La teologia ortodossa, in particolare la scuola di «teologia mistica» e l'orientamento «neo-palamita», è consapevole di una marcata differenza fra misticismo, secondo l'accezione cattolica moderna, e mistica esicasta. Tale differenza è sostenuta anche dall'«orientamento tradizionale» a partire da Guénon, che inclina a comprendere l'esicasmo fra le forme, ancora attive, di esoterismo cristiano. Naturalmente il punto di vista dell'esoterismo «tradizionale» non coincide con quello della teologia ortodossa. Non a caso Valsan osservò che, per capire come stanno le cose, «non è ai teologi o ai preti, e neppure a un monaco, che si potrebbe chiederlo». Lo stesso Guénon criticava molti interpreti moderni dell'esicasmo «che si sforzano di 'minimizzare' l'importanza del suo lato propriamente 'tecnico', sia perché ciò risponde realmente alle loro tendenze, sia perché essi pensa*no di sbarazzarsi così di certe critiche che procedono da una misconoscen*za completa delle cose iniziatiche». Reciprocamente, sarebbe facile trova*re passi in cui teologi ortodossi sconfessano esplicitamente la prospettiva guenoniana. Citiamo, a solo titolo di esempio, due grandi studiosi e divulgatori della preghiera di Gesù:
1) O. Clément: «(l'esicasmo) è l'asse discreto ma non segreto di tutta la vita ecclesiale dell'Oriente cristiano» (La prière du coeur, 1980, tr. it. Milano 1984,50); «l'esicasta non è al di là della Chiesa, si colloca al centro di essa» (ibidem, 52); «il ricorso allo scritto (nei testi del XII e XIV secolo) prova che i maestri erano scomparsi, o quasi, e anche che l’esicasmo non è un esoterismo (con le sue linee ininterrotte di maestri e di discepo*li, come il 'sufismo'), ma la realizzazione cosciente del mistero cristiano, sempre suscettibile di rinascere dalla vita sacramentale e dalla penetrazione spirituale delle Scritture» (ibidem, 89).
2) E. Behr-Sigel, (Le lieu du coeur, 1989, tr. it. Milano 1993, 115): «La pratica della preghiera di Gesù da parte di cristiani appartenenti a differenti confessioni non può essere collocata nella prospettiva 'guénoniana' della ‘unità trascendente delle religioni’. Un impiego della preghiera di Gesù al di fuori della confessione di fede di Pietro ci sembrerà sempre più inconsistente e sospetto [...], non vedendo in Gesù che una trasformazione del Divino impersonale, o l'imma*gine interiore del 'Sé'». (Cfr. anche: I. Ioanszcu, L’esperienza della preghiera di Gesù nella spiritualità romena, Città del Vaticano 2002, 84ss.)
Tuttavia, le rispettive dichiarazioni di principio non impediscono che la comparazione storico-religiosa rilevi significative somiglianze morfologiche dell'esicasmo con un esoterismo (in particolare con quello islamico).




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