Il CVII fu un grande concilio, una inversione di tendenza. Tutti gli altri concili (tranne il grande concilio di Costanza) avevano aumentato il potere papale, fino all'apoteosi del Vaticano I. Il Vaticano II ci fece passare da una visione prettamente monarchica della Chiesa alla chiesa come popolo di Dio in cammino INSIEME e SINODALMENTE verso il Signore.
La riforma liturgica del Vaticano II ha preso molti spunti dal vetero-cattolicesimo. Molte delle riforme proposte e accettate erano già state recepite nel Vetero Cattolicesimo. Quindi se nel Vaticano I ci fu la separazione (voluta dal Vaticano che condannò tale movimento che non accettava le decizioni anti-storiche, anti-scritturali, anti-tradizionaliste del Vaticano I), nel Vaticano II ci fu senza dubbio un riavvicinamento.
Le definizioni del Vaticano I faranno tramontare il cattolicesimo-romano che si è imbrigliato da solo, ponendo il papato quale massima autorità della chiesa (e non il concilio come fu sempre nella Tradizione e nel Magistero della Chiesa), quale organo infallibile e con giurisdizione universale, per dogma di fede, contro un papato che doveva essere fulcro della cristianità, ministero di servizio per l'unità: paradossalmente il papato è diventato uno dei maggiori scogli per l'unificazione dei cristiani...
E' chiaro che il Vaticano I in quanto anti-scritturale e anti-tradizionalista si pone come anti-cattolico.
Non mi piacciono le divisioni e le definizioni del tipo "il vero cattolico". Si tratta di due modi diversi di interpretare il cattolicesimo, di cui quello vetero-cattolico si propone un ritorno alle origini alla chiesa indivisa, alla chiesa dei primi 7 concili condivisi universalmente. La storia ci dirà quale dovrà essere il futuro del cattolicesimo.
Pace & bene.





