solidarietà ai popoli islamici discriminati dai soliti fallaciani da 4 soldi.
solidarietà ai popoli islamici discriminati dai soliti fallaciani da 4 soldi.


in Arabia Saudita una digraziata è stata ondannata a 50 scudiscate xchè era rimasta sola con un uomo al quale aveva chiesto socorso dopo esseere stata violentata e pichiata da una mezza dozzina di uomini
ovviamente gli stupratori sono in libertà e non hanno subito nessuna ondanna penale
in ARABIA SAUDITA hanno LEGALIZZATO GIURIDICAMENTE lo STUPRO
non sono cretini , sono bestie


Trovato la notizia
DAL NOSTRO INVIATO
ZAGHOUAN (Tunisia) — Lo strazio di Carlo Castagna finisce che sono quasi le due e mezzo del pomeriggio, quando le bare di sua figlia Raffaella e del nipotino Youssef, due delle vittime della strage di Erba, vengono calate nella terra del cimitero musulmano di Zaghouan. A Carlo, e agli altri parenti e amici venuti fin qui per l'ultimo capitolo di questa storia allucinante, è toccata una sofferenza in più: rimanere fuori dalla moschea durante la cerimonia funebre, perché non di fede musulmana. E poi l'affronto di una sepoltura «irrispettosa»: la fossa preparata per Raffaella si è rivelata troppo piccola e Carlo in persona ha dovuto intervenire per indicare altri lavori di scavo e perché sua figlia potesse avere finalmente un po' di pace.
Una giornata che probabilmente i parenti delle vittime avrebbero preferito vivere in maniera diversa. «Non vogliamo che questo funerale diventi un reality show» aveva implorato lunedì Pietro Castagna, figlio di Carlo e fratello di Raffaella. È finita con telecamere e fotografi che, dopo aver impietosamente seguito in ogni istante la famiglia, hanno insistito per un abbraccio tra Carlo e Azouz Marzouk, il marito tunisino di Raffaella. La fiction a quel punto ha potuto dirsi conclusa. Si era partiti lunedì sera con la veglia funebre nella casa dei genitori di Azouz, alla quale i Castagna, il sindaco di Erba Enrico Ghioni e altri arrivati dalla Brianza avevano preso parte fino a mezzanotte.
Poco dopo le dodici di ieri le due bare, coperte da un drappo verde, il colore dell'Islam, sono state trasferite nella moschea per la cerimonia. Esclusi, appunto, Carlo, Pietro e Giuseppe Castagna (altro fratello di Raffaella), perché non musulmani. Tutti fuori dal muro di cinta. «Ma sapevano che sarebbe andata così, nessuna sorpresa» riferisce un amico di famiglia, interpretando la volontà dei Castagna di non alimentare polemiche tra religioni. A sorpresa, però, nemmeno Azouz è entrato nella moschea: «Non sono musulmano praticante — si è giustificato lui — dunque non sono ammesso alle celebrazioni». Poi il corteo funebre ha raggiunto il piccolo cimitero sul fianco di una collina, alle porte di Zaghouan. Ma qui ecco l'altro fuori programma: nella fossa di Raffaella e Youssef ci entra solo la bara del bambino. I necrofori cominciano ad armeggiare col feretro di Raffaella, fanno qualche operazione maldestra al punto che Carlo Castagna si sente in dovere di intervenire: «No, non così», e comincia a dare istruzioni agli operai tunisini, facendosi aiutare da Azouz nella traduzione: «Scava con questa pala...ancora 20 centimetri...da quella parte...». Mezz'ora. Poi è tempo di tornare a Erba, salutare ancora una volta Azouz che in Tunisia è diventato un personaggio simbolo. C'è chi non l'ha mai conosciuto ma si è fatto ieri 100 chilometri pur di stringergli la mano. È il caso di Abbas Tawfik, che ha vissuto in Italia dall'87 al 2003: «Dopo l'attentato delle Torri Gemelle — racconta — per noi arabi in Italia la vita era diventata impossibile, ci prendevano sempre per terroristi o delinquenti. Quello che è capitato ad Azouz può succedere a chiunque di noi». Non a caso lunedì il giornale tunisino «Les Temps» ospitava un'intervista a Marzouk che sostiene: «Mi hanno accusato solo perché sono arabo».
IL DRAPPO ISLAMICO
L'ingresso del corteo funebre nella moschea di Zaghouan, dove sono stati celebrati i funerali di Raffaella e del piccolo Youssef con il rito islamico. Le bare delle due vittime della strage di Erba sono avvolte ciascuna in un drappo verde, il colore dell'Islam, e su quel drappo sono incisi alcuni versetti del Corano. Nell'immagine in alto l'abbraccio che ha segnato il saluto finale fra Carlo Castagna e Azouz Marzouk.
Claudio Del Frate
24 gennaio 2007
è stata tutta una schifezza...


Nessuna (in questo caso...). Stronzi ed idioti tutti e due i comportamenti.
Ma "da qualche parte" sento sempre buttare tonnellate di merda sulla chiesa cattolica (magari anche a ragione, sia chiaro...) ma mai sui muslim, ormai da difendere a priori per certa gente...


in casi come questo io dico sempre che prima di guardare in casa degli altri bisogna prendersi le magagne di casa propria... per questo questo thread per me è un thread scorretto.
Poi per altri aspetti certamente i Musulmani sono da criticare, ma io mi aspetto comportamenti "migliori" dalla MIA religione e non da quella degli altri


Tu fai paragoni sbagliati. Prendi il no della Chiesa come ad una cattiveria gratuita mossa dal cinismo, ma non è così. Il caso Welby è stato un caso mediatico, seguito da tutta Italia. La Chiesa si era già espressa al riguardo, anche prima che Welby morisse. Non è stata una novità dunque quel rifiuto, ma è stata una decisione sofferta e al contempo obbligata. Il messaggio sbagliato sarebbe arrivato a troppe persone, e inoltre un accettazione sarebbe andata in netto contrasto con ciò che aveva espresso al Chiesa sino alla morte. Il discorso è molto complesso. Nel casop dei funerali islamici proibiti al padre/marito e al nonno/padre è una cosa terrificante per la sua spietatezza dato che quel padre/marito e quel nonn/padre non avevano fatto niente di male, come non hanno fatto niente di male tutte le femmine che sono dovute rimanere fuori perchè in quanto donne a loro è vietato partecipare a funzioni di quel genere, soprattutto se in compagnia di uomini.
Ma davvero non ci vedi nessuna differenza?
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