Ribadisco Andrea. Non sono IO ma un filone ben definito a cui faccio esplicito riferimento. Ti risparmio i nomi che ho già citato. Il "conservatorismo limitato a pochi" è semplicemente quello che prende in considerazione TUTTO il fenomeno e non si limita a inquadrare solo gli ultimi protagonisti. Essere un conservatore non significa tifare per le bombe di Bush, ma sedere nel 1789 tra i banchi della destra legittimista, lottare in Vandea, combattere per Franco tra le fila carliste, ecc...
Non disgiungo le persone dagli ideali e torno a sottolineare che in particolari momenti d’emergenza un regime autoritario (che alla fine del suo compito favorisca la transizione verso la democrazia come è avvenuto negli esempi ILLUMINATI di Franco e Pinochet) è quantomai necessario. Proprio tra conservatori non si può fare esercizio di politicamente corretto. O non vorrai mica disprezzare Pinochet e lodare le “anime belle” neocon che non si sporcano le mani di sangue solo perché chiedono ad altri di farlo?
Non è affatto una contraddizione Andrea. Il punto è separare la prospettiva storico-culturale dal realismo politico. Esempio: se fossi stato presente avrei sparato contro i garibaldini, ma i Briganti hanno perso e per quanto ora mi dica filoborbonico non voglio certo spaccare la mia amatissima Patria. Che si sarebbe unita solo grazie ai Savoia? Non è affatto scritto: la Storia può seguire mille traiettorie. Quindi bisogna mediare tra le due tendenze: in quanto borbonico e italianissimo voglio solo che il mio Paese sia una somma di forti identità territoriali. Sia insomma ultrafederalista. Applica lo stesso discorso ai sudisti...
Nota sarcastica. Non è affatto “casuale” che i filoni storici a cui ho fatto riferimento(vandeismo, sudismo, insorgentismo...) convergano tutti nella difesa della Tradizione Cristiana. Respinti & C. non fanno altro che raccontare il loro intrinseco legame.






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