Spiace dirlo, ma è così.
Istituita nel 2004, questa commemorazione è morta sia dal punto di vista mediatico che (ancora peggio) politico.
Dovrebbe essere una celebrazione nazionale, e invece noto come sia sostanzialmente una celebrazione di ghetto (quello della Destra, sia Radicale che ex-AN). Ha fallito nel diventare patrimonio degli Italiani. E non parlo solo di quelli di provenienza comunista, ma della stragrande maggioranza del popolo italiano tutto.
Non bastano un paio di fiction, o una giornata di convegni organizzati dagli esuli, a cui partecipiamo soltanto "noi", e a cui la società civile rimane estranea.
Quello che manca è una reale volontà politica.
E' evidente come questa giornata sia nata come un contentino di parte, per l'allora Alleanza Nazionale, non certo frutto di una concreta volontà di Giustizia per i morti italiani oltre Adriatico. E' qualcosa che inizia e finisce distrattamente ogni 10 febbraio, e nei restanti 364 giorni sfido io a sentire parlare di Istria, Venezia Giulia e Dalmazia sui principali mass-media.
Il confronto col 27 gennaio è francamente impietoso: lì abbiamo una macchina propagandistica imponente, che lavora costantemente, senza sosta sulle coscienze per il resto dell'anno, e quel giorno ha semplicemente il suo picco, la sua apoteosi.
Il 10 febbraio dopo soli 5 anni è già diventato routine, per di più stanca.






