Un saluto a tutti gli amici e le amiche del forum Chiesa Ortodossa Tradizionale.
con questo post vorrei presentarmi a Voi, nella speranza che la frequentazione di questo forum mi sia d’aiuto nella mia ricerca di Pace ed Elevazione spirituale. Spero di non tediarvi e non dilungarmi in inutili digressioni, ma ritengo che qualche spiegazione sia necessaria.
Non appartengo alla Chiesa Ortodossa (anche se in futuro le cose potrebbero cambiare), ma mi sono sempre sentito più vicino ad Essa che alla Chiesa Cattolica. Non sono mai riuscito e non riesco ad identificarmi su una Chiesa costruita sulle fondamenta della terza tentazione di Satana a Gesù Cristo; spero di non aver offeso nessun cattolico.
Questa vicinanza è iniziata – per quanto possa sembrare strano o disdicevole – con la lettura di Dostoevskij: nei suoi romanzi sono venuto a contatto con la Spiritualità russa ed ortodossa.
Il dolore, la mancanza di valori, il disorientamento che la modernità ha portato in un popolo come quello russo, i fulgidi esempi di pietas cristiana che il Maestro russo contrappone al dilagante nichilismo, mi hanno sempre colpito profondamente. Da qui, è iniziato il mio processo di avvicinamento alle posizioni dottrinali ortodosse, allontanandomi progressivamente da quelle cattoliche. Un avvicinamento nato forse per questioni che possono essere ritenute leggere, ma i fatti sono questi.
Sono un Cristiano Cattolico Romano per nascita, ma il mio rapporto con il Cristianesimo è sempre stato tormentato per un aspetto della mia indole che si rispecchia in ogni mia attività, non solo in merito alla Religione: non riesco, non sono mai riuscito, ad abbandonarmi ad una verità, foss’anche la Verità, senza esserne stato completamente persuaso intellettualmente, senza esservi giunto mediante la Ragione. So bene che è stato detto Beati quelli che pur non avendo visto crederanno, ma purtroppo è questa la mia Natura ed io non posso farci nulla.
Ho letto, leggo la Bibbia traendone un chiarissimo senso di quella Pace ed Elevazione che tanto affannosamente cerco, come se la mia Fede cercasse di divincolarsi dall’Intelletto che ostacola in me ogni sentimento religioso e metafisico in genere. Il Poeta disse:Matto è chi spera che nostra ragione /possa trascorrer la infinita via / che tiene una sustanza in tre persone. /State contenti, umana gente, al quia; / ché se potuto aveste veder tutto, / mestier non era parturir Maria; Sei versi che esprimono mirabilmente la contraddizione che mi porto dentro e che cerco di superare confidando anche nel Vostro aiuto e nelle Vostre preghiere. Mi sento Cristiano ma questa mia riluttanza ad abbandonarmi alla Fede spesso mi sembra essere indice di scarsa, leggera religiosità. Non vorrei che quella che io chiamo Fede fosse un semplice rigetto della modernità e del nichilismo di cui e impregnata, e che proprio per questo essa non riesca ad emanciparsi dalla componente razionale, dal raziocinio. E qui mi sorge un’altra domanda: perché la Fede in me si pone come aspetto antitetico alla Ragione? Il rapporto Fede-Ragione ha contrassegnato secoli di Storia della Filosofia, dai Padri ad oggi, ma non mi voglio addentrare in questa disputa. Quello che non capisco è una questione di natura diversa, e cioè perché in me questi due aspetti debbano essere necessariamente in conflitto e io non riesca a trovare un compromesso.
In conclusione, Vi domando innanzitutto di scusarmi se, con questo mio scritto, Vi sia apparso come una persona impudente e svergognata, essendomi rivolto ad un forum pubblico. Ma, credetemi, ho riflettuto molto sull’opportunità di compiere questo passo e mi sono risolto dopo aver conosciuto l’Elevatezza spirituale di molti di coloro che frequentano questo Vostro forum.
Sono ben conscio che non troverò qui la mia risposta, che forse la troverò soltanto di fronte al Padre con cui ho un rapporto tanto tormentato, ma vorrei che mi rendeste partecipi dei Vostri pareri.
Vi ringrazio, chiedendoVi nuovamente venia per l’inopportunità di questo mio intervento.
Sempre Vostro.




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