Oggi su La Padania leggo questa interessante intervista al Sen. Stiffoni della
lega Nord, le parti in neretto meritano la vostra attenzione:

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Dietrofront del Governo sulle municipalizzate Grazie a Stiffoni stralciata la norma sulle società partecipate che mette in difficoltà gli Enti locali La Commissione Affari istituzionali: «Più efficace se affrontata nel Codice delle autonomie»

Andrea Indini
Enti locali, società partecipate e Finanziaria 2007. Una miscela esplosiva che se non calibrata avrebbe rischiato di danneggiare pesantemente Comuni, Province e Regioni a livello sia economico sia gestionale. Il senatore leghista, Piergiorgio Stiffoni, dà un freno alle «eccessive incompatibilità» che gli amministratori locali avrebbero incontrato, a partire dal primo gennaio prossimo, qualora gli stessi fossero anche amministratori di società partecipate dell’ente. Uno stop al comma 362 dell’articolo 18 della Finanziaria con lo scopo principe di aggiungere, alla fine dell provvedimento, le parole «a far tempo dal rinnovo dell’ente locale cui l’amministratore fa parte». Una “piccola” clausola per evitare un «ingorgo senza precedenti».Dopo un primo incontro in Aula avvenuto il 23 novembre scorso con il capogruppo dell’Ulivo a Palazzo Madama, Anna Finocchiaro, l’esponente del Carroccio ha lavorato con la I° Comissione Affari istituzionali per correggere parte della Finanziaria. Ieri mattina presso il Municipio Ca’ Sugana di Treviso, la presentazione dell’emendamento sulle retribuzioni degli eletti presso gli enti locali e sulla possibilità che gli amministratori locali svolgano attività professionali. Una proposta che ha incontrato pareri favorevoli anche nel centrosinistra tanto che la I° Commissione degli Affari istituzionali ha riscontrato «questioni di uguaglianza di trattamento, di libero accesso agli uffici pubblici, e di possibili effetti sul piano di un professionismo politico-istituzionale che di certo non deve essere incentivato». Pertanto la I° Comissione ha ritenuto «opportuno valutare con attenzione se la materia non possa essere più organicamente ed efficacemente affrontata in una sede separata, come potrebbe essere il Codice delle autonomie, per la cui adozione potrebbe essere fissato un termine breve». «Ho riscontrato perplessità bipartisan - spiega Stiffoni - è un problema che interessa trasversalmente un po’ tutti quanti e che mette in gioco un minimo di buon senso».Quali i rischi del comma 362 dell’articolo 18 della Finanziaria?«Innanzitutto un più che probabile rischio di ingorgo istituzionale che si sarebbe venuto a creare negli enti locali e nei cda delle partecipate a seguito dell’entrata in vigore della norma a partire dal primo gennaio prossimo. Insomma, un’effettiva incopatibilità per gli amministratori locali qualora gli stessi siano anche amministratori di società partecipate dell’ente. Su mia sollecitazione alla Finocchiaro, è stato dato l’imput a stralciare questa norma inserita nella Finanziaria e trattarla separatamente con un provvedimento a parte: l’ingorgo istituzionale avrebbe, infatti, portato a dimissioni incrociate sia negli enti locali sia nelle società partecipate creando notevoli problemi di gestione a livello locale.»Qual è stata la risposta del Governo?«Si sono resi conto del problema che si sarebbe venuto a creare l’anno prossimo. Da qui, la necessità di stralciare il comma 362 per, poi, prevedere la possibilità di introdurre, all’interno della nuova norma che verrà approvata, uno scivolo graduale che accompagni l’attuazione dell’intervento. Anche al presidente della I° Commissione Affari istituzionali, Enzo Bianco, e ai senatori Lorenzo Villoni (Margherita) e Giovanni Legnini (Ulivo) ho proposto come scivolo il rinnovo del contratto con l’ente locale cui l’amministrato fa parte: si tratta, a conti fatti, di una norma di buon senso che interessa trasversalmente tutti quanti...»Sembrerebbe che la maggioranza non abbia tenuto conto degli enti locali...«Posso anche capire tanta frenesia da parte di alcuni esponenti dell’esecutivo Prodi nel far attuare la Finanziaria 2007 quanto prima... Tuttavia, sarebbe necessario fare i conti anche con le realtà locali che sono assolutamente variegate e che, proprio in questo momento politico, non hanno affatto bisogno di confusione. Già questa manovra finanziaria ha creato fin troppi problemi agli enti locali! Il Governo sembra aver capito: lo stesso senatore diessino Legnini ha sottoscritto le mie proposte. Si sono resi conto anche loro che non è proprio il caso di andare a fare ulteriori confusioni all’interno degli enti locali...»Quali altri problemi dovranno affrontare gli enti locali una volta approvata la manovra?«La lista sarebbe infinita. Dalla riduzione dei trasferimenti da parte dello Stato alla contestuale possibilità degli stessi enti di aumentare l’addizionale Irpef, fino ad arrivare alle cosiddette “tasse di scopo” e alla revisione degli estimi catastali: è una manovra che penalizza gli enti locali. D’altra parte, se le amministrazioni comunali vogliono dare i servizi ai cittadini, dovrebbero anche poter disporre delle proprie risorse. Così, purtroppo, non è. Anziché ridurre sempre di più i trasferimenti, lo Stato dovrebbe trasferire maggiormente l’Irpef che già i cittadini pagano. Ridurre da una parte e, al contempo, dare la possibilità di aumentare la tassazione locale significa, a conti fatti, aumentare la pressione fiscale. Questo è penalizzante soprattutto per i redditi medio-bassi.»Si è fatta poi avanti la proposta di costituire la guardia nazionale a difesa del territorio?«Non è mica la scoperta dell’acqua calda: basterebbe adattare alla nostra realtà ciò che da sempre esiste negli Stati Uniti. Anziché usare l’esercito che è formato soltanto da volontari, si potrebbe portare avanti un ragionamento condiviso senza militarizzare il territorio. Non intendo un carrozzone romano - centralizzato, costoso e non efficiente - ma un’organizzazione locale o regionale che non può essere scartata a priori. Dal momento che questa Finanziaria non stanzia fondi per la sicurezza del Paese, basterebbe inquadrare i riservisti per risparmare i soldi.»[Data pubblicazione: 10/12/2006] LA PADANIA

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Bene, qualcuno di voi si chiederà, e allora? Allora un cavolo, vado a vedere che cosa prevede l'art.18 ed il comma 362 e cosa ti scopro? Leggo e rileggo, non si parla di ciò che dice Stiffoni....oh bella...si dice che l'amministratore pubblico che assume anche incarichi presso società partecipate non prende alcun emolumento...e tu che cosa ne pensi? Eh sì è una norma bipartisan, bravo Stiffoni 7+


Art.18 -Legge Finanziaria 2007
Comma 362. Fermo restando quanto disposto dagli articoli 60 e 63 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, l’assunzione, da parte dell’amministratore di un ente locale, della carica di componente degli organi di amministrazione di società di capitali partecipate dallo stesso ente non dà titolo alla corresponsione di alcun emolumento a carico della società.