Dopo che per mesi i sedicenti "laici" ci hanno scassato i maroni con gli interventi della Chiesa nella vita politica (apriti cielo), un giornaletto fazioso ci regala questa bella pagina di giornalismo.
Un giornalista dell'Espresso si finge un credente che deve ricevere l'assoluzione, e va in Chiesa per porre ai sacerdoti domande scottanti sui temi etici. "Padre, ho intenzione di far fare un aborto a mia moglie che aspetta un figlio down". "Padre, io uso il preservativo". "Padre, ho praticato un'eutanasia". Obiettivo: rilevare se nelle risposte dei sacerdoti ci sia un'incongruenza con il magistero della Chiesa, onde accreditare gli interlocutori più ben accetti a sinistra. Qualcosa che da qualcuno di recente è stata giustamente indicato come la ricerca dell'anti-Ratzinger.
Ho l'impressione che i fautori del laicismo, stavolta abbiano non solo fatto un'operazione che laica non è, ed è anzi viziata da infamia. Ma hanno anche toppato comunicativamente, perché hanno abbandonato il leit-motiv buonista e hanno assunto su di sé il ruolo di irrispettosi della dignità religiosa cristiana. Oltre a una codardia e a una vigliaccheria senza limiti, perché io sfido i grandi giornalisti dell'Espresso a fare altrettanto con gli islamici. Eh, no: chè mica son fessi, sanno che rischierebbero la salmanrushdizzazione. Un'azione di questo tipo mi disgusta, e sono contento che dall'inchiesta emerga come il sacerdozio della Chiesa spesso assume la posizione di chi è umano e comprensivo, nel messaggio di Gesù del perdono universale e dell'amore caritatevole, di fronte alla ennesima provocazione ignobile ed ignorante. E che, si badi bene, pretende di partire avendo in mano la bandiera della laicità, della tolleranza e del diritto civile. Io sono disposto a difendere la mia visione del mondo con le unghie e con i denti, e non permetterò a questi manigoldi di utilizzare la loro forza mediatica per accreditare una visione distorta e approssimativa della laicità.
da www.kalash.ilcannocchiale.it


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