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Discussione: Diventare Dio.

  1. #51
    Donna dei filosofi
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    Caro Pfjodor,
    io non ho detto che sia obsoleto il mistero della morte e resurrezione del dio:tutt'altro. Lo considero un messaggio criptato assai importante, valido sempre ed ovunque: Ma sottolineo: criptato.
    Se invece, come di solito si fa, lo si interpreta in senso meramente letterale( Gesù figura storica, il quale era Figlio di Dio incarnato, ed è morto sulla croce per riscattare i peccati del mondo), non solo si resta sul piano favolistico, ormai inaccettato dalla nuova sensibilità interiore dell'uomo, ma si contribuisce a velare di nuovo i significati nascosti di questo importante simbolismo,il quale è da intendersi esclusivamente in senso interiore ed operativo, a vari livelli di esperienza.
    Per questo ho contestato come "obsoleto" un certo arcaico linguaggio legato ad una dimensione più che terrena e "storica" del mistero: linguaggio che non è più penetrativo delle coscienze, proprio per ragioni storico-evolutive.
    Ti ringrazio del benvenuto: felice di conoscerti.

  2. #52
    VINCIT OMNIA VERITAS!
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    Citazione Originariamente Scritto da Oroboros Visualizza Messaggio
    Già...ma non è "salvezza", è Liberazione.
    La salvezza viene concessa...
    La Liberazione raggiunta.
    Non abbiamo bisogno di "slogan": se ha qualcosa da dire relativamente a salvezza e liberazione lo faccia, ma citando autorità e testi tradizionali. Delle sue elucubrazioni non sappiamo che farcene.

    Grazie.
    "In girum imus nocte et consumimur igni"

  3. #53
    VINCIT OMNIA VERITAS!
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    Citazione Originariamente Scritto da La Papessa Visualizza Messaggio
    Caro Pfjodor,
    io non ho detto che sia obsoleto il mistero della morte e resurrezione del dio:tutt'altro. Lo considero un messaggio criptato assai importante, valido sempre ed ovunque: Ma sottolineo: criptato.
    Se invece, come di solito si fa, lo si interpreta in senso meramente letterale( Gesù figura storica, il quale era Figlio di Dio incarnato, ed è morto sulla croce per riscattare i peccati del mondo), non solo si resta sul piano favolistico, ormai inaccettato dalla nuova sensibilità interiore dell'uomo, ma si contribuisce a velare di nuovo i significati nascosti di questo importante simbolismo,il quale è da intendersi esclusivamente in senso interiore ed operativo, a vari livelli di esperienza.
    Per questo ho contestato come "obsoleto" un certo arcaico linguaggio legato ad una dimensione più che terrena e "storica" del mistero: linguaggio che non è più penetrativo delle coscienze, proprio per ragioni storico-evolutive.
    Ti ringrazio del benvenuto: felice di conoscerti.
    In questo forum non ci si occupa di crittografia nè di interpretazioni favolistiche: il fatto che una realtà qualsivoglia abbia un significato simbolico non toglie che sia, per ciò stesso, meno reale. La veridicità storica di certi avvenimenti, nulla toglie al fatto che tali avvenimenti abbiano anche significati profondi.
    Inoltre se l'uomo d'oggi, o di ieri, non si trova in sintonia con i modi di esposizione delle verità tradizionali, il problema non è certo delle Tradizioni che veicolano questi messaggi (oltre ai mezzi necessari a conseguire il fine per cui esistono), ma delle coscienze dell'uomo oramai, purtroppo, quasi impermeabili a determinate concezioni ed influenze. E' l'uomo a dover cambiare, non la Tradizione.
    "In girum imus nocte et consumimur igni"

  4. #54
    Donna dei filosofi
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    Non c'è dubbio che la Tradizione sia sempre la stessa.
    Tuttavia essa si rivolge agli uomini di epoche diverse con linguaggi diversi, come è logico.
    Con il passare delle ere la Tradizione resta immutabile, ma accade che gli uomini cambino, e che un linguaggio usato non sia più consono per quegli uomini. E' per questo che nascono, prosperano, muoiono religioni e culti.
    E' per questo che la Sapienza Perenne si manifesta sempre con modalità differenti, di era in era. All'interno di un sistema religioso convivono sempre due aspetti, dei quali uno è sempre nascosto, e l'altro palese. E' un paradigma.
    Ma tra gli uomini, anche i più ricettivi hanno bisogno di un linguaggio adeguato: diversamente, la Sophia è temporaneamente perduta.

  5. #55
    VINCIT OMNIA VERITAS!
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    Citazione Originariamente Scritto da La Papessa Visualizza Messaggio
    Non c'è dubbio che la Tradizione sia sempre la stessa.
    Tuttavia essa si rivolge agli uomini di epoche diverse con linguaggi diversi, come è logico.
    Con il passare delle ere la Tradizione resta immutabile, ma accade che gli uomini cambino, e che un linguaggio usato non sia più consono per quegli uomini. E' per questo che nascono, prosperano, muoiono religioni e culti.
    E' per questo che la Sapienza Perenne si manifesta sempre con modalità differenti, di era in era. All'interno di un sistema religioso convivono sempre due aspetti, dei quali uno è sempre nascosto, e l'altro palese. E' un paradigma.
    Ma tra gli uomini, anche i più ricettivi hanno bisogno di un linguaggio adeguato: diversamente, la Sophia è temporaneamente perduta.
    A parte le perplessità che derivano dall'uso di espressioni quali "sistema religioso", "paradigma", "uomini ricettivi", nonchè dall'affermazione secondo la quale "in un sistema religioso convivono sempre due aspetti, dei quali uno è sempre nascosto, e l'altro palese", a parte questo -dicevamo- finchè una Tradizione è viva e la sua catena ininterrotta Essa non ha necessità di cambiare le sue forme di comunicazione del Vero, perchè questo sarebbe un po' snaturare se stessa (dato che, fra le altre cose, una certa Tradizione si distingue da un'altra proprio per le forme per mezzo delle quali permette la partecipazione alla Verità ed a determinate modalità di esistenza, in quanto in un piano sovraformale certe differenze scompaiono). Sono semmai gli uomini, lo ribadiamo, che se intendono partecipare della azione salvifica (ad esempio) di una determinata forma tradizionale devono adattarsi a questa: la Provvidenza (per usare un termine forse più teologico che Metafisico, ma che può essere facilmente trasposto) fa in modo che non manchino mai i mezzi perchè ogni essere possa sviluppare, se lo vuole, le proprie possibilità. Ma non sta all'uomo decidere se queste siano o meno adatte allo scopo: c'è da prendere o da lasciare.
    Tra l'altro uno dei modi in cui si cerca di affrettare la fine delle forme tradizionali è spesso quello del cambiamento delle forme stesse, che si maschera, il più delle volte, come un ritorno alla purezza originaria (vedi il protestantesimo, il wahabismo, l'arja-samaj ed il brahma-samaj.... ed altri) ed altre volte come un necessario adattamento ai tempi: ma i reali ispiratori di questi movimenti non sono per nulla luminosi.
    Può capitare a volte che determinate forme tradizionali subiscano profondi mutamenti: ma anzitutto essi sono già previsti al momento della loro stessa costituzione ed in secondo luogo non sono motivati dalla "ricettività" degli uomini o dalle esigenze che l'evoluzione di questi ha portato, ma solo dalla necessità di conformarsi a determinate condizioni cicliche. Sono comunque casi eccezionali che non sono mai dovuti a richieste dal basso, ma ad iniziative dall'Alto.
    "In girum imus nocte et consumimur igni"

  6. #56
    Amore vince la morte
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    Caro Pfjodor,
    io non ho detto che sia obsoleto il mistero della morte e resurrezione del dio:tutt'altro. Lo considero un messaggio criptato assai importante, valido sempre ed ovunque: Ma sottolineo: criptato.
    Se invece, come di solito si fa, lo si interpreta in senso meramente letterale( Gesù figura storica, il quale era Figlio di Dio incarnato, ed è morto sulla croce per riscattare i peccati del mondo), non solo si resta sul piano favolistico, ormai inaccettato dalla nuova sensibilità interiore dell'uomo, ma si contribuisce a velare di nuovo i significati nascosti di questo importante simbolismo,il quale è da intendersi esclusivamente in senso interiore ed operativo, a vari livelli di esperienza.
    Per questo ho contestato come "obsoleto" un certo arcaico linguaggio legato ad una dimensione più che terrena e "storica" del mistero: linguaggio che non è più penetrativo delle coscienze, proprio per ragioni storico-evolutive.
    Ti ringrazio del benvenuto: felice di conoscerti.
    altrettanto


    ps.
    più che criptico io userei il termine misterico e grazie a Dio, quel linguaggio deve rimaner tale: del mistero.

    laddove la Logica (o Sophia), giunger non può, la Fede, la Speranza vola come un gabbiano pienamente libero.




    scusami eymerich, non volevo apparir patetico, anche se a volte..

  7. #57
    presbitero cristiano ortodosso
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    ed eretico perfino di se stesso -contraddisse e si contraddisse
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    Predefinito Deificaciòn Del Sexo.-

    San Simeòn Nuevo Teòlogo - 949-1022 -,solamente lleva el tìtulo
    de Teòlogo, junto a San Juan Evangelista y San Gregorio Nacian-
    ceno, los cuales son los Teòlogos por excelencia en la Tradiciòn
    Bizantina, es decir, en la Iglesia Ortodoxa.

    El pensamiento teòlogico monàstico de Simeòn va dirigido a todos,
    tanto a monjes como laicos. Està persuadido que todos pueden al-
    canzar la DEIFICACIÒN, la uniòn con Dios.

    Nuestro mìstico cree que LA VIDA ETERNA HA COMENZADO YA Y AHORA,
    que no es un hecho del devenir escatològico, sino una realidad del
    presente, en el hombre que se convierte. Ya hay, ya comienza una
    nueva creaciòn, el Reino de Dios, el Reino de los cielos,està en
    nuestros corazones. Esto es un hecho experimental de la fe en Cristo.

    " Dios se ha hecho hombre para que el hombre se convierta en dios ".
    Esta declaraciòn es en lo que verdaderamente consiste la Teologìa,
    para la Iglesia Ortodoxa.Esta THEOSIS, por la gracia de Dios, con-
    vierte al hombre participando de la vida en Èl, fundièndose en Dios,
    a travès de la oraciòn pura y la contemplaciòn de la LUZ INCREADA,
    es decir, Dios mismo.

    Para san Simeòn el Nuevo Teòlogo, la DEIFICACIÒN reside en el pla-
    no de la integralidad del hombre en su totalidad, tambièn de su
    cuerpo, por ser este tambièn parte del Cuerpo de Cristo, el hombre
    debe ser deificado tanto en su alma como en su cuerpo, incluso en
    su SEXO, como parte de su cuerpo.

    Simeòn, escribe en su Himno XV:


    (...)" Nos convertimos en miembros de Cristo, y Cristo
    en miembro nuestro (...). Ellos, en efecto,llegando a
    ser muchos, permanece uno e indivisible, y cada parte
    es Cristo entero: absolutamente, pues, has reconocido a
    Cristo en mi dedo, en el GLANDE- no tiembles ni te aver-
    güences- mas Dios no se avergüenza de ser semejante a tì.
    (...) Si tu estàs revestido de la vergüenza de la carne,
    es que no has desnudado la mente en Cristo".

    ¡ SOMOS TODO ENTERO DEL SEÑOR, NUESTRO DIOS ¡

    Padre Osios Ferrer presbitero ortodosso del Patrairacto di Mosca parrocchia di Alicante in Spagna


    dal sito web

    http://it.groups.yahoo.com/group/sanmarcoefeso/

 

 
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