Ho apprezzato molto il suo intervento oggi alla Camera. Al punto che sono andato qui e l'ho trascritto parola per parola per condividerlo con POL
Buona lettura.
Grazie Presidente…
Onorevoli colleghe e onorevoli colleghi, mi sia consentita una citazione.
Un gran numero di stati membri, in particolare i Paesi Baltici, hanno adottato una versione da manuale di politica tributaria efficiente.
Anzitutto i loro sistemi tributari sono trasparenti.
In secondo luogo il carico fiscale è in genere basso.
In terzo luogo hanno evitato una progressività troppo ripida.
L’aliquota marginale massima dell’imposta sui redditi personali è circa il 25% in Estonia e Lettonia, fra il 30 e il 40 % nella maggior parte dei nuovi stati membri.
Per le imposte sulle società le aliquote marginali massime sono comprese fra il 15 e il 25% e alcuni paesi hanno annunciato ulteriori riduzioni nei prossimi anni.
Sia dal punto di vista teorico sia da quello pratico sappiamo che questi sistemi tributari sono favorevoli ad un forte sviluppo economico. Se le aliquote fiscali basse dei nuovi stati membri indurranno tutti i paesi dell’area dell’Euro a riformare il sistema fiscale, come le riduzioni delle aliquote fiscali in Irlanda hanno già fatto, questo sarà tutto a nostro vantaggio.
Tutti i cittadini dell’area dell’Euro sanno che i regimi fiscali devono cambiare e che la pressione fiscale deve diminuire… Queste parole sono contenute in un discorso tenuto a Francoforte il 21 Ottobre 2004 da Tommaso Padoa Schioppa (inizio di applausi) nella sua qualità di membro del comitato esecutivo della Banca Centrale Europea (pausa ed ulteriori applausi).
Immagino che (brusii ironici in sottofondo) … Immagino che il Sig. Ministro data la sua ilarità abbia gradito la citazione…
Evidentemente, fino a due anni or sono, anch’egli, come la quasi totalità degli economisti, riteneva che per promuovere lo sviluppo economico fosse necessario un fisco trasparente, leggero e basato su aliquote marginali quanto più basse possibili.
Non basta. Il suo riferimento positivo al caso irlandese dimostra come allora egli fosse convinto che il risanamento dei conti pubblici fosse possibile solo grazie allo sviluppo economico promosso dalla riduzione delle imposte.
L’Irlanda nel 1990 aveva un rapporto debito su PIL pari al 120 per cento… In soli 10 anni quel rapporto si è più che dimezzato! Nel 1999 il rapporto era sceso al 54 per cento.
Quello straordinario risultato, come il ministro riconosce … No, pardon… come il dottor Padoa Schioppa riconosceva fu ottenuto grazie ad una drastica riduzione delle aliquote.
Siamo in presenza ad una conversione talmente rapida da ricordare il caso di Gaetano Donizetti del quale si racconta che mentre, non si sa perché, stava picchiando furiosamente la moglie, colto da ispirazione si recò al pianoforte e compose “Tu che a Dio spiegasti l’ali o bell’alma innamorata…” (risate e applausi).
Inutile chiedersi cosa abbia indotto il dottor Padoa Schioppa, diventato ministro, a dare vita ad una finanziaria che in nome dello sviluppo aumenta il carico fiscale!
La sua conversione è assolutamente incomprensibile. Uso l’aggettivo incomprensibile intenzionalmente perché stavolta sono stati superati i limiti della decenza… Un articolo unico, di 1365 commi, come ha ricordato giustamente il Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano, è abnorme. E a questo articolo unico si è arrivati dopo un interminabile valzer di contorsioni, contraddizioni, modifiche e ripensamenti.
E che dire del provvedimento “salva-corrotti”?
Immediatamente giudicato scandaloso persino da alcuni ministri sembra che si cercherà di correggerlo subito dopo la sua approvazione…
Ora, io non credo… che il presidente del consiglio e il ministro dell’economia volessero davvero introdurre una norma che ha conseguenze così aberranti… E’ probabile,quindi, che non ne fossero a conoscenza.
Ma questo non li assolve affatto !!! Come può chiedere fiducia un governo che presenta al Parlamento provvedimenti di cui non conosce nemmeno il contenuto?!? (applausi, bravo!)
Dite di voler perseguire la giustizia sociale…ma in realtà avete adottato una politica che è ferocemente antisociale!
Il fatto è, onorevoli colleghi, che l’aumento delle imposte non danneggia chi è già ricco… Si tratta di un lusso che essendo ricco può permettersi. I veri danneggiati sono quanti potrebbero diventare ricchi, migliorare la propria condizione… e vengono messi nella impossibilità di farlo dall’aumento del carico fiscale.
L’eccesso di tassazione è la misura più iniqua e più reazionaria che si possa immaginare. Impedendo a chi potrebbe crescere di farlo congela la struttura dei redditi, rende durature se non addirittura permanenti le differenze fra chi ha molto e chi ha poco, taglia i gradini più bassi della scala dei redditi lasciando a terra quanti potrebbero salire e migliorare la propria condizione.
Credete che siano i super-ricchi a piangere quando le tasse aumentano … (oltretutto l’on. Giulio Tremonti mi ha detto che sui super-ricchi non c’è nessun aumento di tasse…) Credete che siano i super-ricchi a piangere quando le tasse aumentano … No. La maggior parte di loro non si accorgerà nemmeno del cambiamento…
Pauperismo e l’abuso del torchio fiscale che ne consegue garantiscono l’immiserimento di tutti gli italiani. I danneggiati veri sono proprio i più deboli…
Questa finanziaria è incomprensibile, impresentabile, iniqua, recessiva e profondamente antisociale.
Ha suscitato le critiche non solo degli economisti e delle categorie ma dell’inter … dell’intero Paese.
Ha un solo pregio: ha illustrato esemplarmente a tutti gli italiani di cosa siano capaci le sinistre quando vanno al governo. E’ una lezione che gli italiani non dimenticheranno!
(applausi finali.)




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