



e di questa??
Le scrivo questa lettera per soffermarmi sulle parole del sindaco Hllweck, espresse a Radio 24, in occasione del dibattito sul Dal Molin. Il sindaco riporta che «contro il progetto Dal Molin c'è l'estrema destra fascista che si oppone per ovvii motivi». Sono certo che il sindaco Hllweck non si riferisse al nostro partito, ma, per fugare ogni dubbio, vorrei chiarire in modo definitivo il nostro pensiero: sulla questione Dal Molin, la posizione del Movimento Sociale Fiamma Tricolore è per un no ragionato, non per un no ideologico.


E la Farnesina colleziona gaffe diplomatiche anche con la Somalia
di Dimitri Buffa
"Il governo non può cadere sui Pacs, dove io faccio la mia battaglia e dove o si vince o si perde. Il governo può cadere solo sulla politica estera". Il guardasigilli Clemente Mastella, in un soprassalto di onestà intellettuale, avverte, anzi dà l'ultimatum, ai propri bizzosi compagni di coalizione: sulla decisione positiva preannunciata da Prodi agli Stati Uniti, a nome del governo italiano, a proposito dell'allargamento della base americana a Vicenza, non sono possibili ripensamenti di sorta. A meno di non volere mettere in crisi l'attuale esecutivo. Ieri le ostilità erano state aperte dalle sconsiderate e certo non super partes dichiarazioni del presidente della Camera Fausto Bertinotti che di buon mattino aveva dichiarato ai giornalisti che "ogni atto che va nel senso della pace, come quello di impedire nuove forme di organizzazione militare, è una buona cosa". Era quasi una benedizione per le manifestazioni di piazza spontanee che dall'altro ieri sera sono state organizzate territorialmente nel capoluogo vicentino.
Poi era arrivata a complicare ulteriormente le cose la notizia di un'altra gaffe diplomatica antioccidentale del ministro degli Esteri Massimo D'Alema. Stavolta con la Somalia e l'Etiopia. Il responsabile della Farnesina, credendo di fare il furbo, aveva invitato in Italia, scavalcando i titolari dell'esecutivo di Mogadiscio e della presidenza provvisoria (cioè Mohammed Gedi e Abdullahi Yusuf), il presidente del parlamento provvisorio somalo, Sharif Shaik Aden, a segrete trattative di pace a Roma che ricomprendessero anche la fazione filo-terrorista delle Corti islamiche, ormai allo sbando dopo l'offensiva congiunta etiopica e statunitense. Ma da Mogadiscio, mentre lo staff di D'Alema si intratteneva con questo personaggio, è giunta notizia ufficiale, tramite la radio "Shabelle", che il parlamento somalo aveva votato da pochi minuti quasi unanimemente la destituzione dello stesso proprio presidente, che ritornava ad essere un signor Mohammed qualsiasi, in visita in Italia a spese del contribuente. Poi iniziava il carosello di dichiarazioni antiamericane dei vari Ferrando, Pecoraro Scanio, Elettra Deiana, la Cgil del Veneto e, a fare da sponda da destra, persino Alessandra Mussolini di Alternativa sociale. Tutti esponenti politici che rappresentano un mondo che si fronteggia in queste ore nelle strade di Vicenza, con le famiglie degli operai della base e con quelle dei probabili futuri assunti che dicono al Tg3 di volere venire a Roma a ringraziare Prodi per la decisione. Tanto ottimismo comunque non è molto giustificato. Prima di tutto oggi ci sarà un drammatico Consiglio dei ministri dove si è già capito che Rifondazione, i Verdi e il Pdci chiederanno un ripensamento. Poi si è anche arguito che gli esiti di questa vicenda se pure non faranno immediatamente cadere il governo, lo metteranno a rischio fra pochi giorni quando Prodi dovrà chiedere al parlamento di rifinanziare la missione in Afghanistan, e già in molti lo aspettano al varco. Lo stesso Pecoraro Scanio ha affermato, preannunciando una battaglia: Non esiste che la base venga raddoppiata all'interno di un centro urbano. È un'assurdità che non è mai stata permessa a nessuna caserma italiana”.
Su Kabul, infatti, Prodi potrebbe essere costretto a cedere per non rischiare di cadere sul voto di fiducia, ma questo potrebbe anche convincere i moderati dell'Udeur e della Margherita che l'esecutivo non è più in grado di fare scelte unitarie sulla politica estera. E siccome i governi vivono e muoiono solo di scelte strutturali come l'economia, gli esteri e la difesa, e non di quelle sui "valori" o sull'etica, che sono specchietti per allodole e tordi politici, è facile capire cosa potrebbe capitare presto o tardi a questa maggioranza. Mastella ieri ha lanciato il "may day", l'ultimo avvertimento prima dello schianto al suolo.


Base Usa: Mussolini, su referendum pronti a battaglia durissima
L’On. Alessandra Mussolini, leader di Azione Sociale ed europarlamentare di Alternativa Sociale, in ordine alla vicenda della base Usa a Vicenza, dichiara in merito quanto segue:
“Sul referendum AS è disposta a mettere in campo ogni energia e a dare battaglia durissima contro la protervia dei governanti locali e nazionali ma soprattutto contro i diktat di Washington.
Non credo che al momento vi sia margine per chinare il capo.
Occorre alzare forte la voce e sostenere la protesta dei cittadini di Vicenza, unici arbitri del loro destino.
O Prodi e Hullweek cambiano idea o gliela faremo cambiare noi.”
Roma, 18 gennaio 2007


[quote=scledum;5181307]Base Usa: Mussolini, su referendum pronti a battaglia durissima
L’On. Alessandra Mussolini, leader di Azione Sociale ed europarlamentare di Alternativa Sociale, in ordine alla vicenda della base Usa a Vicenza, dichiara in merito quanto segue:
“Sul referendum AS è disposta a mettere in campo ogni energia e a dare battaglia durissima contro la protervia dei governanti locali e nazionali ma soprattutto contro i diktat di Washington.
Non credo che al momento vi sia margine per chinare il capo.
Occorre alzare forte la voce e sostenere la protesta dei cittadini di Vicenza, unici arbitri del loro destino.
O Prodi e Hullweek cambiano idea o gliela faremo cambiare noi.”
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e vaiiiiiiii




quale trattato??? scusa,lo aveva detto anche Fassino che voleva promuovere un referendum,e lui ne capisce..ah,se ne capisce...


Ho la colpa di nn seguire quello che dice fassino, ma suppongo che i soldati americani stiano qui a causa di un trattato, evidentemente internazionale, con gli Usa. Certo la costituzione dice "ratificare", non "modificare", ma credo che sia cmq una cosa che non può essere oggetto di referendum!
Non c'è un esperto di diritto costituzionale fra noi?
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Un a delle questioni è proprio questa. L'accordo siglato 50 anni fa tra usa e italia ha molti lati oscuri dovuti proprio dal fatto che non si conoscono i particolari che ad oggi sono ancora segreto di stato. Il che non ci impedisce di opporci e di proporre un referendum, caso mai dicano chiaramente che il referendum è inutile per i motivi che dici tu, lo dicano, altrimenti avanti con il referendum...


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