
Originariamente Scritto da
Aganto
Io preferisco pensare che si perderà solo chi rifiuterà sino alla fine (sino alla morte) il dono di Cristo; penso che la salvezza sia un dono, una iniziativa di Dio che non necessita di industriosità umana per avvalersene: basta non rifiutarla. E' Dio che salva, noi non possiamo meritare la salvezza, neppure guadagnarcela, quello che solo possiamo fare della salvezza è non rifiutarla oppore rifiutarla. Pertanto, penso che quelli che abitano la faccia di questa terra possano presumersi tutti salvi, perchè di loro si perderà solo chi sino alla fine rigetterà l'offerta di Gesù, ma non sappiamo chi rifiuterà e nemmeno quanti rifiuteranno, nemmeno se qualcuno rifiuterà... In effetti, la perdita della salvezza può avvenire solo a vita terrena compiuta, perchè prima della fine tutto può cambiare; quindi chi non è morto è ancora salvo, perchè stante un possibile rifiuto, sta anche un possibile suo recupero; questo rifiuto in vita, pertanto, non configura la perdita della salvezza ma solo il rschio di tale perdita; tuttò ciò tutto perchè il tempo della scelta dura tutta la vita. In questi anni siamo in cammino, pellegrini, siamo nel tempo delle scelte, della scelta pià grande e nel mentre che questo tempo scorre, Dio, che è buono, fa sorgere il sole su tutti, su quelli che già rifiutano il suo Figlio e su quelli che già, invece, lo accolgono, perchè sinchè la vita di ciascuno non sarà terminata, ciascuno potrà volgersi al male oppure al bene (non a cso il punto di morte è un momento cruciale e importante).