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    Predefinito Carc: processo a Parigi

    Il 17, 18 e 19 gennaio si svolgerà a Parigi il processo che vedrà imputati G. Maj e G. Czeppel, membri del (nuovo)Partito comunista, e A. D'Arcangeli, collaboratore della Delegazione del (nuovo)Partito comunista, assieme a Manuela Ontanilla Galan e J. A. Ramon Teijelo militanti della Fracción Octubre del PCE(r).Imputati per fabbricazione, detenzione e uso di documenti falsi, questi compagni sono in realtà perseguitati in quanto comunisti e minacciati di estradizione verso i paesi d'origine dove verrà loro imbastito un processo per "terrorismo".
    Traduciamo e diffondiamo l'ultima lettera di protesta e chiarimenti che alcune personalità francesi hanno rivolto al Ministro della Giustizia, Pascal Clément.
    Invitiamo chi non lo avesse ancora fatto a prendere posizione pubblicamente in questa vicenda e a firmare gli appelli allegati.




    A Pascal Clément
    Guardasigilli, ministro della Giustizia
    13, place Vendôme
    75042 PARIS CEDEX 01

    Parigi, 08.01.07

    Signor Ministro,
    Delle voci che circolano a Parigi e altrove lasciano intendere che gli italiani M. Giuseppe Maj, M. Giuseppe Czeppel, M. Angelo D’Arcangeli e gli spagnoli Manuela Ontanilla Galan et J. A. Ramon Teijelo saranno estradati in Italia e in Spagna, alla fine del processo che si svolgerà il 17, 18 e 19 gennaio alla Camera 16/2 del Tribunale Correzionale di Parigi. I cinque imputati saranno giudicati per associazione di malfattori per la fabbricazione, la detenzione e l’uso di documenti falsi.
    Queste voci hanno già dato luogo ad assemblee e agitazioni nelle Università, a riunioni pubbliche, a numerose prese di posizione e finanche a interrogazioni scritte che a voi sono state indirizzate da deputati e senatori della Repubblica. Il Municipio del I arrondissement di Parigi è stato anche occupato il 29.11.06 da persone che manifestavano contro l’estradizione dei cinque imputati.
    Noi firmatari, vi chiediamo di voler rassicurare l’opinione pubblica se queste voci sono prive di fondamento. Nel caso contrario, vi chiediamo di spiegarci i motivi per i quali le Autorità Francesi darebbero seguito alle domande di estradizione o ai mandati di arresto europei avanzati dalle Autorità Italiane e Spagnole.
    A varie riprese abbiamo già tentato di incontrarvi a tale proposito. Preso atto che le nostre richieste non hanno mai avuto seguito, e stante l’imminenza del processo, noi vi domandiamo di riceverci nella mattina del 12 gennaio. Nel caso in cui tale richiesta non sia accolta, ci vedremo costretti ad organizzare un sit-in davanti al vostro ministero.
    Nell’attesa di una risposta rapida da parte vostra, vi rivolgiamo, Signor Ministro, i nostri distinti saluti.


    Léon Landini, Ufficiale della Legione d’Onore, Medaglia della Resistenza
    Monsignore Jacques Gaillot, Vescovo di Partenia
    Henri Alleg, scrittore
    Annie Lacroix-Riz, professoressa di storia contemporanea all’Università Paris VII





    À M. Pascal Clément
    Garde des Sceaux, ministre de la Justice
    13, place Vendôme
    75042 PARIS CEDEX 01

    Paris, le 08.01.07

    Monsieur le Ministre,
    Des rumeurs circulent à Paris et ailleurs laissant entendre que les italiens M. Giuseppe Maj, M. Giuseppe Czeppel, M. Angelo D’Arcangeli et les espagnols Mme Manuela Ontanilla Galan et M. J. A. Ramon Teijelo seront extradés en Italie et en Espagne, à la fin du procès qui va se dérouler le 17, 18 et 19 janvier à la Chambre 16/2 du Tribunal Correctionnel de Paris. Les cinq accusés passent en jugement pour association de malfaiteurs pour fabrication, détention et usage de faux papiers.
    Ces rumeurs ont déjà donné lieu à des rassemblements et à des agitations dans les Universités, à des réunions publiques, à des nombreuses prises de position et même à de questions écrites qui vous ont été adressées par des députés et des sénateurs de la République. La Mairie du 1er arrondissement de Paris a même été occupée le 29.11.06 par des personnes qui manifestaient contre l’extradition des cinq accusés.
    Nous, les soussignés, vous demandons de bien vouloir rassurer l’opinion publique au cas où ces rumeurs seraient dépourvues de toute raison d’être. Dans le cas contraire, nous vous demandons de bien vouloir nous donner les raisons pour lesquelles les Autorités Françaises donneraient suite aux demandes d’extradition ou aux mandats d’arrêt européens de la part des Autorités Italiennes et Espagnoles.
    A plusieurs reprises déjà nous avons tenté de vous rencontrer à ce sujet. Ayant pris acte que nos demandes n’ont jamais eu de suites, et étant donné l’imminence du procès, nous vous demandons de nous recevoir dans la matinée du 12 janvier. Dans le cas où cette demande n’aboutirait pas, nous serons dans l’obligation d’organiser un sit-in devant votre ministère.
    Dans l’attente d’une réponse rapide de votre part, nous vous prions d’agréer, Monsieur le Ministre, l’expression de nos sentiments distingués.


    M Léon Landini, Officier de la légion d’honneur, Médaille de la Résistance
    Monseigneur Jacques Gaillot, Evêque de Partenia
    M Henri Alleg, écrivain
    Mme Annie Lacroix-Riz, professeur d’histoire contemporaine Université Paris VII

  2. #2
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    APPELLO
    NO ALL’ESTRADITIONE
    DI G. MAJ, G. CZEPPEL E A. D’ARCANGELI !!!
    NO ALLA PERSECUZIONE
    DEL (nuovo) PARTITO COMUNISTA ITALIANO !!!
    Le Autorità Italiane e le Autorità Francesi cercano di impedire l'attività politica del (nuovo)Partito comunista italiano. Esse perseguitano questo partito, con il pretesto "della guerra al terrorismo".
    Dagli anni 1980 fino ai nostri giorni, in Italia sono state condotte contro il (nuovo)PCI sette inchieste per "terrorismo", tutte risoltesi con un non luogo a procedere. Ciò nonostante, le Autorità Italiane e Francesi continuano ad aprire procedimenti contro il Partito.
    In Francia, due membri del (n)PCI, G. Maj e G. Czeppel, e un simpatizzante, A. di Arcangeli, sono perseguitati dal 2003 dalle Autorità Francesi, su richiesta delle Autorità Italiane.
    Malgrado l'assenza di prove per "terrorismo" essi sono stati privati della loro libertà tramite arresti preventivi e controlli giudiziari (ai quali sono ancora sottoposti).

    G. Maj e G. Czeppel hanno subito 18 mesi di "detenzione preventiva" e 18 mesi di controllo giudiziario. A. Di Arcangeli è stato sottoposto a 4 mesi di "detenzione preventiva" e 12 mesi di controllo giudiziario. L'8 settembre 2006 il sign. Gilbert Thiel, giudice dell’antiterrorismo francese, dopo tre anni d'indagini e di accanimento giudiziario, ha infine deciso di derubricare il capo d’accusa: G. Maj, G. Czeppel e A. di Arcangeli non sono più accusati di "terrorismo" ma di "associazione di malfattori"... dopo tre anni di violazione dei diritti politici egli cerca di salvare la faccia con "un gioco di prestigio" degno di un mago.

    Contemporaneamente, il giudice Paolo Giovagnoli della Procura di Bologna (Italia) si prepara a lanciare un mandato d'arresto europeo contro i tre compagni, per aprire un nuovo processo per... "terrorismo" (che si concluderà, ancora una volta, con un non luogo a procedere).

    Hanno già espresso la loro solidarietà : Nicole Borvo (senatrice del PCF), Georges Hage (deputato del PCF), Arlette Laguiller (porta-parole di Lutte ouvrière) , lo scrittore Henri Alleg, Monsignore Gaillot (vescovo), François Floris (commediante et regista), Serge Grossvak (consigliere municipale del PCF di Groslay), Georges Sali (vice-sindaco del PS St Denis), Annie Lacroix-Riz (Professoressa di storia all’Università Paris 7), Maître Vincent Stagnara (avvocato), Giulia Wright (porta-parole in Francia di Mumia Abu-Jamal), Léon Landini (ufficiale della legione d’onore), René Roussel, Arsène Tchakarian, René Gilli (cavalieri della legione d’onore), Jeanne Colette et Simone Nicolo-Vachon (ex- combattanti della Resistenza), Coordinamento93 di lotta per i sans papiers.



    Prendiamo posizione contro il tentativo di estradizione di G. Maj, G. Czeppel e A.D’Arcangeli !!!
    Domandiamo la fine di questa persecuzione che viola tutti i diritti politici !!!

  3. #3
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    Per aderire all’appello inviare la propria adesione a: Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo (CARC) - Direzione Nazionale - Via Tanaro 7 - 20128 Milano - Tel/Fax 02.26306454 e-mail: resistenza@carc.it sito: www.carc.it


    Per chi intende contribuire alla raccolta può farci pervenire la firma a: Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo (CARC) - Direzione Nazionale Via Tanaro 7 - 20128 Milano - Tel/Fax 02.26306454 e-mail: resistenza@carc.it sito: www.carc.it e inoltre inviare direttamente le firme di protesta a Paolo Giovagnoli c/o procura di Bologna, Piazza Trento e Trieste, 401347 Bologna- fax 051.201948.

  4. #4
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    Presidio
    il 20.1.2007 dalle ore 14.00 alle ore 18.00
    a Bologna in Piazza Nettuno
    Per dire NO alla persecuzione dei comunisti!
    Per fermare l’inquisitore Giovagnoli

  5. #5
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    La mia firma ci sarà.
    Solidarietà con i compagni Giuseppe Maj, Giuseppe Czeppel e Angelo D'Arcangeli.
    Compagni dobbiamo farci sentire in quanto nel silenzio stanno perseguendo i comunisti mi tutta Europa.

    A luta continua

  7. #7
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    Comitati di Appoggio alla Resistenza - per il Comunismo (CARC)

    Via Tanaro, 7 – 20128 Milano – Tel/Fax 02-26306454

    e-mail: resistenza@carc.it – sito: www.carc.it

    Direzione Nazionale



    Inoltriamo il Comunicato del CAP(n)PCI di Parigi con importanti
    aggiornamenti sulla campagna repressiva contro il (nuovo)Partito Comunista
    Italiano.











    Angelo (studente di Paris 8) e i suoi compagni

    saranno processati senza i loro avvocati!



    Per poter estradare Angelo e i suoi compagni la Corte presieduta da Mme
    Beauguion

    viola il diritto alla difesa!



    Il 17 gennaio alle 80 riempiamo la Chambre 16/2 del Tribunale correzionale
    di Parigi

    per sostenere il rinvio del processo in nome del diritto alla difesa!



    Il processo che avrà luogo il 17, 18 e 19 gennaio contro Angelo D’Arcangeli
    (studente di Paris 8) e i suoi compagni, Giuseppe Maj e Giuseppe Czeppel, si
    terrà senza la presenza degli avvocati difensori! Così è stato deciso dalla
    Corte che sta conducendo il processo contro i militanti del (nuovo)Partito
    comunista italiano.

    La Corte, presieduta da Mme Beauguion, ha infatti respinto la domanda di
    rinvio del processo avanzata da tutti gli avvocati difensori. Questa domanda
    di rinvio poggia sulla seguente motivazione: l’impossibilità, da parte degli
    avvocati, di essere presenti nelle date stabilite dalla Corte poiché già
    impegnati per quei giorni con altri processi.

    La richiesta di rinvio avanzata dagli avvocati è del tutto motivata ed è
    sostenuta anche dall’Ordine degli avvocati che ha definito un vero e proprio
    scandalo il rifiuto della Corte. Chiedere il rinvio del processo è infatti
    un diritto degli avvocati. Inoltre, anche Angelo e i suoi compagni sono
    d’accordo a rinviare il processo, data appunto l’assenza degli avvocati.



    Il rifiuto della Corte presieduta da Mme Beauguion poggia su progetti che
    non sono difficili da immaginare. La Corte vuole processare Angelo e i suoi
    compagni senza avvocati per privarli di ogni possibilità di difesa e rendere
    più facile la loro estradizione in Italia, dove li attendono due anni di
    detenzione “preventiva” semplicemente perché comunisti. La violazione del
    diritto alla difesa è l’arma per rafforzare la violazione dei diritti
    politici di Angelo e dei suoi compagni, diritti politici già gravemente lesi
    dai quattro mesi di detenzione “preventiva” che Angelo ha fatto nelle
    carceri francesi e dai 18 mesi di detenzione “preventiva” fatti, sempre in
    Francia, dai suoi compagni Maj e Czeppel…



    Il 17 gennaio alle 80 riempiamo la Chambre 16/2 del Tribunale correzionale
    di Parigi (mètro Cité) per sostenere la domanda di rinvio del processo che
    sarà nuovamente avanzata da Angelo e dai suoi compagni. Partecipiamo
    numerosi per creare un rapporto di forza tale da obbligare il giudice a
    rinviare il processo. Non lasciamo passare questa vera e propria
    ingiustizia! Costruiamo insieme la barricata! Solo la mobilitazione può
    permettere di vincere!



    IL 17 GENNAIO A 80 TUTTI NELLA CHAMBRE 16/2!

    NO ALLA VIOLAZIONE DEL DIRITTO ALLA DIFESA!

    NO ALL’ESTRADIZIONE DI ANGELO E DEI SUOI COMPAGNI!

    NO ALLA REPRESSIONE CONTRO I MILITANTI!



    Comitato di Aiuto ai Prigionieri del (n)PCI-Parigi

    Per contatti: cap-npci-paris@voila.fr

    Sito: cap-npci.awardspace.com



    Parigi, 13 gennaio 07

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da aurora81 Visualizza Messaggio
    Comitati di Appoggio alla Resistenza - per il Comunismo (CARC)

    Via Tanaro, 7 – 20128 Milano – Tel/Fax 02-26306454

    e-mail: resistenza@carc.it – sito: www.carc.it

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    Inoltriamo il Comunicato del CAP(n)PCI di Parigi con importanti
    aggiornamenti sulla campagna repressiva contro il (nuovo)Partito Comunista
    Italiano.











    Angelo (studente di Paris 8) e i suoi compagni

    saranno processati senza i loro avvocati!



    Per poter estradare Angelo e i suoi compagni la Corte presieduta da Mme
    Beauguion

    viola il diritto alla difesa!



    Il 17 gennaio alle 80 riempiamo la Chambre 16/2 del Tribunale correzionale
    di Parigi

    per sostenere il rinvio del processo in nome del diritto alla difesa!



    Il processo che avrà luogo il 17, 18 e 19 gennaio contro Angelo D’Arcangeli
    (studente di Paris 8) e i suoi compagni, Giuseppe Maj e Giuseppe Czeppel, si
    terrà senza la presenza degli avvocati difensori! Così è stato deciso dalla
    Corte che sta conducendo il processo contro i militanti del (nuovo)Partito
    comunista italiano.

    La Corte, presieduta da Mme Beauguion, ha infatti respinto la domanda di
    rinvio del processo avanzata da tutti gli avvocati difensori. Questa domanda
    di rinvio poggia sulla seguente motivazione: l’impossibilità, da parte degli
    avvocati, di essere presenti nelle date stabilite dalla Corte poiché già
    impegnati per quei giorni con altri processi.

    La richiesta di rinvio avanzata dagli avvocati è del tutto motivata ed è
    sostenuta anche dall’Ordine degli avvocati che ha definito un vero e proprio
    scandalo il rifiuto della Corte. Chiedere il rinvio del processo è infatti
    un diritto degli avvocati. Inoltre, anche Angelo e i suoi compagni sono
    d’accordo a rinviare il processo, data appunto l’assenza degli avvocati.



    Il rifiuto della Corte presieduta da Mme Beauguion poggia su progetti che
    non sono difficili da immaginare. La Corte vuole processare Angelo e i suoi
    compagni senza avvocati per privarli di ogni possibilità di difesa e rendere
    più facile la loro estradizione in Italia, dove li attendono due anni di
    detenzione “preventiva” semplicemente perché comunisti. La violazione del
    diritto alla difesa è l’arma per rafforzare la violazione dei diritti
    politici di Angelo e dei suoi compagni, diritti politici già gravemente lesi
    dai quattro mesi di detenzione “preventiva” che Angelo ha fatto nelle
    carceri francesi e dai 18 mesi di detenzione “preventiva” fatti, sempre in
    Francia, dai suoi compagni Maj e Czeppel…



    Il 17 gennaio alle 80 riempiamo la Chambre 16/2 del Tribunale correzionale
    di Parigi (mètro Cité) per sostenere la domanda di rinvio del processo che
    sarà nuovamente avanzata da Angelo e dai suoi compagni. Partecipiamo
    numerosi per creare un rapporto di forza tale da obbligare il giudice a
    rinviare il processo. Non lasciamo passare questa vera e propria
    ingiustizia! Costruiamo insieme la barricata! Solo la mobilitazione può
    permettere di vincere!



    IL 17 GENNAIO A 80 TUTTI NELLA CHAMBRE 16/2!

    NO ALLA VIOLAZIONE DEL DIRITTO ALLA DIFESA!

    NO ALL’ESTRADIZIONE DI ANGELO E DEI SUOI COMPAGNI!

    NO ALLA REPRESSIONE CONTRO I MILITANTI!



    Comitato di Aiuto ai Prigionieri del (n)PCI-Parigi

    Per contatti: cap-npci-paris@voila.fr

    Sito: cap-npci.awardspace.com



    Parigi, 13 gennaio 07
    Nelle democrazie unidimensionali occidentali evidentemente per i comunisti nei processi borghesi non ci deve essere un avvocato difensore. E pensare che la Francia una volta appoggiava il suo Diritto su quello Napoleonico che si differenziava da quello anglosassone per la maggiore mobilità giuridica e le maggiori garanzie della difesa.
    Compagni non lasciamo che questa vergogna passi inosservata. Fatto con uno, è fattibile con tutti.

    A luta continua

  9. #9
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    Predefinito Dal mensile del Carc-(n)PCI "Resistenza" di Gennaio 2007

    NO all’estradizione di Maj, Czeppel e D’Arcangeli
    Cronologia di una mobilitazione che si estende a macchia d'olio

    Parigi. Il 15 e il 30 novembre due settimanali fra i più letti in Francia (Canard Enchaîne e Politis) hanno preso posizione pubblicamente contro l'accanimento giudiziario nei confronti dei compagni del (nuovo)PCI e della sua Delegazione.
    Il 29 novembre un gruppo di compagni e compagne hanno occupato il comune del primo arrondissement di Parigi, di fronte al Ministero della Giustizia e al Louvre, hanno sostituito la bandiera francese con la bandiera rossa e hanno aperto uno striscione "NO all'estradizione dei militanti rivoluzionari". L'occupazione è proseguita per qualche ora e dopo lo sgombero da parte della polizia si è trasformata in un presidio di fronte al Ministero della Giustizia.
    il 1° dicembre, in occasione della prima udienza del processo per "associazione di malfattori" è stato promosso dal CAP di Parigi un presidio in solidarietà ai compagni Maj, Czeppel e D'Arcangeli al quale hanno partecipato una sessantina di compagni e compagne che poi si sono riversati all'interno dell'aula in cui veniva celebrato il processo. Su iniziativa di un poliziotto zelante, i compagni che non avevano trovato posto a sedere sono stati fatti uscire per "motivi di sicurezza", ma grazie alle proteste degli avvocati e dei presenti il giudice ha dovuto acconsentire al loro rientro in aula. Evidente la difficoltà del magistrato che, preso alla sprovvista da tanta partecipazione solidale, non è riuscito a portare a fondo la decisione di celebrare il processo a porte chiuse.
    l'8 dicembre si è svolta una conferenza contro l'estradizione promossa dal CAP di Parigi che ha avuto il pregio di riunire un ampio numero di organismi e realtà che in Francia e in Europa si mobilitano contro la repressione. Dopo l'intervento di Giuseppe Maj che ha spiegato l'importanza della mobilitazione unitaria e la pressione che è necessario sviluppare sull'opinione pubblica affinché condizioni le autorità giudiziarie, vi sono stati molti altri interventi: partito dei CARC, Corsica Nazione, Voie Proletarienne, compagni turchi di Tayad e dell’Associazione Culturale dei Lavoratori Turchi, studenti universitari, la portavoce in Francia del movimento per la liberazione di Mumia Abu Jamal, il Soccorso Rosso Internazionale di Parigi, la Lega Trotzkista francese, Henri Alleg (scrittore e resistente all'occupazione dell'Algeria) e René Lefort (responsabile parigino del Polo per la Rinascita Comunista in Francia).
    Nel prossimo periodo, fino alle date conclusive del processo (17, 18, 19 gennaio), sono previste altre iniziative di denuncia della persecuzione dei compagni del (n)PCI e della sua Delegazione. Nel frattempo la petizione contro l'estradizione dei compagni sta raccogliendo adesioni anche laddove il CAP di Parigi non è presente, principalmente nelle università.



    A luta continua

  10. #10
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    Predefinito aggiornamenti

    Comitati di Appoggio alla Resistenza - per il Comunismo (CARC)

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    e-mail: resistenza@carc.it – sito: www.carc.it

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    Inoltriamo il comunicato stampa del CAP(n)PCI di Parigi con importanti
    aggiornamenti sul processo tenutosi oggi a Parigi contro il (nuovo)Partito
    Comunista Italiano.









    La mobilitazione ha obbligato il giudice a rinviare il processo

    contro Angelo (studente di Parigi 8) e i suoi compagni!



    Oggi, 17 gennaio 07, presso il Tribunale correzionale di Parigi ha avuto
    luogo il processo contro Angelo D’Arcangeli (studente di Parigi 8), Giuseppe
    Maj e Giuseppe Czeppel. Come abbiamo più volte denunciato, oltre ai tre
    militanti del (nuovo)Partito comunista italiano, nel processo sono coinvolti
    anche due militanti della Fracciòn Octubre del PCE®: Ramon Teijelo e Manuela
    Galan.



    Il processo doveva tenersi anche domani e dopo domani.



    Un processo senza avvocati: tutti gli avvocati difensori sono infatti
    impegnati in altri processi durante i tre giorni stabiliti dalla Corte e il
    giudice, Mme Beauguin, ha rigettato la domanda di rinvio da loro avanzata
    nel mese di Dicembre. Anche l’Ordine degli avvocati si è espresso contro il
    rifiuto del giudice di rinviare il processo, considerandolo una vera
    violazione del diritto alla difesa.



    Insomma: le Autorità Francesi, sulla domanda delle Autorità Italiane, prima
    hanno violato i diritti politici dei tre militanti del (n)PCI attraverso
    degli arresti “preventivi” e adesso violano anche i loro diritto alla
    difesa! Tutto questo per un motivo semplice: estradarli in Italia, dove il
    giudice Paolo Giovagnoli sta montando un nuovo processo e, soprattutto, una
    nuova detenzione “preventiva”.



    Data la situazione di chiara violazione del diritto alla difesa e data
    l’evidenza della volontà di attuare l’estradizione, i compagni Giuseppe Maj
    e Giuseppe Czeppel si sono sottratti al regime di libertà vigilata e non si
    sono presentati al processo.



    In aula insieme ad Angelo e ai due militanti spagnoli c’erano trenta
    persone. Altre quaranta persone attendevano fuori: il giudice gli ha
    impedito di entrare. Tra i presenti anche personalità come Monsignor
    Gaillot, Mendes (professore di Parigi 8), una responsabile nazionale
    dell’MRAP; presenti rappresentanti di organizzazioni politiche francesi,
    corse, turche. Presente anche una delegazione del Sindacato Lavoratori in
    Lotta (SLL). Numerosi gli studenti dell’università di Parigi 8 e Nanterre.
    Inoltre: presenti anche le telecamere di Zalea tele (tv indipendente di
    Parigi).



    Inizia il processo. Angelo chiede al giudice di chiamare il responsabile
    dell’Ordine degli avvocati per avere un sostegno legale, data l’assenza
    degli avvocati. Il giudice lo richiama al silenzio. Angelo richiede allora
    il rinvio del processo, data la chiara impossibilità di difendersi. Il
    giudice lo richiama nuovamente al silenzio e minaccia di espellerlo dalla
    sala, in caso di una nuova dichiarazione del genere. Il giudice inizia
    allora a leggere i capi di imputazione. Si rivolge ai due militanti spagnoli
    ponendogli delle domande: ambedue si rifiutano di rispondere data l’assenza
    degli avvocati. Il giudice pone dunque delle domande ad Angelo, il quale si
    rifiuta a sua volta di rispondere e chiede nuovamente la convocazione del
    responsabile dell’Ordine degli avvocati. Il giudice gli ordina di tacere,
    Angelo continua a pretendere il diritto di difendersi, il Giudice allora
    ordina a cinque poliziotti di espellerlo dalla sala: Angelo viene
    letteralmente assalito dai cinque poliziotti, portato fuori dalla sala
    mentre grida “voi mi espellete perché volete impedirmi di difendermi”, viene
    sbattuto contro il muro (il compagno ha adesso una spalla piena di lividi)
    con i poliziotti che gli dicono “adesso ti facciamo tacere noi!”. Le persone
    presenti in aula scattano in piedi e cominciano a gridare contro il giudice
    e i poliziotti. Le persone presenti fuori dall’aula iniziano a gridare lo
    slogan “libertà per il nostro compagno!”. Dei compagni presenti fuori
    dall’aula iniziano a fare il giro delle altre aule del tribunale presenti
    allo stesso piano denunciando l’accaduto alle persone presenti fuori dalle
    aule e chiamandoli ad esprimere solidarietà.

    Arrivano più di 40 poliziotti per bloccare l’accesso all’aula e, allo stesso
    tempo, per cercare di controllare i compagni che fuori dall’aula
    protestavano contro l’espulsione di Angelo. Angelo viene rinchiuso in una
    stanza adiacente alla sala del tribunale fino alla fine dell’udienza.



    Il giudice, vedendo la situazione, si è visto costretto a fare passi
    indietro, ad abbandonare la volontà di fare il processo anche senza gli
    avvocati e a rinviare il processo di tre mesi. Il processo ci sarà il 4, 5 e
    6 aprile. Il poliziotto italiano presente in aula come “supervisore”, non
    era molto contento…



    Liberato, Angelo è salito su una della panche presenti fuori dall’aula e ha
    tenuto un discorso denunciando l’accaduto, sostenendo la scelta dei compagni
    Maj e Czeppel di non presentarsi (ed evidenziando come questo elemento è uno
    degli elementi che ha permesso di ottenere il rinvio perché è stato uno
    degli elementi che ha messo in difficoltà il giudice) e chiamando i presenti
    a fare un sit-in davanti al giornale Liberation per spingere il giornale a
    ricevere una delegazione e fare un articolo per denunciare l’accaduto. Il
    sit-in si è tenuto e una delegazione, composta da militanti e personalità è
    stata accolta, accompagnata dallo slogan “no all’estradizione!”. Numerosi
    passanti si sono fermati a chiedere informazioni.



    La mobilitazione paga! Le Autorità Francesi sono in grande difficoltà: è
    sempre di più un problema per loro cercare di esaudire le richieste dei
    “colleghi italiani”! Ma la vittoria contro l’estradizione ancora non è stata
    strappata, nonostante i notevoli risultati. Bisogna continuare con la
    mobilitazione, rafforzarla, estenderla.



    La prossima iniziativa sarà venerdì 19 gennaio alla Bourse du Travail di
    St.Denis, alle 19h00: concerto e teatro contro l’estradizione di Angelo, di
    Maj, di Czeppel e contro la repressione sviluppata contro tutto il movimento
    sociale. Parteciperanno numerosi organismi di solidarietà: ci auguriamo che
    questa iniziativa, oltre ad essere un momento per rafforzare la lotta contro
    l’estradizione, sia anche un passo in avanti per costruire un fronte unito
    contro la repressione.



    CAP (n)PCI-Parigi

    e-mail: cap-npci-paris@voila.fr

    sito internet: cap-npci.awardspace.com





    Alleghiamo il messaggio realizzato dalla Delegazione della CP



    16.01.07



    Ai compagni e agli amici



    Con il nostro comportamento processuale noi continuiamo e valorizziamo
    l’opera di tutti voi che siete stati solidali con noi. Continuiamo e
    valorizziamo l’opera e la volontà di tutti quelli che hanno preso posizione
    contro la persecuzione che con accanimento le Autorità Italiane e, al loro
    servizio, le Autorità Francesi conducono contro il (nuovo)Partito comunista
    italiano e la “carovana” di organismi e individui che hanno contribuito alla
    sua costruzione e che in qualche modo lavorano secondo la linea che esso ha
    indicato e contribuiscono all’attuazione del suo obiettivo: fare dell’Italia
    un nuovo paese socialista e contribuire così alla nuova ondata della
    rivoluzione proletaria che avanza in tutto il mondo.

    Infatti con il nostro comportamento processuale e con la particolare
    divisione dei compiti che attuiamo nella fase processuale noi esercitiamo la
    massima pressione possibile sulle Autorità Francesi per indurle a rinviare
    il processo, conformemente a quello che i nostri avvocati hanno già chiesto
    e che persino l’Ordine degli avvocati ha riconosciuto essere nostro diritto.
    Noi vogliamo indurre le Autorità Francesi, reduci dall’affaire d’Outreau e
    da analoghi e meno noti affaires, a rispettare almeno in questo caso le loro
    leggi. Se processo ci deve essere, esso deve rispettare almeno gli
    elementari diritti della difesa. Gli imputati devono essere assistiti dai
    rispettivi avvocati lungo tutto il dibattimento. La corte deve riconoscere
    il loro diritto di far comparire i testimoni a loro discarico. La Corte deve
    esaminare in modo esauriente le circostanze che li hanno costretti a
    compiere le azioni della cui legalità essa vuole giudicare. Deve compiere in
    sede dibattimentale l’esame delle circostanze che la Procura Antiterrorismo
    ha ostinatamente e pervicacemente rifiutato di compiere durante i tre anni e
    quattro mesi di istruttoria. Quell’esame che il giudice istruttore
    antiterrorismo, il sig. Gilbert Thiel, ha fraudolentemente rifiutato di
    compiere durante la lunga, dispendiosa e vuota istruttoria.

    Con la nostra condotta noi costringiamo i nostri nemici, che sono anche i
    nemici delle masse popolari italiane e francesi, a rendere palese il
    progetto occulto che esse hanno tramato nel chiuso del “Gruppo
    italo-francese sulle minacce gravi” che esse hanno creato il 3 marzo 2004.
    Questo “Gruppo” ha raccolto e istituzionalizzato la collaborazione
    anticomunista, antipopolare e antiimmigrati che le Autorità dei due paesi
    conducono da anni. Esercitiamo la massima pressione perché le Autorità
    Francesi e Italiane rinuncino in questo caso particolare e provvisoriamente
    al loro progetto e nello stesso tempo manteniamo il massimo di libertà
    d’azione e di iniziativa di cui nella situazione concreta possiamo disporre.
    Questo corrisponde per noi e per tutti i nostri compagni nel modo migliore
    al nostro dovere e al nostro impegno di comunisti.

    Ringraziamo tutti quelli che ci sono stati solidali e li preghiamo di
    continuare e di rafforzare la loro solidarietà. Li preghiamo in particolare
    di partecipare più numerosi possibile alle iniziative che nei prossimi
    giorni e nelle prossime settimane si terranno in Francia e in Italia contro
    l’Ottavo Procedimento Giudiziario (OPG) che le Autorità Italiane hanno
    montato contro la “carovana” del (n)PCI, contro il “processo francese”
    strettamente intrecciato con l’OPG italiano, contro la minaccia di
    estradizione (mandato di cattura europeo) e di espulsione che le Autorità
    Francesi fanno gravare sui comunisti italiani e i loro collaboratori. La
    nostra resistenza alla repressione e la lotta contro la repressione di tutti
    quelli che sono solidali con noi, limitano la libertà d’azione e l’efficacia
    dell’opera persecutoria antipopolare delle Autorità della borghesia
    imperialista. Sono un contributo alla resistenza di tutte le classi
    sfruttate e di tutti i popoli oppressi. Contribuiscono quindi alla comune
    lotta contro l’attuale ordinamento sociale o almeno contro le sue
    espressioni più scandalose e inique.

    Il collettivo della Delegazione della Commissione Provvisoria del Comitato
    Centrale

    del (nuovo)Partito comunista italiano

 

 
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