Non c'è uno, ieri e oggi, che non abbia spiegato – senza spiegarlo affatto – che il paragone tra la morte di Saddam e quella di Mussolini non s'ha da fare, no-no, no-no, no-no. Infine è arrivato il professor Barbagallo che sul Mattino s'è indignato per il paragone, ma gli è scappata di bocca la frase rivelatrice di una posizione che non sta in piedi: «Ben diverso il caso di Saddam Hussein, tiranno, assassino, capo di Stato al quale è stata fatta una farsa di processo. La sua esecuzione è un desolante esempio della grande ipocrisia degli americani, cui spettava il compito di eliminarlo: sarebbero stati più seri se, una volta catturato il dittatore iracheno, lo avessero ucciso subito». Avete capito bene: gli americani sono cattivi perché hanno permesso il processo e poi l'orribile e barbara pratica della pena capitale, quando sarebbe stato meglio uccidere Saddam al momento della cattura e senza processo. Diciamo, un po' come Mussolini.
Contro la pena di morte, ma a favore dell'esecuzione sommaria: ma che abbiamo fatto di male per meritarci questi intellettuali?




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