Vi riporto queste mie, tratte da una discussione che stiamo sviluppando sul forum orientalista.
Prendendo spunto da ciò domandando quindi: che cosa è l'Onore per voi? Concordate o meno con quanto da me scritto?E' fondamentale nella vostra esistenza, oppure trattasi d'accessorio secondario da utilizzare alla bisogna solo quando fa più comodo?(insomma del solito orpello col quale ricattare, leggasi fregare, il prossimo mediante atteggiamenti pseudo- moralisti[perchè l'etica è dell'Onore vero e non di quello fittizio], considerato che poi con sé stessi si è piuttosto indulgenti ).
Saluti&baci.
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C'erano e ci sono anche i monaci guerrieri.
Comunque, la consapevolezza totale, quella con la C maiuscola, è ovviamente al di sopra d'ogni ruolo perchè pretende addirittura la trasfigurazione, ed abbandono, dello stadio umano. Quindi è di tutti e di nessuno e, in questo caso e per agevolare il discorso, la mettiamo da parte, altrimenti ci perdiamo per altre vie.
Nello specifico, l'Onore cui facevo riferimento è il riconoscere il proprio ruolo all'interno dell'Essere ontologicamente inteso. Così formulato il doscorso rimanda più ad una concezione ellenica che orientale (ma non è difficile ritrovare medesima anche in quest'ultima). Riconoscere il proprio ruolo presuppone riconoscere quale sia il proprio compito nel mondo. Cosa che, ne converrai, richiede una consapevolezza non indifferente.
Ora, poichè io come gli antichi greci -e non solo loro se ci andiamo a vedere per benino il funzionamento della legge di causa-effetto-,credo fermamente il mondo sia governato dalla Legge di Necessità e che da questa non vi sia scampo, penso che a noi, poveri mortali, non resti che prenderne atto comportandoci di conseguenza accettando il nostro fardello e, per Amor Fati, affrontando con Onore, e a testa alta (almeno ci si prova), il nostro Destino. L'Onore è quindi la capacità d'assumere Eroicamente il proprio ruolo. Di individuarsi in esso accettandolo, qualunque esso sia.
Eroe di tal fatta lo è quindi il monaco parimenti al samurai, ed entrambi lo sono quando assumono con consapevolezza il proprio Dovere (compito all'interno del mondo)che vuol dire onorare (Onore) il proprio Destino.
Uguale valenza assume così, ad esempio, l'atto di seppuku protratto dal samurai in nome del proprio signore così come quello del monaco che, come anche il Buddha mi sembra raccontasse di una sua precedente incarnazione, si lascia divorare da una tigre per sfamarla o comunque dedica la propria vita, e la propria morte, nel tentativo d'emanciparsi spiritualmente. Ed entrambi si faranno carico delle proprie funzioni che sono differenziate (vie diverse appunto). Ma entrambi servono lo stesso Principio, del quale il Tenno non è che incarnazione.
(l'argomento è vasto e richiederebbe vasta trattazione)
L'Onore è anche la colorazione etica che all'Uomo dona la propria consapevolezza. E' un Valore comune vissuto in dipendenza di un Principio comune. Ecco perchè un monaco ed un samurai all'interno di una società, di un Popolo vivo e pulsante, non possono che condividere la medesima concezione dell'Onore. Ecco perchè è necessaria recuperare un'identità di popolo, di stirpe, anzi che decantarne l'ulteriore polverizzazione previa deprogrammazione e ri-programmazione. Perso l'Onore (che non si può imparare ma si sugge col latte materno) si è perso tutto, si è carne morta. Non si è più: "O con questo o sopra di questo", come solevano dire le donne di Sparta ai loro uomini in partenza per la guerra.
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