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Discussione: Gli eroi della Vandea

  1. #11
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  2. #12
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  3. #13
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    Veramente ben fatto. Grazie Heritage.

  4. #14
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    Il martirio dei Cattolici Vandeani di Eugenio Corti

    In occasione del bicentenario della rivoluzione francese (1989), sono uscite alcune opere obiettive che ci consentono di avere sotto gli occhi ciò che è realmente accaduto in Vandea.
    Delle cause che stanno all'origine dell'episodio vandeano, ci limitiamo a ricordare per sommi capi soltanto le maggiori, e cioè: le idee illuministe ispiratrici della rivoluzione francese; l'emanazione da parte dell'autorità rivoluzionaria, nel luglio 1790, della Costituzione Civile del Clero, inaccettabile per i credenti; infine l'esecuzione, nel gennaio 1793, mediante ghigliottina, del re di Francia Luigi XVI, inaccettabile per i patrioti vecchia maniera e per i popolani. Già nel 1792 si erano avuti in molte zone della Francia dei moti popolari. Nel 1793 l'ordine del governo rivoluzionario di una leva di 300.000 uomini ha fatto precipitare la situazione in Vandea. Un gran numero di richiamati si dà alla macchia. La superficie della Vandea era di circa 10.000 chilometri quadrati, la popolazione di 815.000 abitanti. I ribelli vandeani, uomini valorosi e fin da principio ben organizzati, hanno battuto uno dopo l'altro i reparti dell'esercito repubblicano presenti in loco o inviati da Parigi, e conquistato per intero (cioè liberato) il proprio territorio. Successivamente le forze soverchianti inviate da Parigi hanno rovesciata la situazione. In quei mesi imperversava in Francia il terrore giacobino, con alla testa Robespierre, il quale dominava nella Convenzione, cioè nella suprema direzione rivoluzionaria.
    Ottenuta la vittoria, i giacobini non si limitarono a castigare in modo esemplare i vandeani sconfitti; per costoro - esattamente come più tardi per gli avversari del comunismo in Russia, in Cina e altrove, e per gli antinazisti in Germania - non poteva essere che l'eliminazione, lo sterminio. E precisamente lo sterminio venne chiesto e ottenuto alla convenzione di Parigi da alcuni rappresentanti. Venne dato ordine che in contemporanea allo sterminio si asportasse dal territorio tutto l'asportabile (come vedremo, si giunse anche alle sfruttamento dei cadaveri), dopo di che doveva essere bruciato tutto il resto. Leggiamo nelle istruzioni impartite dal capo dei generali esecutori, Turreau, ai suoi luogotenenti: "Tutti i villaggi, tutti i borghi, le macchie e tutto quanto può essere bruciato, sarà dato alle fiamme". Stabilito quanto sopra, si è proceduto all'esecuzione con tutti i mezzi allora disponibili. Tra i sistemi impiegati spiccano per originalità gli annegamenti in serie nel fiume Loira, e i rastrellamenti metodici da parte di grandi colonne armate, che marciando in parallelo attraverso il territorio da spopolare hanno provveduto a uccidere tutti coloro che incontravano. Vediamoli in breve.
    Eliminazioni per annegamento. Poiché la "santa madre ghigliottina è troppo lenta", e "fucilare è troppo lungo e si consumano polvere e pallottole, si è presa la decisione di metterne un certo numero in grandi battelli, condurli in mezzo al fiume.. e là si cola a picco il battello. Questa operazione si fa ogni giorno".
    Si procedeva anche, più sommariamente e celermente, col "battesimo patriottico", buttando in acqua le vittime a gruppi. "Quelli che scampano sono immediatamente amazzati a colpi di sciabola" dalle barche circostanti. Dice il testimone Guillame-François Lahemec: "All'inizio gli individui venivano annegati con i loro abiti, ma in seguito il Comitato (rivoluzionario di Nantes), spinto dall'avidità e dalla raffinatezza della crudeltà, spogliava dei vestiti quelli che voleva. Bisogna anche che vi parli del "matrimonio repubblicano", che consisteva nel legare insieme, sotto le ascelle, un giovane e una giovane completamente nudi, e precipitarli così nelle acque".
    Particolarmente auspicato era il "matrimonio" di preti legati a monache, o di individui appartenenti alla stessa famiglia. Le persone annegate di cui venne preso il nome furono 4.800, ma le vittime complessivamente dovettero essere ben più numerose, se il capi del Comitato Rivoluzionario di Nantes, Carrier, si vantava di averne lui solo fatte annegare 2.800 (tra cui, in una sola notte, da quattro a cinquecento bambini sotto i quattordici anni).
    Le 'colonne infernali'. In Vandea molto più produttivo di vittime fu però il sistema delle "colonne infernali", costituite da sei grandi formazioni armate che durante quattro mesi, a partire dal 17 qennaio 1794, rastrellarono in parallelo l'una all'altra tutto il territorio, nel quale la popolazione - dopo le sconfitte subite, ma anche in seguito alle solenni promesse di perdono con relative garanzie, fatte dai giacobini vincitori - aveva ormai cessata ogni resistenza.
    La consegna del generale Grignon, capo della prima colonna, ai suoi soldati fu: "Vi do l'ordine di dare alle fiamme tutto quanto sarà suscettibile di esser bruciato, e di passare a fil di baionetta qualsiasi abitante incontrerete sul vostro passaggio So che può esserci anche qualche patriota in questo paese: non importa, dobbiamo sacrificale tutto".
    l'ufficiale di polizia Gamet, che fa parte della colonna comandata dal generale Turreau, scrive "Amey fa accendere i forni e quando sono ben caldi vi getta le donne e i bambini. Inizialmente sono condannati a questo genere di morte le donne briganti" (cioè delle popolazioni insorte) "ma oggi le grida di queste miserabili hanno tanto divertito i soldati e Turreau che hanno voluto continuare. Mancando le femmine dei monarchici, si rivolgono alle spose dei veri patrioti. A nostra conoscenza già ventitré hanno subito questo orribile supplizio".
    Il chirurgo Thomas scrive: "Ho visto centocinquanta soldati maltrattare e violentare donne, ragazzie di quattordici e quindici anni, massacrarle subito dopo e lanciare di baionetta in baionetta teneri bambini rimasti a fianco delle loro madri giacenti a terra".
    Beaudesson, reggente della sussistenza militare, che ha seguito la colonna Bonnaire, riferisce: "La strada da Vihiers a Chalet era ricoperta di cadaveri, alcuni morti da tre o quattro giorni, e altri appena spirati.
    Dovunque i campi vicini alla strada maestra erano coperti di vittime sgozzate". Grazie alla presenza di grandi e intricati boschi non pochi sono i sopravvissuti: in certe zone costoro, dopo il passaggio dei carnefici, si riunivano nei villaggi devastati a pregare per i morti. A tal
    Fine "tutte le sere hanno luogo adunate popolari per dire il rosario: gli abitanti sono convocati per mezzo di un corno o di una cornamusa".
    Sfruttamento dei cadaveri. Siamo tenuti a completare il quadro degli accadimenti in Vandea ricordando lo sfruttamento dei cadaveri. Per esempio della loro pelle "I cadaveri erano scorticati, si tagliava la pelle al di sotto della cintura, poi lungo ciascuna delle cosce fino alla caviglia, in modo che dopo la sua asportazione i pantaloni si trovavano in parte formati: non restava altro che conciare e cucire".
    Si ricavava dai cadaveri anche il grasso: a Clisson il 5 aprile 1794 vennero cotte a tal fine centocinquanta donne: "Facevamo dei buchi per terra per sistemarvi delle caldaie alle scopo di raccogliere tutto quello che colava: avevamo messo al di sopra delle sbarre di ferro, e su queste le donne... poi, ancora al di sopra vi era il fuoco... Ne mandai dieci barili (col grasso cosi ricavato) a Nantes".
    Ad Angers ci si adopera per fare dei cadaveri un uso ornamentale: le autorità giacobine prescrivono che le teste dei ribelli vandeani siano "tagliate e disseccato per essere poi messe sulle mura". Non però al modo dei selvaggi, bensì utilizzando i sussidi della civiltà: "II laboratorio della scuola di chirurgia di questa città è indicalo per fare questo lavoro ..". L'inizio della ribellione in Vandea ebbe luogo nella primavera del 1793: le stragi maggiori si ebbero dalla fine del 1793 all'agosto 1794 (Robespierre cadde il 27.7.1794), con strascichi anche negli anni successivi. Secondo i recenti, accurati computi di Reynold Secher, autore de "II genocidio vandeano" (Effedieffe, Milano 1989) dal quelle sono tratte tutte le citazioni comprese nel presente saggio, su una popolazione di 815.029 persone le
    vittime furono 117.257, pari al 14,38 per cento, con punte particolarmente elevate in alcuni cantoni (così Chalet ha perso il 37,39% degli abitanti, Vihiers il 30,55%, Chemillé il 30,30%): la percentuale delle donne fatte perire fu di poco inferiore a quella dei maschi. Tenuto conto che il tempo a disposizione per il massacro è stato di un anno e mezzo, siamo alla stessa media delle vittime in Cambogia, dove in tre anni i comunisti hanno fatto morire circa un terzo della popolazione. Prima di chiudere va ricordato che nel periodo della prevalenza giacobina non ci furono solo le vittime vandeane: nella prefazione al libro di Secher, Pierre Chaunu, dell'Institute de France, dice: "Pensate ai massacri di Lione, Tolone, Bordeaux, Marsiglia, in diverse zone della 'chouannerie' (i territori dei ribelli antirivoluzionari) dell'Ovest, aggiungete la ghigliottina di Parigi, e superate il mezzo milione".

  5. #15
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    Doveroso mi sembra spendere due parole per una mia riflessione personale su ciò che la Vandea in quei terribili anni ha dato e con il suo esempio da ancora oggi. Rivivo in quelle immagini, in quelle vetrate delle Chiese della Terra di Vandea delle emozioni e dei pensieri che lo sguardo di quei generali e dei soldati vandeani infonde nei cuori di coloro che, oggi come ieri, trovano ragione di vita, di felicità e di estrema bellezza, nel sacrificio di tali valorosi eroi per la Regalità di Nostro Signore Gesù Cristo.
    Sembra di sfogliare un libro vecchio, ingiallito dall'incessante scorrere del tempo, tenuto nascosto e allo scuro per paura che la luce della sue pagine possa tornare a brillare e a sconfiggere le tenebre che da troppo e tanto tempo lo hanno offuscato.
    Il sangue e il pianto versato dalle madri e dai loro figli nel vedere l'orda malvagia passare e distruggere tutto ciò che incontrava nel suo diabolico cammino, il sorriso di coloro che hanno vissuto la vera bellezza, hanno patito, sofferto, e si sono sacrificati per essa, rivive nel cuore di Vandea, che con cadenza incessante dice e dirà ai suoi nemici "A voi il tempo, a noi l'eternità".

    Heritage

  6. #16
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    Questo Thread, oltre a commuovermi, mette in luce, in pieno, la nobiltà del tuo giovanissimo cuore e la tua grande intelligenza ! Grazie a nome di chì, anche oggi, combatte per la Fede, sotto quel simbolo glorioso !

    Succi Leonelli Marco (IL VANDEANO)

  7. #17
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    Il massacro di Petit Luc e Grand Luc

  8. #18
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  9. #19
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    La nostra patria sono i nostri villaggi

    François De Charette

    La nostra patria sono i nostri villaggi, i nostri altari le nostre tombe,
    tutto ciò che i nostri padri
    hanno amato prima di noi.
    La nostra patria è la nostra Fede,
    la nostra terra.
    Ma la patria, che cos'è? Lo capite voi?
    vogliono distruggere i costumi, l'ordine, la Tradizione.
    Allora, che cos'è questa patria
    che sfida il passato, senza fedeltà, senz'amore?
    Questa patria di disonore e irreligione?
    per loro, sembra che la patria
    non sia che un'idea; per noi, è una terra.
    Loro, ce l'hanno nel cervello:
    noi la sentiamo sotto i nostri piedi, è più solida.
    E' vecchio come il diavolo il loro mondo
    che dicono nuovo e vogliono fondare sull'assenza di Dio.
    Si dice che siamo i fautori delle vecchie superstizioni... Fanno ridere!
    ma di fronte a questi demoni
    che rinascono di secolo in secolo,
    noi siamo la gioventù, signori!
    Siamo la gioventù di Dio.
    La gioventù della fedeltà!

  10. #20
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    Grazie Torquemas, bellissime parole che ricordano la semplicità e l'umiltà degli eroi Vandeani. Un popolo dove l'identità socio-culturale è caratterizzata dalla Fede in Nostro Signore, popolo che trova essenza di vita in Cristo e nella Sua Chiesa.


 

 
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