
Originariamente Scritto da
Yggdrasill
Hai aggiustato il tiro?
Dunque, le differenze
non "sono nella mia testa", come hai avuto modo di constatare (o quei testi che hai riportato me li sono inventati io?Oh, può essere eh?:tutto è possibile secondo i grandi principi della Metafisica). Esistono e sono state teorizzate in seno ad un pensiero di cui tu hai mostrato
completa ignoranza. Punto. Che poi tu tenti di salvarti col ciambellone dei Sommi Principi ogni qual volta vieni messo alle strette è altra questione. Non per nulla, il profetico?, Arjuna, giusto ier sera ha avuto modo di dire:
Lapidario direi...
In questa discussione sei riuscito ad affermare di tutto, persino la non sussistenza del Nirvana, quando la questione presenta aspetti ben più sottili e complessi, che esulano il "concettuale", liquidando lo sviluppo creativo del pensiero buddhista quale mera esigenza innovativa (

).
Infine ti sei rifugiato nel Grande Principio della Metafisica, al quale tutto s'inchina e che tutto tacita, appunto (e che è arma infallibile per aver la meglio in qualsiasi discussione, per delle ragioni facilmente comprensibili...)
Che tutto si stemperi e disciolga nella vacuità, della quale nulla può essere detto, lo so meglio di te.
I Principi della Metafisica li conosco, così come
so di trovarmi nel mondo del relativo, della Maya. Almeno io, tu che ti sei di già illuminato (e fulminato) non so. Non è questo il punto. Il punto è che se si pretende di buttare tutto nel calderone dell'indistinto, quando, al contrario, si sta annaspando nel contingente, non si sta facendo null'altro di ciò che fa il Bagatto dei tarocchi: si ambula inconsapevoli con gli occhi rivolti al cielo mentre si sta per precipitare in un burrone. Si sta facendo un peccato d'orgoglio, perchè si pretende di trattare di cose che sono oltre la nostra condizione. Ecco perchè, i savi, hanno concepito talune differenze. Lo hanno fatto in primis ben consapevoli che, così facendo, avrebbero un giorno dato adito a discussioni di così alto spessore quali le nostre (

), ed in secundis, perchè, consapevoli della natura degli esseri senzienti, e dell'azione della frammentazione che dà origine al divenire, sapevano, e sanno, che per comprendere gli alti principi metafisici bisogna apprenderne la natura profonda, della quale il contingente è ombra distorta, ma che ad ogni modo "è" sebbene in relazione alle proprie peculiarità, e non liquidare il tutto con superba superficialità. E con questo concludo perchè quello che avevo da dire l'ho detto e ridetto in questi giorni ed ogni volta che ti leggo non ricevo che conferme sul fatto che discutere con te sia superfluo. Quindi che fare se non darti ragione? lo ripeto: hai ragione. Anzi, sappi che, in via preventiva, non solo l'hai avuta (e sempre) in passato, ma pure l'avrai in futuro.
In secula seculorum. Amen. Per tale "ragione", appunto, d'ora innanzi, quando avvisterai, tra i fumi del tuo pensiero, i miei interventi, evita di quotarli, non solo perchè inutile, ma anche poichè, se non l'avevi ancora notato, era da un po' che io facevo medesima cosa con te, il motivo lo lascio alla tua onirica fantasia.
Arigatò
(il cerchio si chiude in via definitiva)