Voi che valore assegnate all'incapacità di riconoscersi non solo nella temporalità contingente, ma anche nella spazialità? Mi spiego: preferireste, ad esempio, vivere in una stanza a Mont-Martre nel 1875 o in un hangar riadattato a Ulan-Baator attualmente? Ovvio che ogni opzione verrà presa nella massima considerazione, poiché nessun limite ha da esser posto alla fantasia (che è, a scanso d'equivoci, irrimediabilmente camerata). Su!




Rispondi Citando

