazione Originariamente Scritto da Barsanufio Visualizza Messaggio
    Mi piacerebbe aprire una discussione sul valore della vita monastica e - soprattutto - qual è il monachesimo possibile per chi vive nel mondo.

    Una volta posi questa domanda a un saggio monaco, egli mi rispose: il tuo monachesimo consiste nella nostalgia di esserlo e nel non poterlo essere, come la mia vita attiva consiste nella nostalgia di essa e nel rinunciarvi.

    La nostalgia come cifra vocazionale dell'incompiutezza: è sufficiente?
    Pro-vocatoriamente (o pro-vocazionalmente)
    [
    Ho aspettato un pò di tempo per contribuire alla riflessione proposta da Barsanufio proprio perchè sento molto -dentro di me- l'esigenza monastica ed anche sento come sempre confermata e sempre confermabile l'esigenza di stare nella storia come presbitero ,marito,padre,lavoratore....

    Barsanufio propone -come questionabile ovviamente-la categoria della nostalgia ..Non so ...scrivo a braccio dopo una giornata di lavoro e di ministerialità complessiva...e/o di tradimento della ministerialità

    Anzi faccio di più...riassumo sempre a braccio la mia giornata quasi in una sorta di diario di bordo ...

    Sono arrivato a scuola alle ore 8.00 dopo tre giorni di ferie da Giovedi 23 a Sabato 25 trascorsi da mio figlio a Roma(mio figlio dopo la laurea sta cerando di inserirsi in quel che è la sua passione e il suo campo di studio ...la critica cinemtografica...) e sono andato a Roma(mia moglie c'era già stata durante il ponte del primo e del due novembre...) per consolare e confermare il mio Pierpaolo a non mollare,a tenere duro,e a sapere e comprendere che la famiglia lo sostiene e gli è totalmente complice..Sono stati tre giorni spiritualmente significativi ed esistenzialmente concreti..Ho rivisto amici miei e parrocchiani palermitani che vivono a Roma e che stanno contribuendo alla difesa della scelta di mio figlio. Ho esercitato -ed è stato un dono di Dio-il ministero del presbiterato con il servizio dell'annunciodel perdono dei peccati e con la celebrazione per tre sere consecutive dei vespri in uso monastico e della picola compieta nelle case di questi amici nostri..Sono stato nella concretezza della mia missione paterna totalmente intesa,...

    Ieri mattina ho celebrato a Palermo meglio ho invocato 'epiclesi dello Spirito Santo sui doni imbanditi del pane e del vino per la mia piccola congregazione e subito dopo sono andato a trovare in ospedale la mia piccola figlia Raffailla di sei mesi e di cui ho scritto ed è stato lo strazio di sempre e l'impotenza di sempre ed Ivan Karamazov mi faceva compagnia..

    Il pomeriggio della domenica in famiglia(io e mia moglie)...un'antica coppia ricca di 30 anni di matrimonio con el sue paturnie, le sue ossessioni,le sue incomprensioni e le sue comprensioni ,la sana monotomia del quotidiano..quasi la sua cristiana santificazione...così con leggerezza e con leggiadria...ironia ed autoironia

    Dicevo sono tornato oggi a scuola.. ed è stato terribile e tragico ....Proprio come passare ad altra -e non molto gestibile spiritualmente -dimensione del corpo e del cuore...La relazione umana nel contesto lavorativo è saltata,ed è saltata male ..la guerra di tutti contro tutti ( e non si salva nessuno...anzi preferisco le litigate rozze tra i bidelli infra di loro alle eleganti ed ipocrite pugnalate alle spalle che sono vigenti tra i nobilissimi docenti...) ovviamente a tal4 circuito di violenza non riesco a sfuggire neppure io nel mio essere -Signore ma quando mi liberi?- il direttore amministrativo del Liceo ..

    perchè è saltata la relazione umana e d interpersonale ? A scuola-con l'autonomia-sono entrati i soldi dei progetti europeri ..risorse accessorie...traete voi le conclusioni....e con i soldi è entrato il meccanismo del raccoglierne tanti o meglio di impedire il guadagno altrui(cosa che è ancor più nella fascinazione della lussuria della violenza...il cane dell'ortolano non mangia ma neppure fa mangiare...) e poi sopratutto lo stare dentro lo staff dirigenziale(io ci devo stare per contratto) e qui si muovono -e lo dico con tristezza ma è così almeno a scuola-e non solo nella mia le ragazze in carriera delle singole istituzioni scolastiche....(ma perchè mai le donne sono diventate così violente? e perchè mai questo fenomeno coinvolge di più le trentenni/quarantenni?)

    Anche oggi sono stato a scuola operatore di violenza sia nell'averla subita sia nell'averla inferta e non ricordo mai(ho rimosso...) se prma l'ho inferta e poi subita ma se non ricordo credo proprio che prima labbia inferta...e non ho chiesto perdono nè a Dio nè ai colleghi


    Totalmente inseirto nel mondo a scuola...fino in fondo...il mondo del principe di questo mondo...magari ammantato di political correct...di negoziazione e di mediazione del e per il personale..di belle espressioni sul governo delle risorse e sui valori amministrativo-giuridici della gestione ...Il che è anche vero(la mia gestione è trasparente ...)..ma non c'è necessità di essere cristiani per essere trasparenti....Ovviamente omissione di tetsimonianza e come tale contro-testimonianza

    E non ci sono contesti che possano tenere ed ermeneutiche che possano far comprendere...alieno dalla fede mia stessa oggi dalle ore 8.00 alle ore 19.00 pausa compresa(stato giorno di rientro oggi...)

    A casa un pò più di tranquilla serenità ma con l'amarezza del mondo in bocca nel cuore e forse sono stati questi miei interventi in POL gli unici momenti di ricordo della mia fede e del mio ministero ...Certo ho telefonato alla mia parrocchiana che domani sarà operata al piede,al mio parrocchiano che ha la febbre a 39,a ciascuno dei genitori dei miei bimbi,ho sentito paternamente e cristianamente mio figlio...

    Ma ,amcio Barsanufio, io l'opposizione monastica e totolmente monastica ,tra Vangelo e storia la sento chiara e forte ...e non credo alle favola di chi riesce a stare nel mondo non essendo del mondo...Sarò estremista come al solito ma credo che ci si raccontino menzogne
    ...

    Tuttavia sento anche forte l'intuizione che possiamo pure farlo .vivere nel mondo con i nostri impegni e le nsotre scelte ,la nostra complessiva ministerialità cristiana nel mondo come se il nostro mondo ,il nostro SitzimLeben fosse il nostro monastero...Vivere da monaco il mio essere presbitero uxorato eterosessaule particante padre di un popolo e padre di Pierpaolo e direttore amminstrativo del Liceo... Mah...

    Ma sento anche odiosamente concreta l'idea che mi suona insinuante per cui il mondo -e il mondo del lavoro comunque- resta la trappola costruita dal nemico,il suo regno,la sua ostilità...

    Ecco perchè ho molto investito inbteriormente sull'aspettativa della quiescenza tra cinque /sette anni...ma sono troppi...

    Padre Giovanni

  7. #7
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    [quote=giovannipresbit;4921656]

    Ho aspettato un pò di tempo per contribuire alla riflessione proposta da Barsanufio proprio perchè sento molto -dentro di me- l'esigenza monastica ed anche sento come sempre confermata e sempre confermabile l'esigenza di stare nella storia come presbitero ,marito,padre,lavoratore....

    Barsanufio propone -come questionabile ovviamente-la categoria della nostalgia ..Non so ...scrivo a braccio dopo una giornata di lavoro e di ministerialità complessiva...e/o di tradimento della ministerialità

    Anzi faccio di più...riassumo sempre a braccio la mia giornata quasi in una sorta di diario di bordo ...

    Sono arrivato a scuola alle ore 8.00 dopo tre giorni di ferie da Giovedi 23 a Sabato 25 trascorsi da mio figlio a Roma(mio figlio dopo la laurea sta cerando di inserirsi in quel che è la sua passione e il suo campo di studio ...la critica cinemtografica...) e sono andato a Roma(mia moglie c'era già stata durante il ponte del primo e del due novembre...) per consolare e confermare il mio Pierpaolo a non mollare,a tenere duro,e a sapere e comprendere che la famiglia lo sostiene e gli è totalmente complice..Sono stati tre giorni spiritualmente significativi ed esistenzialmente concreti..Ho rivisto amici miei e parrocchiani palermitani che vivono a Roma e che stanno contribuendo alla difesa della scelta di mio figlio. Ho esercitato -ed è stato un dono di Dio-il ministero del presbiterato con il servizio dell'annunciodel perdono dei peccati e con la celebrazione per tre sere consecutive dei vespri in uso monastico e della picola compieta nelle case di questi amici nostri..Sono stato nella concretezza della mia missione paterna totalmente intesa,...

    Ieri mattina ho celebrato a Palermo meglio ho invocato 'epiclesi dello Spirito Santo sui doni imbanditi del pane e del vino per la mia piccola congregazione e subito dopo sono andato a trovare in ospedale la mia piccola figlia Raffailla di sei mesi e di cui ho scritto ed è stato lo strazio di sempre e l'impotenza di sempre ed Ivan Karamazov mi faceva compagnia..

    Il pomeriggio della domenica in famiglia(io e mia moglie)...un'antica coppia ricca di 30 anni di matrimonio con el sue paturnie, le sue ossessioni,le sue incomprensioni e le sue comprensioni ,la sana monotomia del quotidiano..quasi la sua cristiana santificazione...così con leggerezza e con leggiadria...ironia ed autoironia

    Dicevo sono tornato oggi a scuola.. ed è stato terribile e tragico ....Proprio come passare ad altra -e non molto gestibile spiritualmente -dimensione del corpo e del cuore...La relazione umana nel contesto lavorativo è saltata,ed è saltata male ..la guerra di tutti contro tutti ( e non si salva nessuno...anzi preferisco le litigate rozze tra i bidelli infra di loro alle eleganti ed ipocrite pugnalate alle spalle che sono vigenti tra i nobilissimi docenti...) ovviamente a tal4 circuito di violenza non riesco a sfuggire neppure io nel mio essere -Signore ma quando mi liberi?- il direttore amministrativo del Liceo ..

    perchè è saltata la relazione umana e d interpersonale ? A scuola-con l'autonomia-sono entrati i soldi dei progetti europeri ..risorse accessorie...traete voi le conclusioni....e con i soldi è entrato il meccanismo del raccoglierne tanti o meglio di impedire il guadagno altrui(cosa che è ancor più nella fascinazione della lussuria della violenza...il cane dell'ortolano non mangia ma neppure fa mangiare...) e poi sopratutto lo stare dentro lo staff dirigenziale(io ci devo stare per contratto) e qui si muovono -e lo dico con tristezza ma è così almeno a scuola-e non solo nella mia le ragazze in carriera delle singole istituzioni scolastiche....(ma perchè mai le donne sono diventate così violente? e perchè mai questo fenomeno coinvolge di più le trentenni/quarantenni?)

    Anche oggi sono stato a scuola operatore di violenza sia nell'averla subita sia nell'averla inferta e non ricordo mai(ho rimosso...) se prma l'ho inferta e poi subita ma se non ricordo credo proprio che prima labbia inferta...e non ho chiesto perdono nè a Dio nè ai colleghi


    Totalmente inseirto nel mondo a scuola...fino in fondo...il mondo del principe di questo mondo...magari ammantato di political correct...di negoziazione e di mediazione del e per il personale..di belle espressioni sul governo delle risorse e sui valori amministrativo-giuridici della gestione ...Il che è anche vero(la mia gestione è trasparente ...)..ma non c'è necessità di essere cristiani per essere trasparenti....Ovviamente omissione di tetsimonianza e come tale contro-testimonianza

    E non ci sono contesti che possano tenere ed ermeneutiche che possano far comprendere...alieno dalla fede mia stessa oggi dalle ore 8.00 alle ore 19.00 pausa compresa(stato giorno di rientro oggi...)

    A casa un pò più di tranquilla serenità ma con l'amarezza del mondo in bocca nel cuore e forse sono stati questi miei interventi in POL gli unici momenti di ricordo della mia fede e del mio ministero ...Certo ho telefonato alla mia parrocchiana che domani sarà operata al piede,al mio parrocchiano che ha la febbre a 39,a ciascuno dei genitori dei miei bimbi,ho sentito paternamente e cristianamente mio figlio...

    ...


    Ma sento anche odiosamente concreta l'idea che mi suona insinuante per cui il mondo -e il mondo del lavoro comunque- resta la trappola costruita dal nemico,il suo regno,la sua ostilità...

    Ecco perchè ho molto investito inbteriormente sull'aspettativa della quiescenza tra cinque /sette anni...ma sono troppi...

    Padre Giovanni










    ....(ma perchè mai le donne sono diventate così violente? e perchè mai questo fenomeno coinvolge di più le trentenni/quarantenni?)

    ME LO CHIEDO PURE IO


    Tuttavia sento anche forte l'intuizione che possiamo pure farlo .vivere nel mondo con i nostri impegni e le nsotre scelte ,la nostra complessiva ministerialità cristiana nel mondo come se il nostro mondo ,il nostro SitzimLeben fosse il nostro monastero...Vivere da monaco il mio essere presbitero uxorato eterosessaule particante padre di un popolo e padre di Pierpaolo e direttore amminstrativo del Liceo... Mah...

    DIREI DI PIU, SIAMO CHIAMATI A FARLO NEL BENE E NEL MALE..
    E LO DICO IO CHE NON HO UNA VITA COSI COMPLESSA COME LA TUA, PER ME FORSE E¨PIU FACILE...O FORSE NO.
    CHI LO SA



    PS.
    NON MI HAI RISPOSTO SU PAOLO VI ANZICHE GIOVANNIXXIII.
    RICORDI?

  8. #8
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    Predefinito

    Grazie, padre Giovanni, del tuo intervento narrativo-autobiografico, dal leggersi in trasparenza.

    La nostalgia è certamente una possibilità. Anelare alla certosa, alla trappa (o alla lavra) mentre si scatena attorno a te la tempesta del mondo, e le cose urgenti prevalgono su quelle importanti.
    E sapere che il certosino, il trappista, l'atonita, anelano alla tua vita, al tuo possibilismo, alle tue opportunità di relazione con il mondo, con le donne nell'amore spirituale emotivo e carnale, coi bambini nella paternità e magari nella nonnità, con gli amici nell'amicizia nel cameratismo e nel gioco, col mare nel navigarlo e nel nuotarvi, con le montagna nel contemplarle e nello scalarle, coi paesi lontani nel viaggiarvi e nell'esplorarli.

    Un'altra possibilità è coltivare un intus monachus (intus monacus foris apostolicus). Monaco non come solo, ma come unificato. Io dico sempre, parafrasando Milarepa (il grande asceta tibetano), la mia Trappa è il corpo, il mio Abate è l'anima, il mio Salterio è l'Universo (questa giornata di pioggia, per esempio, sono chiamato a salmodiarla nel modo della malinconia, il quinto modo gregoriano, oppure il peregrino).

    Ma vorrei fare anche una proposta di politica religiosa: perché gli Ordini monastici non propongono un monachesimo adeguato alla tardo-modernità?
    La vita monastica per gli uomini incapaci di dire per sempre?

    Nei paesi buddisti, specialmente quelli di area theravada (sud est asiatico), è del tutto normale che un signore se ne vada in monastero, si rasi il capo, prenda abito, ciotola del mendicante e voti e resti nel monastero uno, due, quattro anni. Poi, semplicemente, scioglie i voti e torna nel mondo.

    Perché un monastero cistercense non potrebbe dare questa possibilità? Non soltanto come una forma di ospitalità. Entro proprio in Trappa, indosso l'abito, ricevo la bianca cocolla, mi rado il capo, prendo il mio posto in coro, e pronuncio anche i voti - ma, non so, limitati a due anni. Non sarà poi un fallimento ritornare nel mondo, è previsto, è nelle cose. Dopo due anni posso tornare, o restare ancora un anno, e così via, magari un anno alla volta fino alla fine della vita.
    Naturalmente: lasciando la possibilità a ciascuno di tuffarsi nella vertigine del per sempre.

    Grazie, Barsanufio

  9. #9
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    E' una discussione che mi tocca personalmente. Dovrei raccogliere tutta una serie di sensazionei e riflessioni vissute in questi anni di ortodossia, per fare un intervento comprensibile.

    Lo stesso, volevo condividere con voi questa bellissima preghiera, la Preghiera di S. Efrem il Siro, che a me ha sempre evocato lo spirito monastico, così tanto fino a[SILVIA][/SILVIA] rappresentarne una sorta di manifesto.

    E' una preghiera perfetta per questo momento di digiuno e di preghiera prima del Santo Natale, anche se la tradizione vuole che la si reciti in quaresima.


    Signore e Sovrano della mia vita,
    non mi lasciare in balia
    dello spirito dell'ozio, della leggerezza,
    della superbia e della loquacità.

    Concedi invece al tuo servo
    spirito di prudenza, di umiltà,
    di pazienza e di carità.

    Sì, Sovrano e Signore,
    fa’ che io veda le mie colpe
    e non condanni il mio fratello,
    poiché tu sei benedetto nei secoli dei secoli.
    Amen.

    A presto,

    G.

  10. #10
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    Predefinito

    Ma vorrei fare anche una proposta di politica religiosa: perché gli Ordini monastici non propongono un monachesimo adeguato alla tardo-modernità?
    La vita monastica per gli uomini incapaci di dire per sempre
    ?


    IO SAREI POSSIBILISTA, MA DUBITO CHE QUESTA INTERESSANTE PROPOSTA POSSA ESSERE PRESA IN CONSIDERAZIONE IN MANIERA SERIA, MA MAGARI MI SBAGLIO.


    E POI, IN CHE MODO?
    INTENDO DIRE, CHE FARE, AFFACCIARSI A DEGLI ORDINI GIA ESISTENTI CON QUESTA METODOLOGIA DEL MONACO PASSANTE, O CREARE UN ORDINE NUOVO.
    TRA PARENTESI, PIU O LA STRUTTURA DELL ORDINE ZEN DI BERNIE, ORDINE DEI PEACEMAKER. E¨SIMILE A QUESTA IMPOSTAZIONE..
    NON SO SE QUALCUNO NE SA QUALCOSA..
    IL PROGETTO ERA PARTITO IN QUINTA POI INVECE SI E¨UN PO SPENTO NEGLI ULTIMI ANNI...

    NON SO, L IDEA DI BARSANUFIO MI PARE INTERESSANTE MA DIFFICILMENTE CONCRETIZZABILE ALL INTERNO DELLE TENDE CRISTIANE.
    VOI CHE NE PENSATE?

    PF

 

 
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