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  1. #11
    Liberale hayekiano
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    Una cosa è l'Irlanda dei primi anni '90 e una cosa è l'Italia del 2006. I buoni esempi sono ottimi modelli sa prendere in considerazione ma possono semplicisticamente essere imitati con fede cieca, proprio perchè ogni situazione ha i suoi connotati particolari. A partire ad es. dal fatto che è un paese con 4 milioni di abitanti, che sia stato abbondantemente foraggiato a suo tempo da fondi strutturali europei; attualmente pressochè interamente dirottati verso i nuovi membri a Est.

    Per approfondire lascio il link a un interessante articolo di fiscooggi dove si descrive il "miracolo" della tigre celtica, terra d'investimento di più di mille multinazionali, mostrando tra l'altro come non si possa ridurre semplicisticamente la sua ricetta alla formula fondi strutturali + aliquote basse.

    L'articolista fra l'altro puntualizza che "la detassazione dei profitti realizzati dalle aziende straniere risale addirittura al 1957. Il ricorso a questa allettante finestra fiscale però è diventato di moda soltanto sul finire degli anni '80."

    http://www.fiscooggi.it/reader/?MIva...giornale=12243

    Circa la spesa pubblica: sinceramente ancora no. Aspetto gli aggiustamenti definitivi e la entrata in vigore. Ma sappiamo bene che incrementare la spesa pubblica per l'anno entrante non contraddice di per sè il fatto dell'abbattimento del debito pubblico pregresso.
    Il liberalismo è la suprema generosità.

  2. #12
    Gin Pì... Nun ce lassà...
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    Pure noi siamo stati abbondantemente foraggiati se è per quello... Solo che non abbiamo speso bene i soldi e in molti casi non li abbiamo spesi affatto.

    La puntualizzazione, però, sembra confermare anziché contraddire. Evidentemente c'è voluto tempo prima che certe aziende travossero interessante investire in un paese praticamente dedito all'agricoltura e alla pastorizia.

    Poi bisogna vedere la tipologia di aziende che hanno investito laggiù... Magari la New Economy nel '54 non era nemmeno concepibile... Ma l'impostazione c'era e attendeva solo il momento propizio.

    Il Suo link non mi si apre...

    Circa la spesa Le riporto qualche stralcio...

    Se si confronta il Documento di programmazione economica e finanziaria di luglio con la Trimestrale di cassa di inizio aprile, si vede come la previsione per il 2006 della spesa primaria (quella al netto degli interessi) sia stata rivista in aumento per 13,2 miliardi (lo 0,9 per cento del Pil).
    va sottolineato come la revisione della stima della Trimestrale di cassa riguardi proprio le aree nelle quali la spesa è cresciuta di più negli ultimi dieci anni, quelle collegate al funzionamento della macchina amministrativa e all’attività del settore pubblico come produttore e fornitore di servizi: il personale e i consumi intermedi, la sanità e le amministrazioni locali.
    Quali che siano le cause, il rapporto tra spesa primaria e Pil continua a crescere: dal 43,9 per cento del 2005 al 44,6 per cento del 2006

  3. #13
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    Quello che non capisco è perchè non mi ha abbassato le tasse lui, o il suo capo, nei 5 anni di governo passato! Mi aspettavo la riduzione alle due aliquote come da promesse. Ma nonostante i benefici effetti su deficit e debito il governo precedente non mi ha ridotto le tasse.
    E' stato un governo contro il benessere del paese.
    L'ho visto invecchiato Martino; era un ragazzo brillante quando insegnava economia internazionale (ero il suo studente più assiduo) di ritorno dagli USA dove era stato allievo di Friedman. Era bravo, uno dei pochi monetaristi in una classe d economisti Keneysiani.
    Poi ha smesso di studiare, si è messo alla testa di un movimento anti tasse e si è buttato in politica. E' diventato insomma obsoleto, tant'è vero che non gli è stato più affidato alcun dicastero economico. Lui solo (a parte qualche forumista un pò patetico) crede ancora alle strampalate teorie di Laffer.
    Tanta retorica ma poca sostanza. TPS, che conosco meglio invece continua a studiare.
    Lasciamolo lavorare...

  4. #14
    Liberale hayekiano
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    E' vero, constato che il link non funziona. Per raggiungere l'articolo manualmente, dall'homepage www.fiscooggi.it c'è la sezione arretrati e da là si seleziona il numero del 18/11/2004. L'articolo è il primo nella sezione "dall'estero".
    Altrimenti si può provare un copia e incolla dell'indirizzo...
    http://www.fiscooggi.it/reader/?MIva...giornale=12243

    Buona lettura.

    A proposito, non per gusto di simmetria ma neanche io son riuscito a reperire l'articolo : il sito de La Voce mi dà articolo non presente. Potrebbe eventualmente postarlo intero?
    Comunque anche se certamente l'aumento della spesa primaria è un dato negativo (ed è l'indice chiaro del compromesso politico; penso alla assunzione in massa dei precari ad es.) ribadisco che il merito della stretta era l'abbattimento del debito pubblico; una finanziaria lassista che ignorasse questa realtà ci avrebbe condotto al declassamento dell'affidabilità internazionale. Il problema va aggredito come preliminare per lo sviluppo, a mio parere. Naturalmente senza le dovute riforme sarà un (pesante) sacrificio inutile.

    p.s. ora il link sembra funzionare senza il noioso filtro di POL.
    Il liberalismo è la suprema generosità.

  5. #15
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    Sono partito da Google, infatti... ricercando "aumento spesa pubblica 2007", mi pare...

    Comunque sia, Ortega, in una "manovrina", chi dice 35, chi dice 40, qualcuno considerando tutto arriva a parlare di 70... sempre miliardi ... che è una cifra abnorme per usare un aggettivo autorevole (o presunto tale) ... stare qui a difendere un gobierno che per varie ragioni aumenta la spesa anziché ridurla innescando meccanismi che difficilmente potranno essere fermati negli anni successivi (tra l'altro leggendo l'articolo si accorgerà che la spesa per prestazioni sociale, ad esempio, non ha subito variazioni rispetto a quanto previsto nel DPEF) ... stare qui a difendere, dicevo, è veramente, mi scusi, un esercizio quanto meno arduo se non inutile.

    Comunque ecco il testo "incriminato". E' del settembre scorso e magari c'è stato pure qualche aggiornamento...

    25-09-2006
    Come sta andando la spesa pubblica?

    Giuseppe Pisauro


    In queste settimane l’attenzione di chi si occupa di previsioni di finanza pubblica si è concentrata sull’andamento delle entrate e, in particolare, sulla successione di previsioni al rialzo del gettito delle entrate tributarie . Ma come sta andando la spesa pubblica? Da quel fronte le notizie sono meno incoraggianti.
    Dove cresce la spesa
    Se si confronta il Documento di programmazione economica e finanziaria di luglio con la Trimestrale di cassa di inizio aprile, si vede come la previsione per il 2006 della spesa primaria (quella al netto degli interessi) sia stata rivista in aumento per 13,2 miliardi (lo 0,9 per cento del Pil).
    Come si spiega una revisione di questa portata a distanza di tre mesi? In parte è dovuta agli effetti della manovra realizzata con il decreto-legge Bersani-Visco di luglio, che ha rifinanziato Ferrovie e Anas per 2,8 miliardi: nell’insieme, tenendo conto di una serie di misure, in aumento e in diminuzione di voci di spesa corrente (in particolare un taglio di 750 milioni di quella per consumi intermedi), secondo le stime ufficiali, il decreto ha generato un incremento netto della spesa pubblica nel 2006 di 2,4 miliardi (oltre, a maggiori entrate per 3,6 miliardi). Restano quindi da spiegare 10,8 (= 13,2-2,4) miliardi di maggiori spese. Dove si concentrano?

    La revisione non riguarda la spesa per prestazioni sociali (previdenza e assistenza) che è rimasta invariata rispetto a quella della Trimestrale di cassa.

    Le voci interessate sono, invece, soprattutto tre:
    1. spesa per il personale (1 miliardo),
    2. per consumi intermedi (4 miliardi, nonostante il taglio ricordato di 750 milioni),
    3. in conto capitale (4,5 miliardi).
    Al riguardo, il Dpef – in modo non diverso da quelli degli anni precedenti – fornisce solo indicazioni sommarie: la conclusione della tornata contrattuale 2002-2005 per il pubblico impiego, una dinamica più accentuata dei consumi intermedi soprattutto nella sanità, introiti minori del previsto dalle vendite di immobili (che entrano con il segno meno nella spesa in conto capitale).
    In realtà, per la spesa corrente le cifre del DPEF sono sostanzialmente coerenti con quelle della due diligence sui conti pubblici di inizio giugno (alla quale chi scrive ha collaborato), che fornisce sufficienti elementi di dettaglio. La revisione del tendenziale 2006 effettuata in quella sede aveva messo in evidenza maggiori spese per 4,6 miliardi nei settori della sanità, degli enti locali e delle spese obbligatorie. La due diligence indicava poi altre aree di rischio potenziale (collegato alla possibilità che parti della manovra di cui alla legge finanziaria per il 2006 si rivelassero inefficaci), tra le quali aveva particolare rilievo la spesa in conto capitale e, in particolare gli investimenti di Anas e Ferrovie, poi – come si è visto – rifinanziati con il decreto di luglio.

    Insomma, gran parte dei fattori che hanno portato alla revisione delle previsioni di spesa per il 2006 evidenziata nel Dpef si erano già manifestati a inizio giugno. Per inciso, va sottolineato come la revisione della stima della Trimestrale di cassa riguardi proprio le aree nelle quali la spesa è cresciuta di più negli ultimi dieci anni, quelle collegate al funzionamento della macchina amministrativa e all’attività del settore pubblico come produttore e fornitore di servizi: il personale e i consumi intermedi, la sanità e le amministrazioni locali.

    Quali che siano le cause, il rapporto tra spesa primaria e Pil continua a crescere: dal 43,9 per cento del 2005 al 44,6 per cento del 2006 (mentre, al contrario, la Trimestrale di cassa prevedeva una diminuzione di due decimi di punto).

    Il 2006 conferma la tendenza di lungo periodo dell’ultimo decennio: un tasso di crescita medio annuo di circa il 2 per cento in termini reali (al netto dell’inflazione). È una tendenza non sostenibile a fronte del ritmo di crescita dell’economia cui siamo abituati in questi anni: così debole da far quasi gridare al miracolo per un +1,5 per cento come quello previsto per il 2006.
    Previsione tendenziale ottimistica

    Cosa accadrà nel 2007? Secondo il quadro tendenziale – vale a dire, prima della manovra – del Dpef, la spesa primaria totale diminuirebbe dello 0,6 per cento del Pil. Quella corrente, in particolare, scenderebbe dal 40,3 per cento del 2006 al 39,8 per cento del 2007.
    In termini reali, la spesa corrente primaria crescerebbe solo dello 0,3 per cento, ben al di sotto, quindi, delle tendenze dell’ultimo decennio. In altre parole, se la si giudica sulla base dell’esperienza, la previsione tendenziale appare molto ottimistica.

    In buona parte ciò è dovuto al fatto che si tratta di una previsione costruita sulla base del criterio della legislazione vigente: dà per buone le misure di riduzione della spesa decise con le leggi precedenti, a prescindere dalla loro effettiva realizzabilità.

    È il problema affrontato con il decreto-legge di luglio: la spesa a legislazione vigente non consentiva la prosecuzione dell’attività dei cantieri già aperti per gli investimenti di Ferrovie e Anas. Il rifinanziamento per 2,8 miliardi di queste attività e l’obiettivo di ridurre il disavanzo hanno richiesto il reperimento di nuove entrate per circa 3,6 miliardi.

    Apparentemente l’effetto netto del decreto-legge sul disavanzo è stato trascurabile, ma solo perché la base di partenza conteneva una stima irrealistica, per quanto formalmente "a legislazione vigente", della spesa.

    Con lo stesso problema dovrà misurarsi la legge Finanziaria che sarà presentata a fine mese: sarà necessario reperire risorse importanti - con minori spese future e nuove entrate - solo per mantenere la previsione tendenziale della spesa e, ad esempio, pagare le bollette della luce degli uffici e i debiti con i fornitori.

    La morale è che le buone notizie che arrivano dal fronte delle entrate tributarie non sono sufficienti a far abbassare troppo la guardiasui conti pubblici: parte di quei denari sono, in un certo senso, già stati spesi.


  6. #16
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    Senza entrare nel merito dato che la penso più come Ortega che come gli altri e visto che sono in casa vostra, per una volta faccio il signore senza polemizzare. Essendo evidente la preparazione economica di Martino, come mai non avete fatto lui Ministro dell'Economia?

  7. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da Repubblica Visualizza Messaggio
    Senza entrare nel merito dato che la penso più come Ortega che come gli altri e visto che sono in casa vostra, per una volta faccio il signore senza polemizzare. Essendo evidente la preparazione economica di Martino, come mai non avete fatto lui Ministro dell'Economia?
    Ecco, bravo...Non entri nel merito che voi un uomo così ve lo sognate. Poi, se vogliamo fare dei confronti, lo dobbiamo fare a parità di incarico...

    Voi contentatevi di quest'omino qui.


  8. #18
    Repubblica
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    Citazione Originariamente Scritto da FreeFlag Visualizza Messaggio
    Ecco, bravo...Non entri nel merito che voi un uomo così ve lo sognate. Poi, se vogliamo fare dei confronti, lo dobbiamo fare a parità di incarico...

    Voi contentatevi di quest'omino qui.

    Beh, Parisi vince 10 a zero..

    Ma il confronto non era con i nostri, in cui Martino non emergerebbe mai.. Il confronto serio era Martino-Tremonti.....

  9. #19
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    GEORGE: Ringraziate zio Silvio, vi rimanda a casa e ve la detassa pure
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    Citazione Originariamente Scritto da Repubblica Visualizza Messaggio
    Senza entrare nel merito dato che la penso più come Ortega che come gli altri e visto che sono in casa vostra, per una volta faccio il signore senza polemizzare. Essendo evidente la preparazione economica di Martino, come mai non avete fatto lui Ministro dell'Economia?
    Perchè in quel caso sarebbe stato troppo facile rinvincere le elezioni

    A noi piacciono le sfide

  10. #20
    Repubblica
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    Citazione Originariamente Scritto da LIBERAL_ Visualizza Messaggio
    Perchè in quel caso sarebbe stato troppo facile rinvincere le elezioni

    A noi piacciono le sfide

    Della serie...

 

 
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