'ambasciatore italiano alle Nazioni Unite ha consegnato ufficialmente
la richiesta dell'esecutivo Prodi sulla sospensione universale delle pene capitali
Onu, primo passo dell'Italia
"Moratoria sulla pena di morte"
Marco Pannella prosegue con lo sciopero della fame e della sete
"Se smetto accontentandomi delle chiacchiere, aspetteremo fino al 2023"
ROMA - Primo passo formale dell'Italia - dopo l'impegno assunto dal presidente del Consiglio e dal governo - per una moratoria globale sulla pena di morte. L'ambasciatore italiano al Palazzo di Vetro, Marcello Spatafora, ha informato ufficialmente il presidente di turno del Consiglio di sicurezza dell'Onu, il russo Vitaly Churkin, della richiesta italiana che l'Assemblea generale delle Nazioni Unite riprenda in esame il tema della moratoria universale della pena di morte, sulla base di un documento presentato lo scorso dicembre dalla stessa Assemblea. La richiesta è avvenuta attraverso un incontro fra Spatafora e Churkin a New York, in quella che per l'Italia è la prima giornata di lavoro, come membro non permanente, nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
Una formalizzazione della richiesta, si diceva, dopo un precedente annuncio di Palazzo Chigi ("Ci impegnamo ad avviare subito le procedure"), che di fatto andava incontro alle richieste del leader radicale, Marco Pannella, da giorni in sciopero della fame e della sete. Ma lo stesso Pannella aveva replicato, chiedendosi di quale assemblea il governo stesse parlando: "Si tratta dell'Assemblea in corso attraverso il Terzo comitato o gli altri, il cui rapporto deve ancora essere discusso e votato, o di un'Assemblea straordinaria ai sensi degli articoli 8 e 9 della Carta Onu?".
"Al posto del presidente Prodi - insiste il leader radicale - mi preoccuperei, anzi mi occuperei personalmente di parlare con i massimi esponenti della comunità internazionale. E' solo un esempio. Se vorrà, potrà immediatamente contare sulla collaborazione impegnata e concreta del Partito radicale transnazionale e del mondo radicale italiano".
Al dibattito italiano era già giunta un'eco dal Palazzo di Vetro di New York. Nella sua prima dichiarazione alla stampa nei panni di nuovo segretario generale dell'Onu, Ban Ki Moon aveva parlato di pena di morte, "materia che ciascuno Stato deve decidere, ma come segretario generale posso dire che, pur concordando pienamente contro l'impunità dei colpevoli, mi auguro che gli stati membri prestino piena attenzione a tutti gli aspetti della legge umanitaria".
Intanto da più parti giungono appelli a Pannella affinché cessi la protesta. I Verdi, con il capogruppo alla Camera, Angelo Bonelli, "sostengono le iniziative utili per contrastare la barbarie della pena capitale" e lo invitano "a sospendere lo sciopero della fame". Il sottosegretario agli Esteri, Bobo Craxi, si dice convinto che "l'azione di Pannella abbia avuto un esito immediato, in quanto fondata su un altissimo valore di natura politica e umanitaria" e, "lieto" del contributo", lo sollecita a "riprendersi il proprio diritto alla salute".
Ma il leader radicale non molla, anzi rilancia: "Sono molto felice di riuscire a intravedere una via d'uscita, e tutto mi auguro tranne che rimetterci la pelle. Ma sono assolutamente sicuro che, dinanzi alla maturità e alla immaturità di governo che abbiamo di fronte a noi, se io smetto tra dieci ore può darsi che il risultato lo ottengano, mentre se smetto accontentandomi di queste chiacchiere, ancorché sincere, potremmo aspettare il 2023 per fare questa cosa". L'invito è a ""rimboccarci le maniche" e "cercare il sostegno di personalità internazionali", unica strada per "ottenere anche quella credibilità presso i delegati Onu dei vari Paesi".




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